Tabagismo: tanti danni, alla salute e all’ambiente
In vista del 31 maggio, Giornata Mondiale senza Tabacco istituita
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con l’obiettivo di
sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni legati al consumo di tabacco e
promuovere politiche efficaci per contrastarne l’uso, le società scientifiche
mediche e le associazioni promotrici della Campagna nazionale di prevenzione dei
rischi per la salute da esposizione alla plastica hanno inviato una lettera
all’ANCI per chiedere un impegno più forte dei Comuni contro l’inquinamento
causato dai mozziconi di sigaretta.
Il documento, coordinato da Maria Grazia Petronio, vicepresidente nazionale di
ISDE Italia, richiama l’attenzione su un problema ambientale e sanitario spesso
sottovalutato: i mozziconi di sigaretta rappresentano il rifiuto più disperso al
mondo, circa 4˙500 miliardi di pezzi abbandonati ogni anno, e una delle
principali fonti di contaminazione da microplastiche di spiagge, fiumi, suoli e
aree urbane.
La lettera segnala inoltre che i filtri delle sigarette, composti da plastica,
possono costituire anche un rischio aggiuntivo per la salute dei fumatori
attraverso l’inalazione di micro e nano-plastiche.
Tra le richieste rivolte all’Associazione dei Comuni figurano la diffusione del
documento Inquinamento da mozziconi di sigaretta e microplastiche e l’invito ad
aderire alla Giornata mondiale senza tabacco integrando il tema nelle politiche
locali di ambiente e salute, e l’adozione di ordinanze di divieto di fumo in
spiagge, parchi e altri luoghi pubblici particolarmente frequentati.
Le associazioni chiedono inoltre di rafforzare la raccolta dedicata dei
mozziconi e di sostenere l’applicazione del principio europeo di Responsabilità
Estesa del Produttore, affinché i costi della gestione di questo tipo di rifiuto
ricadano sui produttori del tabacco. Nella lettera si ricorda anche che i Comuni
sono già chiamati dalla normativa vigente a installare raccoglitori dedicati,
promuovere campagne di sensibilizzazione e applicare sanzioni per l’abbandono
dei mozziconi.
E dei danni delle sigarette alla salute, con due fumatori su tre che dichiarano
di avere provato a smettere di fumare, spesso però senza riuscirci, si occupa
l’indagine della Fondazione Veronesi Prevenzione del tabagismo e aiuto alla
cessazione realizzata da Astra Ricerche e presentata recentemente in Senato in
occasione dell’incontro Strumenti e misure politiche contro il tabagismo, dalla
prevenzione alla smoking cessation: ricerca, clinica e istituzioni a confronto.
L’82,3% del campione intervistato ha dichiarato di essere attualmente un
fumatore, mentre il 17,8% un ex fumatore. Il livello di consumo resta inoltre
elevato: oltre 6 fumatori su 10 consumano almeno sei sigarette al giorno, mentre
quasi il 28% supera le undici sigarette quotidiane, indicando una relazione
consolidata con il fumo e una significativa esposizione continuativa alla
nicotina.
E tra chi fuma, il 62,2% utilizza sigarette tradizionali, ma il 54,7% ricorre
anche ai nuovi dispositivi, come sigarette elettroniche (38%) o prodotti a
tabacco riscaldato (19,3%). Siamo di fronte ad un comportamento sempre più
ibrido e non sempre l’avvicinamento a nuovi dispositivi va a coincidere con
l’abbandono delle sigarette tradizionali. La sovrapposizione tra prodotti è
particolarmente frequente tra uomini, 30-39enni e fumatori abituali.
La ricerca della Fondazione Veronesi evidenzia che quasi il 90% considera le
sigarette molto o abbastanza dannose per la salute e, a dimostrazione che le
sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato beneficiano ancora di
un’immagine di scarsa dannosità, soprattutto tra i più giovani, i nuovi
dispositivi sono ritenuti molto dannosi soltanto dal 26,1% del campione
interpellato. Una percezione particolarmente pericolosa, che la campagna OMS
2026 punta a smascherare evidenziando le strategie dell’industria del tabacco e
della nicotina tese a rendere attrattivi prodotti sempre nuovi attraverso aromi,
design, packaging e marketing rivolti soprattutto ai più giovani.
“Il fumo continua a essere uno dei principali fattori di rischio evitabili per
tumori, malattie cardiovascolari e respiratorie – ha sottolineato durante
l’incontro al Senato Giulia Veronesi, Direttore Divisione Chirurgia Toracica
IRCCS Ospedale San Raffaele Milano, Professore Ordinario Università Vita e
Salute San Raffaele di Milano e Membro del Comitato di Lotta al Fumo di
Fondazione Umberto Veronesi ETS – Oggi vediamo però una dipendenza che cambia
volto: molti fumatori alternano prodotti diversi e percepiscono i nuovi
dispositivi come meno pericolosi. Il dato da sottolineare è una forte richiesta
di aiuto di tanti fumatori che vorrebbero smettere, ma necessitano di risorse,
servizi e sostegno adeguati. Per questo servono informazione corretta,
prevenzione continua e un accesso più semplice ai percorsi di cessazione.
Inoltre, emerge chiaramente che la leva del prezzo per molte persone ha un peso
importante nella scelta della cessazione”.
Lettera delle Associazioni mediche all’Associazione Nazionale Comuni Italiani –
ANCI
Giovanni Caprio