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Diritto al gioco…di guerra? Le Forze Armate all’iniziativa ASL e UNICEF Avellino
Il comunicato diffuso dal MIR (Movimento Internazionale per la Riconciliazione) evidenzia che all’iniziativa svolta domenica 24 maggio ad Avellino sul tema “diritto di giocare e crescere insieme” e promossa dal locale Comitato provinciale dell’UNICEF e dall’ASL territoriale “erano presenti anche postazioni di ben tre forze armate: Esercito Italiano, Carabinieri e Guardia di Finanza” e le attività proposte coinvolgevano in partecipanti “mescolando impropriamente al concetto di gioco delle esercitazioni al tiro col fucile, di lotta e di altre pratiche militari che nulla hanno a che vedere con un’attività ludica rivolta a bambini e ragazzi”. > «A nome del Movimento Internazionale della Riconciliazione, storica > organizzazione italiana per la pace e il disarmo, esprimo sconcerto e > riprovazione per questo subdolo tentativo di militarizzare ancora una volta > non solo la cultura e la scuola, ma anche lo sport e le attività ricreative > per l’infanzia – ha dichiarato Ermete Ferraro, presidente nazionale e > coordinatore locale del MIR – Ancora una volta colpisce che a prestarsi a > questa pericolosa commistione di gioco e attività di ambito militare sia > l’organizzazione internazionale che, per statuto, più dovrebbe tutelare il > diritto dei minori alla pace ed al benessere. Purtroppo, però, già in altri > casi l’UNICEF regionale ha promosso iniziative che vedevano la partecipazione > delle forze armate, contraddicendo alla missione della Fondazione che “ispira > la sua attività al principio che tutti i bambini abbiano il diritto di > sopravvivere, crescere e realizzare le proprie potenzialità per il beneficio > di un mondo migliore per ogni bambino ovunque». > > Alcune sconcertanti immagini ricavate da un video sulla manifestazione > mostrano infatti bambini che impugnano e puntano fucili più grandi di loro, > esercitazioni alla lotta ed al pugilato ed un’inutile esibizione di uniformi, > armi e attrezzature militari. > > «Che UNICEF, ASL e Consorzio Servizi Sociali A5 promuovano il diritto al > gioco, alla salute ed alla socialità con una manifestazione dove si esibiscono > strumenti di guerra è davvero intollerabile. Il MIR disapprova questa scelta > ed invita invece a lanciare messaggi ben diversi, di educazione alla pace, a > relazioni solidali ed a soluzioni dei conflitti prive di violenza» ha concluso > Ferraro.     Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
May 26, 2026
Pressenza
Una scelta per la pace: l’obiezione di coscienza ieri, oggi, domani
Il convegno svoltosi il 9 maggio scorso a Fontaneto d’Agogna (NO), organizzato da MIR (Movimento Internazionale della Riconciliazione) Borgomanero, Associazione per la Pace Novara, Laboratorio per la Pace Galliate, Associazione Pace e Convivenza Sesto Calende, ha focalizzato l’attenzione sull’alternativa nonviolenta alla protesta contro la guerra e contro il militarismo. Gli organizzatori riferiscono: > In un mondo segnato dall’escalation delle guerre e del riarmo e dal ripristino > della leva obbligatoria > in molti Paesi europei, l’obiezione di coscienza al servizio militare > rappresenta un’opportunità > concreta per costruire una pace dal basso alla quale sono chiamati i giovani. > La quasi totalità dei > diciassettenni, che ogni anno vengono d’ufficio iscritti dai Comuni nelle > liste di leva dalle quali > possono essere chiamati a fare il servizio militare (sospeso ma non abrogato) > nel caso di necessità > ed emergenza, non sa di essere iscritti ai registri di leve e nemmeno che > esiste una possibilità di fare > una dichiarazione preventiva di obiezione di coscienza. E per questo è più che > mai importante > parlarne e fare informazione ora che, seppure solo formalmente, siamo ancora > in “tempo di pace”. > > «C’è un grande lavoro culturale e sociale da fare per dimostrare che > un’alternativa alla logica delle > guerre e delle armi è possibile – ha sottolineato Ermete Ferraro, presidente > nazionale del MIR Italia – Un’alternativa deve essere costruita dal basso, > valorizzando le azioni personali e le testimonianze, ma senza ignorare i > meccanismi giuridici, politici e sociali che possono realmente radicare questo > pensiero e farlo diventare concreto. Siamo chiamati ad agire localmente e > pensare globalmente e mi pare che siamo sulla buona strada». > > «In Europa ci sono tantissimi Paesi in cui si sta parlando di reintrodurre la > leva obbligatoria, non è > solo l’Italia. Parlare di questi temi è fondamentale perché quando e se ci > sarà la leva obbligatoria, > non sarà quello il momento di iniziare a parlare del diritto all’obiezione di > coscienza – ha messo in > evidenza Zaira Zafarana, esperta advocacy Onu e responsabile relazioni > internazionali MIR Italia – Tanti Paesi, a partire dalla Germania, che stanno > pensando di reintrodurre la leva, hanno problemi > perché sta calando notevolmente il numero di volontari negli eserciti. Quindi > paradossalmente questo è un buon momento per parlare di questi temi, perché > tanti Paesi hanno il problema di come > potere aumentare i militari nell’esercito perché stanno diminuendo». > > «Il capo di stato maggiore dell’esercito Masiello si è lamentato del fatto che > le nuove generazioni non vogliono fare il militare e quindi si trovano > scoperti e anche le Accademie militari hanno sempre meno aspiranti. La strada > da seguire è quella di fare rete tra noi associazioni a livello locale e > nazionale. Dobbiamo sapere costruire sul lungo periodo e andare avanti in > maniera tenace, costruttiva, continuativa nel tempo, anche quando le guerre > che, sull’onda dell’indignazione e dell’emozione suscitano manifestazioni, > saranno sparite dai media, perché in realtà la guerra e la sua preparazione > continua. Le campagne di cui abbiamo parlato oggi – ha concluso Pasquale > Pugliese del coordinamento nazionale Movimento Nonviolento – sono quelle che > ci devono dare il fiato lungo per portare avanti una alternativa concreta, > tanto dal punto di vista della contestazione e dell’opposizione quanto dal > punto di vista di un programma costruttivo e delle politiche di pace». > > Tra le campagne di cui si è parlato nel corso del convegno vi sono “Ministero > della Pace, una scelta > di governo” – presentata con un video messaggio di Laila Simoncelli e, in > presenza, Mara Ardizio, presidente di Acli Piemonte – e “Un’altra difesa è > possibile”, per la quale è in corso una raccolta di firme, illustrata da > Pugliese. Ma sono anche state presentate iniziative concrete, come il modello > di lettera che i diciassettenni possono trasmettere ai sindaci per esercitare > il diritto all’obiezione di coscienza (che è riconosciuto dalla Dichiarazione > universale dei diritti dell’uomo e dalla Costituzione italiana) preventivo. > > Il MIR Borgomanero, proprio in questi giorni in cui si celebra la Giornata > internazionale dell’obiezione di coscienza, sta rivolgendo un appello ai > sindaci dell’Alto Novarese affinché seguano l’esempio del sindaco di Capaci, > che ha istituito il primo “sportello pubblico” in Italia per raccogliere le > dichiarazioni di obiezione di coscienza preventiva al servizio militare. > L’iniziativa permette ai giovani (dai 17 anni in su) e ai richiamabili (fino > ai 45 anni) di dichiararsi obiettori prima di un’eventuale chiamata alle armi. > > Ma c’è anche la possibilità da parte dei giovani e dei riservisti di inviare > una comunicazione al > ministero della difesa in cui si dichiara la propria obiezione di coscienza > preventiva, seguendo un > modello predisposto da Comunità dell’Arca di Lanza Dal Vasto, Pax Christi, > Centro palermitano del > Movimento Nonviolento, Movimento dei focolari e MIR Italia. > > Tra gli altri relatori intervenuti al convegno, vi sono Matteo Zappa, > Coordinamento Pace in Comune > e assessore alla pace ad Arluno, Norberto Julini, di Pax Christi Italia, > Massimo Diana, obiettore di > coscienza e analista biografico. I lavori sono stati arricchiti anche dalle > testimonianze di obiettori internazionali – Olga Karach, difensora dei diritti > umani bielorussa, e di Yona Roseman, obiettrice di Mesarvot, rete di giovani > obiettori israeliani. La presentazione e il programma di Una scelta per la pace. L’obiezione di coscienza ieri, oggi, domani sono stati pubblicati su Pressenza nella pagina online dal 29 aprile scorso.   MIR Italia - Movimento Internazionale della Riconciliazione
May 20, 2026
Pressenza
Napoli ‘abbracciata’ dall’Aeronautica Militare? No, grazie!
Il MIR – Movimento Internazionale della Riconciliazione – storica organizzazione del pacifismo di matrice spirituale e nonviolenta – protesta per l’occupazione militare da parte dell’Aeronautica militare, nel periodo dal 28 marzo al 1° aprile, di due luoghi simbolo di Napoli, per statuto ‘Città di Pace’, non palcoscenico per esibizioni bellico-militari. Nella relativa nota informativa, queste c.d. ‘giornate azzurre’ sono state presentate come il modo col quale l’Aeronautica “abbraccia la città di Napoli”, con un evento “pensato per chi desidera conoscere più da vicino l’Aeronautica Militare, la sua storia, le sue tradizioni e i suoi valori, in un contesto accessibile e adatto a famiglie, appassionati e curiosi”. L’Aeronautica occuperà infatti per ben 5 giorni due luoghi della nostra città (piazza del Plebiscito ed il lungomare), per esibire la propria capacità bellico-tecnologica con un’intera area espositiva, velivoli e simulatori di strumentazione, ‘festeggiando’ il suo 103° anniversario con gli abituali riti delle cerimonie militari e con l’immancabile sorvolo delle ‘frecce tricolori’ Il MIR contesta tale retorica narrazione ed esprime netta contrarietà a quest’ennesima manifestazione di esaltazione patriottico-militarista, soprattutto in un momento drammatico ed allarmante per l’acuirsi di conflitti bellici ed aggressioni armate, con una micidiale e dispendiosa ripresa della folle corsa agli armamenti. “Come organizzazione nonviolenta, antimilitarista ed ecopacifista, manifestiamo totale dissenso nei confronti di queste sempre più frequenti esibizioni propagandistiche delle forze armate italiane, che da anni stanno subdolamente infiltrando la società ed anche le istituzioni educative, portando avanti la retorica dei militari vicini alla ‘gente’, proprio mentre la tragica cronaca delle guerre in atto ci sta mettendo sotto gli occhi quanta morte e devastazione provocano invasioni, bombardamenti e raid aerei” ha dichiarato Ermete Ferraro, presidente nazionale e referente della Sede di Napoli. Il MIR ricorda, peraltro, che a Piazza del Plebiscito era stata programmata per il 28 marzo la manifestazione “10,100, 1000 Donne per la Pace”, spostata a piazza Municipio proprio per consentire l’installazione degli stand espositivi dell’Arma Azzurra, suscitando quindi la legittima protesta delle realtà organizzatrici dell’incontro pacifista. “Continueremo a contestare anche a Napoli la retorica narrazione delle forze armate e ad opporci al montante autoritarismo, militarismo e bellicismo, opponendovi l’obiezione di coscienza, la disobbedienza civile e lanciando una proposta di legge popolare per istituire una difesa “non-armata, civile e nonviolenta” ha concluso Ferraro. Redazione Napoli
March 27, 2026
Pressenza