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La morte di Patricio Guzmán e la memoria della sinistra in Cile
La scrittrice e regista Carmen Castillo commenta la scomparsa del grande documentarista della memoria cilena, in un momento in cui il presidente di estrema destra, José Antonio Kast, vuole cancellare l’epoca di Allende. Introduzione L’11 settembre gli Stati Uniti commemorano il 25° anniversario degli attentati al World Trade Center e […] L'articolo La morte di Patricio Guzmán e la memoria della sinistra in Cile su Contropiano.
September 29, 2026
Contropiano
Cile: Carlos Prats vittima del Plan Condor
Il generale rimasto fedele a Salvador Allende fu tra i primi rifugiati in esilio ad essere ucciso con il coinvolgimento della Cia e degli uomini della polizia politica impiegati in missioni all’estero. Una bomba radiocomandata uccise lui e la moglie a Buenos Aires il 30 settembre 1974 di David Lifodi Infografica ripresa da https://social.shorthand.com/teleSURtv 30 settembre 1974, ore 00.40: la
September 27, 2026
La Bottega del Barbieri
Cile: Víctor Jara continua a cantare
Lo scorso 27 luglio è stato arrestato l’ultimo dei criminali che aveva torturato e ucciso il cantautore cileno, crivellato da ben 44 colpi di pistola il 16 settembre 1973 all’interno dello stadio di Santiago. Nelson Haase Mazzei, ex colonnello dell’esercito condannato a 25 anni di carcere, finora era riuscito a vivere in latitanza di David Lifodi Foto: https://www.nodal.am/ L’11 settembre
September 13, 2026
La Bottega del Barbieri
11 Settembre nella memoria
Ricordiamo il golpe cileno dell’11 settembre 1973 promosso dall’amministrazione USA Nixon-Kissinger e ferocemente attuato dai militari di quel paese. Teniamo molto a rammentare quei tragici fatti proprio perché stiamo vivendo un presente di grande difficoltà per la democrazia. Dopo il voto in Sassonia questa crisi sta assumendo particolari aspetti proprio […] L'articolo 11 Settembre nella memoria su Contropiano.
September 11, 2026
Contropiano
11 settembre (1973): i tradimenti della memoria
di Franco Astengo. Con una nota della “bottega”   UNA PREMESSA Ricordiamo il golpe cileno dell’11 settembre 1973 promosso dall’amministrazione USA Reagan-Kissinger e ferocemente attuato dai militari di quel paese. Teniamo molto a rammentare quei tragici fatti proprio perché stiamo vivendo un presente di grande difficoltà per la democrazia. Dopo il voto in Sassonia, questa crisi sta assumendo particolari aspetti
September 10, 2026
La Bottega del Barbieri
Cile: Il problema dei tecnocrati
Il Governo del Presidente Kast sembra aver fatto tutto ciò che dicono i manuali dell’ortodossia economica per rilanciare l’economia. Ha promosso una mega-riforma che riduce gradualmente l’imposta di prima fascia dal 27% al 23%, ha reintegrato il sistema tributario, ha eliminato le imposte sulla prima casa per gli over 65 e ha stabilito incentivi per le donazioni e il rimpatrio dei capitali. Tuttavia, qualcosa non sta funzionando. I cittadini non hanno fiducia né nel presente né nel futuro. La disoccupazione è arrivata al 9,5%, il livello più alto dal 2021. In sei dei primi sette mesi del 2026 l’IMACEC ha registrato variazioni interannuali negative e tra gennaio e luglio l’attività accumula un calo dello 0,4%. Le stime collocano già la crescita del Paese per quest’anno al di sotto dell’1%. Allora sorge una domanda scomoda: se il Governo sta facendo esattamente ciò che, secondo i suoi economisti, dovrebbe stimolare gli investimenti e l’occupazione, perché l’economia si indebolisce e aumenta la disoccupazione? Perché l’economia non funziona soltanto con imposte, tassi d’interesse, incentivi e fogli Excel. Funziona anche, e molto, con aspettative e fiducia. Keynes lo comprese quasi un secolo fa quando parlò degli animal spirits. Quando un imprenditore decide di investire non conosce il futuro. Può calcolare costi, tassi d’interesse, imposte e redditività attese, ma alla fine deve prendere una decisione su qualcosa che ancora non esiste. Investe quando confida che domani sarà migliore di oggi. È proprio questo il punto che sembrano dimenticare i tecnocrati: le aspettative sul futuro sono una variabile economica. E queste aspettative non si costruiscono soltanto dal Ministero delle Finanze. Si costruiscono osservando la politica, la capacità di governare, gli accordi che si raggiungono, la stabilità delle regole e la possibilità di prevedere ragionevolmente verso dove sta andando il Paese. Il governo del Presidente Kast ha approvato la riforma tributaria con uno o due voti di scarto e ha celebrato il risultato. Ma governare non consiste soltanto nel contare i voti. Consiste nel costruire maggioranze politiche e sociali capaci di proiettarsi nel tempo. La riforma costituzionale sulla sicurezza promossa dal Governo, che ha provocato il rifiuto dell’opposizione e dubbi all’interno dello stesso schieramento di governo, trasmette esattamente il segnale contrario: incertezza riguardo alle regole future e alla capacità di costruire accordi duraturi. E chi prende decisioni imprenditoriali osserva tutto questo. Soprattutto le piccole e medie imprese e gli imprenditori, dove si concentra una parte fondamentale dell’occupazione privata. Non basta convincere dieci grandi gruppi imprenditoriali. Bisogna fare in modo che migliaia di piccoli e medi imprenditori credano che nel prossimo futuro avranno clienti, regole ragionevolmente stabili e un Paese governabile. Nessun presidente può ordinare queste decisioni dalla Moneda. Ogni imprenditore deve rispondere a una domanda molto semplice: mi fido abbastanza di ciò che verrà da rischiare oggi i miei soldi? E oggi la risposta maggioritaria è no, anche tra molti che possono avere affinità ideologica con il Governo. Altrimenti è difficile spiegare perché, l’economia continui a indebolirsi e la disoccupazione ad aumentare. Uno dei punti di forza dei trent’anni della Concertación fu che il Cile offriva una ragionevole prevedibilità politica. Governo e opposizione erano profondamente in disaccordo, ma esistevano una visione dello Stato, la capacità di costruire accordi e la continuità istituzionale. Quel periodo non ebbe successo soltanto perché c’erano buoni economisti al Ministero delle Finanze o eccellenti tecnici nella Banca Centrale. Ci furono leadership politiche capaci di guidare, negoziare, cedere e coinvolgere il Paese attorno a obiettivi comuni. Generarono aspettative di stabilità e futuro. La stabilità generò fiducia; la fiducia, investimenti; e gli investimenti, crescita e occupazione. Ecco la differenza tra amministrare e governare. I tecnocrati possono progettare eccellenti strumenti economici, ma non possono sostituire la Politica. Si possono ridurre di quattro punti le imposte sulle società, offrire l’invariabilità tributaria e facilitare il rimpatrio dei capitali. Ma nessuna legge può obbligare un imprenditore a investire né un imprenditore ad assumere. Per investire bisogna credere nel futuro. E la fiducia nel futuro non si decreta né si inserisce come articolo in una riforma tributaria. Si costruisce facendo buona Politica. Marcelo Trivelli
September 5, 2026
Pressenza
Cile: organizzazioni per i diritti umani convocano una marcia commemorativa per la memoria, l’eredità di Allende e contro gli indulti
La mobilitazione si svolgerà il 6 settembre e mira a rivendicare l’eredità del presidente Salvador Allende, commemorare i 53 anni dal colpo di Stato e denunciare i passi indietro in materia di diritti umani. La Coordinadora Nacional de Organizaciones de Derechos Humanos y Sociales e la Mesa de Derechos Humanos por una Vida Digna hanno convocato una marcia commemorativa per la memoria, i diritti umani e contro gli indulti, che si svolgerà il prossimo 6 settembre, alle 10:00, dalla stazione della metropolitana Los Héroes e terminerà al Cementerio General, a Santiago, con un evento politico-culturale. La giornata si svolgerà sotto gli slogan “No agli Indulti” e “Diritti Umani, neanche un passo indietro”. Allo stesso modo, sarà rivendicata l’eredità del presidente Salvador Allende e sarà reso omaggio alle vittime del colpo di Stato militare del 1973 e delle successive violazioni sistematiche dei diritti umani. Le organizzazioni promotrici hanno espresso preoccupazione per i possibili indulti o benefici per i condannati per gravi violazioni dei diritti umani, sia legati alla dittatura sia a fatti avvenuti durante l’esplosione sociale, e mettono in guardia da quello che considerano uno scenario di passi indietro in materia di verità, giustizia, riparazione, memoria e garanzie di non ripetizione. Tra le principali preoccupazioni vi è anche lo smantellamento o indebolimento del “Piano Nazionale di Ricerca, Verità e Giustizia”, iniziativa creata durante il governo dell’ex presidente Gabriel Boric, che mira a fare progressi nel chiarimento della sorte delle persone detenute e scomparse durante la dittatura. Per le organizzazioni per i diritti umani, la memoria non costituisce soltanto uno sguardo verso il passato, ma anche una responsabilità nei confronti del presente e del futuro. In questo senso, la convocazione mira a esprimere un rifiuto categorico di qualsiasi forma di impunità e a riaffermare che le violazioni dei diritti umani non possono tornare a essere subordinate a interessi politici e cambiamenti di governo. “Una dimostrazione d’amore e riconoscimento” La presidente dell’Agrupación de Familiares de Ejecutados Políticos (AFEP) e Premio Nazionale per i Diritti Umani 2026, Alicia Lira, ha invitato la cittadinanza a partecipare alla mobilitazione e ha sottolineato il carattere storico e anche culturale della giornata. “Il 6 commemoreremo in forma culturale, in forma mistica, rivendicando, non solo ciò che è stata l’Unità Popolare, la memoria dei nostri familiari, ciò che ancora ci manca da trovare, i nostri detenuti scomparsi e giustiziati senza consegna del corpo”, ha dichiarato la Premio Nazionale per i Diritti Umani.. Inoltre, ha affermato che la marcia rappresenta anche un omaggio al presidente Salvador Allende e a coloro che parteciparono al processo dell’Unità Popolare insieme a lavoratori, donne e professionisti. “Ha a che fare con questa marcia, che è una dimostrazione d’amore, di riconoscimento, con l’orgoglio che proviamo per il nostro presidente Salvador Allende”, ha affermato. Nello stesso senso, il musicista Jorge Coulon, del gruppo Inti Illimani, ha invitato a partecipare alla mobilitazione in un momento che considera particolarmente rilevante per la difesa dei diritti umani. “È molto importante rivendicare che il Cile rispetta ed esige il rispetto dei diritti umani e della memoria delle vittime delle violazioni dei diritti umani”, ha dichiarato l’artista. Félix Madariaga Leiva
August 29, 2026
Pressenza
“Il cileno”, biografia di un uomo in fuga dal golpe di Pinochet
Nel Cile qualche anno dopo il golpe, il giovane minatore socialista esperto di esplosivi Aldo Marin (Camillo Arancibia), realmente esistito e fattosi notare all’apice delle proteste contro Pinochet, per sfuggire all’esercito del dittatore decide di rifugiarsi in Italia, a Torino, lasciando con grande strazio la moglie e il figlio di tre mesi. Insieme all’amico Chapa (Abdrew Bargsted) Aldo trova lavoro in fabbrica. Come il Cile anche l’Italia, immersa negli anni di piombo, vive tensioni epidermiche. Luciana (Sara Serraiocco) una dottoressa che aiuta le donne ad abortire e insegna all’università, conosce Aldo e segna in maniera decisiva il suo destino. Il giovane cileno non guadagna abbastanza ma, grazie al suo talento dinamitardo, viene ingaggiato da un gruppo anarchico votato alla lotta armata: Aldo accetta di fabbricare bombe, opponendosi però a installarle in prima persona, compromesso labile ed ipocrita che non lo metterà al sicuro. Il film di Sergio Castro-San Martín – anche sceneggiatore con Simona Nobile – raffigura l’anima straziata del suo protagonista, esule sia nel suo Paese che in quello che lo ha accolto, sradicato come tutti coloro che si ritrovano senza una vera madre patria, in una situazione che non comprendono appieno e che non hanno completamente scelto: cadere nella lotta armata appare più che mai suicida e conferma l’inadeguatezza dell’azione cruenta per risolvere i conflitti. Nell’elaborazione del regista assieme a Simona Nobile c’è un’epoca di spunti che riguardano il legame tra la cultura italiana e quella cilena a seguito del golpe: un momento storico di accoglienza e vicinanza verso un popolo di esuli, che oggi, in un mondo ancora più caotico e violento, sembra politicamente lontano. Il cileno (2026) Un film di Sergio Castro San Martín con Camilo Arancibia, Sara Serraiocco, Andrew Bargsted, Gaetano Bruno, Lorenzo Richelmy. Genere: Biografico Durata: 100 minuti. Produzione: Svizzera, Cile, Italia 2026. Uscita nelle sale: 27 agosto 2026  Bruna Alasia
August 24, 2026
Pressenza
Il Cile sulla scia di Javier Milei
Nel subcontinente sudamericano le opinioni sono ancora una volta divise: da un lato ogni sorta di conservatori, che si aggrappano al «modello» della cosiddetta politica economica libertaria; dall’altro, i sostenitori di norme e ideali di stampo socialdemocratico. Il confine tra i due territori è per giunta labile e disseminato di […] L'articolo Il Cile sulla scia di Javier Milei su Contropiano.
August 24, 2026
Contropiano
Il Cile sulla scia di Javier Milei
> L’Argentina attira i miliardari con una massiccia riduzione delle imposte, la > Cina aiuta la martoriata Cuba e il Brasile si appresta ad andare alle urne. Nel subcontinente sudamericano le opinioni sono ancora una volta divise: da un lato ogni sorta di conservatori, che si aggrappano al «modello» della cosiddetta politica economica libertaria; dall’altro, i sostenitori di norme e ideali di stampo socialdemocratico. Il confine tra i due territori è per giunta labile e disseminato di insidie. Quello che il president argentino di estrema destra Javier Milei, ideatore della «nuova» medicina per le molteplici malattie di cui l’Argentina soffre da decenni, predica ai suoi sostenitori, non è né nuovo né efficace. Inutilmente, sia i governi civili democraticamente eletti che le dittature militari hanno tentato di migliorare la situazione, e ora Milei sostiene che ogni fallimento delle politiche liberali, neoliberiste e conservatrici attuate finora sia da imputare esclusivamente a misure non sufficientemente radicali. Nel frattempo, però, il suo governo è al potere da più di 30 mesi. L’inflazione, il male principale che trascina con sé innumerevoli altri problemi, tutti molto gravi, è comunque ancora ferma al 33% (da luglio 2025 a giugno 2026). Non si può certo parlare di una terapia efficace, nonostante l’uso della famigerata motosega. Il paziente, la seconda economia più grande del Sudamerica, lamenta forti dolori. IL MILIARDARIO PETER THIEL COME BENEFICIARIO Nonostante tutto, intanto, a seguito delle elezioni, sei nazioni su dieci della regione sono finite nella scia del neoliberismo e dei «libertari»: Ecuador, Cile, di recente Perù e Colombia, da un’eternità il Paraguay e probabilmente presto anche la Bolivia. La situazione è simile nell’area centroamericana: El Salvador, Honduras, Panama. L’arsenale della politica economica di Milei è ben conosciuto. Lo strumento principale sembra essere un programma di incentivi denominato «Super-RIGI». Non c’è nemmeno bisogno di indovinare quale sia la sua attrattiva: un massiccio sgravio fiscale per i grandi investitori stranieri interessati. Secondo «amerika21», lo sgravio «riduce per 30 anni l’imposta sugli utili dal 35% al 15%, abbassa i contributi previdenziali dal 24% al 10%, consente importazioni esenti da dazi doganali secondo necessità e promette ulteriori vantaggi ed esenzioni». Inoltre, nuove norme per regolare il possesso di terreni. Il principale interessato e beneficiario di queste iniziative sembra essere il miliardario statunitense Peter Thiel, che ha recentemente trasferito la propria residenza in Argentina. «RICOSTRUZIONE NAZIONALE» IN CILE In Cile il governo appena eletto del presidente di estrema destra José Antonio Kast ha lanciato un pacchetto di misure apparentemente preparato da tempo. Sia nella sostanza che in molti dettagli, l’approccio di Milei ha trovato a Santiago un riscontro molto positivo. Con grande presunzione se ne parla come «Piano di ricostruzione nazionale», come se il predecessore in carica avesse lasciato dietro di sé solo un cumulo di macerie. Kast era uscito vittorioso dal ballottaggio a dicembre con il 58% dei voti. Nei primi tre mesi del suo mandato, tuttavia, la sua popolarità è scesa in tempo record di 20 punti percentuali, attestandosi al 38%. Secondo quanto riporta il quotidiano cooperativo tedesco «taz», le promesse con cui aveva vinto le elezioni finora non sono state mantenute: voleva arginare la criminalità, controllare l’immigrazione e rilanciare l’economia. LULA DA SILVA GUADAGNA PUNTI NELLA CAMPAGNA ELETTORALE – E FA SURF NELL’ATLANTICO Come andrà a finire questo tiro alla corda tra le forze di destra e quelle di sinistra in America Latina dipenderà in misura non trascurabile dalle elezioni presidenziali e congressuali che si terranno in Brasile la prima domenica di ottobre. Per molto tempo la lotta per il potere nel Paese gigante sembrava essere destinata ad un pareggio, sia al primo che al secondo turno. Ora, però, il divario tra l’attuale presidente di sinistra moderata Luiz Inácio da Silva e il figlio maggiore dell’ex capo di Stato Jair Bolsonaro, l’attuale senatore Flávio Bolsonaro, si sta allargando. Secondo i sondaggi, Lula avrebbe nel frattempo guadagnato alcuni punti percentuali di vantaggio sull’acerrimo rivale. Un corrispondente speciale dal Brasile per il quotidiano liberale di destra argentino «La Nación» cerca di approfondire le ragioni di questo cambiamento di tendenza. Arriva alla conclusione che tre iniziative del governo Lula potrebbero averlo determinato: in primo luogo, l’abile rifinanziamento di una parte del debito dello Stato; poi, il dibattito pubblico su una riduzione generale dell’orario di lavoro settimanale; e infine, l’esenzione dall’imposta sul reddito per i lavoratori che guadagnano meno degli equivalenti 850 Euro. Misure che sarebbero idonee a rafforzare la «nuova classe media» del Paese. Un altro ambito in cui l’ex leader sindacale potrebbe guadagnare consensi alle urne: Lula da Silva si oppone con determinazione e consapevolezza alle richieste impertinenti del suo collega statunitense Donald Trump. Le minacce ricorrenti del signore della Casa Bianca di imporre nuovi dazi punitivi contro il Brasile, nel caso in cui il suo amico Jair Bolsonaro non venga scarcerato, sono percepite da molti brasiliani come indegne dei rapporti tra grandi potenze. Quando Trump ha recentemente annunciato nuove sanzioni commerciali, Brasilia ha reagito prontamente con una nuova linea di credito destinata ai settori industriali direttamente colpiti, come quello calzaturiero, tessile e dell’edilizia residenziale, al fine di neutralizzare il più possibile le ritorsioni di Trump. Il fatto che l’ottantenne Lula abbia cavalcato le onde dell’Atlantico sulla tavola da surf con la stessa sicurezza di un ragazzo – così ha osservato il corrispondente della «Nación» – sembra aver fatto colpo sugli imprenditori locali, altrimenti piuttosto cauti nei suoi confronti. CUBA CERCA DI SFILARSI DAL CAPPIO Nel frattempo – nel contesto dell’attuale svolta a destra della maggior parte dei Paesi dell’America Latina – anche a Cuba si sta delineando un movimento simile, sebbene in questo caso si tratti di un passaggio da posizioni marxiste ortodosse verso un regime di centro-sinistra che si avvicina chiaramente agli ideali socialdemocratici. E cioè a strutture di politica statale ed economica che attribuiscono maggiore importanza agli obiettivi sociali rispetto al capitalismo puro, così come praticato soprattutto nelle società occidentali fino all’esagerazione e alla follia. A metà giugno L’Avana ha annunciato riforme di ampia portata, dopo che il presidente Trump aveva adottato ulteriori misure drastiche volte a soffocare definitivamente l’economia cubana e, di conseguenza, a provocare una controrivoluzione totale. Il portale di notizie «amerika21» illustra in modo sommario come il governo cubano stia ora cercando di tirarsi fuori dai guai. Molte di queste «176 misure» non sono più una novità, poiché dal crollo del comunismo nell’Unione Sovietica, Cuba, passando da una situazione di emergenza all’altra, ha avuto tre decenni e mezzo di tempo per prepararsi a una dolorosa fine della propria rivoluzione. Lungo questo percorso, i punti chiave da affrontare in caso di una caduta sono stati ripetutamente discussi – e ripetutamente rinviati, ripetutamente accantonati – segnali evidenti di come l’Avana percepisce l’unità in caso di emergenza. Nel frattempo, Washington continuava a martellare i cubani con sanzioni e blocchi, attentati e sabotaggi, con l’obiettivo di renderli finalmente malleabili per la rivolta contro il regime comunista. LA CINA OFFRE AIUTO AI CUBANI Il mondo, a parte poche eccezioni e le ricorrenti dichiarazioni all’Assemblea Generale dell’ONU a favore della fine dell’embargo statunitense, ha assistito passivamente e senza intervenire mentre i dieci milioni di abitanti dell’isola venivano ridotti alla fame. Ora la Cina è decisa a dare aiuto ai cubani con progetti che sembrano essere stati pianificati con cura. L’obiettivo di raggiungere il progresso sociale per la grande maggioranza dei popoli in un contesto democratico credibile non è più una pura utopia. Sono finiti i tempi in cui la socialdemocrazia veniva equiparata senza discussioni al comunismo e poteva quindi essere perseguitata, punita e rovesciata. Per quanto riguarda l’America Latina: politici come João Goulart in Brasile, Juan Bosch nella Repubblica Dominicana, Jacobo Arbenz in Guatemala e Salvador Allende in Cile avevano perseguito obiettivi socialdemocratici e sono stati comunque costretti a dimettersi, con il decisivo aiuto degli Stati Uniti e della CIA, in quanto presunti comunisti. Di recente, invece, riformatori moderati come Gabriel Boric in Cile, Gustavo Petro in Colombia, Bernardo Arévalo in Guatemala e, finora, anche Lula da Silva in Brasile sono riusciti a portare a termine i loro mandati nonostante la forte opposizione. TRADUZIONE DAL TEDESCO DI ANNA SETTE _____________________ Romeo Rey, Die Geschichte Lateinamerikas vom 20. Jahrhundert bis zur Gegenwart, (La storia dell’America Latina dal XX secolo ai giorni nostri), 284 pagine, 3ª edizione, Editore C.H.Beck 2015, CHF 22.30 (solo in tedesco). INFOsperber
August 11, 2026
Pressenza