Autonomia differenziata, dalla Calabria il fronte del No rilancia la mobilitazione del SudDopo lo start parlamentare sul via libera alle pre-intese, la partita
sull’autonomia differenziata s’è riaccesa con grande furore. Le regioni a
conduzione leghista vogliono farsi già trovare pronte al fin di accelerare
l’iter definitivo della riforma, senza tenere conto di quelle che sono state le
criticità sollevate dalla Consulta. L’intento è fin troppo evidente, esse
intendono riprendere il centro della scena politica e riportare la barra a
dritta sulla rotta secessionista. Infatti la discesa in campo dei “governatori”
ha un doppio obiettivo: da un lato, riaffermare l’egemonia nei territori contro
la linea dell’ex-capitano; dall’altro, marcare la differenza identitaria “del
popolo padano” rispetto alla coalizione governativa, in vista dell’imminente
tornata elettorale che si annuncia piuttosto scintillante.
Tra l’altro questa prova di forza per accelerare l’inter parlamentare, ha come
obiettivo quello di portare nel prossimo 20 settembre, in occasione del raduno
annuale sul pratone di Pontida, il trofeo da esibire per la celebrazione della
supposta “superiorità padana” e distanziarsi finalmente quanto più possibile
dalla “zavorra penzolante dello stivale” quella compresa nel calzante che va da
“Roma ladrona” alla “terronia parassitaria”. Insomma, non è un caso che, in
piena canicola agostana, le quattro regioni nordiste – Piemonte, Veneto,
Lombardia e Liguria – hanno iniziato la corsa contro il tempo, al fin di varare
a tambur battente le famigerate pre-intese, per l’attribuzioni delle competenze
esclusive delle materie soggette al nuovo regime differenziato (protezione
civile, professioni, previdenza complementare e integrativa), in uno con la
parte del comparto-sanità che sarà regolato dal coordinamento finanziario.
C’è da dire, comunque, che alla fine della corsa le pre-intese dovranno essere
trasformate dal Governo in specifici disegni di legge (tanti quanti sono le
regione in questione), i quali dovranno essere approvati da entrambi i rami del
Parlamento a maggioranza assoluta dei componenti. Ovviamente, nel caso di
emendamenti modificativi approvati dal potere legislativo, occorrerà raggiungere
una nuova intesa con le regione interessate.
In altri termini, l’obiettivo dichiarato dal malcelato “sovraregionalismo
nordista” è quello di riuscire a far passare il quadro normativo con
l’approvazione regionale entro la metà del prossimo mese. D’altro canto le
commissioni parlamentari competenti sembra siano già state convocate allo scopo
di dare senza indugio il loro via libera, prima del dovuto passaggio nei
Consigli regionali e, successivamente, dell’approvazione definitiva del
Parlamento. Di questo tour de force non manca di farsi vanto il leghista
lombardo Mauro Piazza, sottosegretario con delega all’Autonomia, il quale –
lanciando frecciatine avvelenate agli oppositori del sovraregionalismo nordico –
dice: il metodo leghista è «la risposta concreta alle “cassandre” che ancora
oggi remano contro l’approvazione di questa Riforma»1.
In sostanza col modello sovraregionalistico si vuole tracciare in modo
irreversibile la strada del non-ritorno, superando ogni sterile freno
centralista e sbarrando la via ad ogni principio solidaristico
costituzionalmente tutelato volto a stabilire – concretamente – l’uguaglianza
dei diritti di cittadinanza.
Di tutt’altro segno sono le voci che si sollevano dal Sud, come – per esempio –
quella di Daniela Palaia, consigliera comunale di Catanzaro e Referente per la
Calabria del Comitato Nazionale “NOAD” (No all’Autonomia Differenziata), la
quale non ha esitato affatto a non far mancare il suo sostegno alla petizione
popolare2 promossa dal Comitato “Difendiamo la Costituzione” di Lamezia Terme,
unitamente al Tavolo regionale NOAD che si è mosso in sinergia con altre
associazioni, forze sociali, sindacali e politiche.
La suddetta consigliera non solo ha annunciato la piena adesione alla petizione
del Comitato, ma nella sua dichiarazione ad una testata locale online, ha
lanciato l’invito all’appello per una grande mobilitazione sociale: «L’autonomia
differenziata – dice Daniela Palaia – torna a minacciare l’unità del Paese e i
diritti fondamentali dei cittadini. Di fronte alle nuove pre-intese in corso tra
il Governo nazionale e le Regioni Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria, non
possiamo rimanere a guardare: è il momento di mobilitarsi per difendere la
Calabria e i principi cardine della nostra Costituzione3.
Già lo scorso luglio s’era già pronunciato criticamente Luca Bianchi (direttore
generale di Svimez) in una intervista rilasciata ad Avvenire4, dimostrando come
il “modello sovraregionalista” sull’autonomia differenziata della Lega (con un
unico testo fotocopiato per ciascuna delle quattro regioni) abbia
fondamentalmente una valenza politica: «Non si può parlare di autonomia
“differenziata” quando Regioni con caratteristiche economiche, demografiche e
amministrative così diverse chiedono esattamente le stesse competenze con
identiche argomentazioni. Una “differenziazione omogenea”, un ossimoro che
nasconde l’obiettivo di un “sovraregionalismo” del Nord, nel quale i margini di
autonomia vengono chiesti non per rispondere a peculiari esigenze territoriali,
ma in ragione dell’appartenenza allo stesso blocco politico e geografico».
Dallo stesso sito Svimez v’è un esplicito invito a “Regioni ed enti locali del
Sud a mobilitarsi per evitare un ulteriore incremento delle diseguaglianze”5. Ma
l’economista dell’Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno –
in modo propositivo – senza alcun partigianeria va anche oltre: «Un sistema
politico serio dovrebbe chiedere che il percorso dell’autonomia venga ricondotto
dentro il federalismo previsto dalla Costituzione: prima la perequazione, prima
la garanzia effettiva dei diritti e solo dopo ulteriori forme di autonomia. Non
si tratta di opporsi per principio all’autonomia, ma di evitare un ulteriore
incremento delle disuguaglianze. Ridurre il confronto a una contrapposizione tra
Nord e Sud oscura la vera posta in gioco: l’indebolimento delle politiche
pubbliche. L’autonomia differenziata deve diventare un tema centrale del
confronto politico nazionale. I partiti devono assumersi la responsabilità di
spiegare con chiarezza quale modello di regionalismo e quale idea di Repubblica
intendano costruire».
Quasi a voler dare una chiara risposta all’invito fatto dalla SVIMEZ agli
amministratori locali che non vogliono stare a guardare passivamente
nell’interesse delle comunità locali che governano, segnaliamo la presa di
posizione del Primo Cittadino di Cosenza, Franz Caruso: “Negli ultimi anni –
scrive il Sindaco dal portale del Comune6 – insieme a tanti sindaci,
amministratori, associazioni, organizzazioni sindacali, forze politiche e
cittadini, abbiamo condotto una battaglia convinta contro un impianto di riforma
che abbiamo sempre ritenuto critico per il Mezzogiorno e per la Calabria. È
stata una mobilitazione ampia, fondata non su contrapposizioni ideologiche, ma
sulla difesa dei principi di solidarietà, coesione nazionale e uguaglianza
sostanziale sanciti dalla Costituzione. Quella battaglia – prosegue – non è
stata inutile. Ha contribuito a mantenere alta l’attenzione del Paese su una
riforma destinata ad incidere profondamente sull’organizzazione dello Stato e ha
posto al centro del confronto temi che oggi nessuno può più ignorare: il
finanziamento dei Livelli essenziali delle prestazioni, il superamento della
spesa storica e la necessità di garantire pari diritti ai cittadini,
indipendentemente dal territorio in cui vivono”.
Molto critico è anche l’intervento di Pietro De Sarlo su Basilicata24,
dimostrando – a partire dall’analisi dei CPT-Conti Pubblici Territoriali –
l’assoluta falsificazione propagandistica (“IL NORD PRODUTTIVO MANTIENE IL SUD
PARASSITARIO”) a supporto dell’autonomia differenziata basata su un supposto
credito fiscale vantato (e mai restituito) dalle regioni del nord, grazie al
quale sarebbero state finanziate le politiche economiche clientelari
meridionaliste dei governi centralisti: «Nel 2023 la spesa pubblica corrente pro
capite del Settore Pubblico Allargato – fa osservare De Sarlo – è stata di
21.609 euro nel Nord-Ovest, 20.220 euro nel Nord-Est, 22.298 euro nel Centro,
14.927 euro nel Sud e 16.875 euro nelle Isole. C’è altro da aggiungere?»7
Sostanzialmente l’operazione verità introdotta dai CPT – ci dice De Sarlo – ha
avuto un merito fondamentale, quello di passare dalla propaganda ai conti.
Infatti, «non basta sommare i fondi formalmente destinati al Mezzogiorno.
Bisogna vedere dove finiscono complessivamente spesa corrente, investimenti,
infrastrutture e attività delle imprese pubbliche. Perché esiste un fenomeno che
nella discussione italiana viene sempre dimenticato: la ricchezza tende a
concentrarsi dove la ricchezza è già concentrata».
Il tema politico decisivo della critica sull’autonomia differenziata non è una
questione che ruota attorno alla Lega. Gli appetiti “nordisti” riguardano
trasversalmente quel “partito del nord”8 che ha accumunato sia le forze del
centrodestra sia quelle del centrosinistra: «L’autonomia differenziata è
entrata nella Costituzione con la riforma del Titolo V approvata dal
centrosinistra nel 2001. Nel 2018 il governo Gentiloni sottoscrisse gli accordi
preliminari con Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Il percorso continuò con il
governo Draghi e con Mariastella Gelmini ministra per gli
Affari regionali(…) . Persino il presidente Mattarella ha in più occasioni
trattato l’autonomia differenziata come un percorso costituzionale possibile. Un
atteggiamento che ha contribuito alla sensazione che il problema riguardasse
soprattutto il come, più che il perché».
Abbiamo voluto dare molto più spazio al contributo che precede, giacché
nell’approfondire il tema del rapporto nord-sud coglie alla radice le distanze
siderali che separano il ceto politico formatosi dalla “seconda repubblica” ad
oggi, rispetto alla pur legittimamente criticata classe politica raccoltasi
attorno il cosiddetto “arco costituzionale”, emerso nella ricostruzione
postbellica e che aveva attraversato in buona parte anche la lotta di resistenza
partigiana, dando vita alla legge fondamentale dell’ordinamento repubblicano.
Quella che si sta tracciando con l’autonomia differenziata è una strada
irreversibile, un colpo di mano malcelato del “partito unico del nord” volto a
modificare sostanzialmente – e in modo subdolo – i principi della Carta
costituzionale. In questo senso siamo d’accordo con chi, a ragione, solleva
con nettezza il dubbio se sia corretto accettare il terreno di discussione
sul come trasformare i fondamentali del patto sociale, oppure interrogarsi
sul perché di una tale necessità.
Autonomia differenziata… cui prodest?
_______
1)
HTTPS://WWW.GIORNALELAVOCE.IT/NEWS/ATTUALITA/729038/AUTONOMIA-PIEMONTE-ACCELERA-PRIMA-DI-PONTIDA-LE-PRE-INTESE-ARRIVANO-IN-COMMISSIONE-IL-3-SETTEMBRE.HTML
2) AUTONOMIA DIFFERENZIATA, IL FRONTE DEL NO RILANCIA LA MOBILITAZIONE IN
CALABRIA. COMITATO, SINDACATI, ASSOCIAZIONI E OPPOSIZIONI CHIEDONO DI FERMARE LE
PRE-INTESE E DIFENDERE IL DIRITTO ALLA SALUTE – COMUNICATO STAMPA – IL
COMITATO “DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE” E IL TAVOLO REGIONALE NO AD, INSIEME AI
SINDACATI (CGIL E GILDA), ALLE ASSOCIAZIONI E AI PARTITI DI OPPOSIZIONE
DEMOCRATICA, CONTINUANO LA RACCOLTA DELLE SOTTOSCRIZIONI ALLA PETIZIONE POPOLARE
DIRETTA AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE E DEL CONSIGLIO PERCHÉ SCELGANO DI
CONTRASTARE LE PRE-INTESE SULLA AUTONOMIA DIFFERENZIATA TRA GOVERNO E LE REGIONI
LOMBARDIA, PIEMONTE, LIGURIA E VENETO E PER DIFENDERE IL DIRITTO ALLA SALUTE DI
TUTTI I CITTADINI CALABRESI. NEI PRIMI CINQUE GIORNI DALL’AVVIO DELLE
SOTTOSCRIZIONI, SONO STATE RACCOLTE MILLE E CENTO FIRME ON-LINE. OGGI, NEL
MENTRE CONTINUERÀ LA RACCOLTA DIGITALE, SONO PARTITE LE SOTTOSCRIZIONI IN
PRESENZA SUI MODULI PRESTAMPATO, NEI GAZEBO ORGANIZZATI NELLE PIAZZE DEI CENTRI
URBANI, DURANTE CONVEGNI E INIZIATIVE PUBBLICHE E ANCHE DURANTE LE FESTE DEI
PARTITI ADERENTI. CON QUESTA PETIZIONE POPOLARE SU TUTTO IL TERRITORIO
REGIONALE, SI VUOLE SENSIBILIZZARE I CITTADINI CALABRESI SULLA NECESSITÀ DI
PRENDERE CONSAPEVOLEZZA CHE LE SCELTE SCELLERATE DEL GOVERNO E DELLE REGIONI DEL
NORD PORTERANNO ANCORA PIÙ INDIETRO LE GIÀ PRECARIE CONDIZIONI DEL SERVIZIO
SANITARIO NEL MEZZOGIORNO E, IN MODO PARTICOLARE, NELLA NOSTRA REGIONE. LA
SANITÀ IN CALABRIA VIVE UNA PROFONDA E STORICA CRISI STRUTTURALE, AGGRAVATA DA
MOLTE SCELTE SBAGLIATE DEL GOVERNO REGIONALE E NAZIONALE CHE NON SONO STATI
CAPACI DI AVVIARE A SOLUZIONE ALCUNI GRANDI PROBLEMI QUALI: LA GRANDE CARENZA DI
MEDICI E PERSONALE, IL FORTE DEBITO FINANZIARIO E LA MASSICCIA MIGRAZIONE
SANITARIA VERSO ALTRE REGIONI CON I DISAGI PERSONALI E FINANZIARI
CONSEGUENTI. L’AVVIO DELLE PRE-INTESE SULL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA CON LE
REGIONI DEL NORD, IN MATERIA DI PROTEZIONE CIVILE E DI SANITÀ, SE DIVENTERANNO
LEGGE, COLPIRANNO IL DIRITTO ALLA SALUTE DEI CALABRESI E RENDERANNO INCOLMABILE
IL DIVARIO TRA NORD E SUD DEL PAESE. SARANNO DESTINATE AD INCIDERE PROFONDAMENTE
SULL’ORDINE DELLE COMPETENZE TRA STATO CENTRALE E REGIONI, CON GRAVI
RIPERCUSSIONI SULLE POLITICHE DI SVILUPPO REGIONALE, SULLA COESIONE SOCIALE E
SULLA GESTIONE PARITARIA DEI SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI IN ITALIA, ACCENTUANDO
LA DISPARITÀ NELLA QUALITÀ E NELL’ACCESSIBILITÀ DELLE CURE MEDICHE TRA NORD E
SUD, AGGRAVANDONE IL DIVARIO STORICO. NEL 2024 LA CORTE COSTITUZIONALE, CON LA
SENTENZA N. 192/2024, HA DICHIARATO ILLEGITTIME MOLTE PARTI DELLA LEGGE DI
ATTUAZIONE DELL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA PROPRIO IN RIFERIMENTO AI VALORI
COSTITUZIONALI DELL’UGUAGLIANZA DEI CITTADINI, DELL’UNITÀ DEL PAESE, DELLA
SUSSIDIARIETÀ E SOLIDARIETÀ DEI TERRITORI E HA RIBADITO CHE IL DIRITTO ALLA
SALUTE È, E DEVE RESTARE, UGUALE PER TUTTI I CITTADINI OVUNQUE RISIEDONO, IN
LOMBARDIA COME IN CALABRIA. CON QUESTA PETIZIONE POPOLARE SI CHIEDE AL GOVERNO
MELONI-TAJANI-SALVINI DI SOSPENDERE IL PERCORSO DELLE PRE-INTESE E DI ADEGUARSI
IN TUTTO E PER TUTTO ALLE INDICAZIONI DELLA SENTENZA N. 292/2024; AL PRESIDENTE
DELLA CALABRIA, ROBERTO OCCHIUTO CHE, PURTROPPO, HA GIÀ ESPRESSO PARERE
FAVOREVOLE ALLE PRE-INTESE, DI COINVOLGERE IL CONSIGLIO REGIONALE PER UNA SCELTA
CHIARA DI TUTTO IL CONSIGLIO PER LA SOSPENSIONE DEL PROCEDIMENTO DELLE PRE
INTESE SULL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA, FINCHÉ NON SARANNO DETERMINATI PER LEGGE I
LIVELLI ESSENZIALI DELLE PRESTAZIONI PER TUTTE LE REGIONI D’ITALIA. INOLTRE E IN
MANCANZA, NEL CASO DOVESSERO DIVENTARE LEGGE DELLO STATO, DI IMPUGNARLA DAVANTI
ALLA CORTE COSTITUZIONALE, SEGUENDO L’ESEMPIO DEI COLLEGHI PRESIDENTI DI ALTRE
REGIONI.
[HTTPS://WWW.LAMEZIATERME.IT/AUTONOMIA-DIFFERENZIATA-FRONTE-DEL-NO-RILANCIA-MOBILITAZIONE-IN-CALABRIA/]
3)
HTTPS://WWW.CATANZAROINFORMA.IT/POLITICA/2026/08/12/AUTONOMIA-DIFFERENZIATA-PALAIA-AL-VIA-LA-PETIZIONE-POPOLARE-IN-CALABRIA-CONTRO-LE-PRE-INTESE-DIFENDIAMO-LA-COSTITUZIONE-LA-SANITA-E-I-DIRITTI-DEL-SUD/423463/
4) HTTPS://WWW.AVVENIRE.IT/POLITICA/AUTONOMIA-PRIMI-SI-IN-CHIAVE-ELETTORALE-BIANCHI-SVIMEZ-RISCHIO-DI-BALCANIZZAZIONE_111362
5) HTTPS://WWW.SVIMEZ.IT/AUTONOMIA-DIFFERENZIATA-PRE-INTESE-CONSULTA-BIANCHI/
6)
HTTPS://WWW.COMUNE.COSENZA.IT/IT/NOVITA/PAGE/AUTONOMIA-DIFFERENZIATA-FRANZ-CARUSO-LA-BATTAGLIA-NON-SI-ESAURISCE-ORA-BISOGNA-IMPEDIRE-CHE-LA-CALABRIA-VENGA-PENALIZZATA#DESCRIZIONE
7)
HTTPS://WWW.BASILICATA24.IT/2026/08/LAUTONOMIA-DIFFERENZIATA-E-CONTRO-OGNI-LOGICA-ECCO-PERCHE-161758/
8) SI VED IL NOSTRO ARTICOLO SU PRESSENZA.COM LA TRAMA SECESSIONISTA
DELL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA CALDEGGIATA DAL PARTITO UNICO DEL NORD
Toni Casano