Gli inutili sgomberi in Porto Vecchio confermano le gravi inerzie istituzionali

Pressenza - Saturday, May 23, 2026

L’operazione di sgombero dei richiedenti asilo condotta il 21 maggio 2026 in Porto Vecchio si è svolta, ancora una volta, senza alcun coinvolgimento delle associazioni e degli enti che quotidianamente operano a supporto delle persone in strada. Operazioni di polizia tanto scenografiche quanto costose si rivelano del tutto inutili: nei casi in cui sia necessario procedere a trasferimenti più numerosi, sarebbe sufficiente convocare le persone in modo ordinato in un luogo e a un orario prestabiliti, con la collaborazione delle realtà associative che le seguono ogni giorno.

Questo episodio conferma ciò che ICS evidenzia da anni, purtroppo inascoltata: a Trieste permangono disfunzioni sistemiche gravi nella gestione delle domande di asilo. La Questura non ha adottato alcuna modalità organizzativa che consenta la registrazione tempestiva delle domande, che la legge impone avvenga entro tre giorni dall’arrivo. I tempi di attesa si attestano invece intorno a un mese. Durante questo periodo, la Prefettura non attiva alcuna misura di accoglienza, nonostante la normativa vigente imponga che sia garantito immediatamente almeno l’accesso alle misure minime di accoglienza materiale. A ciò si aggiunge un numero del tutto insufficiente di trasferimenti settimanali verso il resto del territorio nazionale, che causa un effetto imbuto strutturale. È questa colpevole inerzia, che si perpetua da anni, a costringere le persone a cercare riparo nelle strutture fatiscenti e pericolose del Porto Vecchio.

In questo contesto, l’amministrazione comunale di Trieste non solo non offre alcuna collaborazione nel rispetto del principio di leale collaborazione tra istituzioni, ma alimenta una propaganda xenofoba che innalza in modo irresponsabile il livello di allarme sociale.

ICS chiede a tutte le istituzioni competenti – Questura, Prefettura, Comune – di tornare a svolgere i propri ruoli con senso di responsabilità, di abbassare i toni e di aprire un confronto serio e continuativo con le realtà del Terzo Settore che operano sul campo.

Redazione Friuli Venezia Giulia