
Genocidio dei palestinesi, linee di fuga e Global Sumud Flottila
Comune-info - Tuesday, March 17, 2026
Milano, febbraio 2026. Foto di Milano in Movimento (che ringraziamo)Il 29 marzo salperanno di nuovo le navi della Global Sumud Flotilla che, se non sono riuscite a rompere l’assedio a Gaza, sono sicuramente riuscite a catalizzare l’attenzione sul popolo palestinese e hanno smascherato l’ipocrisia di tanti governi, soprattutto quelli occidentali. La loro missione ha scosso e sta scuotendo ancora tante coscienze, anche quelle di chi fino a poco tempo fa non era informato sulla vicenda palestinese. Queste coscienze tutte insieme stanno rendendo possibile il disgelo dell’intelligenza e del corpo collettivo. Le piazze di tantissime città in tutto il mondo si sono riempite e continuano a riempirsi come da tempo non accadeva, l’esempio dell’Italia è sicuramente tra quelli più significativi.
Vedere le masse radunarsi e accendersi interconnesse quasi contemporaneamente in tutta Europa ha sicuramente attivato un movimento deterritorializzante, per usare un’espressione di Gilles Deleuze e Félix Guattari. Il successo di tale missione risiede nell’aver superato il modello partitico, contribuendo all’emergere progressivo di nuove forme di mobilitazione politica apartitiche e transnazionali – di cui sono esempio lo sciopero internazionale dei portuali del 6 febbraio 2026 o la missione della Nuestra America Convoy verso Cuba per rompere l’embargo e l’occupazione americana. Queste nuove pratiche di impegno civile e politico ben rispondono alle crisi generate dal tardo capitalismo. In un mondo globalizzato, coscienze collettive transnazionali sono di certo un modo di agire efficace contro le situazioni di crisi in cui ci troviamo tutti implicati nostro malgrado.
Gilles Deleuze (che per altro è sempre stato molto attivo nella causa Palestinese) nel 1984 durante una lezione a Vincennes suggeriva che ormai il mondo è diventato cinema e noi (i cittadini del mondo) spettatori passivi di questo mondo. Il filosofo si domandava come poter trovare ancora ragioni per credere in questo mondo e trasformarlo, migliorarlo. Per tanti, il genocidio dei palestinesi può essere, seppur nella sua indicibile drammaticità, una ragione per ricredere nel mondo. Può infatti diventare uno degli infiniti potenziali punti di inizio per un processo di trasformazione: ripartire dalla Palestina per ricostruire questo mondo.
In questo contesto è innegabile il contributo della Global Sumud Flotilla. Forti di una comunicazione chiara, trasparente e diretta, i suoi equipaggi di mare e di terra sono riusciti a colpire le masse, a disgelare lentamente ma inesorabilmente la mente collettiva. Da tempo non si vedeva un’attenzione così partecipata alla questione Palestinese. La Global Sumud Flotilla ha saputo indicare i punti d’uscita da questo sistema anche a coloro che fino a quest’autunno avevano un impegno politico basso o moderato, tracciando delle linee di fuga che si dovrebbe avere il coraggio di percorrere e spingere ancora più in là. Gli equipaggi di mare e di terra e le milioni di persone scese in piazza per sostenerli dopo le intercettazioni della prima missione, hanno creato una breccia che con le prossime missioni si allargherà sempre di più. È dunque imperativo adesso creare altri strumenti di lotta per contribuire a rafforzare il loro lavoro, enfatizzare i suoi effetti, dargli un senso, svilupparlo in varie direzioni secondo la propria sensibilità politica contro il nemico comune: il capitalismo e la sua logica coloniale e imperialista.
Dalila Villella, Université Grenoble-Alpes
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