
Esposto-denuncia per gli abbordaggi in acque internazionali
Pressenza - Tuesday, May 19, 2026Oggi i legali della Global Sumud Flotilla Italia hanno formalmente depositato un esposto-denuncia per il reato di sequestro di persona (art. 605 c.p.) in relazione ai fatti avvenuti il 29 aprile, il 18 e il 19 maggio 2026.
Al momento, 29 cittadini italiani e 3 residenti in Italia risultano sequestrati e trattenuti a bordo di una nave militare israeliana. Di loro – tra cui ci sono il deputato Dario Darotenuto, la ex consigliera del comune di Firenze Antonella Bundu e Dario Salvetti del collettivo di fabbrica della GKN – non si hanno ancora notizie né comunicazioni uffciali sulle condizioni di detenzione o sui tempi di rilascio.
La missione umanitaria “Global SumudFlotilla”, composta da decine di imbarcazioni civili e disarmate, era salpata dai porti di Barcellona e Augusta con l’obiettivo di raggiungere la Striscia di Gaza per consegnare beni di prima necessità e prestare assistenza medica alla popolazione civile, stremata da una grave crisi umanitaria. A bordo viaggiavano attivisti, osservatori per i diritti umani, giornalisti e personale medico provenienti da oltre quaranta Paesi.
Tra il 29 aprile e il 19 maggio, unità della Marina militare israeliana hanno intercettato e abbordato ripetutamente la ottiglia in acque internazionali (nelle zone SAR greca, cipriota ed egiziana), a centinaia di miglia nautiche dalla costa palestinese. Durante le operazioni, documentate anche da materiale audiovisivo in fase di deposito, gli equipaggi sono stati privati della libertà personale con l’uso della forza, trasferiti coattivamente sulla nave d’assalto INS Nahshon e detenuti per ore in condizioni precarie. Dopo il rilascio dei primi attivisti sequestrati e il loro trasferimento in Grecia il 1° maggio, la missione ha ripreso il mare dalla Turchia il 14 maggio, per essere nuovamente intercettata il 18 e il 19 maggio.
L’iniziativa legale si pone in continuità rispetto ai precedenti esposti già depositati in relazione ai fatti avvenuti nel medesimo contesto spazio-temporale della missione.
Le legali chiedono l’immediata attivazione delle autorità giudiziarie competenti per accertare le responsabilità penali, configurando il delitto di sequestro di persona aggravato dall’uso delle armi e dal concorso di più soggetti. L’azione è volta a tutelare i diritti fondamentali dei partecipanti alla missione e a garantire il rispetto del diritto internazionale del mare.
Non possiamo accettare la privazione della libertà di cittadini italiani impegnati in una missione esclusivamente pacifica. Chiediamo alle istituzioni nazionali ed europee di attivarsi con urgenza per garantire l’incolumità dei nostri connazionali, la trasparenza sulle loro condizioni e il rispetto dello stato di
diritto e l’immediato rilascio di tutti gli attivisti.