Dieci anni di “legge Ecoreati”: i dati del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente
Sono trascorsi dieci anni dall’approvazione della legge 22 maggio 2015, n. 68,
meglio nota come “legge Ecoreati”. Attraverso i dati raccolti dal Sistema
nazionale per la protezione dell’ambiente è possibile ricostruire l’evoluzione
della sua applicazione durante questi 2 lustri da parte di Ispra e delle Agenzie
regionali e provinciali per l’ambiente. La serie storica, come sottolinea il
SNPA, deve essere letta però con cautela: le differenze tra un anno e l’altro
non indicano necessariamente un aumento o una diminuzione degli illeciti
ambientali, ma possono risentire anche del numero di Agenzie che hanno trasmesso
i dati, della disponibilità di ufficiali di polizia giudiziaria, degli accordi
con le Procure e del progressivo ampliamento degli indicatori raccolti.
Ispra e le Arpa/Appa contano complessivamente 970 dipendenti con qualifica di
Ufficiale di polizia giudiziaria (dato al 31 dicembre 2025) e in un anno
l’intero Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente ha formulato 2.073
contestazioni relative ai reati previsti dal Decreto legislativo 152 del 2006.
Sono 1.056 invece le prescrizioni impartite nel 2025 dagli Ufficiali di polizia
giudiziaria del Snpa, volte a regolarizzare le situazioni contestate, secondo la
procedura di estinzione dei reati introdotta dalla legge 68/2015 per le
violazioni di minore entità. I dati sull’applicazione della legge “Ecoreati” in
ambito Snpa sono disponibili su base annuale dal primo anno di applicazione
della normativa, sia come dato complessivo che col dettaglio per singolo ente
del sistema, secondo una griglia di indicatori che è stata progressivamente
incrementata nel tempo.
Come è noto, l’ordinamento assegna a Ispra e alle Arpa/Appa compiti di supporto
agli organismi giudiziari, in particolare per gli accertamenti tecnici necessari
alle attività inquirenti e inoltre dà la possibilità di assegnare direttamente
agli ispettori Snpa funzioni di polizia giudiziaria. È dunque significativo il
contributo del Sistema nazionale al contrasto e alla prevenzione delle condotte
illecite a danno dell’ambiente, che si traduce in un impegno quotidiano a
supporto di Forze dell’Ordine e Magistratura. Una parte significativa di questo
lavoro è appunto ricostruibile attraverso le cifre sull’applicazione della legge
“Ecoreati”. Il dettaglio dei dati raccolti sistematicamente costituisce anche
una base per valutare l’efficacia delle procedure estintive introdotte dalla
legge 68 del 2015 e l’evoluzione nel tempo dell’attività di controllo ambientale
svolta dal Snpa.
I dati del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente evidenziano come
tra il 2016 e il 2018 vi sia stata una crescita molto rapida delle prescrizioni,
passate da 1.288 a 1.726 (più 34%). Un aumento che è il frutto dell’avvio delle
attività e del consolidamento dei rapporti operativi con Procure e forze di
polizia. Il picco delle prescrizioni si è avuto nel 2018, poi – per effetto
della pandemia – nel 2019 vi è stato un calo, con le prescrizioni scese a 1.061
(meno 38,5% rispetto al 2018). Anche se, secondo diverse Agenzie, il calo
potrebbe essere anche il risultato della mancanza di dati. E’ nel 2020 che si
raggiunge il minimo, con 705 prescrizioni (meno 33,6% rispetto al 2019 e meno
59% rispetto al record del 2018). Successivamente, nel 2021, si hanno circa
1.300 prescrizioni, per poi diminuire nei quattro anni successivi: tra il 2021 e
il 2025 la riduzione è stata del 18,7%. Rispetto al 2024, nell’ultimo anno sono
state impartite 104 prescrizioni in meno, pari a una flessione del 9%. I dati
dell’ultimo anno sono inferiori del 38,8% rispetto al massimo raggiunto nel
2018. Tuttavia, non si può automaticamente sostenere che sia in atto una
diminuzione degli illeciti ambientali, poiché il numero delle prescrizioni
dipende dai controlli che vengono effettuati, dalle competenze attribuite al
personale, dalle modalità organizzative delle singole Agenzie e dalla
possibilità di applicare la procedura. Questa non è utilizzabile per tutti i
reati, ma soltanto per le contravvenzioni che non abbiano provocato danno o
pericolo concreto e attuale per l’ambiente o la salute. Le violazioni più gravi
seguono invece il normale procedimento penale.
Sono i rifiuti a rappresentare il principale ambito di applicazione della
procedura, con 470 prescrizioni, quasi il 45% del totale, anche se rispetto al
2024, quando erano state registrate 560 prescrizioni, si registra una riduzione
del 16,1%. Sono invece aumentate, seppur di poco, le emissioni in atmosfera,
passate da 214 a 221. Anche gli scarichi scendono da 176 a 163, così come le
violazioni connesse all’Autorizzazione integrata ambientale, che scendono da 210
a 202. Anche in questo caso si riscontrano differenze territoriali: nel 2025 il
maggior numero di prescrizioni è stato impartito da Arpa Piemonte, con 174
provvedimenti, seguita da Arpa Veneto con 170, Arpa Lombardia con 161 ed Arpae
Emilia-Romagna con 160. A seguire abbiamo la Toscana con 107 prescrizioni, la
Sicilia con 76, l’Umbria con 35, la Liguria con 36 e il Lazio con 32.
Qui i dati: https://www.snpambiente.it/attivita/reti-tematiche/ecoreati/.
Giovanni Caprio