INTELLIGENZA ARTIFICIALE: L’AI ACT EUROPEO, I DECRETI ITALIANI E LO SPETTRO DELLA SORVEGLIANZA DI MASSA

Radio Onda d`Urto - Thursday, July 2, 2026

Il 10 giugno scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato i primi due decreti attuativi per l’adeguamento della legge italiana alle normative europee in materia di intelligenza artificiale. Due decreti legislativi il cui iter è appena cominciato – dunque ancora passibili di modifiche – e che, almeno sulla carta, puntano nell’insieme a ridisegnare governance, formazione, responsabilità e uso pubblico dell’IA, in conformità con quanto previsto dall’AI Act approvato dall’Unione europea nell’agosto del 2024 (Regolamento UE 2024/1689).

Il primo decreto mira a regolamentare i poteri delle autorità nazionali sull’IA, con l’obiettivo di permettere l’attuazione delle linee guida europee all’interno della scuola, del mondo del lavoro, della pubblica amministrazione e della sanità. Prevede anche un investimento considerevole per la formazione dei docenti su argomenti quali social, digitale e, appunto, intelligenza artificiale.

Il secondo decreto, invece, è quello che disciplina l’uso dei sistemi di IA nelle attività di polizia, compresi i sistemi biometrici e di riconoscimento facciale. Un testo, quest’ultimo, che ha già sollevato molti dubbi, interrogativi e timori, soprattutto sotto il profilo giuridico. Sono infatti molte, al momento, le zone di grigio e le criticità che potrebbero spalancare la porta a una sistematica violazione di alcuni diritti fondamentali della persona, aprendo scenari inquietanti come quello di una progressiva sorveglianza biometrica di massa. Il decreto introduce infatti nuove regole sul riconoscimento facciale a posteriori “per finalità di sicurezza”, cosa che, in assenza di limiti e regole chiare, implicherebbe una raccolta generalizzata di dati biometrici in luoghi ed eventi pubblici.

Cosa cambierà, quindi, quando entreranno definitivamente in vigore? Quale sarà il loro impatto in ambiti come quelli di lotta e movimento, e come possiamo iniziare a difenderci dalla repressione algoritmica?

Per approfondire i contorni di questi due decreti e capire meglio effetti, conseguenze e scenari possibili, abbiamo intervistato Lorenzo Sottile, dottore di ricerca in Diritto costituzionale e pubblico e coordinatore del team “Diritti Digitali” dell’associazione StraLi, e Alice Giannini, ricercatrice di Diritto penale presso l’Università di Maastricht e parte della stessa associazione Ascolta o scarica