Una scelta per la pace: l’obiezione di coscienza ieri, oggi, domaniIl convegno svoltosi il 9 maggio scorso a Fontaneto d’Agogna (NO), organizzato
da MIR (Movimento Internazionale della Riconciliazione) Borgomanero,
Associazione per la Pace Novara, Laboratorio per la Pace Galliate, Associazione
Pace e Convivenza Sesto Calende, ha focalizzato l’attenzione sull’alternativa
nonviolenta alla protesta contro la guerra e contro il militarismo.
Gli organizzatori riferiscono:
> In un mondo segnato dall’escalation delle guerre e del riarmo e dal ripristino
> della leva obbligatoria
> in molti Paesi europei, l’obiezione di coscienza al servizio militare
> rappresenta un’opportunità
> concreta per costruire una pace dal basso alla quale sono chiamati i giovani.
> La quasi totalità dei
> diciassettenni, che ogni anno vengono d’ufficio iscritti dai Comuni nelle
> liste di leva dalle quali
> possono essere chiamati a fare il servizio militare (sospeso ma non abrogato)
> nel caso di necessità
> ed emergenza, non sa di essere iscritti ai registri di leve e nemmeno che
> esiste una possibilità di fare
> una dichiarazione preventiva di obiezione di coscienza. E per questo è più che
> mai importante
> parlarne e fare informazione ora che, seppure solo formalmente, siamo ancora
> in “tempo di pace”.
>
> «C’è un grande lavoro culturale e sociale da fare per dimostrare che
> un’alternativa alla logica delle
> guerre e delle armi è possibile – ha sottolineato Ermete Ferraro, presidente
> nazionale del MIR Italia – Un’alternativa deve essere costruita dal basso,
> valorizzando le azioni personali e le testimonianze, ma senza ignorare i
> meccanismi giuridici, politici e sociali che possono realmente radicare questo
> pensiero e farlo diventare concreto. Siamo chiamati ad agire localmente e
> pensare globalmente e mi pare che siamo sulla buona strada».
>
> «In Europa ci sono tantissimi Paesi in cui si sta parlando di reintrodurre la
> leva obbligatoria, non è
> solo l’Italia. Parlare di questi temi è fondamentale perché quando e se ci
> sarà la leva obbligatoria,
> non sarà quello il momento di iniziare a parlare del diritto all’obiezione di
> coscienza – ha messo in
> evidenza Zaira Zafarana, esperta advocacy Onu e responsabile relazioni
> internazionali MIR Italia – Tanti Paesi, a partire dalla Germania, che stanno
> pensando di reintrodurre la leva, hanno problemi
> perché sta calando notevolmente il numero di volontari negli eserciti. Quindi
> paradossalmente questo è un buon momento per parlare di questi temi, perché
> tanti Paesi hanno il problema di come
> potere aumentare i militari nell’esercito perché stanno diminuendo».
>
> «Il capo di stato maggiore dell’esercito Masiello si è lamentato del fatto che
> le nuove generazioni non vogliono fare il militare e quindi si trovano
> scoperti e anche le Accademie militari hanno sempre meno aspiranti. La strada
> da seguire è quella di fare rete tra noi associazioni a livello locale e
> nazionale. Dobbiamo sapere costruire sul lungo periodo e andare avanti in
> maniera tenace, costruttiva, continuativa nel tempo, anche quando le guerre
> che, sull’onda dell’indignazione e dell’emozione suscitano manifestazioni,
> saranno sparite dai media, perché in realtà la guerra e la sua preparazione
> continua. Le campagne di cui abbiamo parlato oggi – ha concluso Pasquale
> Pugliese del coordinamento nazionale Movimento Nonviolento – sono quelle che
> ci devono dare il fiato lungo per portare avanti una alternativa concreta,
> tanto dal punto di vista della contestazione e dell’opposizione quanto dal
> punto di vista di un programma costruttivo e delle politiche di pace».
>
> Tra le campagne di cui si è parlato nel corso del convegno vi sono “Ministero
> della Pace, una scelta
> di governo” – presentata con un video messaggio di Laila Simoncelli e, in
> presenza, Mara Ardizio, presidente di Acli Piemonte – e “Un’altra difesa è
> possibile”, per la quale è in corso una raccolta di firme, illustrata da
> Pugliese. Ma sono anche state presentate iniziative concrete, come il modello
> di lettera che i diciassettenni possono trasmettere ai sindaci per esercitare
> il diritto all’obiezione di coscienza (che è riconosciuto dalla Dichiarazione
> universale dei diritti dell’uomo e dalla Costituzione italiana) preventivo.
>
> Il MIR Borgomanero, proprio in questi giorni in cui si celebra la Giornata
> internazionale dell’obiezione di coscienza, sta rivolgendo un appello ai
> sindaci dell’Alto Novarese affinché seguano l’esempio del sindaco di Capaci,
> che ha istituito il primo “sportello pubblico” in Italia per raccogliere le
> dichiarazioni di obiezione di coscienza preventiva al servizio militare.
> L’iniziativa permette ai giovani (dai 17 anni in su) e ai richiamabili (fino
> ai 45 anni) di dichiararsi obiettori prima di un’eventuale chiamata alle armi.
>
> Ma c’è anche la possibilità da parte dei giovani e dei riservisti di inviare
> una comunicazione al
> ministero della difesa in cui si dichiara la propria obiezione di coscienza
> preventiva, seguendo un
> modello predisposto da Comunità dell’Arca di Lanza Dal Vasto, Pax Christi,
> Centro palermitano del
> Movimento Nonviolento, Movimento dei focolari e MIR Italia.
>
> Tra gli altri relatori intervenuti al convegno, vi sono Matteo Zappa,
> Coordinamento Pace in Comune
> e assessore alla pace ad Arluno, Norberto Julini, di Pax Christi Italia,
> Massimo Diana, obiettore di
> coscienza e analista biografico. I lavori sono stati arricchiti anche dalle
> testimonianze di obiettori internazionali – Olga Karach, difensora dei diritti
> umani bielorussa, e di Yona Roseman, obiettrice di Mesarvot, rete di giovani
> obiettori israeliani.
La presentazione e il programma di Una scelta per la pace. L’obiezione di
coscienza ieri, oggi, domani sono stati pubblicati su Pressenza nella pagina
online dal 29 aprile scorso.
MIR Italia - Movimento Internazionale della Riconciliazione