Rimini, polizia provinciale: per tutelare la fauna bisogna essere disposti a sparare?

Pressenza - Sunday, August 30, 2026

Quanto peso rivestono i piani di abbattimento nella cosiddetta gestione della fauna selvatica o inselvatichita? Vi proponiamo qualche spunto di riflessione alla luce di una segnalazione giunta direttamente alla nostra delegazione e di un articolo pubblicato sul Manifesto pochi giorni fa.

Era il 18 di agosto quando abbiamo ricevuto da un nostro socio un video che attestava l’inizio degli spari in una zona rurale del Comune di Coriano. Spari nel pieno dell’estate.

Per accertarne l’origine siamo incappati nel piano di controllo del colombo o piccione di città approvato dalla nostra Regione con Delibera di Giunta n. 241 del 20/02/2023. Abbiamo anche scoperto che tale piano di abbattimento (perché di questo si tratta) è stato esteso persino ai siti Rete Natura 2000 con D.G.R. n. 309 del 06/03/2023. Altro particolare significativo: il suddetto piano non pone limiti al contingente di esemplari da rimuovere.

Nel caso specifico di Coriano l’intervento di abbattimento era stato richiesto da un’azienda agricola, a tutela delle proprie colture, rivolgendosi direttamente ai coadiutori che avevano riferito, a seguito di un sopralluogo, che i metodi ecologici (dissuasori visivi) non avevano prodotto alcun effetto.

Veniamo ora all’articolo pubblicato qualche giorno fa sul Manifesto, in cui si racconta la storia di Michele Favaron, agente di Polizia provinciale e obiettore di coscienza, escluso da concorsi e selezioni per la sua scelta di non uccidere animali. Una vicenda che apre inevitabilmente una riflessione importante sul ruolo della Polizia provinciale e, soprattutto, sul rapporto tra “gestione” della fauna selvatica e pratica degli abbattimenti.  Una riflessione che riguarda direttamente Rimini.

Nel bando pubblicato dalla nostra Provincia nel gennaio 2026 per due Agenti di Polizia provinciale, tra i requisiti richiesti compare infatti l’assenza di impedimenti “all’uso delle armi da caccia finalizzato all’effettuazione dei piani di controllo della fauna selvatica”. Lo stesso bando richiede inoltre di non essere stati riconosciuti obiettori di coscienza, oppure di avere rinunciato a tale status. Ci chiediamo quindi: chi svolge anche e soprattutto una funzione di tutela della fauna selvatica deve necessariamente essere disponibile ad abbatterla?

Non dimentichiamo infatti che la Polizia provinciale ha compiti importantissimi di vigilanza ambientale, di contrasto al bracconaggio e di controllo dell’attività venatoria. Come può dunque la disponibilità all’uso delle armi da caccia per i piani di controllo diventare un requisito così rilevante in una procedura di selezione? Non solo, dopo la soppressione del Corpo forestale dello Stato, la provinciale è rimasta l’unica autorità pubblica con specialità faunistica. E se fino a qualche anno fa gli abbattimenti erano prevalentemente affidati a operatori del mondo venatorio, oggi assistiamo al coinvolgimento diretto dei corpi di polizia, come se la funzione degli agenti venisse sempre più assimilata a quella dei cacciatori.

Riteniamo quindi necessario aprire una discussione sulla possibilità di riconoscere l’obiezione di coscienza per gli agenti di Polizia provinciale in modo da garantire che all’interno di questi corpi possano e DEBBANO trovare spazio anche competenze, sensibilità e professionalità orientate in via prioritaria alla ricerca di soluzioni NON CRUENTE nella relazione con la fauna selvatica.

Perché prima ancora che di gestione e di controllo dovremmo parlare di RELAZIONE, e di RISPETTO. Altrimenti come stupirsi dell’abominio che a livello nazionale è rappresentato dal Ddl Malan?

E allora ribadiamo la domanda: perché tutelare la fauna deve necessariamente significare essere disponibili e disposti ad abbatterla? O dobbiamo smettere di confidare che la funzione principale della Polizia provinciale nei confronti della fauna selvatica sia la tutela?

Ci aspettiamo che la Provincia di Rimini e le istituzioni competenti ci diano una risposta.

LIPU Rimini

Redazione Romagna