La guerra uccide anche l’ambiente: Luca Mercalli al Film Festival della Lessinia
In una piazza gremita di spettatori, Luca Mercalli, in un dialogo con lo
speleologo Francesco Sauro, ha presentato il suo nuovo libro sulla storia del
clima in Italia e ha parlato di come il Paese si trova ad affrontare la crisi
climatica tra negazionismo, disinformazione e soldi spesi in armamenti.
La conferenza-dialogo tra il climatologo Luca Mercalli e lo speleologo Francesco
Sauro intitolata La guerra uccide anche l’ambiente era prevista per le 11.00, ma
già alle 10.30 i posti a sedere nel tendone delle conferenze del Film Festival
della Lessinia erano esauriti, così come la fila di panche supplementari
allestite dall’organizzazione nella piazza e persino gli spazi della retrostante
‘Biblioteca della montagna’. Davanti a questa folla di spettatori il
climatologo, venuto a presentare il suo nuovo libro Breve storia del clima in
Italia (Einaudi, 2025), esordisce citando una recente dichiarazione di un
politico italiano che esortava a parlare “dell’Italia e degli italiani”
piuttosto che del clima ed evidenziando come parlare di clima in Italia
significhi soprattutto parlare del futuro dell’Italia e degli italiani: “Se
l’ambiente collassa, collassa tutto quello che ci sta sopra: economia, società,
e tutto il resto”, dice Mercalli.
Il climatologo prosegue poi spiegando che cosa comporta l’aumento delle
emissioni di CO2 e delle temperature globali e cita, smentendole, alcune teorie
negazioniste, come la famosa dichiarazione del fisico Carlo Rubbia su Annibale e
gli elefanti, sostenendo che anche un esperto si può sbagliare se parla di cose
che esulano dal suo campo di competenza e che purtroppo è prassi comune
“ribaltare la realtà storica piegandola alle esigenze mediatiche del momento”.
Riguardo ai costi ambientali delle guerre, Mercalli spiega innanzitutto che
molte guerre si fanno proprio per garantirsi l’accesso ai combustibili fossili e
prosegue dicendo che se l’Italia diventasse più indipendente dal fossile
“avremmo enormi vantaggi” sia sul piano ambientale, perché consumare meno
combustibili fossili significa ridurre le emissioni, sia sul piano geopolitico,
perché ci renderebbe più immuni alle pressioni di potenze straniere e infine
anche sul piano economico: la bolletta energetica, cioè i soldi che regaliamo ai
Paesi che ci forniscono gas e petrolio, è nell’ordine di decine di miliardi di
euro; il climatologo stima che quest’anno si avvicinerà ai 50 miliardi di euro e
dice: “Pensate a cosa potremmo fare con questi soldi se rimanessero in Italia”.
“Perché non ci sono mai abbastanza soldi nel budget per la transizione
energetica, che ci renderebbe indipendenti e invece non si esita mai a investire
in armi? La guerra produce prima di tutto inquinamento: aerei e mezzi militari
vanno a gasolio e kerosene, portaerei e sottomarini a energia nucleare. C’è un
dispendio di energia immediato nelle operazioni militari, ma anche un enorme
dispendio di energia nella costruzione degli armamenti. Le risorse nel mondo
sono in esaurimento, le più facili da estrarre si stanno già esaurendo e
l’appropriazione di queste risorse da parte dell’industria militare metterà in
crisi tutte le altre industrie civili. Inoltre non sono riciclabili: quando un
missile o un drone esplodono i loro pezzi non si recuperano più, finiscono ad
inquinare la terra. Buttiamo via una quantità enorme di metalli e inquiniamo i
terreni in modo permanente.”
“Le emissioni del settore militare non si conoscono, sono dati secretati”; le
stime si possono fare soltanto sui soldi spesi per gli armamenti: 2.850 miliardi
di dollari nel 2025, che facendo le proporzioni significano emissioni pari a uno
Stato che sarebbe il quinto più inquinante al mondo. “Come cittadini siamo
chiamati a fare sacrifici per ridurre le emissioni, ma un missile che esplode
brucia il tuo budget di risparmio emissioni di tutto un anno.”
Infine, a prescindere da tutto il resto, la guerra è sempre sbagliata, dice
Mercalli citando la Costituzione italiana e aggiungendo un omaggio alle Donne
in Nero presenti con i loro cartelli nella piazza.
Si lascia poi spazio alle domande dal pubblico, che evidenziano una
consapevolezza della criticità della crisi climatica, ma anche una buona dose di
smarrimento quando si tratta di capire cosa possiamo fare noi cittadini per
combatterla nel totale disinteresse dei media e dei politici.
Nelle sue risposte, Mercalli fa riferimento alle buone pratiche che possiamo
attuare a livello individuale: investire i risparmi nell’efficientamento
energetico delle nostre case, evitare i trasporti più inquinanti (lui stesso
dice di non prendere un aereo da nove anni), mangiare meno carne ed evitare di
comprare oggetti inutili.
Ma dice anche che i cittadini devono pretendere soluzioni dal mondo politico:
“Se ci dicono che non ci sono soldi per la transizione energetica, chiediamogli
quanto costa un F35.”
“Si è diffusa l’idea che tutte le scelte ambientali siano un fastidio e un
ostacolo per l’economia”. Sia la destra che la sinistra hanno in testa solo
l’economia: alla prima difficoltà l’ambiente viene tolto dall’agenda politica.
Ma “l’economia va male proprio perché noi non facciamo i conti con la nostra
impronta ecologica”. Sul ruolo dei media, dice che la disinformazione è una
delle minacce più grandi per l’umanità e una grande piaga in Italia. “Io
metterei al governo chi dice la verità sul clima e lavora per ridurre la nostra
dipendenza dall’estero”, dice, esortando ad informarsi e leggere i programmi dei
partiti “che non è detto che poi li rispetteranno, ma ci tocca scegliere il meno
peggio.”
FONTI:
* Carlo Rubbia
https://www.climalteranti.it/2019/03/21/anche-un-premio-nobel-puo-raccontare-cose-sbagliate-su-clima/
* IPCC https://ipccitalia.cmcc.it/ipcc-special-report-global-warming-of-1-5-c/
* https://www.qualenergia.it/articoli/dipendenza-energetica-italia-75-percento-italia-quali-scelte-2030/
* Bolletta energetica 2024
https://www.ilsole24ore.com/art/energia-2024-bolletta-italiana-scende-485-miliardi-cala-spesa-petrolio-e-gas-AGLlASfB
* Donne in Nero https://it.wikipedia.org/wiki/Donne_in_nero
Mara Zanella