Il Global Sumud Land Convoy avanza su Sirte

Pressenza - Sunday, May 24, 2026

Il Global Sumud Land Convoy (GSLC) sta avanzando verso Sirte mentre i negoziati con le autorità della Libia orientale per un passaggio sicuro sono in stallo. Le ripetute richieste di un incontro per stabilire le modalità di ricezione e consegna degli aiuti umanitari, insieme agli specialisti a bordo, non hanno ricevuto alcuna risposta pratica. Il genocidio e il blocco di Gaza continuano e il popolo palestinese non può aspettare le assurdità burocratiche per ricevere soccorso e aiuto.

Con a bordo 7 ambulanze, 10 camion umanitari e oltre 200 partecipanti, tra cui esperti di medicina, ingegneria, logistica e diritto umanitario, il convoglio sta procedendo pacificamente verso Sirte per completare il coordinamento necessario a proseguire la missione e lavorare a fianco della leadership palestinese nelle prime fasi di ricostruzione del sistema sanitario e delle infrastrutture civili di Gaza. Ogni articolo a bordo è accuratamente documentato. Ogni partecipante è impegnato in azioni civili e non violente. Ogni passo è compiuto nel rispetto del diritto internazionale.

Questo convoglio non si muove in modo isolato. Segue l’intercettazione illegale di 50 navi della Global Sumud Flotilla e la detenzione brutale e illegale di 328 partecipanti, a 250 miglia nautiche dalla costa di Gaza.
Questa missione procede di fronte a uno sforzo globale coordinato per mettere a tacere la solidarietà con la Palestina. Flottiglie intercettate. Convogli bloccati. Attivisti perseguitati. Operatori umanitari criminalizzati. Il modello è coerente e deliberato. Il Global Sumud Land Convoy lo riconosce, gli dà un nome e va avanti.

La fermezza è l’unica risposta morale alla repressione sistematica.

Il GSLC chiede vigilanza sulle ritorsioni contro i partecipanti, organizzatori, personale medico e operatori umanitari e sollecita gli organismi internazionali per i diritti umani, le istituzioni legali e i media liberi a monitorare gli sviluppi, documentare gli impedimenti deliberati e difendere l’accesso umanitario senza ostacoli.

Il diritto del popolo palestinese a ricevere aiuti e a controllare i propri confini non è una richiesta. È un obbligo legale e morale per ogni Stato e
istituzione che afferma di difendere i diritti umani.

Global Movement to Gaza