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Ex OGR. Il risveglio della ragione contro il modello unico
A notte fonda cadi dal letto e batti la testa, badabum! Ti svegli e ti accorgi che stavi dormendo da anni, un sonno incosciente e passivo, un torpore arido. Certo che eri contrario alle oligarchie autoritarie, alle multinazionali rapaci, alla … Leggi tutto L'articolo Ex OGR. Il risveglio della ragione contro il modello unico sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Italia, laboratorio della guerra ai migranti
Foto YaBasta RestiamoUmani -------------------------------------------------------------------------------- Pubblichiamo un estratto di uno dei capitoli aggiornati del libro Nel laboratorio della guerra. Archeologia del presente, racconti antropologici, strategie planetarie, di prossima pubblicazione. . Nel 1998 la legge 40 “Turco-Napolitano” istituisce i Centri di Permanenza Temporanea che assumono la realtà di centri di detenzione per chiunque giunga in Italia da “irregolare” e diventano il modello di reclusione adottato da molti paesi europei. Nel 2002 la legge “Bossi-Fini” istituisce i Centri di Identificazione, legalizza la detenzione di migranti e richiedenti asilo violando la Convenzione ONU sui rifugiati e sancisce l’espulsione con accompagnamento alla frontiera, l’ottenimento del permesso di soggiorno legato ad un lavoro effettivo, l’uso delle impronte digitali e l’uso delle navi della marina militare per contrastare “l’immigrazione clandestina”. L’edificazione dei CIE e la definitiva criminalizzazione degli stranieri opera la separazione tra migranti “buoni” e “cattivi”, regolari e irregolari, possibili cittadini e criminali, – separazione che si riproduce all’interno dello stato tra cittadini con pieni diritti e marginali, pericolosi, anormali. Dopo il 2005, vengono adottati i Common Basic Principles redatti dal Consiglio Europeo, nella forma del Documento programmatico relativo alla politica dell’immigrazione, con cui si statuisce il principio della cosiddetta Civicintegration… In Italia il testo prodotto dal governo parla di adeguamento alle regole e riconoscimento dei valori della comunità di arrivo e la civicintegration conosce una più intensa torsione culturalista e autoritaria. Nel 2007 la Carta dei Valori della cittadinanza e dell’integrazione è il provvedimento del Ministro degli interni Amato per fronteggiare il rischio del “terrorismo islamico” attraverso la “soglia di tolleranza e sicurezza”. Prevede di assimilare ad un sistema di valori le diversità percepite come conflittive. L’adesione ai valori è misurata attraverso un vero e proprio muslimtest. Nel 2009 il “pacchetto sicurezza” (Legge 94) del ministro dell’interno Maroni attua la trasformazione dello straniero da soggetto di diritto a individuo condizionato e garantito dal permesso di lavoro. La prima selezione di “indesiderabili” avviene nei paesi di partenza e non di sbarco, mentre la selezione dei residenti potenzialmente pericolosi comprenderà in maniera informale attivisti, reti di movimento, studenti e giovani nelle strade e fuori dai locali della movida. Nel 2010 il Patto per l’integrazione nella sicurezza introduce misure obbliganti sulle condotte e sulla correzione degli stili di vita “stranieri”, giustificate dalla “salvaguardia dell’italianità” e dalla “rinnovata capacità di governo del fenomeno migratorio” attraverso il controllo rafforzato dei confini e la creazione selettiva e meritevole di cittadini docili e produttivi. Queste misure sono: educazione e apprendimento della lingua e dei valori, ottenimento di un lavoro sul mercato interno ed esterno, alloggio e accesso ai servizi essenziali e attenzione ai minori… … Nel 2015, l’Agenda europea sulle migrazioni prevedeva il rimpatrio e la cooperazione nella “gestione dei flussi” con i paesi terzi strategici, di transito e origine dei flussi (Grecia, Turchia e Niger, Nigeria, Mali, Etiopia, Sudan, Libia); il rafforzamento di Frontex e la “gestione condivisa” della guardia costiera con i paesi di transito; l’istituzione di hotspot «per controllare gli abusi dovuti ai processi di asylumshopping», in realtà per attuare l’espulsione nei paesi d’origine e transito; il “rafforzamento dei canali per la migrazione legale qualificata”. Seguendo il rifiuto di accoglienza dei del “gruppo di Vysegrad”, il governo italiano proponeva il Migration compact che prevedeva il rafforzamento dell’accordo UE-Turchia, l’esternalizzazione della frontiera mediterranea in base allo slogan “aiutiamoli a casa loro” in Niger, Nigeria, Senegal, Mali, Etiopia e un piano di investimenti pubblico-privati che subordina i finanziamenti alla cooperazione alle “politiche di impedimento” delle partenze e di riammissione per coloro che tentano di entrare nel territorio europeo… Il Memorandum di intesa dello Stato italiano con la Libia del 2017 siglato con Al Sarraj e l’accordo Italia-Niger per bloccare la rotta transhariana a cui si aggiunge la chiusura delle frontiere a Ventimiglia e al Brennero hanno sancito le politiche di respingimento. La legge Minniti-Orlando del 2017 combinava le regole di ingresso dei migranti “forzati” con il “decoro urbano”, che ha introdotto severe limitazioni alla libertà di movimento e ha rafforzato il potere di ordinanza dei sindaci tramite cui sono stati sgomberati edifici e spazi considerati abusivi. Il provvedimento ha introdotto un DASPO urbano, per il quale vengono allontanate dal territorio persone che mettono in atto “condotte che impediscono la fruizione di infrastrutture ferroviarie, aeroportuali, marittime e di trasporto pubblico”… … Nel 2018 diventa legge il “Decreto Salvini” su sicurezza e immigrazione che sotto la rubrica “Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica” limita lo status di protezione internazionale in conseguenza dell’accertamento di gravi reati con norme idonee a scongiurare il ricorso strumentale alla domanda di protezione; limita il rilascio dei permessi di soggiorno a casi speciali rendendoli temporanei e consente il rifiuto del permesso laddove esistono convenzioni con altri paesi quando lo straniero non soddisfa le condizioni di soggiorno applicabili in uno degli stati contraenti; istituisce presso i tribunali la sezione specializzata in materia di immigrazione per la trattazione della controversie in materia di rifiuto di rilascio, diniego di rinnovo e di revoca del permesso di soggiorno; prolunga la durata del trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio da 90 a180 giorni; adotta misure per la tempestiva esecuzione dei lavori per la costruzione, il completamento, l’adeguamento e la ristrutturazione dei CPT, con spese a carico delle amministrazioni locali; sostituisce il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) con il sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati, perché i richiedenti asilo non saranno più ammessi alle pratiche di formazione e inserimento socio-lavorativo; estende il DASPO urbano ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive e in specifiche aree urbane e prevede sanzioni per chi blocca una strada ordinaria o ferrata o comunque ostruisce o ingombra una strada. I comuni possono inoltre deliberare di assegnare in dotazione l’arma comune ad impulsi elettrici (taser). Il decreto dispone la pena della reclusione fino a quattro anni congiuntamente alla multa da 206 euro a 2.064 euro, nei confronti dei promotori e organizzatori dell’“invasione” di immobili. Dal 2020 i “decreti sicurezza” si susseguono, trasferendo nella penalità la sicurezza collettiva con l’introduzione di reati per la “sicurezza urbana”, la “gestione dell’immigrazione” e nuovi reati: occupazione arbitraria di immobili, detenzione di materiale con finalità di terrorismo, impedimento alla libera circolazione su strade e ferrovie (contro i blocchi stradali nelle manifestazioni di protesta non violenta), aggravante per il danneggiamento di beni, deturpamento e imbrattamento di beni pubblici, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, “rivolta” nei penitenziari e nei centri di detenzione per migranti, tutele rafforzate per le forze dell’ordine; estensione del potere di arresto in flagranza differita, reati commessi nelle stazioni, bus e metropolitane, divieto di accattonaggio, DASPO urbano, divieto di vendita di “cannabis light”, nuove restrizioni per l’acquisto di Simcard, detenzione di donne incinte e con figli piccoli nei penitenziari invece che in strutture a custodia attenuata. Il provvedimento rende permanenti le tutele per gli agenti dei servizi segreti che possono compiere determinati reati se autorizzati dal capo di governo, come partecipazione ad associazioni sovversive e direzione di organizzazioni eversive… …Nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 il caicco ‘Summer Love’ partito dalla Turchia con 150-200 persone all’alba, naufragava davanti alla spiaggia di Steccato di Cutro, nel Crotonese. Durante la notte un aereo di Frontex aveva segnalato l’imbarcazione alle ore 4 ma solo alle 6,50 la guardia costiera aveva salvato due naufraghi. Un’annotazione sul giornale delle operazioni del 25 febbraio dell’ufficiale di turno della Guardia di Finanza «…smentiva clamorosamente la versione dei fatti sostenuta con forza da tutti gli esponenti di governo: da tale documento – contrariamente a quanto sostenuto sin dalle prime ore dal ministro Piantedosi – si evinceva che il velivolo Frontex aveva segnalato subito la presenza di numerose persone a bordo, tanto che l’ufficiale – compresa la situazione, aveva annotato immediatamente che il natante portava migranti. Tale situazione, benché conosciuta anche dalla Guardia Costiera, rimase senza conseguenze: nessuno avviò il soccorso e si decise di aspettare che l’imbarcazione arrivasse nelle acque territoriali senza avviare né alcuna ricerca né alcun soccorso…».1 Secondo l’ammiraglio Vittorio Alessandro il soccorso immediato venne impedito da un “filtro interposto” all’azione di salvataggio da «…una direttiva emessa dal ministro Salvini che intimava a rispettare vecchie norme, introdotte nel 2005 ma rimaste inattuate fino al 2018 perché in contrasto con le normative internazionali: tali regole davano priorità alle operazioni di polizia rispetto alle esigenze di salvataggio.».2 A Novembre 2023 viene firmato dai governi italiano e albanese il protocollo che istituisce due Centri di detenzione per le persone migranti a a Shengjin e Gjader, diventati operativi ad ottobre 2024. Nel 2024 ci sono state due operazioni di trasferimento di richiedenti asilo e una nel 2025, senza che i provvedimenti siano stati convalidati dall’autorità giudiziaria che ha rinviato la questione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Ad aprile 2025 c’è stato il primo trasferimento di stranieri detenuti presso Cpr italiani. Il 26 giugno altre 15 persone sono state trasferite nonostante i dubbi relativi alla legittimità della procedura sollevati dalla Corte di cassazione. Nella struttura ci sono stati numerosi “eventi critici”: atti di autolesionismo e tentativi di suicidio nelle due settimane successive al trasferimento. Il 12 giugno scorso è entrato in vigore il Patto UE su migrazione e asilo che prevede lo screening obbligatorio alle frontiere esterne, procedure di frontiera accelerate e con minore permanenza sul territorio, un meccanismo permanente di “solidarietà” tra stati che possono scegliere tra ricollocamento, contributo finanziario o supporto operativo e l’istituzione di una banca dati biometrica integrata: oltre alle impronte, sono inclusi immagini del volto, dati anagrafici e segnalazioni di sicurezza, con un’età minima di registrazione abbassata. Il decreto introduce un fermo amministrativo fino a 72 ore. Rimane intatto il principio cardine di Dublino III, la competenza in via primaria allo stato di primo ingresso.3 In pratica viene introdotta la detenzione di fatto, anche per i minori; la possibilità per gli stati di assolvere l’obbligo di solidarietà con un contributo economico; l’uso della lista dei paesi di origine sicuri e il nuovo regolamento per i rimpatri con detenzione prolungata nei return hub in paesi terzi.4 Il 30 luglio 2026 migliaia di persone migranti a nuoto e a piedi attraversano la frontiera marocchina dell’exclave spagnola di Ceuta. Probabilmente con una serie di post sulle piattaforme social annunciavano che il confine con la Spagna era aperto. Probabilmente lo stesso governo marocchino ha spinto la notizia per ritorsione contro gli accordi energetici tra Spagna e Algeria, principale rivale regionale del Marocco. Inoltre il Marocco da decenni rivendica il territorio non autonomo dei sahrawi, appoggiati dall’Algeria che sostiene il Fronte Polisario. «Nel 2021, Spagna e Marocco avevano già vissuto un’altra crisi diplomatica. In un contesto segnato dagli Accordi di Abramo promossi dalla Casa bianca, il Marocco aveva riconosciuto Israele e, in cambio, Trump aveva proclamato la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale, ex provincia spagnola considerata dall’Onu un territorio in attesa di decolonizzazione, ora in gran parte sotto il controllo di Rabat.».5 Nelle prime ore della “crisi di Ceuta”, «…l’esecutivo europeo aveva sostenuto che non vi fossero elementi per parlare di un’emergenza migratoria a livello dell’Unione, aveva ribadito il sostegno alla Spagna nella gestione della pressione migratoria e ricordato che il ripristino dei controlli alle frontiere interne resta disciplinato dal Codice frontiere Schengen, che per Ceuta prevede un regime specifico in quanto frontiera esterna dell’Ue…».6 Il 31 luglio l’Italia reintroduce i controlli alle frontiere aerea e marittima con la Spagna, sospendendo Schengen. Dopo aver chiesto al governo italiano il ripristino del normale regime, la Spagna ripristina i controlli alle frontiere per gli italiani con controlli a campione. Dal 17 agosto 2026 Germania, Svizzera, Austria, Finlandia, Svezia si preparano a rimandare in Italia i “dublinanti”, sbarcati in Italia e poi passati negli altri Paesi europei, in base alle nuove regole del Patto per immigrazione e asilo in vigore dal 12 giugno. La guerra alle persone migranti, considerate merce umana da spedire prima della scadenza, continua. -------------------------------------------------------------------------------- 1 Naufragio di Cutro, “Wikipedia”, https://it.wikipedia.org/wiki/Naufragio_di_Cutro, link attivo al 21/08/2026 2 Cit. id. 3 Cfr. “Legal Blog”, Il Patto UE su migrazione e asilo in vigore dal 12 giugno: cosa cambia davvero, https://legal-blog/patto-ue-migrazione-asilo-2026, link attivo al 21/08/2026 4 Cfr. id. 5 Alberto Negri, Una storia di disperazione e di spie, “Il manifesto” 4/08/2026 6 Andrea Valdambrini, Meloni detta la linea: in guerra anche se il nemico non c’è più, “Il manifesto”, 2/08/2026 -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Italia, laboratorio della guerra ai migranti proviene da Comune-info.
September 4, 2026
Comune-info
Remigrazione, deportazioni e razza negli Stati Uniti di Trump. L’incessante lotta del capitale contro la libertà – di Marco Antonio Pirrone
Invisibile e crudele, nel silenzio complice di buona parte della sinistra italiana e internazionale, la remigrazione[1] — termine proposto e rilanciato dai movimenti della destra internazionale ed europea[2], dalla più moderata a quella estrema di stampo neofascista e neonazista, ma che si sta diffondendo sempre di più anche nel linguaggio politico istituzionale — negli [...]
September 4, 2026
Effimera
La triste favola degli scafisti
-------------------------------------------------------------------------------- Festival delle Migrazioni 2026: una giornata alla memoria, alla verità e alla resistenza civile, a oltre tre anni dal naufragio di Steccato di Cutro, costato la vita ad almeno 94 persone. Foto Festival delle Migrazioni Acquaformosa – Associazione don V. Matrangolo -------------------------------------------------------------------------------- A Cutro sono morte 94 persone, di cui tantissimi bambini. E chi dice che la condanna a vent’anni di reclusione del giovane per Abdessalem Mohamed, per avere avuto un ruolo a bordo di quella sciagurata barca, porti verità e giustizia su questa strage, si sbaglia o è in mala fede. Quella notte tra il 25 e il 26 febbraio del 2023 le autorità italiane hanno deciso per un’operazione di polizia invece che per una di soccorso. La presunta “difesa dei confini” è stata fatta prevalere sul dovere di salvare vite umane. Questa scelta politica ha determinato il corso degli eventi. Gli inaffondabili della guardia costiera avrebbero invece potuto affrontare le condizioni del mare e portare ogni bambino, ogni mamma, ogni fratello e sorella in salvo. Ma sono rimaste ferme al porto in assenza di ordini e le onde hanno restituito cadaveri per giorni. Le responsabilità, però, arrivano anche più lontano, ad altri decisori, che seduti sugli scranni, da decenni, usano il pretesto migrazioni per distruggere la nostra civiltà giuridica e renderci cattivi e feroci, e per le loro strategie geopolitiche. Nel 2016, l’Unione europea ha stretto un accordo con la Turchia di Erdogan, pagato miliardi e miliardi (di soldi dei cittadini), per chiudere ogni via di fuga via di fuga dalle guerre e dai regimi (in Afghanistan, in Siria, in Iran…) da cui quei profughi cercavano rifugio. La pericolosissima rotta via mare, dritta dalla Turchia alla Calabria, ne è stata una diretta conseguenza. Così come è sempre una diretta conseguenza delle scelte politiche occidentali il traffico di esseri umani gestito, si badi bene, da chi resta sulle coste e agisce in contiguità con chi comanda nei paesi di transito. Quale corte giudicherà politici e (veri) trafficanti alla base di questo sistema? Al di là delle condotte di chi ha ruoli più o meno improvvisati a bordo delle barche, e che la legge italiana, scritta e inasprita con l’inchiostro della propaganda, condanna a pene altissime, gli “scafisti”, in queste storie, sono un po’ come gli unicorni. Favole da raccontare per distogliere dalla realtà. -------------------------------------------------------------------------------- Alessandra Sciurba, professoressa associata di Filosofia del diritto presso l’Università degli Studi di Palermo -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo La triste favola degli scafisti proviene da Comune-info.
September 3, 2026
Comune-info
Difendiamo Autistici/Inventati e il diritto di costruire una comunicazione resistente
Il 26 agosto 2026 gli Stati Uniti hanno designato il collettivo di tecnologia italiano Autistici/Inventati come Specially Designated Global Terrorist inserendolo nelle liste dei Specially Designated Nationals ai sensi dell’Executive Order 13224. Alle 00:01 (Eastern time) del 25 settembre scadrà … Leggi tutto L'articolo Difendiamo Autistici/Inventati e il diritto di costruire una comunicazione resistente sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Dove dormiremo?
-------------------------------------------------------------------------------- Foto Giovanni Izzo -------------------------------------------------------------------------------- Mentre non si ferma la narrazione secondo cui, con lo smantellamento della tendopoli di San Ferdinando, all’interno della Piana di Gioia Tauro (Reggio Calabria), si apre finalmente una stagione di accoglienza nuova e dignitosa, è sufficiente leggere il regolamento approvato per la gestione delle palazzine di Contrada Serricella per accorgersi che la realtà racconta tutt’altra storia. Il documento promette un sistema di accoglienza «non fondato su logiche securitarie e di isolamento sociale», ma subito dopo prevede recinzione e videosorveglianza perimetrale, registrazione di ogni ingresso e ogni uscita, anche se ripetuti nella stessa giornata, accesso inibito dalle 23 alle 5 salvo deroga preventiva della direzione, ispezioni all’interno degli alloggi, riunioni e visite subordinate ad autorizzazione e persino l’allontanamento disposto dal Sindaco con comunicazione alla Questura. Eppure stiamo parlando di persone con regolare permesso di soggiorno e contratto di lavoro, che pagano un contributo per l’alloggio e che, in molti casi, rientrerebbero tranquillamente nei parametri per poter richiedere un alloggio popolare. Per questo è difficile non chiedersi se quello che viene presentato come un nuovo modello abitativo non assomigli, in realtà, molto più a un regolamento da centro di accoglienza che a quello destinato a lavoratori che vivono e lavorano sul territorio, contribuendo largamente alla sostenibilità della filiera agrumicola. Anche sul fronte economico, vale la pena ricordare le risorse che, negli anni, sono state impiegate per affrontare questa situazione. Negli ultimi nove anni, dalla realizzazione di questa tendopoli fino al suo recente smantellamento, sono transitati almeno 5,4 milioni di euro, che superano i 7 milioni se si considerano anche i moduli abitativi di Taurianova, con 3,6 milioni destinati al recente sgombero e alla cosiddetta fattoria solidale. A queste somme si aggiungono risorse difficili da quantificare, investite dal 2010 a oggi dopo i fatti di Rosarno. Di fronte a tutto questo, lasciare ancora senza una risposta adeguata chi tiene in piedi l’agricoltura di questo territorio è un esito che nessuno può seriamente presentare come un successo. In queste settimane abbiamo ricevuto diverse telefonate di lavoratori braccianti oggi impegnati nella raccolta in altre regioni e che nei prossimi mesi torneranno qui per la stagione degli agrumi. La loro preoccupazione è molto concreta e si riassume in una domanda: dove dormiremo? Sono lavoratori che torneranno nella Piana perché qui c’è il lavoro che li aspetta, ma per i quali, ancora una volta, non sembra esserci una risposta abitativa adeguata. A preoccupare è anche il modo in cui le istituzioni continuano a gestire il confronto su questi temi. Anche gli spazi istituzionali che dovrebbero favorire il dialogo e la costruzione di percorsi condivisi rischiano di ridursi a momenti di comunicazione unidirezionale di decisioni già assunte, senza un reale coinvolgimento delle realtà associative, umanitarie e sindacali che in questi anni hanno lavorato nella Piana di Gioia Tauro, accumulando esperienze e competenze che potrebbero essere messe a disposizione di un percorso realmente partecipato. Il fatto, ad esempio, che il Patto Territoriale continui a non essere riconosciuto come interlocutore, pur rappresentando una rete di realtà che da anni si occupano concretamente di questi problemi, è parte dello stesso problema. Il Patto Territoriale, intanto, torna a rilanciare la proposta di un Pronto Soccorso abitativo – coinvolgendo i Comuni della Piana di Gioia Tauro che si stanno spopolando – capace di affrontare le situazioni di vulnerabilità che certamente si riproporranno a breve e di garantire una risposta concreta a chi torna nella Piana per lavorare. Non ci interessa gettare fango su nessuno, né negare le difficoltà che accompagnano la gestione di una situazione complessa. Ci interessa, piuttosto, partire da un criterio semplice: nessuna delle regole contenute in quel regolamento verrebbe imposta a un assegnatario italiano di una casa popolare a Rosarno o a San Ferdinando. Se vogliamo davvero superare razzismo e ghettizzazione, dobbiamo smettere di guardare a queste persone soltanto come a gente da assistere e controllare e cominciare a riconoscerle per quello che sono: lavoratori che hanno diritto a vivere dignitosamente nei territori in cui lavorano. -------------------------------------------------------------------------------- Da diverse settimane, una rete comunitaria composta da associazioni, sindacati, enti, cittadini e cittadine, che opera nella Piana di Gioia Tauro e che si è autonominata Patto Territoriale (pattoterritoriale@proton.me), promuove iniziative pubbliche per creare consapevolezza critica rispetto a quanto avviene nei propri territori e mettere in discussione la ghettizzazione dei lavoratori braccianti. Il Patto Territoriale propone prima di tutto di creare inserimenti abitativi dignitosi dei lavoratori all’interno delle città: gli insediamenti separati dai centri abitati rafforzano infatti le condizioni di disagio e impedisce la costruzione di relazioni. -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE: > Fuori dal ghetto. Azione! -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Dove dormiremo? proviene da Comune-info.
August 10, 2026
Comune-info
La normalizzazione del genocidio: parliamone insieme l’11 agosto all’Isolotto
In questo periodo stiamo assistendo ad una vasta operazione di “normalizzazione” della situazione in Palestina. Attraverso operazioni artistiche e culturali che mettono a confronto le esperienze di gruppi di israeliani e palestinesi, omettendo il contesto di oppressione sistematica che questi … Leggi tutto L'articolo La normalizzazione del genocidio: parliamone insieme l’11 agosto all’Isolotto sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
È un fatto di clima e non di voglia
Lo Stato non può chiedere fiducia mentre costruisce l’impunità delle proprie forze di polizia La politica ama ripetere che la sicurezza nasce dalla fiducia nelle istituzioni. È un principio condivisibile, ma che vale in entrambe le direzioni. La fiducia non può essere pretesa: deve essere conquistata. E si conquista quando […] L'articolo È un fatto di clima e non di voglia su Contropiano.
July 29, 2026
Contropiano
Wish Parade 2026. Per non arrendersi alla distopia
Il 27 giugno 2026, durante un’ondata di caldo estremo diventato ormai quotidiano, migliaia di persone hanno attraversato il centro di Firenze. Occupando le strade da cui siamo espuls3 e riappropriandoci di quei luoghi cannibalizzati da lusso e decoro, insieme … Leggi tutto L'articolo Wish Parade 2026. Per non arrendersi alla distopia sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.