Ridurre le temperature delle città fino a 4 gradi è possibile, con riforestazione e depavimentazione

Pressenza - Thursday, September 3, 2026

Le città italiane sono sempre più esposte all’isola di calore urbana, ma con differenze molto marcate. Quasi tutti i capoluoghi superano i 40 °C in estate: Milano 43,1 °C, Torino 43,0 °C, Napoli 42,7 °C, Bologna 42,7 °C, Cagliari 42,9 °C, la città costiera con la temperatura urbana più alta. Le aree rurali sono più fresche, con differenze in media di 5,6 °C, che a Napoli arrivano a 9,4 °C. Nelle zone urbane cemento e asfalto, suolo naturale e vegetazione scarsi, superfici impermeabilizzate trattengono calore. Ridurre le temperature delle città fino a 4 gradi è possibile. Lo dimostrano le simulazioni del progetto MIRIFICUS nelle aree di Roma e Firenze, dove l’introduzione di pavimentazioni che non trattengono calore, la realizzazione di nuovi spazi verdi e la piantumazione di nuovi alberi, producono un calo netto delle temperature nelle ore più calde della giornata. A Settecamini, nella Capitale, e nell’area Mercafir/Piazza Artom del capoluogo toscano, la differenza tra la situazione attuale e quella simulata supera i 4 °C tra le ore 9 e le ore 15. Su base giornaliera, la riduzione si mantiene stabile intorno ai 2–2,2 °C, mostrando che l’effetto non è momentaneo ma continuo. Sono questi i principali risultati del Progetto MIRIFICUS (Monitoraggio degli Intervento di RIForestazione per l’Isola di Calore Urbana tramite i Satelliti), che vede coinvolti l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e l’Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IBE) in qualità di coordinatore, con il sostegno dell’Agenzia Spaziale Italiana. Il progetto mostra che contrastare le isole di calore non rappresenta solo una necessità ambientale, ma un’opportunità concreta per rendere le città più fresche e più vivibili attraverso soluzioni semplici: più alberi, più suoli naturali, superfici che non si scaldano e una pianificazione urbana che tenga conto dei dati.

A Roma, dove la temperatura superficiale estiva dell’area urbana raggiunge in media 43,7 °C, il raffrescamento con l’intervento simulato è evidente già dal mattino. A Firenze, che registra una media urbana superiore ai di 44,°C, il calo è superiore ai 4 °C nelle ore centrali confermando che nelle zone più cementificate è possibile migliorare il microclima. Un altro elemento decisivo è la forma dei quartieri. MIRIFICUS ha analizzato la struttura urbana come un “DNA climatico” delle città, mostrando come disposizione degli edifici, altezza e materiali usati influenzino direttamente la distribuzione del caldo. A Firenze, le zone con edifici compatti di media altezza raggiungono i 44,6 °C, mentre nelle aree con boschi urbani le temperature si riducono a 35,9 °C, un raffrescamento naturale di quasi 9 °C. A Roma, i quartieri industriali con grandi superfici esposte al sole arrivano a 57,2 °C. Infine, la piattaforma webGIS del progetto permette di consultare i dati di ogni comune italiano e di osservare come cambiano le temperature in relazione al consumo di suolo e alla presenza di aree verdi. “I risultati di MIRIFICUS, ha sottolineato Michele Munafò, responsabile del Progetto per ISPRA, ci dicono una cosa molto semplice: possiamo ridurre il caldo nelle città e sappiamo come farlo. Le simulazioni di Roma e Firenze mostrano che gli interventi adottati nei due casi studio riducono le temperature fino a 4 gradi. È una prova concreta che le soluzioni esistono e svolgono più funzioni contemporaneamente: riducono, oltre alla temperatura, gli impatti dei cambiamento climatici, i rischi per salute, benessere e qualità urbana. I dati indicano la strada da seguire, gli interventi corretti le scelte per rendere le città più vivibili e migliorarne la qualità della vita.” E Marco Morabito, CNR-IBE, coordinatore del Progetto, ha aggiunto: “MIRIFICUS dimostra come i dati satellitari possano trasformarsi in strumenti operativi a supporto delle Pubbliche Amministrazioni, per contrastare gli effetti del caldo e rafforzare la resilienza nelle città, permettono di intervenire in modo mirato sulla struttura dei quartieri. Inoltre, la piattaforma webGIS del progetto permette a ogni Comune di consultare i dati e simulare il rapporto tra temperature superficiali, consumo di suolo o aree verdi, di capire dove intervenire e con quali priorità. Con il rilascio della piattaforma e di una Web App basata su Google Earth Engine, accessibili gratuitamente, decisori pubblici, cittadini e tecnici dispongono di mappe interattive, indicatori di stress termico e simulazioni ex ante ed ex post, un supporto scientifico per la pianificazione degli interventi di forestazione urbana e delle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici”. Come sostiene Legambiente: “Gli alberi in città non sono solo un elemento decorativo. Le foreste urbane sono vere e proprie infrastrutture verdi che rendono le città più vivibili e capaci di affrontare la crisi climatica. Non si tratta soltanto di parchi. Le foreste urbane comprendono alberature stradali, giardini, gruppi di alberi e aree verdi urbane e periurbane che, insieme, formano una rete ecologica continua. Questa rete migliora la qualità dell’aria, abbassa le temperature estive e contribuisce a gestire l’acqua piovana, riducendo il rischio di allagamenti. Oltre ai benefici ambientali, il verde urbano ha un impatto diretto sulla salute e sul benessere delle persone. La presenza di alberi riduce lo stress, favorisce la socialità e rende gli spazi pubblici più accoglienti e sicuri. Per questo oggi le foreste urbane sono riconosciute come Nature-Based Solutions, soluzioni basate sulla natura fondamentali per città più sane e resilienti. Ma mettere a dimora nuovi alberi funziona solo se lo si fa con criterio: servono pianificazione, competenze tecniche e gestione nel tempo. L’<<albero giusto nel posto giusto>> fa davvero la differenza”. La Regione Emilia-Romagna, nell’ambito dell’interessante progetto “Mettiamo radici per il futuro”, che ha l’obiettivo di estendere la superficie boschiva della regione, da qualche anno mette a disposizione alberi gratuitamente (la prossima distribuzione riprenderà il 1 ottobre 2026 e durerà fino al 15 aprile 2027, con i 21 vivai accreditati in tutta la regione, pronti a consegnare gratuitamente a cittadini, scuole, associazioni ed enti pubblici che ne facciano richiesta le piante di “Mettiamo radici per il futuro”)Dall’inizio della campagna (1° ottobre 2020) fino al 15 aprile 2026 sono stati distribuiti gratuitamente 3.338.165 alberi tramite i vivai privati, accreditati nell’ambito del Bando distribuzione gratuita piante forestali. A questi nuovi alberi ne vanno aggiunti altri 118.081 dei bandi forestazione urbana promossi dalla Regione e rivolti a Comuni e imprese: https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/radiciperilfuturoer/progetto.  

Qui per approfondire il Progetto MIRIFICUS: https://mirificus.isprambiente.it/home/Homepage.html

Giovanni Caprio