
Questione climatica sempre più protagonista nel cinema di montagna
Pressenza - Friday, August 28, 2026Bosco Chiesanuova (Verona), 26 agosto 2026: al Film Festival della Lessinia (in corso a Bosco Chiesanuova dal 21 al 30 agosto), come in altre rassegne cinematografiche dedicate alla montagna, la crisi climatica e le sue conseguenze ambientali e sociali stanno assumendo sempre più un ruolo da protagoniste.
Il progressivo aggravarsi dell’emergenza climatica diventa sempre più evidente, sconfinando anche in ambiti diversi da quello prettamente ambientalista. È il caso del cosiddetto ‘cinema di montagna’, un settore cinematografico che dà vita a numerosi festival lungo tutto l’arco alpino. In questi giorni è in corso il Film Festival della Lessinia a Bosco Chiesanuova (Verona), giunto alla sua 32° edizione. Frequento questo festival da più di vent’anni, l’ho visto crescere ed evolversi da piccolo evento locale a rassegna di respiro internazionale e ho potuto constatare un’evoluzione delle tematiche ambientali attraverso i film in concorso: se vent’anni fa la maggior parte delle opere si divideva in due principali filoni – quello romantico-bucolico e quello di ricerca scientifica – con il passare del tempo è entrato in scena in modo trasversale il racconto delle conseguenze ambientali e sociali del cambiamento climatico, prendendo anno dopo anno sempre più spazio.
La presenza ingombrante di una crisi che è sempre più difficile ignorare si esprime chiaramente nei film dedicati all’argomento, come Frost without snow and ice del fotografo norvegese Asgeir Helgestad o Ex-tract, cortometraggio del regista svizzero Marcel Barelli; ma viene citata più volte anche nei film che trattano di altro, come in Anguane, le voci dell’acqua di Giovanni Pellegrini, in cui una ricerca musicale sperimentale basata su registrazioni dei suoni della natura si fonde con la leggenda delle anguane, mitologici spiriti dell’acqua, ma anche con gli studi di Legambiente sull’inquinamento di fiumi e falde e sugli sforzi notturni di un gruppo di volontari per evitare stragi di rospi e salamandre sulle strade. In numerose sequenze nel corso di tutto il film, appare evidente come “il paesaggio rivela con crescente evidenza il nostro rapporto predatorio e distruttivo con l’ambiente”.
Una decina di anni fa, più o meno in contemporanea con gli accordi di Parigi, ratificati da tutti i paesi dell’Unione Europea a fine 2015, l’organizzazione del festival decise di introdurre nel concorso una speciale categoria chiamata FFDL Green. La creazione di un’apposita categoria per i film che trattano questioni climatiche è prova del diffondersi di una consapevolezza in una fascia sempre più ampia della popolazione e allo stesso tempo della volontà degli organizzatori di contribuire ad una divulgazione in tal senso. La selezione di film FFDL Green è incentrata soprattutto sulla protezione del mondo naturale, della biodiversità, dei ghiacciai e delle acque in tutto il mondo. La speranza è che la crescente diffusione di queste tematiche anche al di fuori dei tradizionali ambienti dell’attivismo si traduca in una chiamata all’azione per un numero sempre più ampio di persone.
Il Film Festival della Lessinia si chiude sabato 29 agosto con la cerimonia di premiazione a cui seguirà, domenica 30, una serie di proiezioni dei film vincitori.
FONTI
– Sito del Film Festival della Lessinia: https://ffdl.it/it
– Intervista con il climatologo Davide Faranda sugli eventi climatici estremi del 2025: https://www.enostra.it/eventi-climatici-estremi-un-bilancio-del-2025/
– Anguane, le voci dell’acqua: https://ffdl.it/it/film/anguane-songlines-of-water-5612
– Consiglio dell’Unione Europea: https://www.consilium.europa.eu/it/policies/paris-agreement-climate/