Milano – CPR di via Corelli, la nuova ispezione: «17 eventi critici in un mese, il centro va chiuso»
A quattro mesi dall’ultima visita e a un mese dall’ingresso del sindaco Sala, il
quadro che emerge è di un luogo al collasso: tentativi di suicidio,
autolesionismo, scioperi della fame, un sovraffollamento mai raggiunto prima e
un caldo definito «insopportabile».
Sono entrati alle 10.30 di giovedì 6 agosto, dopo le necessarie verifiche delle
autorità competenti. Rahel Sereke, consigliera del Municipio 3 di Milano, e Luca
Paladini, consigliere della Regione Lombardia, hanno effettuato una nuova
ispezione al Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di via Corelli. La
visita arriva a quattro mesi dalla precedente – condotta insieme
all’eurodeputata Strada e ai consiglieri regionali Romano e Rosati – e a un mese
dall’ingresso del sindaco Beppe Sala.
La scelta di una settimana estiva, spiegano i due amministratori, non è casuale:
è il periodo più critico per chi è privato della libertà in ogni luogo di
reclusione. E all’interno del CPR, denunciano, la situazione è risultata
«effettivamente peggiore».
DICIASSETTE EVENTI CRITICI IN UN MESE
Il dato più grave riguarda gli ultimi trenta giorni. Secondo quanto riferito dai
due consiglieri, nel solo ultimo mese si sono registrati diciassette eventi
critici annotati dallo stesso ente gestore: tentativi di suicidio, episodi di
autolesionismo, ingestione di corpi contundenti. A questi si aggiungono diversi
scioperi della fame e alcune fratture non messe a verbale.
Una persona che ha ingerito detersivo per bagni si troverebbe attualmente in
terapia intensiva, sotto osservazione. Altre otto, coinvolte in eventi critici,
sono state rilasciate dopo una nuova verifica dell’idoneità alla permanenza in
spazi ristretti.
Al momento dell’ispezione erano ancora in corso lavori di manutenzione ed erano
visibili i segni dei tentativi di incendio. Una persona risultava sotto
osservazione all’interno della struttura dopo essersi data fuoco.
SOVRAFFOLLAMENTO E CALDO
Sereke e Paladini descrivono un livello di sofferenza e tensione più alto
rispetto al passato, aggravato dal caldo e dal numero massimo di trattenuti mai
raggiunto con l’attuale gestione: 89 persone fino alla mattinata, 88 presenti in
elenco, alcune trattenute addirittura da marzo.
Imponente anche la presenza delle forze dell’ordine, con numerosi agenti giovani
che hanno accompagnato i due amministratori all’interno dei moduli, descritti
come estremamente caldi. Numerosi i materassi spostati negli spazi semiaperti e,
riferiscono, sporchi.
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Nonostante una manifesta reticenza nel fornire i dati su interventi sanitari,
ingressi e uscite dell’ultimo mese, ai due consiglieri sarebbero state riferite
condizioni di sofferenza anche da parte di chi opera come mediatore all’interno
del centro.
LE VOCI DEI TRATTENUTI
Sereke e Paladini hanno raccolto le testimonianze di oltre sedici persone
trattenute, in due delle quattro sezioni aperte – la quinta non era ancora
agibile. Tutte, riferiscono, hanno espresso un forte disagio: disperazione,
smarrimento, rabbia per le condizioni di trattenimento, dai pasti scaduti
all’assenza di ascolto e di cura. Lacrime, calci e pugni contro le porte e,
soprattutto, richieste di aiuto.
Da qui il rinnovato appello dei due amministratori al sindaco Sala: i CPR sono
«luoghi patogeni» che devono essere chiusi, perché non rispettano quella dignità
delle persone che lo Statuto della Città e la Costituzione garantiscono.
Notizie/CPR, Hotspot, CPA
MILANO, NUOVA DIFFIDA PER LA CHIUSURA DEL CPR DI VIA CORELLI
E' possibile sostenere la diffida firmando la petizione online
Redazione
10 Aprile 2026