
Il patrimonio culturale come terreno di conflitto e riconciliazione
Pressenza - Tuesday, August 25, 2026L’edizione cartacea di Heritage in Transition. Interpreting Memory, Communities, and Conflict pubblicato da CNR edizioni a cura di Immacolata Caruso, Giuseppe Pace e Gianmarco Pisa sarà disponibile dal 20 settembre 2026.
La presentazione del libro spiega:
Dai processi di peacebuilding nei Balcani occidentali alla memoria contesa della guerra civile spagnola, dagli ecomusei urbani al patrimonio costruito sotterraneo: quattordici capitoli indagano il patrimonio culturale non come eredità da conservare, ma come processo continuamente rimodellato da pratiche sociali, memoria collettiva e interpretazione partecipativa.Settimo titolo della collana Heritage and Community Identity di CNR edizioni, il volume nasce dal ciclo di seminari Il patrimonio culturale in transizione promosso congiuntamente dall’Istituto di ricerca su innovazione, diritto internazionale e sostenibilità (CNR-IRIDIS, già CNR-IRISS), dall’Istituto di studi sul Mediterraneo (CNR-ISMed) e dall’Istituto di scienze del patrimonio culturale (CNR-ISPC), con il sostegno dell’Azione COST CA18110 Underground Built Heritage as Catalyser for Community Valorisation, cui gran parte dei contributi fa riferimento.
Ai seminari è seguita una fase di rielaborazione e confronto sistematico tra gli autori.
Il volume muove da una constatazione: il patrimonio culturale viene invocato come fonte di continuità proprio dalle comunità più frammentate, ma decidere cosa conservare, come interpretarlo e per chi non è mai un’operazione neutrale. L’esclusione più profonda non riguarda i processi decisionali, bensì l’interpretazione: comunità che possono essere estromesse dal significato del proprio patrimonio anche quando ne restano formalmente custodi.
Da qui l’attenzione del libro alle memorie diasporiche e migranti – narrazioni orali, riti, pratiche quotidiane che i curatori leggono come archivi dell’incontro, dove la memoria si produce per traduzione e reinterpretazione anziché per conservazione – e la messa a fuoco di un’ambivalenza che i quattordici casi documentano senza risolverla: lo stesso patrimonio che può sostenere il riconoscimento reciproco può altrettanto bene irrigidire le divisioni. Comprendere a quali condizioni prevalga l’uno o l’altro esito è la domanda che attraversa il volume.
Il volume, scritto in lingua inglese e di 320 pagine a colori, si articola in quattro sezioni
- inquadramento della partecipazione e dell’interpretazione del patrimonio;
- pratiche inclusive e interculturali;
- patrimonio, conflitto e memoria;
- politiche, sviluppo e metodologie;
è curato da:
– Immacolata Caruso, politologa, già prima ricercatrice CNR-ISMed;
– Giuseppe Pace, urbanista, primo ricercatore CNR-IRIDIS e professore presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa;
– Gianmarco Pisa, operatore civile di pace, esperto di studi sulla pace e trasformazione dei conflitti, IPRI-CCP;
e raccoglie i contributi di Donatella Biagi, Massimo Carcione, Gemma Teresa Colesanti, Ghislaine El Abid, Szilvia Fábián, Luisa Fatigati, Vana Filipovski, Idamaria Fusco, Claudio Gnessi, Carmen Granito, Giuseppe Maino, Valentina Noviello, Mariarosaria Rescigno, Valentina Russo, Montserrat Soto e Paola Vona.
Si rivolge a ricercatori, professionisti e amministrazioni impegnati nell’interpretazione e nella gestione del patrimonio tangibile e intangibile.
Heritage in Transition. Interpreting Memory, Communities, and Conflict è anche liberamente consultabile online all’indirizzo https://doi.org/10.19257/iriss06
