
Ritorno della leva militare: Crosetto a sostegno di Forze armate più incisive
Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Monday, December 8, 2025Sulla questione della leva il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, torna a parlare nella audizione in Commissione Difesa al Senato. Un intervento che tende a correggere il tiro dopo le polemiche degli ultimi giorni (leggi qui la notizia).
Intanto apprendiamo che le missioni militari all’estero richiedono l’aumento degli organici delle Forze armate. Il Piano Mattei per l’Africa non è un aiuto disinteressato ai popoli del “continente nero”, ma un intervento indispensabile ove siano minacciati gli interessi economici e strategici o laddove ci sono metalli rari, insomma, per salvaguardare gli interessi nevralgici italiani ed europei, il Governo Italiano prevede interventi militari che richiederanno maggiori sforzi economici e una elevata specializzazione tra i professionisti della guerra.
Significativo un passaggio dell’intervento di Crosetto: «Vanno aumentate le forze armate, la loro qualità che non si trovano nelle forze armate, ma sul mercato». All’esercito professionale, ai militari addestrati alla guerra si aggiungeranno i civili, tecnici specializzati, informatici, ingegneri e tutte le altre figure.
Quanto poi alla attivazione della riserva, Crosetto spiega che sarà «selezionata per attirare le persone» e per questo prevederà incentivi economici, norme ad hoc per i militari in materia di previdenza (anticipo dell’età pensionistica e accrescimento dell’importo dell’assegno) e magari misure particolari di welfare.
Un’attenzione spasmodica verso i militari che prevederà stipendi diversi e più alti del personale civile nel comparto Ministeriale. In attesa della proposta di Legge annunciata da Crosetto e il dibattito parlamentare per l’approvazione della stessa, la preoccupazione odierna del Ministro è quella di affermare che le regole in materia di previdenza, welfare, lavoro valide per il settore militare saranno diverse da quelle per i civili, maggiormente attenzionate in relazione al fatto che la carriera militare ha una durata limitata nel tempo.
Crosetto afferma poi il «bisogno di forze armate professionali che facciano le forze armate sempre di più anche perché stiamo pensando di aumentare le missioni all’estero».
E ancora: «A cosa servono i nostri in Niger? Servono a creare le condizioni per cui magari da quella zona mi arrivino 500mila persone in meno in Italia da gestire, quindi la nostra presenza in Africa sarà sempre maggiore se noi vogliamo andare alla fonte per prevenire cose da gestire solo quando arrivano alla fine».
La presenza di militari all’estero diventa indispensabile per bloccare flussi di migranti verso l’Europa e, scriviamo noi, all’occorrenza questo compito di gendarme potrebbe essere affidato a milizie locali che qualche problema in materia di diritti civili e umani possono averlo. Ma in quel caso, come insegna la Libia, non si andrà troppo per il sottile dovendo tutelare gli interessi primari, e imperialistici della nazione.
E come, richiesto da importanti generali delle Forze armate, il pattugliamento delle strade tornerà a carabinieri e forze dell’ordine, «l’ho detto più volte che andava lentamente riaffiorato alle forze di polizia».
E da qui la proposta di carabinieri ausiliari con ferma triennale, questo e altro lo troveremo nella imminente, ormai proposta di Legge del Ministro Crosetto.
Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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