
Tabagismo: tanti danni, alla salute e all’ambiente
Pressenza - Tuesday, May 26, 2026In vista del 31 maggio, Giornata Mondiale senza Tabacco istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni legati al consumo di tabacco e promuovere politiche efficaci per contrastarne l’uso, le società scientifiche mediche e le associazioni promotrici della Campagna nazionale di prevenzione dei rischi per la salute da esposizione alla plastica hanno inviato una lettera all’ANCI per chiedere un impegno più forte dei Comuni contro l’inquinamento causato dai mozziconi di sigaretta.
Il documento, coordinato da Maria Grazia Petronio, vicepresidente nazionale di ISDE Italia, richiama l’attenzione su un problema ambientale e sanitario spesso sottovalutato: i mozziconi di sigaretta rappresentano il rifiuto più disperso al mondo, circa 4˙500 miliardi di pezzi abbandonati ogni anno, e una delle principali fonti di contaminazione da microplastiche di spiagge, fiumi, suoli e aree urbane.
La lettera segnala inoltre che i filtri delle sigarette, composti da plastica, possono costituire anche un rischio aggiuntivo per la salute dei fumatori attraverso l’inalazione di micro e nano-plastiche.
Tra le richieste rivolte all’Associazione dei Comuni figurano la diffusione del documento Inquinamento da mozziconi di sigaretta e microplastiche e l’invito ad aderire alla Giornata mondiale senza tabacco integrando il tema nelle politiche locali di ambiente e salute, e l’adozione di ordinanze di divieto di fumo in spiagge, parchi e altri luoghi pubblici particolarmente frequentati.
Le associazioni chiedono inoltre di rafforzare la raccolta dedicata dei mozziconi e di sostenere l’applicazione del principio europeo di Responsabilità Estesa del Produttore, affinché i costi della gestione di questo tipo di rifiuto ricadano sui produttori del tabacco. Nella lettera si ricorda anche che i Comuni sono già chiamati dalla normativa vigente a installare raccoglitori dedicati, promuovere campagne di sensibilizzazione e applicare sanzioni per l’abbandono dei mozziconi.
E dei danni delle sigarette alla salute, con due fumatori su tre che dichiarano di avere provato a smettere di fumare, spesso però senza riuscirci, si occupa l’indagine della Fondazione Veronesi Prevenzione del tabagismo e aiuto alla cessazione realizzata da Astra Ricerche e presentata recentemente in Senato in occasione dell’incontro Strumenti e misure politiche contro il tabagismo, dalla prevenzione alla smoking cessation: ricerca, clinica e istituzioni a confronto.
L’82,3% del campione intervistato ha dichiarato di essere attualmente un fumatore, mentre il 17,8% un ex fumatore. Il livello di consumo resta inoltre elevato: oltre 6 fumatori su 10 consumano almeno sei sigarette al giorno, mentre quasi il 28% supera le undici sigarette quotidiane, indicando una relazione consolidata con il fumo e una significativa esposizione continuativa alla nicotina.
E tra chi fuma, il 62,2% utilizza sigarette tradizionali, ma il 54,7% ricorre anche ai nuovi dispositivi, come sigarette elettroniche (38%) o prodotti a tabacco riscaldato (19,3%). Siamo di fronte ad un comportamento sempre più ibrido e non sempre l’avvicinamento a nuovi dispositivi va a coincidere con l’abbandono delle sigarette tradizionali. La sovrapposizione tra prodotti è particolarmente frequente tra uomini, 30-39enni e fumatori abituali.
La ricerca della Fondazione Veronesi evidenzia che quasi il 90% considera le sigarette molto o abbastanza dannose per la salute e, a dimostrazione che le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato beneficiano ancora di un’immagine di scarsa dannosità, soprattutto tra i più giovani, i nuovi dispositivi sono ritenuti molto dannosi soltanto dal 26,1% del campione interpellato. Una percezione particolarmente pericolosa, che la campagna OMS 2026 punta a smascherare evidenziando le strategie dell’industria del tabacco e della nicotina tese a rendere attrattivi prodotti sempre nuovi attraverso aromi, design, packaging e marketing rivolti soprattutto ai più giovani.
“Il fumo continua a essere uno dei principali fattori di rischio evitabili per tumori, malattie cardiovascolari e respiratorie – ha sottolineato durante l’incontro al Senato Giulia Veronesi, Direttore Divisione Chirurgia Toracica IRCCS Ospedale San Raffaele Milano, Professore Ordinario Università Vita e Salute San Raffaele di Milano e Membro del Comitato di Lotta al Fumo di Fondazione Umberto Veronesi ETS – Oggi vediamo però una dipendenza che cambia volto: molti fumatori alternano prodotti diversi e percepiscono i nuovi dispositivi come meno pericolosi. Il dato da sottolineare è una forte richiesta di aiuto di tanti fumatori che vorrebbero smettere, ma necessitano di risorse, servizi e sostegno adeguati. Per questo servono informazione corretta, prevenzione continua e un accesso più semplice ai percorsi di cessazione. Inoltre, emerge chiaramente che la leva del prezzo per molte persone ha un peso importante nella scelta della cessazione”.
Lettera delle Associazioni mediche all’Associazione Nazionale Comuni Italiani – ANCI