Carabinieri nelle scuole: caccia agli elenchi degli alunni non vaccinati

Pressenza - Friday, August 28, 2026

Dal primo giorno di scuola, i carabinieri entreranno nelle materne e nelle elementari della zona nord di Palermo per individuare gli alunni non in regola con gli obblighi vaccinali. I militari acquisiranno gli elenchi degli iscritti e verificheranno, insieme alle scuole e all’ASP (Azienda Sanitaria Provinciale), la posizione sanitaria dei bambini. L’intervento, definito «urgentissimo», è stato disposto dalla procuratrice per i minorenni Claudia Caramanna dopo la morte di Anna Rosa Bartolotta, la bambina di quattro anni non vaccinata, alla quale è stata attribuita una diagnosi di difterite. Prima ancora che siano stati chiariti tutti gli aspetti della vicenda, la tragedia è diventata il presupposto per avviare l’operazione d’emergenza.

L’operazione partirà il 15 settembre, data fissata dalla Regione Sicilia per l’inizio delle lezioni. Gli iscritti vengono registrati sul portale ministeriale Sidi, gli istituti trasmettono gli elenchi all’Asp e l’azienda sanitaria li confronta con l’anagrafe vaccinale, restituendo i nominativi di chi non risulta in regola. L’attenzione si concentrerà inizialmente su Palermo nord, ma l’Asp dispone dei dati relativi all’intera area metropolitana. Nel mirino della procura è finito anche il sistema utilizzato da alcune famiglie per rinviare l’adempimento: presentare la prenotazione di un appuntamento, non sottoporre il figlio alla vaccinazione e ripetere successivamente la procedura. «Può funzionare alla materna, ma alla prima elementare i controlli sono stringenti», ha spiegato Giusto Catania, dirigente dell’Istituto comprensivo Giuliana Saladino. La legge Lorenzin prevede che il rispetto degli obblighi vaccinali sia requisito di accesso ai nidi e alle scuole dell’infanzia; dai sei anni, invece, l’alunno può frequentare, mentre per i genitori sono previste sanzioni amministrative da 100 a 500 euro. Qualora venissero accertate forme di «grave negligenza», come la mancata effettuazione delle visite pediatriche, le conseguenze potrebbero arrivare fino alla perdita dalla potestà genitoriale. I controlli, dunque, non riguarderanno soltanto la regolarità dei certificati vaccinali, ma serviranno anche a individuare eventuali situazioni di «abbandono sanitario».

Il clima maturato durante la pandemia sembra così riemergere, questa volta tra i banchi di scuola, attraverso procedure che trovano il pieno sostegno anche di una parte della stampa. La Repubblica, ad esempio, presenta l’iniziativa ricorrendo a una formula che richiama da vicino il linguaggio dell’emergenza Covid: «Si è messa in moto una macchina virtuosa per contrastare il complottismo no vax a tutela della salute pubblica». Giovanna Perricone, garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, parla di un’«operazione a tappeto e strategica»: dai controlli, spiega, potranno derivare segnalazioni dei genitori, sanzioni e presa in carico delle famiglie. Poiché «non possiamo chiudere i social», occorrerebbe inoltre compensarne l’influenza diffondendo messaggi sui vaccini in maniera capillare, persino attraverso video proiettati nei supermercati. L’obiettivo, insomma, va oltre la verifica del rispetto della legge: bisogna presidiare lo spazio pubblico, rieducare i genitori in modo da incrinare «le idee complottiste».

Il caso di Palermo ripropone così il meccanismo di polarizzazione già sperimentato durante la pandemia. Situazioni diverse vengono ricondotte alla categoria indistinta del «complottismo no vax». Al di là della vicenda specifica, l’etichetta consente di spostare l’attenzione dal merito dei singoli casi alla presunta irresponsabilità delle famiglie e di presentare come necessaria un’operazione che coinvolge scuole, Asp, procura e forze dell’ordine. La morte di Anna Rosa è diventata il punto di partenza di controlli a tappeto e di una campagna culturale estesa persino ai supermercati. L’ingresso dei carabinieri nelle scuole viene così normalizzato come strumento di tutela sanitaria, mentre il ricorso al «complottismo» contribuisce ancora una volta a neutralizzare preventivamente dubbi e possibili obiezioni sulla proporzionalità delle misure adottate.

L'Indipendente