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Il fuoco amico manda sotto la Meloni sulla legge-truffa elettorale
La maggioranza di governo è stata sconfitta per un voto – 188 i contrari, 187 i favorevoli – sull’emendamento relativo alle preferenze che gli stessi partiti di maggioranza avevano voluto all’interno della nuova legge elettorale in discussione a Montecitorio ma sul quale si erano registrate divergenze. Il partito della Meloni […] L'articolo Il fuoco amico manda sotto la Meloni sulla legge-truffa elettorale su Contropiano.
July 15, 2026
Contropiano
‘Stabilicum’, ovvero: l’importante è non perdere mai
Il nome dato alla proposta della maggioranza di governo per la riforma della legge elettorale è Stabilicum. Pur se in falso latino, come ormai prassi per le leggi elettorali in Italia, dovrebbe – o vorrebbe – veicolare un significato di stabilità e certezza di (ri)elezione del prossimo nuovo governo. Non entriamo qui nel merito delle specificità della legge elettorale sostenuta dalla maggioranza dal momento che ben più autorevoli commentatori ne hanno dato conto e ne stanno spiegando ad oggi risvolti positivi e negativi, problematiche e peculiarità. La volontà del governo attuale è quella di mostrarsi come forte e credibile nei confronti delle istituzioni politiche europee ma anche nei confronti della Nato, delle istituzioni bancarie comunitarie. Insomma: la necessità è quella di mostrare la propria stabilità, per l’appunto. Da qui la necessità di far sì che grazie alla prossima legge elettorale ‘si sappia la sera chi debba governare il giorno dopo’, parafrasando un Renzi quando era Presidente del consiglio dei ministri, era segretario del Partito democratico e propugnava il suo modello denominato Italicum. Praticamente una vita (politica) fa. Eppure il legislatore italiano ha messo più volte mano alla legge elettorale, cambiando spesso forma, modo e soglia d’accesso alle istituzioni al fine di mutare a proprio vantaggio una presenza parlamentare che fosse il più ‘monocolore’ possibile. Nel corso degli ultimi vent’anni le modifiche alla legge elettorale sono state tre. La prima fu nel 2005, la legge Calderoli successivamente denominata «porcata» dal suo stesso proponente, dunque diventata giornalisticamente nota col nome di Porcellum. Quella legge, poi dichiarata parzialmente incostituzionale, rimase in vigore per tre legislature e andò a modificare il Mattarellum, la legge Mattarella del 1993. Successivamente, nel 2015, da Matteo Renzi venne proposto l’Italicum, ma la legge che fu approvata quell’anno venne dichiarata incostituzionale, dunque mai realmente utilizzata. Ultima modifica, nel 2017, la legge Rosato, il Rosatellum, in vigore nelle ultime due legislature. Nel continente africano esiste un detto che recita più o meno in questo modo: «non si organizzano le elezioni per perderle [on n’organise pas des élections pour les perdre]». A onor del vero sembra che sia più questa espressione politicamente scellerata a guidare la maggioranza, piuttosto che la stabilità ricercata e sbandierata. Intendiamoci: se la vocazione dell’Italia è quella di mostrarsi forte e all’altezza degli altri paesi europei, quello che sta succedendo da un ventennio è la rappresentazione di un Paese preda di organizzazioni politiche gelose del potere e bramose di tenerlo per sé. Tutt’altro che un Paese moderno basato sulla cooperazione tra differenti forze politiche: il dibattito, anzi, è viziato da post sui social, politiche che si misurano con i cuori di Instagram o le visualizzazioni di TikTok e titoli sensazionalistici sulla stampa. Non solo. È anche la fotografia di forze politiche non disposte al dialogo e ad un’idea di sconfitta dopo il proprio periodo di governo ponendo come necessaria la legge (magari poi incostituzionale) per far sì che si possa tornare immediatamente al potere. Forse i governi di questi decenni più che a ideali di democrazia liberale, si sono ispirati a modelli di mantenimento quasi imperituro del potere come accade in Camerun, in cui Paul Biya è stato rieletto a 92 anni per l’ottavo mandato consecutivo oppure in Congo (Brazzaville) in cui Denis Sassou Nguesso governa dal 1997 senza mai essere stato sconfitto. L’importante è non perdere mai. La credibilità della classe dirigente e il bene del Paese possono aspettare. Marco Piccinelli
July 14, 2026
Pressenza
Il vertice di Ankara conferma il pericoloso stato confusionale della Nato
I lavori del consesso presieduto da Erdogan sono facilmente riassumibili in pochi punti: sostegno all’Ucraina per una continuazione sine die della guerra, riaffermazione – sia pur con mille formule esoteriche – del finanziamento del riarmo, apertura di un altrettanto fantomatico “fronte Sud” voluto dalla disorientatissima Meloni, beneplacito alla folle guerra […] L'articolo Il vertice di Ankara conferma il pericoloso stato confusionale della Nato su Contropiano.
July 9, 2026
Contropiano
SI CHIUDE IL VERTICE NATO IN TURCHIA: ARMI, ARMI E ANCORA ARMI. L’ITALIA CONFERMA LA SPESA BELLICA DEL 5% DEL PIL
Ad Ankara, Turchia, si è concluso il Vertice Nato. Nelle stesse ore in cui Trump ordinava i nuovi bombardamenti sull’Iran, il segretario dell’Alleanza Atlantica Rutte annuiva pedissequamente a ogni mossa statunitense, che ha parlato di “risposta necessaria” all’Iran. Trump intanto ha confermato stizzito di voler mantenere gli Usa nella Nato, in occasione dell’incontro a porte chiuse dei leader. Dalla dichiarazione finale del vertice si legge che la Russia “rappresenta una minaccia a lungo termine per la Nato”; che l’Ucraina “contribuisce alla sicurezza transatlantica e gli alleati sono uniti nel loro incrollabile sostegno a Kiev”. Tutto questo si traduce in decine e decine di miliardi di euro in armi promesse dai vari Stati, compresa la licenza statunitense a produrre Patriot per l’Ucraina, durante il vertice dell’Alleanza Atlantica, in occasione del quale il sultano Erdogan prova a rimuovere le sanzioni imposte alla Turchia dalla prima amministrazione Trump, consentendo la vendita di componenti di F-35 ad Ankara. Un terremoto diplomatico e militare che scuote Israele. Qui il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha cancellato una visita in programma per oggi. All’inizio di questa settimana, il genocida Netanyahu aveva avvertito che fornire l’aereo stealth avanzato ad Ankara avrebbe “distrutto gli equilibri di potere in Medio Oriente” erodendo il vantaggio militare di Israele. Un vantaggio militare che è quello dell’occupazione illegale, che ha impedito al nuovo segretario generale della Lega Araba, Nabil Fahmy, di incontrare oggi a Ramallah il presidente palestinese Abu Mazen. Qui le autorità occupanti israeliane gli hanno negato l’autorizzazione. Nel frattempo nella capitale turca, per il terzo giorno consecutivo, migliaia in piazza contro il vertice Nato. Corteo anche a Istanbul, organizzato dai principali partiti di opposizione al sultano Erdogan. I partecipanti hanno contestato le politiche dell’Alleanza, il ruolo della Turchia in perpetua crisi economica, e la presenza statunitense. E poi c’è l’Italia. In questo calderone di affari bellici sulla pelle di milioni di persone, Meloni conferma l’obiettivo del 5% del pil dedicato al riarmo sigliato anche da Roma nel precedente summit Nato all’Aia, così come l’adesione al programma europeo Safe. L’obiettivo di far salire le spese militari al 5% entro il 2035 costerebbe all’Italia 500 miliardi di euro, denuncia oggi pomeriggio l’Osservatorio Milex. Intanto sono 19 i miliardi annunciati da Crosetto nella prossima manovra, da investire – ancora una volta – in armi. Soldi che vengono prelevati dallo stato sociale, defraudato da anni di politiche di privatizzazione e tagli, come conferma oggi il nuovo rapporto Ocse per i salari europei: i redditi reali italiani sono tra i peggiori dei 27 paesi dell’Ue, ancora sotto di oltre 6 punti percentuale rispetto al 2021, mentre la media dei Paesi Ocse è tornata sopra quei livelli. La stessa Organizzazione di studi economici prevede poi un’ulteriore contrazione entro fine anno, -1%, a fronte di un’inflazione al 3%, a un tasso d’occupazione del 9% sotto la media Ocse, in particolare per le difficoltà a trovare un lavoro degno e pagato di giovani e donne. Il commento, su Radio Onda d’Urto, di Fulvio Scaglione, giornalista e direttore di InsideOver. Ascolta o scarica.
July 8, 2026
Radio Onda d`Urto
Il valzer degli scontenti, tra Meloni e Israele
Il vertice NATO che si tiene ad Ankara pare che sancirà un riavvicinamento strategico tra USA e Turchia. Ciò inevitabilmente determinerà in maniera formale l’allentamento del rapporto tra USA e Israele. Trump è infuriato con Netanyahu che lo ha trascinato nell’avventura bellica contro l’Iran da cui – nonostante le fandonie […] L'articolo Il valzer degli scontenti, tra Meloni e Israele su Contropiano.
July 8, 2026
Contropiano
Pistole e fucili
Il turbolento rapporto di amore e odio tra Meloni e Trump mi ricorda un vecchio film. “Quando un fascista con la pistola incontra un fascista col fucile, il primo è un uomo morto”. L'articolo Pistole e fucili su Contropiano.
July 6, 2026
Contropiano
I meloniani di CGILCISLUIL
E così Giorgia Meloni ha fatto filotto. Dopo l’invito al congresso della CGIL, non appena era stata eletta Presidente del Consiglio; dopo la calda accoglienza nel sindacato di casa, la CISL; ora Meloni ha raccolto grandi applausi dalla UIL. Ci sta. Giorgia Meloni ha trionfalmente ricordato di essere l’unico capo […] L'articolo I meloniani di CGILCISLUIL su Contropiano.
July 3, 2026
Contropiano
L’ITALIA COMPRA SEMPRE PIÙ ARMI DAGLI USA. “IL TURBOCAPITALISMO ARMATO RISCHIA DI FAR ESPLODERE UNA BOLLA FINANZIARIA”
Un’analisi dell’Osservatorio Mil€x rivela che dal 2023 il Ministero della Difesa italiano ha ordinato sistemi d’arma statunitensi per un valore di 4,4 miliardi di euro, coprendo investimenti fino al 2035. L’indagine evidenzia una forte dipendenza tecnologica dai colossi Usa, tra cui Lockheed Martin e Boeing, sollevando preoccupazioni per l’autonomia strategica europea a favore dell’industria bellica d’oltreatlantico. Il dossier evidenzia come nove nuovi programmi, inclusi droni avanzati e sistemi Himars, portino la spesa totale, considerando il mantenimento dei programmi storici come l’F-35, a circa 4,4 miliardi di euro tra il 2023 e il 2027. L’Osservatorio Mil€x ha prodotto l’analisi considerando i decreti del Ministero della Difesa che coincidono con la XIX Legislatura, quella del governo Meloni. Ne risulta una brusca accelerazione di acquisti rispetto ai governi precedenti. Questi acquisti sono stati favoriti dalle richieste pressanti dell’amministrazione Trump e della Nato, poi i mercati finanziari hanno agevolato gli interscambi. Questo ha portato ad “una situazione di turbocapitalismo armato, che sta producendo una bolla finanziaria ancora più grossa di quella del 2008. Se scoppierà sarà un problema”, ha dichiarato ai nostri microfoni Francesco Vignarca dell’Osservatorio Mil€x sulle spese militari. Ascolta o scarica 
July 2, 2026
Radio Onda d`Urto
La politica senza più il potere
Occuparsi dei turbamenti della classe politica italiana è uno sforzo di stomaco, quasi come assistere ad un’autopsia. E’ necessario, purtroppo, ma niente affatto entusiasmante, visto che nulla di definitivo e di «ampio respiro» può esservi trovato. Governo Meloni e «campo largo» soffrono infatti della stessa malattia: come raggiungere e blindare […] L'articolo La politica senza più il potere su Contropiano.
July 2, 2026
Contropiano
#war #iran Il Governo #Meloni gioca di fantasia: la logistica è arma di #guerra e gli ordini USA passano dalla base di #Napoli e dal #MUOS di #Niscemi https://www.youtube.com/shorts/sfB_EMu9IVM
June 27, 2026
Antonio Mazzeo