Più passi, meno Parkinson

Pressenza - Monday, June 15, 2026

Il cammino e l’arte come terapia collettiva

Si è svolta dal 9 all’11 giugno 2026 la seconda camminata di più giorni “Senza Tremori”, organizzata dall’associazione Amici Parkinsoniani Biellesi. L’iniziativa, che pratica e promuove il camminare come vero e proprio antidoto alla progressione della malattia di Parkinson, ha visto una quindicina di partecipanti inerpicarsi lungo i sentieri tra la Serra Morenica d’Ivrea e la Valle Elvo. Il gruppo, affiatato e misto, era composto da persone affette da Parkinson, dai loro familiari e da amici.

Il progetto è stato realizzato anche grazie al prezioso supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, da sempre attenta alle iniziative di valore sociale e terapeutico sul territorio.

Come nella prima edizione, il cammino è stato affiancato da un percorso espressivo sotto la guida attenta dell’arteterapista Sophie Bourkab. Se l’anno scorso l’attenzione si era concentrata sul disegno, quest’anno i partecipanti si sono messi alla prova con una sfida completamente nuova: una scultura in legno collettiva.

Il laboratorio a Bagneri e l’artigianato inclusivo

L’opera ha preso vita grazie alla disponibilità dell’associazione Amici di Bagneri, che ha ospitato i novelli intagliatori nel proprio laboratorio attrezzato nella splendida frazione del comune di Muzzano.

A supportare questa delicata fase di creazione e manipolazione del legno si è messo in gioco in prima persona Ettore Macchieraldo, uno dei partecipanti alla camminata stessa. Ettore ha messo a disposizione del gruppo la sua esperienza sul campo, dimostrando concretamente come l’artigianato possa diventare uno straordinario strumento di inclusione, stimolo cognitivo e benessere psicofisico.

Il significato dell’opera: “Più passi, meno Parkinson”

Ogni partecipante ha intagliato il proprio “passo” su un parallelepipedo di legno di cirmolo, lasciando impresso il segno che più lo rappresentava. I singoli blocchi sono stati poi assemblati in un’unica figura durante la tappa successiva alla Trappa di Sordevolo.

La forma del destino: una “G” di speranza La scultura finale rappresenta il cammino non lineare della vita di ciascuno e di tutti insieme. Quasi per un gioco del destino, l’unione dei pezzi ha svelato una forma che ricorda la lettera G. Che sia la G di guarigione? Un auspicio profondo, per ora purtroppo non realizzabile per questa malattia neurodegenerativa, che sta registrando un aumento globale dei casi e un abbassamento dell’età d’insorgenza. Di sicuro, è una G che racconta la forza del Gruppo, la Grinta e la Generosità di chi ha scelto di non arrendersi.

Dove vedere la scultura

È possibile ammirare l’opera finita presso la sede dell’Ecomuseo della Tradizione Costruttiva in Valle Elvo. Il manufatto è stato simbolicamente collocato nell’infermeria dell’ex monastero trappista e rimarrà visitabile fino a ottobre 2026.

Nota sui crediti: Le emozionanti fotografie finali che arricchiscono il video racconto dell’iniziativa sono state realizzate dal fotografo Giovanni Ozino Calligaris.

La versione di Mano a farfalla di Bruno Lauzi è di Alessandro Centolanza

Redazione Piemonte Orientale