
Milano – CPR di via Corelli, la nuova ispezione: «17 eventi critici in un mese, il centro va chiuso»
Progetto Melting Pot Europa - Friday, August 7, 2026A quattro mesi dall’ultima visita e a un mese dall’ingresso del sindaco Sala, il quadro che emerge è di un luogo al collasso: tentativi di suicidio, autolesionismo, scioperi della fame, un sovraffollamento mai raggiunto prima e un caldo definito «insopportabile».
Sono entrati alle 10.30 di giovedì 6 agosto, dopo le necessarie verifiche delle autorità competenti. Rahel Sereke, consigliera del Municipio 3 di Milano, e Luca Paladini, consigliere della Regione Lombardia, hanno effettuato una nuova ispezione al Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di via Corelli. La visita arriva a quattro mesi dalla precedente – condotta insieme all’eurodeputata Strada e ai consiglieri regionali Romano e Rosati – e a un mese dall’ingresso del sindaco Beppe Sala.
La scelta di una settimana estiva, spiegano i due amministratori, non è casuale: è il periodo più critico per chi è privato della libertà in ogni luogo di reclusione. E all’interno del CPR, denunciano, la situazione è risultata «effettivamente peggiore».
Diciassette eventi critici in un mese
Il dato più grave riguarda gli ultimi trenta giorni. Secondo quanto riferito dai due consiglieri, nel solo ultimo mese si sono registrati diciassette eventi critici annotati dallo stesso ente gestore: tentativi di suicidio, episodi di autolesionismo, ingestione di corpi contundenti. A questi si aggiungono diversi scioperi della fame e alcune fratture non messe a verbale.
Una persona che ha ingerito detersivo per bagni si troverebbe attualmente in terapia intensiva, sotto osservazione. Altre otto, coinvolte in eventi critici, sono state rilasciate dopo una nuova verifica dell’idoneità alla permanenza in spazi ristretti.
Al momento dell’ispezione erano ancora in corso lavori di manutenzione ed erano visibili i segni dei tentativi di incendio. Una persona risultava sotto osservazione all’interno della struttura dopo essersi data fuoco.
Sovraffollamento e caldo
Sereke e Paladini descrivono un livello di sofferenza e tensione più alto rispetto al passato, aggravato dal caldo e dal numero massimo di trattenuti mai raggiunto con l’attuale gestione: 89 persone fino alla mattinata, 88 presenti in elenco, alcune trattenute addirittura da marzo.
Imponente anche la presenza delle forze dell’ordine, con numerosi agenti giovani che hanno accompagnato i due amministratori all’interno dei moduli, descritti come estremamente caldi. Numerosi i materassi spostati negli spazi semiaperti e, riferiscono, sporchi.
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Nonostante una manifesta reticenza nel fornire i dati su interventi sanitari, ingressi e uscite dell’ultimo mese, ai due consiglieri sarebbero state riferite condizioni di sofferenza anche da parte di chi opera come mediatore all’interno del centro.
Le voci dei trattenuti
Sereke e Paladini hanno raccolto le testimonianze di oltre sedici persone trattenute, in due delle quattro sezioni aperte – la quinta non era ancora agibile. Tutte, riferiscono, hanno espresso un forte disagio: disperazione, smarrimento, rabbia per le condizioni di trattenimento, dai pasti scaduti all’assenza di ascolto e di cura. Lacrime, calci e pugni contro le porte e, soprattutto, richieste di aiuto.
Da qui il rinnovato appello dei due amministratori al sindaco Sala: i CPR sono «luoghi patogeni» che devono essere chiusi, perché non rispettano quella dignità delle persone che lo Statuto della Città e la Costituzione garantiscono.
Milano, nuova diffida per la chiusura del CPR di via Corelli
E' possibile sostenere la diffida firmando la petizione online
Redazione
10 Aprile 2026