Suicidi in divisa

Pressenza - Saturday, July 18, 2026

Il suicidio avvenuto il 17 luglio a Bari di un carabiniere di 46 anni che si è tolto la vita in caserma ci ha spinti a gettare uno sguardo sul fenomeno dei suicidi tra i militari, a cui i media danno poco risalto, ma che sembra essere, come ha dichiarato Cleto Iafrate, fondatore dell’Osservatorio Suicidi in Divisa, un problema “strutturale” nel mondo militare.

Come docenti poco conosciamo quel mondo dall’interno, ne abbiamo piuttosto sperimentato dall’esterno la postura nelle piazze, e proprio in questi giorni ne abbiamo rivisto la capacità di violenza nei video e nei film proiettati in occasione delle iniziative in memoria di Genova 2001.

Molto significativi sono stati perciò gli interventi in diversi nostri convegni del sociologo Charlie Barnao, che ha sperimentato in prima persona come la socializzazione dei militari avvenga secondo tecniche desunte dai manuali di tortura della CIA, educando così all’insensibilità per il dolore proprio e altrui (si veda Charlie Barnao, Il soldato (im)perfetto. Addestramento militare, polizia e tortura).

Tradizionalmente è dato per scontato che la caserma sia un luogo di soprusi, di “gavettoni” e punizioni, che il “linguaggio da caserma” sia rude, aggressivo e volgare (e lo conferma anche l’I.A.). L’effettiva realtà quotidiana della vita in caserma, però, possiamo solo immaginarla, perché, da quando il servizio di leva obbligatorio è stato sospeso, l’esercito è diventato un corpo separato dalla società.

Ci riferiamo perciò a Cleto Iafrate, secondo il quale la vita in caserma obbedisce a una “specificità militare” che consiste nella assoluta arbitrarietà delle decisioni e delle sanzioni da parte dei comandanti sui sottoposti e sulla loro vita, un trattamento che può minare la psiche e condurre a gesti estremi.

Dato che, come ben sappiamo, nelle scuole le Carriere in Divisa sono presentate alla componente studentesca come allettanti opportunità di lavoro e di realizzazione personale, riportiamo le parole di Iafrate, che descrive così il mondo che attende chi si arruola: «Sulla testa del militare pende costantemente una spada di Damocle: la sconfinata discrezionalità dell’amministrazione militare». Anche la famiglia del dipendente è militarizzata: «La “moglie del Maresciallo Rocca” che aspetta seduta sulle valigie il marito trattenuto dal servizio non è solo un’immagine cinematografica.

Le deroghe continue ed ingiustificate al principio di legalità garantite all’amministrazione militare mettono in luce una serie di contrasti tra il mondo militare e quello civile tra i quali il personale è sospeso, diviso e conteso. Contrasti che sono quotidiani e che possono essere molto forti, tali da minare alla base anche la psiche più solida».

Recentemente anche il Giornale [Forze dell’ordine: 207 suicidi in 5 anni e la fuga al Sud contro il caro-vita. Il piano per salvare i supereroi italiani] definisce i Suicidi in Divisa come «un’emergenza cronica e sottotraccia», riferendosi particolarmente alle Forze dell’Ordine, per le quali esiste uno specifico OSSERVATORIO NAZIONALE SUICIDI FORZE DELL’ORDINE -ONSFO – CERCHIO BLU . Secondo questo osservatorio il tasso di suicidi nelle Forze dell’Ordine è circa doppio rispetto alla popolazione generale. Come si vede anche dalla cronologia che segue, i suicidi colpiscono particolarmente tra i carabinieri.

Per lo più ignote sono le precise circostanze in cui i fatti sono accaduti, ma è noto che oltre l’80% si è sparato/a un colpo con la pistola d’ordinanza. Anche i sindacati mettono l’accento sul fatto che quello dei suicidi non è un fatto individuale, bensì collettivo, un fatto sociale, come direbbe Emile Durkheim, nei confronti del quale non si può stare in silenzio.

Il soldato non è un mestiere come un altro, lo abbiamo spesso ripetuto: il fenomeno silenzioso e non riconosciuto dei suicidi dei militari ce ne mostra un lato poco noto che conferma come le sirene che invitano all’arruolamento siano ingannevoli maschere di una realtà ben più dura, che cancella l’umanità delle persone. Non conosciamo le storie di coloro che si sono tolte/i la vita, rimangono perlopiù consegnate al silenzio e al dolore delle famiglie perché affrontarne le cause sociali significherebbe mettere in discussione un “sistema militare” che non può essere diverso, in quanto votato alla guerra esterna ed interna, cioè alla “violenza dell’uomo sull’uomo” che ne pervade la stessa struttura.

Riportiamo dall’Osservatorio Suicidi in Divisa [Facebook]  i casi segnalati nel 2026 (distinti per data, luogo, corpo o arma di appartenenza, sesso, grado, età e modalità) […].  Elenco aggiornato al 17 luglio 2026.

1. 04 gennaio, Matera, Carabinieri, uomo, maresciallo, 49 anni, modalità ignote;
2. 09 gennaio, Valsusa (TO), Polizia di Stato, donna, Commissaria, 27 anni, «secondo le prime informazioni, per togliersi la vita avrebbe utilizzato la pistola d’ordinanza»;
3. 11 gennaio, Corsico (MI), Polizia Locale, uomo, agente, 40 anni, modalità ignote;
4. 24 gennaio, Cagnano Varano (FG), Carabinieri, uomo, carabiniere 25 anni, «colpo di pistola nella caserma in località Bagno, sulle sponde del lago»;
5. 31 gennaio, Lamezia Terme, Carabinieri, uomo, (seguiranno aggiornamenti);
6. 5 febbraio, Chivasso, Carabinieri, uomo, 45 anni, grado e modalità ignote;
7. 5 febbraio, Palau (SS), Guardia di finanza, uomo, ispettore, 34 anni, modalità ignote;
8. 16 febbraio, Padova, Polizia di Stato, uomo, vice sovrintendente, 50 anni, «posto fine alla propria vita, gettandosi da un ponte» (fonte: infodifesa);
9. 18 febbraio, Ravenna, Polizia locale, uomo, agente, 39 anni, «trovato morto, la scena del ritrovamento indirizza le indagini verso il gesto volontario»;
10. 28 febbraio, Roma, Polizia Locale, (grado, età e modalità ignote);
11. 21 febbraio, provincia di Benevento, Esercito, militare, 20 anni, «trovato senza vita nel garage della propria abitazione nella tarda serata di sabato 21 febbraio»;
12. 17 marzo, provincia di Mantova, Carabinieri, carabiniere scelto, uomo, 27 anni, colpo di pistola d’ordinanza nel suo alloggio in caserma;
13. 22 marzo, Milano, Polizia Locale, agente, uomo, 27 anni, modalità ignote;
14. 02 aprile, Napoli, Guardia giurata, agente, uomo, 45 anni, modalità ignote;
15. 02 febbraio (notizia appresa solo oggi), San Giovanni in Persiceto (BO), Polizia Locale, ispettore, uomo, 61 anni, colpo di pistola d’ordinanza;
16. 15 aprile, provincia di Lecce, Esercito italiano, grado ignoto, donna, età ignota, impiccamento;
17. 16 aprile, Pisa, Aeronautica militare, VFP, uomo, età 19 – 22, modalità ignote;
18. 18 aprile, La Spezia, Carabinieri, carabiniere, uomo, 27 anni, colpo di pistola d’ordinanza;
19. 23 aprile, Seveso (Monza), Carabinieri, brigadiere capo, uomo, 55 anni, colpo di pistola d’ordinanza;
20. 01 maggio, Torino, Polizia penitenziaria, agente, uomo, 42 anni, modalità ignote;
21. 02 maggio, da fonte S.U.M. sembrerebbe che il gesto si sia verificato a Milano, all’interno del Consolato americano, Esercito, VFP4, uomo, 24 anni, modalità ignote;
22. 25 maggio, Comando provinciale di Chieti, Guardia di Finanza, uomo, grado, età e modalità ignote;
23. 29 maggio, Ospitaletto (BS), Polizia Locale, uomo, agente, 32 anni, colpo di pistola d’ordinanza;
24. 20 maggio, Toscana, Carabinieri, uomo, età, grado e modalità ignote a questo Osservatorio (fonte: UNAC);
25. 2 giugno, Varazze (SV), Carabinieri, uomo, 49 anni, appuntato scelto, colpo di pistola d’ordinanza;
26. 2 giugno, Rho (MI), polizia locale, donna, agente, 29 anni, colpo di pistola d’ordinanza;
27. 7 giugno, Firenze, Carabinieri, uomo, brigadiere capo, 54 anni, colpo di pistola d’ordinanza;
28. 18 giugno, Catanzaro, Polizia di Stato, uomo, agente, 49 anni, sono in corso accertamenti;
29. 30 giugno, Cedegolo (BS), Carabinieri, uomo, maresciallo, comandante del Nucleo Carabinieri Forestali di Cedegolo, 59 anni, si è tolto la vita, lascia tre figli;
30. 01 luglio, Lucca, Polizia di Stato, uomo, agente, 28 anni, colpo di pistola d’ordinanza;
31. 17 luglio, Bari, Carabinieri, uomo, appuntato, 46 anni, «si è tolto la vita all’interno della caserma».

ANNO 2026

Nr. 12 Carabinieri, di cui 2 carabiniere-forestale;
Nr. 4 Polizia di Stato;
Nr. 7 Polizia Locale;
Nr. 2 Guardia di Finanza;
Nr. 1 Polizia penitenziaria;
Nr. 3 Esercito;
Nr. 1 Guardie giurate;
Nr. 1 Aeronautica.
ANNO 2025
Nel corso dell’anno 2025 sono stati segnalati a questo Osservatorio 44 eventi suicidari […]

(sulla pagina fb seguono anche i riepiloghi degli anni precedenti)

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università