Più passi, meno Parkinson
IL CAMMINO E L’ARTE COME TERAPIA COLLETTIVA
Si è svolta dal 9 all’11 giugno 2026 la seconda camminata di più giorni “Senza
Tremori”, organizzata dall’associazione Amici Parkinsoniani Biellesi.
L’iniziativa, che pratica e promuove il camminare come vero e proprio antidoto
alla progressione della malattia di Parkinson, ha visto una quindicina di
partecipanti inerpicarsi lungo i sentieri tra la Serra Morenica d’Ivrea e la
Valle Elvo. Il gruppo, affiatato e misto, era composto da persone affette da
Parkinson, dai loro familiari e da amici.
Il progetto è stato realizzato anche grazie al prezioso supporto della
Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, da sempre attenta alle iniziative di
valore sociale e terapeutico sul territorio.
Come nella prima edizione, il cammino è stato affiancato da un percorso
espressivo sotto la guida attenta dell’arteterapista Sophie Bourkab. Se l’anno
scorso l’attenzione si era concentrata sul disegno, quest’anno i partecipanti si
sono messi alla prova con una sfida completamente nuova: una scultura in legno
collettiva.
IL LABORATORIO A BAGNERI E L’ARTIGIANATO INCLUSIVO
L’opera ha preso vita grazie alla disponibilità dell’associazione Amici di
Bagneri, che ha ospitato i novelli intagliatori nel proprio laboratorio
attrezzato nella splendida frazione del comune di Muzzano.
A supportare questa delicata fase di creazione e manipolazione del legno si è
messo in gioco in prima persona Ettore Macchieraldo, uno dei partecipanti alla
camminata stessa. Ettore ha messo a disposizione del gruppo la sua esperienza
sul campo, dimostrando concretamente come l’artigianato possa diventare uno
straordinario strumento di inclusione, stimolo cognitivo e benessere
psicofisico.
IL SIGNIFICATO DELL’OPERA: “PIÙ PASSI, MENO PARKINSON”
Ogni partecipante ha intagliato il proprio “passo” su un parallelepipedo di
legno di cirmolo, lasciando impresso il segno che più lo rappresentava. I
singoli blocchi sono stati poi assemblati in un’unica figura durante la tappa
successiva alla Trappa di Sordevolo.
> La forma del destino: una “G” di speranza La scultura finale rappresenta il
> cammino non lineare della vita di ciascuno e di tutti insieme. Quasi per un
> gioco del destino, l’unione dei pezzi ha svelato una forma che ricorda la
> lettera G. Che sia la G di guarigione? Un auspicio profondo, per ora purtroppo
> non realizzabile per questa malattia neurodegenerativa, che sta registrando un
> aumento globale dei casi e un abbassamento dell’età d’insorgenza. Di sicuro, è
> una G che racconta la forza del Gruppo, la Grinta e la Generosità di chi ha
> scelto di non arrendersi.
DOVE VEDERE LA SCULTURA
È possibile ammirare l’opera finita presso la sede dell’Ecomuseo della
Tradizione Costruttiva in Valle Elvo. Il manufatto è stato simbolicamente
collocato nell’infermeria dell’ex monastero trappista e rimarrà visitabile fino
a ottobre 2026.
* Per approfondire il progetto espositivo: Trovi tutti i dettagli sui
laboratori di intaglio alla pagina ufficiale dell’Ecomuseo: Sgorbi e Sgorbie.
* Sito ufficiale dell’associazione: Amici Parkinsoniani Biellesi ODV
Nota sui crediti: Le emozionanti fotografie finali che arricchiscono il video
racconto dell’iniziativa sono state realizzate dal fotografo Giovanni Ozino
Caligaris.
La versione di Mano a farfalla di Bruno Lauzi è di Alessandro Centolanza
Redazione Piemonte Orientale