Riconosciuto lo status di apolide alla cittadina nata a Roma dopo il dissolvimento della ex Jugoslavia, da madre bosniaca e da padre apolide

Progetto Melting Pot Europa - Monday, July 6, 2026

Il Tribunale di Roma che riconosce lo status di apolide ad una signora nata a Roma nel 1993, dopo il dissolvimento della ex Jugoslavia, da madre bosniaca e da padre apolide.

Fondamentale è stato ottenere un certificato di non cittadinanza dal Consolato che ha permesso, anche grazie alla ricostruzione della normativa ad interim sulla cittadinanza bosniaca, di riconoscere l’apolidia.

Si legge nella sentenza: “Per il riconoscimento della condizione di apolidia, infatti, secondo consolidata giurisprudenza (cfr., ad esempio, Corte d’Appello di Roma, Sez. I, 22.04.2003) “è sufficiente (…) che sussista una prova indiziaria, essendo evidentemente diabolica la prova rigorosa che nessuno Stato consideri suo cittadino il richiedente”. Sul piano meramente probatorio, non essendo possibile fornire prova negativa della cittadinanza con riferimento ad ogni Stato (prova che sarebbe, appunto, “diabolica”), si può ritenere che il parametro della sufficienza indiziaria sia soddisfatto, ai fini del riconoscimento dello status di apolide, qualora il mancato acquisto della cittadinanza risulti provato con riguardo agli Stati con i quali il richiedente abbia intrattenuto rapporti rilevanti tali da dar vita ad un collegamento. Ebbene, poiché risulta dimostrato nel caso di specie come nessuno degli Stati cui la ricorrente risulti legata in base ai citati criteri la riconosca come cittadina secondo il proprio ordinamento, la domanda deve essere accolta, con riconoscimento alla ricorrente dello status di apolide“.

Tribunale di Roma, sentenza n. 7889 del 19 maggio 2026

Si ringrazia l’Avv. Giovanni Barbariol per la segnalazione.