INTELLIGENZA ARTIFICIALE: L’AI ACT EUROPEO, I DECRETI ITALIANI E LO SPETTRO DELLA SORVEGLIANZA DI MASSA
Il 10 giugno scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato i primi due decreti
attuativi per l’adeguamento della legge italiana alle normative europee in
materia di intelligenza artificiale. Due decreti legislativi il cui iter è
appena cominciato – dunque ancora passibili di modifiche – e che, almeno sulla
carta, puntano nell’insieme a ridisegnare governance, formazione, responsabilità
e uso pubblico dell’IA, in conformità con quanto previsto dall’AI Act approvato
dall’Unione europea nell’agosto del 2024 (Regolamento UE 2024/1689).
Il primo decreto mira a regolamentare i poteri delle autorità nazionali sull’IA,
con l’obiettivo di permettere l’attuazione delle linee guida europee all’interno
della scuola, del mondo del lavoro, della pubblica amministrazione e della
sanità. Prevede, inoltre, un investimento considerevole per la formazione dei
docenti su argomenti quali social, digitale e, appunto, intelligenza
artificiale.
Il secondo decreto, invece, è quello che disciplina l’uso dei sistemi di IA
nelle attività di polizia, compresi i sistemi biometrici e di riconoscimento
facciale. Un testo, quest’ultimo, che ha già sollevato molti dubbi,
interrogativi e timori, soprattutto sotto il profilo giuridico. Sono infatti
molte, al momento, le zone di grigio e le criticità che potrebbero spalancare la
porta a una sistematica violazione di alcuni diritti fondamentali della persona,
aprendo scenari inquietanti come quello di una progressiva sorveglianza
biometrica di massa. Il decreto introduce infatti nuove regole sul
riconoscimento facciale a posteriori “per finalità di sicurezza”, cosa che, in
assenza di limiti e regole chiare, implicherebbe una raccolta generalizzata di
dati biometrici in luoghi ed eventi pubblici.
Cosa cambierà, quindi, quando entreranno definitivamente in vigore? Quale sarà
il loro impatto in ambiti come quelli di lotta e movimento, e come possiamo
iniziare a difenderci dalla repressione algoritmica?
Per approfondire i contorni di questi due decreti e capire meglio effetti,
conseguenze e scenari possibili, abbiamo intervistato Lorenzo Sottile, dottore
di ricerca in Diritto costituzionale e pubblico e coordinatore del team “Diritti
Digitali” dell’associazione StraLi, e Alice Giannini, ricercatrice di Diritto
penale presso l’Università di Maastricht e parte della stessa associazione
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