Il Global Sumud Land Convoy avanza su Sirte
Il Global Sumud Land Convoy (GSLC) sta avanzando verso Sirte mentre i negoziati
con le autorità della Libia orientale per un passaggio sicuro sono in stallo. Le
ripetute richieste di un incontro per stabilire le modalità di ricezione e
consegna degli aiuti umanitari, insieme agli specialisti a bordo, non hanno
ricevuto alcuna risposta pratica. Il genocidio e il blocco di Gaza continuano e
il popolo palestinese non può aspettare le assurdità burocratiche per ricevere
soccorso e aiuto.
Con a bordo 7 ambulanze, 10 camion umanitari e oltre 200 partecipanti, tra cui
esperti di medicina, ingegneria, logistica e diritto umanitario, il convoglio
sta procedendo pacificamente verso Sirte per completare il coordinamento
necessario a proseguire la missione e lavorare a fianco della leadership
palestinese nelle prime fasi di ricostruzione del sistema sanitario e delle
infrastrutture civili di Gaza. Ogni articolo a bordo è accuratamente
documentato. Ogni partecipante è impegnato in azioni civili e non violente. Ogni
passo è compiuto nel rispetto del diritto internazionale.
Questo convoglio non si muove in modo isolato. Segue l’intercettazione illegale
di 50 navi della Global Sumud Flotilla e la detenzione brutale e illegale di 328
partecipanti, a 250 miglia nautiche dalla costa di Gaza.
Questa missione procede di fronte a uno sforzo globale coordinato per mettere a
tacere la solidarietà con la Palestina. Flottiglie intercettate. Convogli
bloccati. Attivisti perseguitati. Operatori umanitari criminalizzati. Il modello
è coerente e deliberato. Il Global Sumud Land Convoy lo riconosce, gli dà un
nome e va avanti.
La fermezza è l’unica risposta morale alla repressione sistematica.
Il GSLC chiede vigilanza sulle ritorsioni contro i partecipanti, organizzatori,
personale medico e operatori umanitari e sollecita gli organismi internazionali
per i diritti umani, le istituzioni legali e i media liberi a monitorare gli
sviluppi, documentare gli impedimenti deliberati e difendere l’accesso
umanitario senza ostacoli.
Il diritto del popolo palestinese a ricevere aiuti e a controllare i propri
confini non è una richiesta. È un obbligo legale e morale per ogni Stato e
istituzione che afferma di difendere i diritti umani.
Global Movement to Gaza