Suicidi in divisa
Il suicidio avvenuto il 17 luglio a Bari di un carabiniere di 46 anni che si è
tolto la vita in caserma ci ha spinti a gettare uno sguardo sul fenomeno dei
suicidi tra i militari, a cui i media danno poco risalto, ma che sembra essere,
come ha dichiarato Cleto Iafrate, fondatore dell’Osservatorio Suicidi in Divisa,
un problema “strutturale” nel mondo militare.
Come docenti poco conosciamo quel mondo dall’interno, ne abbiamo piuttosto
sperimentato dall’esterno la postura nelle piazze, e proprio in questi giorni ne
abbiamo rivisto la capacità di violenza nei video e nei film proiettati in
occasione delle iniziative in memoria di Genova 2001.
Molto significativi sono stati perciò gli interventi in diversi nostri convegni
del sociologo Charlie Barnao, che ha sperimentato in prima persona come la
socializzazione dei militari avvenga secondo tecniche desunte dai manuali di
tortura della CIA, educando così all’insensibilità per il dolore proprio e
altrui (si veda Charlie Barnao, Il soldato (im)perfetto. Addestramento militare,
polizia e tortura).
Tradizionalmente è dato per scontato che la caserma sia un luogo di soprusi, di
“gavettoni” e punizioni, che il “linguaggio da caserma” sia rude, aggressivo e
volgare (e lo conferma anche l’I.A.). L’effettiva realtà quotidiana della vita
in caserma, però, possiamo solo immaginarla, perché, da quando il servizio di
leva obbligatorio è stato sospeso, l’esercito è diventato un corpo separato
dalla società.
Ci riferiamo perciò a Cleto Iafrate, secondo il quale la vita in caserma
obbedisce a una “specificità militare” che consiste nella assoluta arbitrarietà
delle decisioni e delle sanzioni da parte dei comandanti sui sottoposti e sulla
loro vita, un trattamento che può minare la psiche e condurre a gesti estremi.
Dato che, come ben sappiamo, nelle scuole le Carriere in Divisa sono presentate
alla componente studentesca come allettanti opportunità di lavoro e di
realizzazione personale, riportiamo le parole di Iafrate, che descrive così il
mondo che attende chi si arruola: «Sulla testa del militare pende costantemente
una spada di Damocle: la sconfinata discrezionalità dell’amministrazione
militare». Anche la famiglia del dipendente è militarizzata: «La “moglie del
Maresciallo Rocca” che aspetta seduta sulle valigie il marito trattenuto dal
servizio non è solo un’immagine cinematografica.
Le deroghe continue ed ingiustificate al principio di legalità garantite
all’amministrazione militare mettono in luce una serie di contrasti tra il mondo
militare e quello civile tra i quali il personale è sospeso, diviso e conteso.
Contrasti che sono quotidiani e che possono essere molto forti, tali da minare
alla base anche la psiche più solida».
Recentemente anche il Giornale [Forze dell’ordine: 207 suicidi in 5 anni e la
fuga al Sud contro il caro-vita. Il piano per salvare i supereroi italiani]
definisce i Suicidi in Divisa come «un’emergenza cronica e sottotraccia»,
riferendosi particolarmente alle Forze dell’Ordine, per le quali esiste uno
specifico OSSERVATORIO NAZIONALE SUICIDI FORZE DELL’ORDINE -ONSFO – CERCHIO
BLU . Secondo questo osservatorio il tasso di suicidi nelle Forze dell’Ordine è
circa doppio rispetto alla popolazione generale. Come si vede anche dalla
cronologia che segue, i suicidi colpiscono particolarmente tra i carabinieri.
Per lo più ignote sono le precise circostanze in cui i fatti sono accaduti, ma è
noto che oltre l’80% si è sparato/a un colpo con la pistola d’ordinanza. Anche i
sindacati mettono l’accento sul fatto che quello dei suicidi non è un fatto
individuale, bensì collettivo, un fatto sociale, come direbbe Emile Durkheim,
nei confronti del quale non si può stare in silenzio.
Il soldato non è un mestiere come un altro, lo abbiamo spesso ripetuto: il
fenomeno silenzioso e non riconosciuto dei suicidi dei militari ce ne mostra un
lato poco noto che conferma come le sirene che invitano all’arruolamento siano
ingannevoli maschere di una realtà ben più dura, che cancella l’umanità delle
persone. Non conosciamo le storie di coloro che si sono tolte/i la vita,
rimangono perlopiù consegnate al silenzio e al dolore delle famiglie perché
affrontarne le cause sociali significherebbe mettere in discussione un “sistema
militare” che non può essere diverso, in quanto votato alla guerra esterna ed
interna, cioè alla “violenza dell’uomo sull’uomo” che ne pervade la stessa
struttura.
Riportiamo dall’Osservatorio Suicidi in Divisa [Facebook] i casi segnalati nel
2026 (distinti per data, luogo, corpo o arma di appartenenza, sesso, grado, età
e modalità) […]. Elenco aggiornato al 17 luglio 2026.
1. 04 gennaio, Matera, Carabinieri, uomo, maresciallo, 49 anni, modalità ignote;
2. 09 gennaio, Valsusa (TO), Polizia di Stato, donna, Commissaria, 27 anni,
«secondo le prime informazioni, per togliersi la vita avrebbe utilizzato la
pistola d’ordinanza»;
3. 11 gennaio, Corsico (MI), Polizia Locale, uomo, agente, 40 anni, modalità
ignote;
4. 24 gennaio, Cagnano Varano (FG), Carabinieri, uomo, carabiniere 25 anni,
«colpo di pistola nella caserma in località Bagno, sulle sponde del lago»;
5. 31 gennaio, Lamezia Terme, Carabinieri, uomo, (seguiranno aggiornamenti);
6. 5 febbraio, Chivasso, Carabinieri, uomo, 45 anni, grado e modalità ignote;
7. 5 febbraio, Palau (SS), Guardia di finanza, uomo, ispettore, 34 anni,
modalità ignote;
8. 16 febbraio, Padova, Polizia di Stato, uomo, vice sovrintendente, 50 anni,
«posto fine alla propria vita, gettandosi da un ponte» (fonte: infodifesa);
9. 18 febbraio, Ravenna, Polizia locale, uomo, agente, 39 anni, «trovato morto,
la scena del ritrovamento indirizza le indagini verso il gesto volontario»;
10. 28 febbraio, Roma, Polizia Locale, (grado, età e modalità ignote);
11. 21 febbraio, provincia di Benevento, Esercito, militare, 20 anni, «trovato
senza vita nel garage della propria abitazione nella tarda serata di sabato 21
febbraio»;
12. 17 marzo, provincia di Mantova, Carabinieri, carabiniere scelto, uomo, 27
anni, colpo di pistola d’ordinanza nel suo alloggio in caserma;
13. 22 marzo, Milano, Polizia Locale, agente, uomo, 27 anni, modalità ignote;
14. 02 aprile, Napoli, Guardia giurata, agente, uomo, 45 anni, modalità ignote;
15. 02 febbraio (notizia appresa solo oggi), San Giovanni in Persiceto (BO),
Polizia Locale, ispettore, uomo, 61 anni, colpo di pistola d’ordinanza;
16. 15 aprile, provincia di Lecce, Esercito italiano, grado ignoto, donna, età
ignota, impiccamento;
17. 16 aprile, Pisa, Aeronautica militare, VFP, uomo, età 19 – 22, modalità
ignote;
18. 18 aprile, La Spezia, Carabinieri, carabiniere, uomo, 27 anni, colpo di
pistola d’ordinanza;
19. 23 aprile, Seveso (Monza), Carabinieri, brigadiere capo, uomo, 55 anni,
colpo di pistola d’ordinanza;
20. 01 maggio, Torino, Polizia penitenziaria, agente, uomo, 42 anni, modalità
ignote;
21. 02 maggio, da fonte S.U.M. sembrerebbe che il gesto si sia verificato a
Milano, all’interno del Consolato americano, Esercito, VFP4, uomo, 24 anni,
modalità ignote;
22. 25 maggio, Comando provinciale di Chieti, Guardia di Finanza, uomo, grado,
età e modalità ignote;
23. 29 maggio, Ospitaletto (BS), Polizia Locale, uomo, agente, 32 anni, colpo di
pistola d’ordinanza;
24. 20 maggio, Toscana, Carabinieri, uomo, età, grado e modalità ignote a questo
Osservatorio (fonte: UNAC);
25. 2 giugno, Varazze (SV), Carabinieri, uomo, 49 anni, appuntato scelto, colpo
di pistola d’ordinanza;
26. 2 giugno, Rho (MI), polizia locale, donna, agente, 29 anni, colpo di pistola
d’ordinanza;
27. 7 giugno, Firenze, Carabinieri, uomo, brigadiere capo, 54 anni, colpo di
pistola d’ordinanza;
28. 18 giugno, Catanzaro, Polizia di Stato, uomo, agente, 49 anni, sono in corso
accertamenti;
29. 30 giugno, Cedegolo (BS), Carabinieri, uomo, maresciallo, comandante del
Nucleo Carabinieri Forestali di Cedegolo, 59 anni, si è tolto la vita, lascia
tre figli;
30. 01 luglio, Lucca, Polizia di Stato, uomo, agente, 28 anni, colpo di pistola
d’ordinanza;
31. 17 luglio, Bari, Carabinieri, uomo, appuntato, 46 anni, «si è tolto la vita
all’interno della caserma».
ANNO 2026
Nr. 12 Carabinieri, di cui 2 carabiniere-forestale;
Nr. 4 Polizia di Stato;
Nr. 7 Polizia Locale;
Nr. 2 Guardia di Finanza;
Nr. 1 Polizia penitenziaria;
Nr. 3 Esercito;
Nr. 1 Guardie giurate;
Nr. 1 Aeronautica.
ANNO 2025
Nel corso dell’anno 2025 sono stati segnalati a questo Osservatorio 44 eventi
suicidari […]
(sulla pagina fb seguono anche i riepiloghi degli anni precedenti)
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università