Riconosciuto lo status di apolide alla cittadina nata a Roma dopo il dissolvimento della ex Jugoslavia, da madre bosniaca e da padre apolide
Il Tribunale di Roma che riconosce lo status di apolide ad una signora nata a
Roma nel 1993, dopo il dissolvimento della ex Jugoslavia, da madre bosniaca e da
padre apolide.
Fondamentale è stato ottenere un certificato di non cittadinanza dal Consolato
che ha permesso, anche grazie alla ricostruzione della normativa ad interim
sulla cittadinanza bosniaca, di riconoscere l’apolidia.
Si legge nella sentenza: “Per il riconoscimento della condizione di apolidia,
infatti, secondo consolidata giurisprudenza (cfr., ad esempio, Corte d’Appello
di Roma, Sez. I, 22.04.2003) “è sufficiente (…) che sussista una prova
indiziaria, essendo evidentemente diabolica la prova rigorosa che nessuno Stato
consideri suo cittadino il richiedente”. Sul piano meramente probatorio, non
essendo possibile fornire prova negativa della cittadinanza con riferimento ad
ogni Stato (prova che sarebbe, appunto, “diabolica”), si può ritenere che il
parametro della sufficienza indiziaria sia soddisfatto, ai fini del
riconoscimento dello status di apolide, qualora il mancato acquisto della
cittadinanza risulti provato con riguardo agli Stati con i quali il richiedente
abbia intrattenuto rapporti rilevanti tali da dar vita ad un collegamento.
Ebbene, poiché risulta dimostrato nel caso di specie come nessuno degli Stati
cui la ricorrente risulti legata in base ai citati criteri la riconosca come
cittadina secondo il proprio ordinamento, la domanda deve essere accolta, con
riconoscimento alla ricorrente dello status di apolide“.
Tribunale di Roma, sentenza n. 7889 del 19 maggio 2026
Si ringrazia l’Avv. Giovanni Barbariol per la segnalazione.
* Consulta altre decisioni di riconoscimento dello status di apolide