
Sfrecciare su caccia F-16 e bombardare Paesi “nemici” non è femminismo: il parere di WILPF
Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Wednesday, March 11, 2026L’articolo apparso online su AdnKronos Quel femminismo targato “F-16”: donne in guerra per le donne celebra come fosse una delle ultime conquiste del femminismo la partecipazione di aviatrici israeliane ai bombardamenti a lungo raggio contro gli obiettivi militari e nucleari iraniani, insistendo sulla liberazione delle donne di quel territorio.
Abbiamo chiesto a WILPF Italia di commentare il contenuto di quell’articolo. WILPF Italia è la sezione italiana della storica associazione femminista Women’s International League for Peace & Freedom, ed è tra le associazioni aderenti al comitato di scopo dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università.
Ecco cosa ci hanno risposto:
«Esaltare le pilote israeliane come eroine dell’emancipazione femminile è una deformazione inaccettabile. C’è un grosso equivoco, o meglio una grossa mistificazione, in questo articolo che sfrutta la drammatica attualità di questi giorni per proporre un discorso vecchio, ricorrente, semplicistico con il quale si sono dovute scontrare diverse generazioni di femministe e pacifiste e cioè che le donne vogliano copiare gli uomini. Non è così! Il significato del femminismo sta nel ribaltare la logica militarista e i rapporti di forza esistenti. Gli incarichi di potere rivestiti oggi da donne come Giorgia Meloni, Ursula von der Leyen, Christine Lagarde non stanno generando una rivoluzione femminista; queste donne incarnano il patriarcato e lo perpetuano, si sentono gratificate esibendosi con gli “attributi” maschili. Le aviatrici israeliane difendono gli interessi del loro Paese e le loro famiglie facendo la guerra, in nome della democrazia sono complici di crimini di efferata ferocia. Queste donne non stanno migliorando né la condizione femminile né quella della popolazione mondiale, obiettivi che invece sono il cuore del femminismo.I governi infatti continuano nella direzione contraria, aumentando gli investimenti militari e tagliando i fondi alle istituzioni multilaterali, alle associazioni umanitarie, allo stato sociale e alle organizzazioni femministe. La stessa ONU rischia un imminente collasso finanziario, risultato di una strategia politica di potenti Stati membri che stanno trattenendo o ritardando il pagamento delle quote stabilite, tra i ritardatari anche USA, Russia e Cina. Al benchmark dell’8 febbraio 2026, soltanto 55 dei 193 Stati membri dell’ONU avevano versato integralmente i loro contributi. Questo sottofinanziamento cronico impedisce a tutta l’organizzazione di continuare il lavoro di governance globale in difesa della democrazia e dei diritti umani. La spesa militare mondiale ha raggiunto 2,7 trilioni di dollari nel 2024 e supera di gran lunga la spesa per la pace. Per questo WILPF ha lanciato la campagna Move the Money».
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ringrazia la sezione italiana di WILPF per il contributo. II femminismo di cui parla l’articolo di AdnKronos è certamente il femminismo dell’ala conservatrice. Vediamo i discorsi e le azioni dell’ ultradestra svuotare di significato la parola pace, esportare la democrazia manu militari e negare, ogni giorno, le garanzie per la coesistenza serena tra le culture e le religioni, e tra i governi nel mondo. Non è con quel femminismo che noi ci alleiamo.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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