Italia, laboratorio della guerra ai migrantiFoto YaBasta RestiamoUmani
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Pubblichiamo un estratto di uno dei capitoli aggiornati del libro Nel
laboratorio della guerra. Archeologia del presente, racconti antropologici,
strategie planetarie, di prossima pubblicazione.
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Nel 1998 la legge 40 “Turco-Napolitano” istituisce i Centri di Permanenza
Temporanea che assumono la realtà di centri di detenzione per chiunque giunga in
Italia da “irregolare” e diventano il modello di reclusione adottato da molti
paesi europei.
Nel 2002 la legge “Bossi-Fini” istituisce i Centri di Identificazione, legalizza
la detenzione di migranti e richiedenti asilo violando la Convenzione ONU sui
rifugiati e sancisce l’espulsione con accompagnamento alla frontiera,
l’ottenimento del permesso di soggiorno legato ad un lavoro effettivo, l’uso
delle impronte digitali e l’uso delle navi della marina militare per contrastare
“l’immigrazione clandestina”. L’edificazione dei CIE e la definitiva
criminalizzazione degli stranieri opera la separazione tra migranti “buoni” e
“cattivi”, regolari e irregolari, possibili cittadini e criminali, – separazione
che si riproduce all’interno dello stato tra cittadini con pieni diritti e
marginali, pericolosi, anormali.
Dopo il 2005, vengono adottati i Common Basic Principles redatti dal Consiglio
Europeo, nella forma del Documento programmatico relativo alla politica
dell’immigrazione, con cui si statuisce il principio della cosiddetta
Civicintegration… In Italia il testo prodotto dal governo parla di adeguamento
alle regole e riconoscimento dei valori della comunità di arrivo e la
civicintegration conosce una più intensa torsione culturalista e autoritaria.
Nel 2007 la Carta dei Valori della cittadinanza e dell’integrazione è il
provvedimento del Ministro degli interni Amato per fronteggiare il rischio del
“terrorismo islamico” attraverso la “soglia di tolleranza e sicurezza”. Prevede
di assimilare ad un sistema di valori le diversità percepite come conflittive.
L’adesione ai valori è misurata attraverso un vero e proprio muslimtest.
Nel 2009 il “pacchetto sicurezza” (Legge 94) del ministro dell’interno Maroni
attua la trasformazione dello straniero da soggetto di diritto a individuo
condizionato e garantito dal permesso di lavoro. La prima selezione di
“indesiderabili” avviene nei paesi di partenza e non di sbarco, mentre la
selezione dei residenti potenzialmente pericolosi comprenderà in maniera
informale attivisti, reti di movimento, studenti e giovani nelle strade e fuori
dai locali della movida.
Nel 2010 il Patto per l’integrazione nella sicurezza introduce misure obbliganti
sulle condotte e sulla correzione degli stili di vita “stranieri”, giustificate
dalla “salvaguardia dell’italianità” e dalla “rinnovata capacità di governo del
fenomeno migratorio” attraverso il controllo rafforzato dei confini e la
creazione selettiva e meritevole di cittadini docili e produttivi. Queste misure
sono: educazione e apprendimento della lingua e dei valori, ottenimento di un
lavoro sul mercato interno ed esterno, alloggio e accesso ai servizi essenziali
e attenzione ai minori…
… Nel 2015, l’Agenda europea sulle migrazioni prevedeva il rimpatrio e la
cooperazione nella “gestione dei flussi” con i paesi terzi strategici, di
transito e origine dei flussi (Grecia, Turchia e Niger, Nigeria, Mali, Etiopia,
Sudan, Libia); il rafforzamento di Frontex e la “gestione condivisa” della
guardia costiera con i paesi di transito; l’istituzione di hotspot «per
controllare gli abusi dovuti ai processi di asylumshopping», in realtà per
attuare l’espulsione nei paesi d’origine e transito; il “rafforzamento dei
canali per la migrazione legale qualificata”.
Seguendo il rifiuto di accoglienza dei del “gruppo di Vysegrad”, il governo
italiano proponeva il Migration compact che prevedeva il rafforzamento
dell’accordo UE-Turchia, l’esternalizzazione della frontiera mediterranea in
base allo slogan “aiutiamoli a casa loro” in Niger, Nigeria, Senegal, Mali,
Etiopia e un piano di investimenti pubblico-privati che subordina i
finanziamenti alla cooperazione alle “politiche di impedimento” delle partenze e
di riammissione per coloro che tentano di entrare nel territorio europeo…
Il Memorandum di intesa dello Stato italiano con la Libia del 2017 siglato con
Al Sarraj e l’accordo Italia-Niger per bloccare la rotta transhariana a cui si
aggiunge la chiusura delle frontiere a Ventimiglia e al Brennero hanno sancito
le politiche di respingimento. La legge Minniti-Orlando del 2017 combinava le
regole di ingresso dei migranti “forzati” con il “decoro urbano”, che ha
introdotto severe limitazioni alla libertà di movimento e ha rafforzato il
potere di ordinanza dei sindaci tramite cui sono stati sgomberati edifici e
spazi considerati abusivi. Il provvedimento ha introdotto un DASPO urbano, per
il quale vengono allontanate dal territorio persone che mettono in atto
“condotte che impediscono la fruizione di infrastrutture ferroviarie,
aeroportuali, marittime e di trasporto pubblico”…
… Nel 2018 diventa legge il “Decreto Salvini” su sicurezza e immigrazione che
sotto la rubrica “Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e
immigrazione, sicurezza pubblica” limita lo status di protezione internazionale
in conseguenza dell’accertamento di gravi reati con norme idonee a scongiurare
il ricorso strumentale alla domanda di protezione; limita il rilascio dei
permessi di soggiorno a casi speciali rendendoli temporanei e consente il
rifiuto del permesso laddove esistono convenzioni con altri paesi quando lo
straniero non soddisfa le condizioni di soggiorno applicabili in uno degli stati
contraenti; istituisce presso i tribunali la sezione specializzata in materia di
immigrazione per la trattazione della controversie in materia di rifiuto di
rilascio, diniego di rinnovo e di revoca del permesso di soggiorno; prolunga la
durata del trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio da 90 a180
giorni; adotta misure per la tempestiva esecuzione dei lavori per la
costruzione, il completamento, l’adeguamento e la ristrutturazione dei CPT, con
spese a carico delle amministrazioni locali; sostituisce il sistema di
protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) con il sistema di
protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non
accompagnati, perché i richiedenti asilo non saranno più ammessi alle pratiche
di formazione e inserimento socio-lavorativo; estende il DASPO urbano ai luoghi
in cui si svolgono manifestazioni sportive e in specifiche aree urbane e prevede
sanzioni per chi blocca una strada ordinaria o ferrata o comunque ostruisce o
ingombra una strada. I comuni possono inoltre deliberare di assegnare in
dotazione l’arma comune ad impulsi elettrici (taser). Il decreto dispone la pena
della reclusione fino a quattro anni congiuntamente alla multa da 206 euro a
2.064 euro, nei confronti dei promotori e organizzatori dell’“invasione” di
immobili.
Dal 2020 i “decreti sicurezza” si susseguono, trasferendo nella penalità la
sicurezza collettiva con l’introduzione di reati per la “sicurezza urbana”, la
“gestione dell’immigrazione” e nuovi reati: occupazione arbitraria di immobili,
detenzione di materiale con finalità di terrorismo, impedimento alla libera
circolazione su strade e ferrovie (contro i blocchi stradali nelle
manifestazioni di protesta non violenta), aggravante per il danneggiamento di
beni, deturpamento e imbrattamento di beni pubblici, resistenza e violenza a
pubblico ufficiale, “rivolta” nei penitenziari e nei centri di detenzione per
migranti, tutele rafforzate per le forze dell’ordine; estensione del potere di
arresto in flagranza differita, reati commessi nelle stazioni, bus e
metropolitane, divieto di accattonaggio, DASPO urbano, divieto di vendita di
“cannabis light”, nuove restrizioni per l’acquisto di Simcard, detenzione di
donne incinte e con figli piccoli nei penitenziari invece che in strutture a
custodia attenuata. Il provvedimento rende permanenti le tutele per gli agenti
dei servizi segreti che possono compiere determinati reati se autorizzati dal
capo di governo, come partecipazione ad associazioni sovversive e direzione di
organizzazioni eversive…
…Nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 il caicco ‘Summer Love’ partito
dalla Turchia con 150-200 persone all’alba, naufragava davanti alla spiaggia di
Steccato di Cutro, nel Crotonese. Durante la notte un aereo di Frontex aveva
segnalato l’imbarcazione alle ore 4 ma solo alle 6,50 la guardia costiera aveva
salvato due naufraghi. Un’annotazione sul giornale delle operazioni del 25
febbraio dell’ufficiale di turno della Guardia di Finanza «…smentiva
clamorosamente la versione dei fatti sostenuta con forza da tutti gli esponenti
di governo: da tale documento – contrariamente a quanto sostenuto sin dalle
prime ore dal ministro Piantedosi – si evinceva che il velivolo Frontex aveva
segnalato subito la presenza di numerose persone a bordo, tanto che l’ufficiale
– compresa la situazione, aveva annotato immediatamente che il natante portava
migranti. Tale situazione, benché conosciuta anche dalla Guardia Costiera,
rimase senza conseguenze: nessuno avviò il soccorso e si decise di aspettare che
l’imbarcazione arrivasse nelle acque territoriali senza avviare né alcuna
ricerca né alcun soccorso…».1
Secondo l’ammiraglio Vittorio Alessandro il soccorso immediato venne impedito da
un “filtro interposto” all’azione di salvataggio da «…una direttiva emessa dal
ministro Salvini che intimava a rispettare vecchie norme, introdotte nel 2005 ma
rimaste inattuate fino al 2018 perché in contrasto con le normative
internazionali: tali regole davano priorità alle operazioni di polizia rispetto
alle esigenze di salvataggio.».2
A Novembre 2023 viene firmato dai governi italiano e albanese il protocollo che
istituisce due Centri di detenzione per le persone migranti a a Shengjin e
Gjader, diventati operativi ad ottobre 2024. Nel 2024 ci sono state due
operazioni di trasferimento di richiedenti asilo e una nel 2025, senza che i
provvedimenti siano stati convalidati dall’autorità giudiziaria che ha rinviato
la questione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Ad aprile 2025 c’è
stato il primo trasferimento di stranieri detenuti presso Cpr italiani. Il 26
giugno altre 15 persone sono state trasferite nonostante i dubbi relativi alla
legittimità della procedura sollevati dalla Corte di cassazione. Nella struttura
ci sono stati numerosi “eventi critici”: atti di autolesionismo e tentativi di
suicidio nelle due settimane successive al trasferimento.
Il 12 giugno scorso è entrato in vigore il Patto UE su migrazione e asilo che
prevede lo screening obbligatorio alle frontiere esterne, procedure di frontiera
accelerate e con minore permanenza sul territorio, un meccanismo permanente di
“solidarietà” tra stati che possono scegliere tra ricollocamento, contributo
finanziario o supporto operativo e l’istituzione di una banca dati biometrica
integrata: oltre alle impronte, sono inclusi immagini del volto, dati anagrafici
e segnalazioni di sicurezza, con un’età minima di registrazione abbassata. Il
decreto introduce un fermo amministrativo fino a 72 ore. Rimane intatto il
principio cardine di Dublino III, la competenza in via primaria allo stato di
primo ingresso.3
In pratica viene introdotta la detenzione di fatto, anche per i minori; la
possibilità per gli stati di assolvere l’obbligo di solidarietà con un
contributo economico; l’uso della lista dei paesi di origine sicuri e il nuovo
regolamento per i rimpatri con detenzione prolungata nei return hub in paesi
terzi.4
Il 30 luglio 2026 migliaia di persone migranti a nuoto e a piedi attraversano la
frontiera marocchina dell’exclave spagnola di Ceuta. Probabilmente con una serie
di post sulle piattaforme social annunciavano che il confine con la Spagna era
aperto. Probabilmente lo stesso governo marocchino ha spinto la notizia per
ritorsione contro gli accordi energetici tra Spagna e Algeria, principale rivale
regionale del Marocco. Inoltre il Marocco da decenni rivendica il territorio non
autonomo dei sahrawi, appoggiati dall’Algeria che sostiene il Fronte Polisario.
«Nel 2021, Spagna e Marocco avevano già vissuto un’altra crisi diplomatica. In
un contesto segnato dagli Accordi di Abramo promossi dalla Casa bianca, il
Marocco aveva riconosciuto Israele e, in cambio, Trump aveva proclamato la
sovranità marocchina sul Sahara Occidentale, ex provincia spagnola considerata
dall’Onu un territorio in attesa di decolonizzazione, ora in gran parte sotto il
controllo di Rabat.».5 Nelle prime ore della “crisi di Ceuta”, «…l’esecutivo
europeo aveva sostenuto che non vi fossero elementi per parlare di un’emergenza
migratoria a livello dell’Unione, aveva ribadito il sostegno alla Spagna nella
gestione della pressione migratoria e ricordato che il ripristino dei controlli
alle frontiere interne resta disciplinato dal Codice frontiere Schengen, che per
Ceuta prevede un regime specifico in quanto frontiera esterna dell’Ue…».6
Il 31 luglio l’Italia reintroduce i controlli alle frontiere aerea e marittima
con la Spagna, sospendendo Schengen. Dopo aver chiesto al governo italiano il
ripristino del normale regime, la Spagna ripristina i controlli alle frontiere
per gli italiani con controlli a campione.
Dal 17 agosto 2026 Germania, Svizzera, Austria, Finlandia, Svezia si preparano a
rimandare in Italia i “dublinanti”, sbarcati in Italia e poi passati negli altri
Paesi europei, in base alle nuove regole del Patto per immigrazione e asilo in
vigore dal 12 giugno. La guerra alle persone migranti, considerate merce umana
da spedire prima della scadenza, continua.
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1 Naufragio di Cutro, “Wikipedia”,
https://it.wikipedia.org/wiki/Naufragio_di_Cutro, link attivo al 21/08/2026
2 Cit. id.
3 Cfr. “Legal Blog”, Il Patto UE su migrazione e asilo in vigore dal 12 giugno:
cosa cambia davvero, https://legal-blog/patto-ue-migrazione-asilo-2026, link
attivo al 21/08/2026
4 Cfr. id.
5 Alberto Negri, Una storia di disperazione e di spie, “Il manifesto” 4/08/2026
6 Andrea Valdambrini, Meloni detta la linea: in guerra anche se il nemico non
c’è più, “Il manifesto”, 2/08/2026
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