Una scelta per la pace: l’obiezione di coscienza ieri, oggi, domani

Pressenza - Wednesday, May 20, 2026

Il convegno svoltosi il 9 maggio scorso a Fontaneto d’Agogna (NO), organizzato da MIR (Movimento Internazionale della Riconciliazione) Borgomanero, Associazione per la Pace Novara, Laboratorio per la Pace Galliate, Associazione Pace e Convivenza Sesto Calende, ha focalizzato l’attenzione sull’alternativa nonviolenta alla protesta contro la guerra e contro il militarismo.

Gli organizzatori riferiscono:

In un mondo segnato dall’escalation delle guerre e del riarmo e dal ripristino della leva obbligatoria
in molti Paesi europei, l’obiezione di coscienza al servizio militare rappresenta un’opportunità
concreta per costruire una pace dal basso alla quale sono chiamati i giovani. La quasi totalità dei
diciassettenni, che ogni anno vengono d’ufficio iscritti dai Comuni nelle liste di leva dalle quali
possono essere chiamati a fare il servizio militare (sospeso ma non abrogato) nel caso di necessità
ed emergenza, non sa di essere iscritti ai registri di leve e nemmeno che esiste una possibilità di fare
una dichiarazione preventiva di obiezione di coscienza. E per questo è più che mai importante
parlarne e fare informazione ora che, seppure solo formalmente, siamo ancora in “tempo di pace”.

«C’è un grande lavoro culturale e sociale da fare per dimostrare che un’alternativa alla logica delle
guerre e delle armi è possibile – ha sottolineato Ermete Ferraro, presidente nazionale del MIR Italia – Un’alternativa deve essere costruita dal basso, valorizzando le azioni personali e le testimonianze, ma senza ignorare i meccanismi giuridici, politici e sociali che possono realmente radicare questo pensiero e farlo diventare concreto. Siamo chiamati ad agire localmente e pensare globalmente e mi pare che siamo sulla buona strada».

«In Europa ci sono tantissimi Paesi in cui si sta parlando di reintrodurre la leva obbligatoria, non è
solo l’Italia. Parlare di questi temi è fondamentale perché quando e se ci sarà la leva obbligatoria,
non sarà quello il momento di iniziare a parlare del diritto all’obiezione di coscienza – ha messo in
evidenza Zaira Zafarana, esperta advocacy Onu e responsabile relazioni internazionali MIR Italia – Tanti Paesi, a partire dalla Germania, che stanno pensando di reintrodurre la leva, hanno problemi
perché sta calando notevolmente il numero di volontari negli eserciti. Quindi paradossalmente questo è un buon momento per parlare di questi temi, perché tanti Paesi hanno il problema di come
potere aumentare i militari nell’esercito perché stanno diminuendo».

«Il capo di stato maggiore dell’esercito Masiello si è lamentato del fatto che le nuove generazioni non vogliono fare il militare e quindi si trovano scoperti e anche le Accademie militari hanno sempre meno aspiranti. La strada da seguire è quella di fare rete tra noi associazioni a livello locale e nazionale. Dobbiamo sapere costruire sul lungo periodo e andare avanti in maniera tenace, costruttiva, continuativa nel tempo, anche quando le guerre che, sull’onda dell’indignazione e dell’emozione suscitano manifestazioni, saranno sparite dai media, perché in realtà la guerra e la sua preparazione continua. Le campagne di cui abbiamo parlato oggi – ha concluso Pasquale Pugliese del coordinamento nazionale Movimento Nonviolento – sono quelle che ci devono dare il fiato lungo per portare avanti una alternativa concreta, tanto dal punto di vista della contestazione e dell’opposizione quanto dal punto di vista di un programma costruttivo e delle politiche di pace».

Tra le campagne di cui si è parlato nel corso del convegno vi sono “Ministero della Pace, una scelta
di governo” – presentata con un video messaggio di Laila Simoncelli e, in presenza, Mara Ardizio, presidente di Acli Piemonte – e “Un’altra difesa è possibile”, per la quale è in corso una raccolta di firme, illustrata da Pugliese. Ma sono anche state presentate iniziative concrete, come il modello di lettera che i diciassettenni possono trasmettere ai sindaci per esercitare il diritto all’obiezione di coscienza (che è riconosciuto dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dalla Costituzione italiana) preventivo.

Il MIR Borgomanero, proprio in questi giorni in cui si celebra la Giornata internazionale dell’obiezione di coscienza, sta rivolgendo un appello ai sindaci dell’Alto Novarese affinché seguano l’esempio del sindaco di Capaci, che ha istituito il primo “sportello pubblico” in Italia per raccogliere le dichiarazioni di obiezione di coscienza preventiva al servizio militare. L’iniziativa permette ai giovani (dai 17 anni in su) e ai richiamabili (fino ai 45 anni) di dichiararsi obiettori prima di un’eventuale chiamata alle armi.

Ma c’è anche la possibilità da parte dei giovani e dei riservisti di inviare una comunicazione al
ministero della difesa in cui si dichiara la propria obiezione di coscienza preventiva, seguendo un
modello predisposto da Comunità dell’Arca di Lanza Dal Vasto, Pax Christi, Centro palermitano del
Movimento Nonviolento, Movimento dei focolari e MIR Italia.

Tra gli altri relatori intervenuti al convegno, vi sono Matteo Zappa, Coordinamento Pace in Comune
e assessore alla pace ad Arluno, Norberto Julini, di Pax Christi Italia, Massimo Diana, obiettore di
coscienza e analista biografico. I lavori sono stati arricchiti anche dalle testimonianze di obiettori internazionali – Olga Karach, difensora dei diritti umani bielorussa, e di Yona Roseman, obiettrice di Mesarvot, rete di giovani obiettori israeliani.

La presentazione e il programma di Una scelta per la pace. L’obiezione di coscienza ieri, oggi, domani sono stati pubblicati su Pressenza nella pagina online dal 29 aprile scorso.

 

MIR Italia - Movimento Internazionale della Riconciliazione