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La solidarietà in tanti minuti, ma grandi, momenti di ‘silenzio per la pace’
In tantissime città e località di tutta Italia variegate minute, cioè piccole, iniziative che coinvolgono molteplici gruppi di persone aggregate dall’impegno di testimoniare, con la propria taciturna ma eloquente costante presenza, il loro dissenso al bellicismo e alle politiche militariste oggi e nei prossimi giorni verranno svolte esprimendo un’unanime coro di protesta contro l’attacco delle imbarcazioni e il sequestro degli equipaggi della Global Sumud Flotilla. Oggi a Genova la 1251esima ORA IN SILENZIO PER LA PACE, come di consueto praticata ogni giovedì nel pomeriggio, dalle 18 alle 19, in un luogo emblematico – sulla gradinata di Palazzo Ducale, che è uno dei principali edifici storici del capoluogo ligure, in passato sede del dogato dell’antica Repubblica, ora un museo e la sede della cittadina Fondazione per la Cultura, sulla cui facciata è affisso lo striscione con scritto R1PUD1A – verrà svolta all’insegna del messaggio così enunciato: > 35 italiani rapiti. Il governo italiano ha il dovere di difenderli > > Si tratta di attivisti della Sumud Flotilla, che hanno deciso di cercare di > forzare l’assedio israeliano a Gaza insieme ad attivisti di decine di altre > nazionalità. > > Erano intenzionati a raggiungere Gaza per consegnare aiuti alla popolazione > stremata da due anni e mezzo di bombardamenti e di assedio, sono stati > intercettati e sequestrati dalla marina militare israeliana. > > Erano in acque internazionali. Si trovavano vicino a Cipro, in piena > Europa. Ancora lontanissimi da Gaza. E, anche se si fossero avvicinati, le > acque di Gaza non sono territorio israeliano. > > Le barche che battevano bandiera italiana quindi erano a tutti gli effetti > territorio italiano. Il nostro paese, che continua ad aumentare le spese > militari e continua a blaterare di “orgoglio nazionale” non ha neppure deciso > di convocare l’ambasciatore israeliano a Roma per esigere l’immediato rilascio > degli attivisti e la garanzia della loro incolumità. > > Trasportavano aiuti umanitari. > > Per due anni e mezzo Israele ha chiuso i confini di Gaza, impedendo l’ingresso > degli aiuti o lasciandone entrare una quantità minima, del tutto > sproporzionata rispetto alle esigenze della popolazione. I palestinesi di Gaza > vivono in alloggi di fortuna, sono privi di medicine e di acqua potabile. Il > numero dei topi sta aumentando in maniera preoccupante. Migliaia di cadaveri > sono ancora sotto le macerie. > > Non esistono altri modi di consegnare aiuti umanitari. I confini di terra e i > porti sono chiusi > A differenza della Russia, Israele non è stata colpita da sanzioni > internazionali. Il commercio, anche di armi, tra italia e Israele è > attivissimo. Eppure è un paese che si sta macchiando di genocidio. > > A Genova, come in tutto il mondo, migliaia di persone manifestano la propria > solidarietà agli a alle attiviste della flotilla. Anche noi esprimiamo la > nostra solidarietà, e la nostra convinzione che il loro coraggio sarà > ricordato quando la storia chiederà a tutti i paesi del mondo, Italia > compresa, che cosa hanno fatto per impedire il genocidio di Gaza. > > E attendiamo la scarcerazione di Mohamed Hanoun, il cui arresto è stato > annullato dalla Cassazione, ma che si trova tuttora in carcere in attesa della > rivalutazione del tribunale del riesame. Il cartello esposto venerdì prossimo, 22 maggio, a Casale Monferrato. Oltre che oggi a Genova, consueti presidi e sit-in mensili, settimanali e quotidiani sono in programma, ad esempio, giovedì a Bari, Grosseto, Lucca, Milano e Verona, venerdì a Bra e Casale Monferrato, sabato a Ivrea, Sartirana Lomellina, Sondrio e Torino, domenica a Palermo e Sassari, lunedì a Sestri Levante,… tutti i giorni a Cagliari, Milano e Vercelli. Quelli in svolgimento in una 70ina di piazze sparse in tutta la penisola sono indicati nella mappa online e pubblicata nella colonna a destra della home-page e di ogni pagina della sezione italiana di Pressenza. Maddalena Brunasti
May 20, 2026
Pressenza
“Sumud Flotilla – Diritti umani, violazioni, complicità”, il 21 maggio a Rovereto
L’incontro con Marco Pertile e Riccardo Corradini, rispettivamente docente di diritto internazionale all’Università di Trento e medico referente dell’associazione Sanitari per Gaza, fornisce l’occasione di approfondire conoscenze sulla situazione dei diritti umani in Palestina e sulle responsabilità internazionali nella loro violazione.  L’iniziativa è proposta per riflettere sulla complessa situazione mediorientale e sul coinvolgimento di istituzioni, governi e società civile: “Un incontro per rompere il silenzio e denunciare l’illegittimo assedio della Striscia di Gaza – spiegano le organizzazioni promotrici – Come organizzazioni della società civile non possiamo restare a guardare di fronte alla violazione dei diritti umani e pertanto chiediamo la fine immediata della complicità politica e istituzionale con le violenze e i crimini bellici. Sosteniamo con forza il coraggio della Flotilla umanitaria, impegnata a sfidare i blocchi per portare aiuti concreti e vitali alla popolazione civile“.   In svolgimento giovedì 21 maggio dalle 20:30 nella Sala Conferenze della sede di Rovereto della Fondazione Caritro (piazza Rosmini), l’incontro sul tema Sumud Flotilla – Diritti umani, violazioni, complicità è inserito nella rassegna Gaza: lì dove brucia l’anima del mondo. Il prossimo incontro del ciclo, previsto per giovedì 28 maggio (ore 17.30, Sala Conferenze della Fondazione Caritro – piazza Rosmini) sarà sul tema Sumud, storie di donne palestinesi che resistono, svolto insieme a Maria Cristina Paciello, Docente di Storia dei Paesi islamici all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Durante gli incontri sarà presente Emergency Trento con un banchetto informativo.   Le organizzazioni promotrici delle iniziative sono: • Donne in Nero – Rovereto  • Pace per Gerusalemme onlus  • A.N.P.I. Rovereto- Vallagarina  • Giuristi Democratici – Sezione Trentino Sudtirol  • Centro Pace Ecologia Diritti Umani di Rovereto  • CGIL del Trentino  • Ass. Ubalda Bettini Girella  • Associazione Sanitari per Gaza  • Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani • gruppo BDS Trentino Redazione Italia
May 19, 2026
Pressenza
Esposto-denuncia per gli abbordaggi in acque internazionali
Oggi i legali della Global Sumud Flotilla Italia hanno formalmente depositato un esposto-denuncia per il reato di sequestro di persona (art. 605 c.p.) in relazione ai fatti avvenuti il 29 aprile, il 18 e il 19 maggio 2026. Al momento, 29 cittadini italiani e 3 residenti in Italia risultano sequestrati e trattenuti a bordo di una nave militare israeliana. Di loro – tra cui ci sono il deputato Dario Darotenuto, la ex consigliera del comune di Firenze Antonella Bundu e Dario Salvetti del collettivo di fabbrica della GKN – non si hanno ancora notizie né comunicazioni uffciali sulle condizioni di detenzione o sui tempi di rilascio. La missione umanitaria “Global SumudFlotilla”, composta da decine di imbarcazioni civili e disarmate, era salpata dai porti di Barcellona e Augusta con l’obiettivo di raggiungere la Striscia di Gaza per consegnare beni di prima necessità e prestare assistenza medica alla popolazione civile, stremata da una grave crisi umanitaria. A bordo viaggiavano attivisti, osservatori per i diritti umani, giornalisti e personale medico provenienti da oltre quaranta Paesi. Tra il 29 aprile e il 19 maggio, unità della Marina militare israeliana hanno intercettato e abbordato ripetutamente la ottiglia in acque internazionali (nelle zone SAR greca, cipriota ed egiziana), a centinaia di miglia nautiche dalla costa palestinese. Durante le operazioni, documentate anche da materiale audiovisivo in fase di deposito, gli equipaggi sono stati privati della libertà personale con l’uso della forza, trasferiti coattivamente sulla nave d’assalto INS Nahshon e detenuti per ore in condizioni precarie. Dopo il rilascio dei primi attivisti sequestrati e il loro trasferimento in Grecia il 1° maggio, la missione ha ripreso il mare dalla Turchia il 14 maggio, per essere nuovamente intercettata il 18 e il 19 maggio. L’iniziativa legale si pone in continuità rispetto ai precedenti esposti già depositati in relazione ai fatti avvenuti nel medesimo contesto spazio-temporale della missione. Le legali chiedono l’immediata attivazione delle autorità giudiziarie competenti per accertare le responsabilità penali, configurando il delitto di sequestro di persona aggravato dall’uso delle armi e dal concorso di più soggetti. L’azione è volta a tutelare i diritti fondamentali dei partecipanti alla missione e a garantire il rispetto del diritto internazionale del mare. Non possiamo accettare la privazione della libertà di cittadini italiani impegnati in una missione esclusivamente pacifica. Chiediamo alle istituzioni nazionali ed europee di attivarsi con urgenza per garantire l’incolumità dei nostri connazionali, la trasparenza sulle loro condizioni e il rispetto dello stato di diritto e l’immediato rilascio di tutti gli attivisti. Global Sumud Flotilla
May 19, 2026
Pressenza
La diffida esorta le autorità italiane a tutelare i propri cittadini sequestrati dall’esercito israeliano
I legali dei partecipanti italiani alla missione umanitaria della Global Sumud Flotilla hanno formalmente diffidato le Autorità italiane competenti affinché adottino con urgenza tutte le iniziative diplomatiche, consolari e istituzionali necessarie a tutela dei cittadini italiani coinvolti nei recenti eventi verificatisi nel Mediterraneo orientale. La diffida è stata trasmessa, tra gli altri, al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, alle competenti Ambasciate e Rappresentanze diplomatiche, nonché alle ulteriori Autorità nazionali ed internazionali interessate. L’iniziativa si è resa necessaria alla luce della perdurante privazione della libertà personale di alcuni attivisti coinvolti nella missione civile e umanitaria diretta verso Gaza, nonché delle gravi criticità emerse in relazione all’abbordaggio delle imbarcazioni avvenuto in acque internazionali. Nella diffida si evidenzia come la situazione presenti profili di estrema urgenza sotto il profilo della tutela dei diritti fondamentali della persona, con particolare riferimento agli artt. 2, 3 e 5 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, nonché ai principi di diritto internazionale relativi alla libertà di navigazione e alla protezione dei civili impegnati in missioni umanitarie. I legali hanno richiesto alle Autorità italiane di: * attivarsi immediatamente per ottenere informazioni ufficiali sulle condizioni e sul luogo di trattenimento degli attivisti; * garantire pieno accesso all’assistenza consolare e legale; * adottare ogni iniziativa diplomatica utile a ottenere la cessazione della detenzione e il rientro in sicurezza dei cittadini coinvolti; * verificare la legittimità delle operazioni compiute nei confronti delle imbarcazioni battenti bandiera italiana o comunque riconducibili a cittadini italiani. L’urgenza dell’intervento è ulteriormente confermata dalle recenti modifiche legislative adottate in Israele in materia di trattenimento dei soggetti accusati di aver tentato di violare il blocco navale imposto su Gaza, circostanza che impone un’immediata verifica della legittimità della detenzione tuttora in corso. “La tutela dei diritti fondamentali delle persone coinvolte non può subire ritardi né zone d’ombra. Le Autorità italiane hanno il dovere di attivarsi con la massima tempestività per assicurare protezione ai propri cittadini e verificare il rispetto del diritto internazionale”, dichiarano i legali della missione. Global Sumud Flotilla
May 19, 2026
Pressenza
La manifestazione settimanale in solidarietà con gli equipaggi della GSF
Oggi – 1° maggio 2026 – la consueta “Mezz’ora di silenzio per la pace e la giustizia sociale” è stata svolta in solidarietà con gli equipaggi della Global Sumud Flotilla che nella notte tra il 29 e 30 marzo scorsi sono stati assaltati e sequestrati dalla marina israeliana. Da venerdì 24 aprile scorso durante la manifestazione viene diffuso il suono della sirena che, nelle città assediate, avverte la popolazione di un imminente attacco. Al sentirla, una donna ha spiegato di ricordare questo suono, che sentiva da piccola, e raccontato: L’iniziativa della “Mezz’ora di silenzio per la pace e la giustizia sociale”, una delle numerose attività indicate sulla mappa di presidi per la pace online nella colonna a destra delle pagine nella sezione italiana del sito di Pressenza, viene praticata a Casale Monferrato ogni venerdì continuativamente dal primo di gennaio 2024. MEZZ’ORA DI SILENZIO PER LA PACE E LA GIUSTIZIA SOCIALE a Casale Monferrato, in piazza Mazzini (o ‘del cavallo’), ogni venerdì, dalle 18:30 alle 19 sito web – Facebook – mezzoraperlapace@gmail.com Reportage realizzato a cura di LISISTRATA NEL XXI SECOLO (Maddalena Brunasti) Redazione Piemonte Orientale
May 1, 2026
Pressenza
GSF Italia chiede al Governo italiano azioni chiare, rispetto del diritto internazionale e tutela della missione
L’abbordaggio illegale e il sequestro degli equipaggi delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla da parte di Israele nella notte tra il 29 e il 30 aprile atti criminali gravissimi, in violazione del diritto internazionale e della legge italiana, lesivi della libertà e della dignità delle persone e che espongono la vita umana a gravi rischi di violazioni e trattamenti inumani e degradanti. L’abbordaggio avvenuto a circa 600 miglia marittime, in acque internazionali, configura un cambio di passo nella strategia di aggressione di Israele contro le missioni marittime umanitarie e civili volte a consegnare beni essenziali e salvavita alle popolazioni civili della Palestina. Tale abbordaggio costituisce un pericolosissimo precedente, un atto di deliberata arroganza in sfregio alle regole del diritto e della diplomazia internazionale, che non può e deve passare inosservato. Al momento in cui scriviamo, abbiamo contezza di 23 italiani che si trovavano a bordo delle 21 imbarcazioni illegittimamente sequestrate, tra le quali almeno 7 battono bandiera italiana. Sulla base del diritto internazionale e delle leggi italiane il Governo italiano ha precisi obblighi di garantire la sicurezza di tutti i cittadini italiani che partecipano alla missione umanitaria della Global Sumud Flotilla e degli equipaggi, italiani e non, che si trovano a bordo delle imbarcazioni battenti bandiera italiana. Le imbarcazioni intercettate dalla marina israeliana navigavano in acque internazionali e trasportavano aiuti umanitari. La missione risponde agli obblighi internazionali di adoperarsi per prevenire ulteriori violazioni dei diritti della popolazione civile di Gaza, privata dei beni e dei servizi essenziali dal blocco navale illegittimo israeliano che perdura da 17 anni, e da oltre 3 anni di violenze indiscriminate che integrano il rischio di un genocidio, come riconosciuto anche dalla Corte Internazionale di Giustizia. A bordo si trovavano, infatti, cibo, prodotti sanitari e per l’igiene, nonché materiali da costruzione ed educativi destinati alla popolazione civile di Gaza. L’intercettazione delle barche della Global Sumud Flottilla rappresenta la continuazione dell’assedio illegale israeliano contro il popolo palestinese a Gaza. L’azione della marina israeliana costituisce, inoltre, una grave violazione della libertà di navigazione in acque internazionali, della tutela accordata alle navi che trasportano aiuti umanitari, nonché del diritto alla vita dei partecipanti, protetto da molteplici strumenti vincolanti a livello sia internazionale che regionale. Alla luce di quanto esposto, esortiamo dunque le autorità a prendere con immediatezza ogni misura volta a porre fine ai gravi crimini in atto e a prevenire ulteriori crimini punibili ai sensi della legge italiana. L’azione dell’esercito israeliano configura, infatti, una serie di ipotesi di reato, previste dalla legislazione italiana, ai danni di cittadine e cittadini italiani o imbarcati su natanti battenti bandiera italiana, tra le quali il tentato omicidio, il tentato naufragio, il danneggiamento seguito da pericolo di naufragio, il sequestro di persona e la violazione delle norme previste dalle convenzioni internazionali sulla navigazione ratificate dall’Italia. Il trasferimento illegale in Israele e la detenzione nelle carceri israeliane espongono, inoltre, le e gli attivisti al rischio di tortura e trattamenti inumani e degradanti. Chiediamo con urgenza al Governo italiano di: 1. adoperarsi per l’immediata liberazione di tutti i cittadini italiani, nonché di tutti i partecipanti alla missione umanitaria imbarcati su navi battenti bandiera italiana garantendo la loro integrità e la tutela dei loro diritti fondamentali; 2. condannare pubblicamente e formalmente gli atti posti in essere da Israele contro la missione della Global Sumud Flotilla e avviare l’accertamento delle responsabilità per i crimini perpetrati; 3. inviare immediatamente una nota diplomatica formale e pubblica al Governo di Israele, per riaffermare la natura umanitaria della Global Sumud Flotilla e chiedere formalmente a Israele di non interferire con il suo passaggio; 4. adoperarsi per il rilascio delle imbarcazioni illegalmente sequestrate e del carico umanitario presente a bordo al momento dell’abbordaggio; 5. avviare immediatamente misure di protezione consolare e di assistenza legale volte ad assicurare l’immediato rilascio e l’incolumità di qualunque cittadino italiano eventualmente detenuto, incluso il coinvolgimento di organismi internazionali di monitoraggio. Legal Team Global Sumud Italia   Global Sumud Flotilla
April 30, 2026
Pressenza