
Bugie e numeri lontani dalla realtà, drammatica,
del Mediterraneo Centrale, una delle rotte più letali al mondo per il passaggio di migranti.
La Meloni, nell’informativa in Parlamento di giovedì 9 aprile, ha parlato (anche) di migranti, sostenendo che “grazie all’azione del Governo italiano sono calati gli sbarchi, aumentati i rimpatri e soprattutto
abbiamo ridotto il numero delle morti in mare”.
Dichiarazioni che sono, cifre ufficiali (quelle dell’Oim, agenzia Onu per le migrazioni) semplicemente false. Secondo i dati Oim, ripresi dal quotidiano La Stampa, tra il 1 gennaio e il 6 aprile 2026
le persone ufficialmente morte e disperse sono state 765, contro le 303 del medesimo periodo 2025 e le 409 di inizio 2024. Un aumento a 3 cifre.
Sea Watch, organizzazione dedicata al soccorso civile nel Mediterraneo, ha fatto un
video di vero e proprio fact checking (clicca qui) delle parole della Meloni, “dichiarazioni fatte alla Camera dei Deputati e false…ma questa è la logica di questo governo: usare i dati a proprio piacimento per alimentare una retorica falsa e propagandistica, al servizio del consenso elettorale. Nulla di nuovo. Mentre un governo bugiardo guarda dall’altra parte, noi continuiamo ad opporci a ogni violazione dei diritti di chi muore in mare”.
Alle parole della Meloni replica anche
Open Arms, una delle realtà umanitarie che – nonostante le norme europee e italiane contro i salvataggi in mare – sono impegnate al fianco dei migranti nella rotta del Mediterraneo Centrale.
“Il Presidente del Consiglio – spiega a Radio Onda d’Urto Valentina Brinis, advocacy officer di Open Arms – ha parlato di una diminuzione dei morti in mare in riferimento al funzionamento delle sue politiche migratorie. Parole che secondo noi
sono un insulto alle persone che in questi primi mesi del 2026 hanno perso la vita, un insulto alle loro famiglie e un insulto al lavoro delle organizzazioni internazionali che in questi mesi hanno fatto un calcolo ben diverso rispetto a quelle che sono le vittime della rotta del Mediterraneo Centrale.
Infatti, come testimoniano agenzie dell’Onu – come l’OIM – questi primi 4 mesi si sono
dimostrati i più letali degli ultimi anni e fanno presagire un trend del 2026 in totale aumento rispetto al passato. Ci chiediamo su quali basi il formuli delle dichiarazioni di questo tipo”.
L’intervista di Radio Onda d’Urto a Valentina Brinis, advocacy officer di Open Arms. Ascolta o scarica