MARCO RUBIO A ROMA: DAL VATICANO A PALAZZO CHIGI, COSA C’E’ IN BALLO NELLA VISITA DEL SEGRETARIO DI STATO USA?Nuovo attacco di Trump a Robert Francis Prevost, da un anno esatto – maggio 2025
– seduto sullo scranno più alto del Vaticano, alla vigilia della visita del
segretario di Stato Usa, il falco neocon Marco Rubio, atteso OltreTevere. “Sta
mettendo in pericolo molti cattolici: per lui va benissimo che l’Iran abbia
un’arma nucleare”, è l’affondo del presidente Usa. “Se qualcuno vuole criticarmi
lo faccia con la verità”, afferma l’attuale Leone XIV.
Venerdì lo stesso Rubio sarà a Palazzo Chigi, per incontrare la presidente del
Consiglio, Giorgia Meloni, che oggi vede al riguardo in un pre-vertice i
vicepremier Salvini e Tajani. “Da tempo gli Usa parlano di disimpegno in Europa:
è una scelta che non condivido; l’Italia ha sempre mantenuto gli impegni in
ambito Nato”, dice oggi la premier, chiedendo di mantenere – se non aumentare –
l’assillante presenza militare Usa nel nostro Paese.
Al momento sarebbero oltre 13mila i soldati di Washington in Italia, in 120
installazioni, che fanno dell’Italia ancora oggi uno dei Paesi con la
concentrazione più alta di strutture militari Usa in tutta Europa. Le basi a
stelle e strisce sono coperte, legalmente, da una serie di accordi bilaterali,
siglati formalmente a partire dal 1951, secondo i quali formalmente le basi
rientrano nella sovranità italiana, mentre agli Stati Uniti spetta il controllo
operativo. Tutte le basi – alcune direttamente Usa, altre invece sotto
l’ombrello Nato – godono comunque di extraterritorialità e non sono soggette
all’ordinamento giuridico italiano; tutto ciò che accade al loro interno è
coperto da segreto, così come il numero delle forze presenti e la natura degli
armamenti, a partire dalle bombe nucleari, presenti ad Aviano e Ghedi, in
provincia di Brescia.
Della visita di Rubio a Roma, Radio Onda d’Urto ha parlato nel Focus di
Mezzogiorno di mercoledì 6 maggio 2026, intervistando il giornalista e
americanista Martino Mazzonis, Anna Camposampiero – responsabile Esteri della
segreteria nazionale di Rifondazione Comunista, ospite mercoledì sera di un
incontro in via Eritrea a Brescia su politiche autoritarie e cultura di guerra –
e don Vitaliano Della Sala, parroco di Mercogliano (Avellino), noto per le sue
posizioni contro la guerra e di ascolto nei confronti dei movimenti sociali.
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