
Dieci anni di “legge Ecoreati”: i dati del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente
Pressenza - Friday, August 7, 2026Sono trascorsi dieci anni dall’approvazione della legge 22 maggio 2015, n. 68, meglio nota come “legge Ecoreati”. Attraverso i dati raccolti dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente è possibile ricostruire l’evoluzione della sua applicazione durante questi 2 lustri da parte di Ispra e delle Agenzie regionali e provinciali per l’ambiente. La serie storica, come sottolinea il SNPA, deve essere letta però con cautela: le differenze tra un anno e l’altro non indicano necessariamente un aumento o una diminuzione degli illeciti ambientali, ma possono risentire anche del numero di Agenzie che hanno trasmesso i dati, della disponibilità di ufficiali di polizia giudiziaria, degli accordi con le Procure e del progressivo ampliamento degli indicatori raccolti.
Ispra e le Arpa/Appa contano complessivamente 970 dipendenti con qualifica di Ufficiale di polizia giudiziaria (dato al 31 dicembre 2025) e in un anno l’intero Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente ha formulato 2.073 contestazioni relative ai reati previsti dal Decreto legislativo 152 del 2006. Sono 1.056 invece le prescrizioni impartite nel 2025 dagli Ufficiali di polizia giudiziaria del Snpa, volte a regolarizzare le situazioni contestate, secondo la procedura di estinzione dei reati introdotta dalla legge 68/2015 per le violazioni di minore entità. I dati sull’applicazione della legge “Ecoreati” in ambito Snpa sono disponibili su base annuale dal primo anno di applicazione della normativa, sia come dato complessivo che col dettaglio per singolo ente del sistema, secondo una griglia di indicatori che è stata progressivamente incrementata nel tempo.
Come è noto, l’ordinamento assegna a Ispra e alle Arpa/Appa compiti di supporto agli organismi giudiziari, in particolare per gli accertamenti tecnici necessari alle attività inquirenti e inoltre dà la possibilità di assegnare direttamente agli ispettori Snpa funzioni di polizia giudiziaria. È dunque significativo il contributo del Sistema nazionale al contrasto e alla prevenzione delle condotte illecite a danno dell’ambiente, che si traduce in un impegno quotidiano a supporto di Forze dell’Ordine e Magistratura. Una parte significativa di questo lavoro è appunto ricostruibile attraverso le cifre sull’applicazione della legge “Ecoreati”. Il dettaglio dei dati raccolti sistematicamente costituisce anche una base per valutare l’efficacia delle procedure estintive introdotte dalla legge 68 del 2015 e l’evoluzione nel tempo dell’attività di controllo ambientale svolta dal Snpa.
I dati del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente evidenziano come tra il 2016 e il 2018 vi sia stata una crescita molto rapida delle prescrizioni, passate da 1.288 a 1.726 (più 34%). Un aumento che è il frutto dell’avvio delle attività e del consolidamento dei rapporti operativi con Procure e forze di polizia. Il picco delle prescrizioni si è avuto nel 2018, poi – per effetto della pandemia – nel 2019 vi è stato un calo, con le prescrizioni scese a 1.061 (meno 38,5% rispetto al 2018). Anche se, secondo diverse Agenzie, il calo potrebbe essere anche il risultato della mancanza di dati. E’ nel 2020 che si raggiunge il minimo, con 705 prescrizioni (meno 33,6% rispetto al 2019 e meno 59% rispetto al record del 2018). Successivamente, nel 2021, si hanno circa 1.300 prescrizioni, per poi diminuire nei quattro anni successivi: tra il 2021 e il 2025 la riduzione è stata del 18,7%. Rispetto al 2024, nell’ultimo anno sono state impartite 104 prescrizioni in meno, pari a una flessione del 9%. I dati dell’ultimo anno sono inferiori del 38,8% rispetto al massimo raggiunto nel 2018. Tuttavia, non si può automaticamente sostenere che sia in atto una diminuzione degli illeciti ambientali, poiché il numero delle prescrizioni dipende dai controlli che vengono effettuati, dalle competenze attribuite al personale, dalle modalità organizzative delle singole Agenzie e dalla possibilità di applicare la procedura. Questa non è utilizzabile per tutti i reati, ma soltanto per le contravvenzioni che non abbiano provocato danno o pericolo concreto e attuale per l’ambiente o la salute. Le violazioni più gravi seguono invece il normale procedimento penale.
Sono i rifiuti a rappresentare il principale ambito di applicazione della procedura, con 470 prescrizioni, quasi il 45% del totale, anche se rispetto al 2024, quando erano state registrate 560 prescrizioni, si registra una riduzione del 16,1%. Sono invece aumentate, seppur di poco, le emissioni in atmosfera, passate da 214 a 221. Anche gli scarichi scendono da 176 a 163, così come le violazioni connesse all’Autorizzazione integrata ambientale, che scendono da 210 a 202. Anche in questo caso si riscontrano differenze territoriali: nel 2025 il maggior numero di prescrizioni è stato impartito da Arpa Piemonte, con 174 provvedimenti, seguita da Arpa Veneto con 170, Arpa Lombardia con 161 ed Arpae Emilia-Romagna con 160. A seguire abbiamo la Toscana con 107 prescrizioni, la Sicilia con 76, l’Umbria con 35, la Liguria con 36 e il Lazio con 32.
Qui i dati: https://www.snpambiente.it/attivita/reti-tematiche/ecoreati/.