La città possibile

Comune-info - Friday, May 8, 2026

Pubblichiamo l’introduzione del libro Futuri urbani possibili, un testo che nasce dall’esperienza di ricerca e di lavoro sul campo maturata nelle periferie romane da LabSU – Laboratorio di Studi Urbani «Territori dell’abitare» del DICEA di Sapienza Università di Roma, e del gruppo di ricerca dell’Università di Roma Tre, dove il tema della rigenerazione urbana si intreccia con quello della giustizia sociale, della partecipazione e delle nuove forme dell’abitare. Attraverso uno sguardo critico verso i modelli dominanti di trasformazione delle città, il volume propone l’idea di uno sviluppo locale integrale, capace di mettere al centro relazioni, comunità e protagonismo sociale. Un contributo al dibattito contemporaneo sulle città come luoghi di innovazione politica e di costruzione di nuovi futuri possibili

Per molti anni mi sono occupato di periferie e di “rigenerazione dal basso”, studiando soprattutto la città di Roma e i suoi quartieri e sviluppando una critica serrata alla “rigenerazione urbana” per come se ne parla diffusamente e secondo il mainstream prevalente. Al di là dell’intento positivo, infatti, spesso si tratta in realtà di operazioni di valorizzazione immobiliare, se non di vera e propria speculazione edilizia. Nel migliore dei casi, il nodo problematico della “rigenerazione urbana” è che si limita a concentrarsi sugli aspetti fisici dei quartieri (o addirittura dei singoli edifici) su cui intervenire, in questo risultando di fatto niente di più della “riqualificazione urbana” che già conosciamo e che pure ha avuto esperienze positive. Già questa, nei casi migliori, prospettava e prometteva un approccio integrato di più ampio respiro, che però, almeno in Italia, non c’è stato, se non raramente. Si tratta, quindi, di una cosiddetta “rigenerazione urbana” auspicata ma che, però, proprio per questi motivi, manca i suoi stessi obiettivi e viene meno alle aspettative che crea.

Più recentemente mi sono dedicato, invece, a sviluppare sperimentazioni di sviluppo locale integrale (che ritengo una prospettiva più ampia e complessa della “rigenerazione urbana” mainstream) in alcuni quartieri, per poter verificare che effettivamente alcuni percorsi qualificati – nonostante tutto – siano possibili. Si tratta di percorsi spesso faticosi, pluriennali, che richiedono molte energie da impegnare sul campo, secondo un approccio relazionale a cui siamo molto legati e che non dà certo risultati immediati, ma sicuramente più profondi. L’obiettivo è appunto verificare la praticabilità di alcuni percorsi per poter affermare alla fine che: “si può fare!”. E poterlo riproporre alle politiche pubbliche.

In questi ultimi anni, quindi, con un gruppo di giovani ricercatori molto impegnati e molto interessanti, coordinati nell’ambito del LabSU – Laboratorio di Studi Urbani “Territori dell’abitare” del DICEA (Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Ambientale), Sapienza Università di Roma, abbiamo sviluppato alcuni percorsi sperimentali nei quartieri della periferia romana, valutando e interrogandoci sui diversi problemi emergenti.

In questa prospettiva di lavoro non siamo soli. In particolare, a Roma bisogna segnalare il lavoro fondamentale del gruppo di ricerca dell’Università di Roma Tre, coordinato da Francesco Careri, cui abbiamo chiesto di contribuire a questo testo con le importanti esperienze che stanno conducendo. Ma anche in giro per l’Italia sono tanti i contesti in cui si lavora in questa direzione (e vi torneremo nel corso del libro), così come nel resto d’Europa. Non mancano le esperienze, né il dibattito, sebbene le situazioni possano essere molto problematiche.

Il libro, quindi, mantenendo il carattere agile e di più ampia diffusione, e senza diventare tanto tecnico e specialistico, accanto alla critica al modello tradizionale di “rigenerazione urbana” (su cui si è già scritto tanto, ma su cui vale la pena ritornare, anche se rapidamente), vuole essere soprattutto la restituzione delle prospettive e dei percorsi praticabili qualora le politiche pubbliche volessero imboccare con decisione questa strada, discutendo le diverse problematiche emergenti (che non sono poche). Da cui il titolo di “Futuri urbani possibili”.

Indubbiamente un ruolo rilevante è svolto dal protagonismo sociale che sempre più sta diventando un motore (se non “il motore”) delle città, soprattutto in termini di mutualismo e di innovazione sia sociale che della cultura politica. L’approccio proposto nel libro parte da qui.

Se, quindi, la rigenerazione urbana è diventato un tema particolarmente rilevante negli ultimi anni sia nella ricerca scientifica sia nelle politiche e nel dibattito pubblico, diventando un tema di moda, spesso uno slogan, in generale un termine ambiguo, noi vorremmo raccontare un’altra storia.

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