Tag - femminismo

[2026-05-28] Un Ponte Per presenta “La Rebelión de las flores” al Cinema Aquila @ Nuovo Cinema Aquila
UN PONTE PER PRESENTA “LA REBELIÓN DE LAS FLORES” AL CINEMA AQUILA Nuovo Cinema Aquila - via l'Aquila 66/74 (giovedì, 28 maggio 20:00) Nell’ambito del percorso di avvicinamento ad “Arene Decoloniali” 2026, Un Ponte Per organizza la proiezione del documentario “La Rebelión de las flores” di María Laura Vásquez (Argentina, 2022, 81 min), che si terrà giovedì 28 maggio al Nuovo Cinema Aquila di Roma.   Il documentario racconta l’occupazione pacifica del Ministero dell’Interno in Argentina nel 2019 da parte di 23 donne appartenenti a diverse comunità indigene, provenienti da varie regioni del paese, che si sono riunite per denunciare le violenze nei loro territori e chiedere la fine delle uccisioni e della devastazione ambientale.   L’azione, durata 11 giorni, ha dato visibilità al concetto di “terricidio” e alle forme di resistenza dei popoli contro l’eredità coloniale e le sue conseguenze contemporanee.   L’iniziativa si inserisce in un ciclo di eventi di avvicinamento alla seconda edizione di “Arene Decoloniali”, la tradizionale rassegna di cinema e letteratura decoloniale promossa da Un Ponte Per nel mese di Settembre, a Roma, e che quest’anno sarà dedicata ai femminismi nati e sviluppati nel Sud globale e nei contesti segnati dall’esperienza coloniale e postcoloniale.   Attraverso incontri, proiezioni e momenti di confronto, il percorso intende contribuire alla costruzione di uno spazio di ascolto e discussione sulle molteplici forme assunte dalle lotte femministe, che si sviluppano fuori dal perimetro bianco, occidentale ed eurocentrico.     Programma della serata | 28 maggio 2026   Nuovo Cinema Aquila (Via L’Aquila 66/74, Roma)   Ore 20:00 – Incontro con la regista María Laura Vásquez in dialogo con Lizet Aguilar e Diana Terrones (Blocco Decoloniale) e Pilar Morena D’Alò   Ore 21:00 – Proiezione del film “La Rebelión de las flores”   Costo del biglietto: 7 euro  
May 25, 2026
Gancio de Roma
Donne e Nonviolenza: a Roma un World Café per pensare e costruire la pace
Alla Biblioteca della Nonviolenza di Energia per i Diritti Umani APS, una serata partecipata ha intrecciato pratiche di solidarietà femminile e femminista, disobbedienza civile ed educazione nonviolenta per la costruzione della pace. Venerdì 22 maggio, presso la Biblioteca della Nonviolenza di Energia per i Diritti Umani APS, in via dei Latini 12-14 a Roma, si è svolto il World Café “Donne e Nonviolenza – Costruttrici di pace”, un incontro dedicato al ruolo delle donne nella trasformazione nonviolenta della società. Non una conferenza frontale, ma uno spazio di dialogo accogliente, orizzontale e partecipativo, in cui le persone presenti hanno condiviso esperienze, domande e riflessioni, dando vita a un laboratorio collettivo di pensiero sulla costruzione della pace. Il tema scelto è stato attraversato in tre dimensioni, dal macro al micro, in tre tavoli tematici: il contributo delle donne nei processi di mediazione dei conflitti armati, le pratiche di disobbedienza civile e di educazione nonviolenta, le reti di solidarietà, autoaiuto e cura nei territori. Tre tavoli, tre porte aperte su una stessa domanda di fondo: quali ostacoli impediscono ancora oggi la piena partecipazione delle donne alla vita sociale, culturale, economica e politica? L’incontro è stato arricchito dalla presenza di donne provenienti da realtà diverse: rappresentanti di “Women in International Security for Italy” (WIIS Italy), “GenderAct” e “Casa Internazionale delle Donne”, attiviste iraniane del movimento “Donna, Vita, Libertà” e responsabili del progetto di Terza Missione dell’Università Sapienza “Cara amica ti scrivo” (CATS). Le volontarie di Energia per i Diritti Umani, insieme ad alcune delle ospiti coinvolte, hanno facilitato il dialogo nei tavoli portando esperienze, sguardi e sensibilità differenti. Ne è nato uno spazio intenso e partecipato, attraversato da parole chiave come pace positiva, potere, diritti, visibilità, partecipazione, cura, rete e futuro: per le donne e per l’intera comunità umana. La serata è stata anche l’occasione per presentare in anteprima una sezione della mostra “Passi nonviolenti nel mondo”, dedicata a figure significative della nonviolenza degli ultimi cento anni, realizzata insieme al World Café grazie al cofinanziamento dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese. Attraverso otto pannelli, il pubblico ha incontrato storie di donne che hanno scelto la nonviolenza come pratica di resistenza, responsabilità e trasformazione sociale, in un dialogo ideale con i temi emersi nei tavoli.” TAVOLO 1: Donne nella mediazione dei conflitti armati Nel primo tavolo si è riflettuto sul ruolo delle donne nella prevenzione, mediazione e trasformazione dei conflitti armati. È emersa una contraddizione ancora bruciante: le donne sono spesso tra le prime vittime della guerra e della violenza strutturale, ma restano frequentemente escluse dai luoghi ufficiali in cui si decide la pace. Da qui il richiamo alla Risoluzione ONU 1325 del 2000, “Donne, Pace e Sicurezza”, nata proprio per affermare la necessità della presenza femminile nei processi di pace. Ma la discussione è andata oltre il tema dell’accesso. Non basta “essere incluse” in uno spazio di potere, è stato sottolineato. Occorre poterlo abitare realmente, trasformarlo, agirlo con consapevolezza. Il passaggio dall’inclusione alla partecipazione attiva è apparso come uno dei nodi centrali della serata. Perché ogni persona ha potere, ma può scegliere se riprodurre modelli dominanti o aprire strade nuove. TAVOLO 2: Donne, disobbedienza civile e educazione nonviolenta Il secondo tavolo ha portato al centro la forza trasformativa delle donne nella disobbedienza civile e nell’educazione nonviolenta. Qui le donne sono state riconosciute non solo come protagoniste di lotte sociali, ma come creatrici di linguaggi, pratiche e relazioni capaci di modificare in profondità i modelli culturali discriminatori. Educare alla nonviolenza significa educare alla libertà, alla reciprocità, alla responsabilità. Significa creare le condizioni affinché ogni essere umano possa esprimere pienamente la propria soggettività nella comunità. TAVOLO 3: Reti di donne, pratiche di solidarietà e autoaiuto Per il terzo tavolo, l’unione fa la forza quando le donne creano reti per sostenersi, affrontare difficoltà comuni e generare cambiamento sociale. Gruppi di mutuo sostegno, cooperative, reti territoriali e pratiche di cura condivisa dimostrano che è possibile costruire un’organizzazione sociale fondata sulla solidarietà, sulla corresponsabilità e sulla partecipazione dal basso. Sono realtà capaci di non lasciare nessuna persona sola, che rovesciano la logica dell’isolamento che attraversa la società individualista di oggi. È il senso profondo dell’Ubuntu: “io sono perché noi siamo”. Interscambio conclusivo Durante l’incontro è riaffiorato un richiamo forte alle esperienze collettive del femminismo degli anni Settanta, non come nostalgia del passato, ma come memoria viva di spazi in cui il disagio individuale diventava parola comune, consapevolezza e possibilità di cambiamento. In una società veloce, tecnologica e spesso frammentata, quel bisogno di fermarsi, ascoltarsi e pensare insieme è apparso ancora attualissimo. “Se non abbiamo spazi per pensare il futuro, il futuro non si crea”: questa frase ha restituito il senso profondo dell’incontro. Il World Café ha offerto proprio questo: un luogo in cui riconoscersi, condividere domande scomode e immaginare nuove pratiche di partecipazione. Dal confronto è emersa una questione centrale: se in molti paesi occidentali i diritti sembrano ormai acquisiti, quali forme assume oggi il disagio delle donne? Le risposte hanno riportato alla superficie nodi tutt’altro che risolti: violenze fisiche e sessuali, invisibilità, solitudine, esclusione dai processi decisionali, difficoltà nel conciliare cura e partecipazione pubblica, ma anche forme più sottili di svalutazione ancora radicate nella cultura, nel linguaggio e nelle relazioni quotidiane. “Mancanza di visibilità significa mancanza di potere”, è stato detto da una partecipante, aprendo riflessione più ampia sul rapporto tra donne, potere e pace. La pace, allora, è apparsa non come un tema separato, ma come il punto di convergenza di molte lotte: diritti, lavoro, ambiente, educazione, cura, giustizia sociale. Perché nella vita tutto è collegato, anche se la politica continua spesso a dividere per settori. Costruire pace positiva significa trasformare le relazioni, redistribuire parola e riconoscimento, superare discriminazioni ed esclusioni, pari dignità e opportunità di ogni essere umano. E non c’è pace senza giustizia. Il World Café si è chiuso con il desiderio di raccogliere i contenuti emersi in una traccia da cui ripartire in occasione del Festival della Nonviolenza, in programma i prossimi 2 e 3 ottobre all’interno degli eventi romani per la 4° Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. In particolare, il confronto proseguirà sabato 3 ottobre, dalle 10:00 alle 12:00, nel panel “Donne e Nonviolenza – Costruttrici di pace” (https://www.festivalnonviolenza.it/). Da via dei Latini è emersa l’immagine di una pace costruita nei legami, nelle reti e nelle parole scambiate senza gerarchie: una pace non solo per le donne ma per l’intera comunità umana. In questo cammino verso la Nazione Umana Universale, la nonviolenza si conferma pratica quotidiana, scelta politica e orizzonte di trasformazione. A conclusione della serata, sono uscita con la luce negli occhi, un’immensa gratitudine nel cuore e nuova energia da portare nel mondo. Mi sono sentita capita, accompagnata e riconosciuta, parte attiva del cambiamento. Una maglia di una rete di rivoluzionarie e rivoluzionari nonviolente. Francesca De Vito
May 24, 2026
Pressenza
«Favole del reincanto. Molteplicità, immaginario, rivoluzione»
Daniele Barbieri sul libro di Stefania Consigliere (*). A seguire cinque lunghe citazioni che da sole meriterebbero un bel po’ di riflessioni collettive. E’ uscito nel dicembre del 2024 e da allora ha avuto pochissime recensioni. Si tratta invece di una delle letture più appassionanti degli ultimi anni che si aggira – come spiega il sottotitolo – fra «molteplicità, immaginario,
La sorellanza
La costruzione sociale dei corpi tra genere, potere e mercificazione Questo articolo è un estratto di «Sorellanza» di Martina Micciché. Ringraziamo l’autrice e l’editore,… L'articolo La sorellanza sembra essere il primo su L'INDISCRETO.
May 21, 2026
L'INDISCRETO
Per un’immaginazione femminista anticoloniale: intrecciare le …
… le radici contro capitalismo e patriarcato Riprendiamo, per gentile concessione di autrice e direttore, un interessante “saggio” di Alice Salimbeni da Machina  C’è una rimozione che attraversa l’Europa – e l’Italia – come una ferita mal cicatrizzata: l’idea di essere «oltre» il colonialismo, di averlo relegato altrove, in un tempo e, soprattutto, in uno spazio che non ci riguarda
La scuola è un’impresa – di Cristina Morini
Che i ragazzi odiano la scuola e amano il gioco lo dite voi. Noi contadini non ci avete interrogati […] Tutta la vostra cultura è costruita così. Come se il mondo foste voi.   Scuola di Barbiana, Don Lorenzo Milani, Lettera a una professoressa, Libera Editrice Fiorentina, 1967, p. 13. Forse il problema potrebbe [...]
May 18, 2026
Effimera
La sfera dei maschi o manosfera
ancora sulla questione dell’impatto sociale delle nuove forme di comunicazione attraverso un articolo di Rossella Forlè per ingenere.it La manosfera non è un bug di sistema, ma rappresenta una delle espressioni più coerenti della logica delle piattaforme. La sua popolarità, soprattutto tra i giovani uomini, si radica in un contesto reale fatto di precarietà economica, instabilità e relazioni mediate dalle
[2026-05-21] Presentazione del libro “Femministe Musulmane” @ Casa Internazionale delle Donne
PRESENTAZIONE DEL LIBRO “FEMMINISTE MUSULMANE” Casa Internazionale delle Donne - Via di S. Francesco di Sales, 1a, 00165 Roma RM (giovedì, 21 maggio 17:30) L’ong Un Ponte Per organizza a Roma, presso la Casa Internazionale delle Donne, la presentazione del volume “Femministe Musulmane” (Astarte, 2026), a cura di Jamal Ouazzani e Zainab Fasiki   E’ appena uscito e sarà presentato per la prima volta a Roma il volume “Femministe Musulmane”, di Jamal Ouazzani e Zainab Fasiki, pubblicato da Astarte Edizioni. L’incontro si terrà mercoledì 21 maggio alle ore 17:30 presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma.  In un mondo in cui i pregiudizi su Islam e femminismo sono ancora attraversati da letture stereotipate e orientaliste, e l’islamofobia permea profondamente le società occidentali, il libro dimostra che non solo è possibile essere femministe e musulmane, ma anche esserlo proprio in quanto musulmane.  Il testo è un saggio grafico che ripercorre le vite e le lotte di 20figure emblematiche del femminismo musulmano contemporaneo: studiose, teologhe, giuriste, attiviste e imam provenienti da diversi Paesi, dal Marocco agli Stati Uniti, dalla Malesia alla Francia.   Donne arabe, nere, asiatiche, iraniane, queer, con o senza velo, accomunate dalla volontà di rivendicare uguaglianza, giustizia sociale e diritti attraverso una rilettura critica dei testi religiosi islamici e delle tradizioni interpretative che li attraversano.    Come affermano le autrici: “Il Corano non è patriarcale: è la sua lettura da parte degli uomini a esserlo”.    L’iniziativa inaugura un ciclo di eventi di avvicinamento alla seconda edizione di “Arene Decoloniali”, la tradizionale rassegna di cinema e letteratura decoloniale promossa da Un Ponte Per, che quest’anno sarà dedicata ai femminismi nati e sviluppati nel Sud globale e nei contesti segnati dall’esperienza coloniale e postcoloniale.     Attraverso incontri, proiezioni e momenti di confronto, il percorso intende contribuire alla costruzione di uno spazio di ascolto e discussione sulle molteplici forme assunte dalle lotte femministe, che si sviluppano fuori dal perimetro bianco, occidentale ed eurocentrico.   Programma dell’incontro | 21 maggio 2026  Casa Internazionale delle Donne (Sala Simonetta Tosi), Via della Lungara 19, Roma  Ore 17:30 – Presentazione del volume “Femministe musulmane”    Ne discutono:  * Renata Pepicelli, Università di Pisa, direttrice della collana Manifesta di Astarte  * Nadia Pizzuti, Giornalista e cineasta, Lesconfinate    * Marisa Iannucci, Università di Casablanca Hassan II    Modera:  * Sheanna Murray, progetto decoloniale Un Ponte Per 
May 12, 2026
Gancio de Roma
Giovedì 14 maggio laboratorio online “Disarmarsi nella quotidianità e nelle scuole” della Lega Internazionale di Donne per la Pace e la Libertà
GIOVEDÌ 14 MAGGIO, ORE 18.00 CONFERENZA E LABORATORIO ONLINE, LINK La Women’s International League for Peace and Freedom (WILPF) Italia terrà il quinto e ultimo incontro del percorso “Abolire il nucleare, educare alla pace” giovedì 14 maggio alle ore 18. L’appuntamento ha il titolo “Disarmarsi nella quotidianità e nelle scuole” e si realizzerà in forma laboratoriale. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e l’Associazione Nazionale Per la Scuola della Repubblica hanno collaborato al progetto e interverranno giovedì grazie a Roberta Leoni e Anna Angelucci. Leggiamo dall’invito di WILP Italia: > «In questo laboratorio pratico con Vanessa Hanson, social media manager di > ICAN, scopriremo come fare attivismo per il disarmo nucleare ogni giorno, > attraverso i social e altri strumenti di comunicazione. Rifletteremo sul ruolo > dei e delle giovani nella costruzione di un mondo libero da armi nucleari e > progetteremo insieme attività e laboratori che gli e le insegnanti potranno > riproporre in classe.» Per saperne di più, potete visitare il sito web dedicato al progetto. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: MAKE A ONE-TIME DONATION Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Donate -------------------------------------------------------------------------------- MAKE A MONTHLY DONATION Your contribution is appreciated. Donate monthly -------------------------------------------------------------------------------- MAKE A YEARLY DONATION Your contribution is appreciated. Donate yearly
Roma: nessuna mediazione sui nostri corpi
Oggi 4 maggio manifestazione in piazza Cavour, davanti alla Cassazione, per ricordare a chi al Senato pensa di poter trovare una linea di compromesso sulla legge contro la violenza sessuale che femministe e transfemministe non accetteranno nessuna mediazione sui corpi delle donne e delle altre soggettività esposte alla violenza. Il dl Bongiorno che ributtava addosso a chi subisce la violenza il peso di dimostrare il dissenso è stato ritirato ma invece di inserire il consenso libero e attuale come unico criterio, così come stabilito anche dalla Convenzione di Istanbul, nella legge contro la violenza sessuale si parla ancora di trovare una linea di "compromesso". Ne parliamo con una compagna in piazza
May 4, 2026
Radio Onda Rossa