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GIORGIO ROSSETTO DI NUOVO IN CARCERE. INTERVISTA ALL’AVVOCATO ROBERTO LA MACCHIA
Giorgio Rossetto è di nuovo in carcere. Nella serata del 21 agosto i Carabinieri di Susa lo hanno prelevato dalla sua dimora sopra la Credenza di Bussoleno e trasferito nella casa circondariale Lorusso e Cutugno, le Vallette di Torino. A determinare il ritorno in carcere sarebbe stata la revoca della misura alternativa concessa dal Tribunale di Sorveglianza, a seguito di violazioni delle prescrizioni che, al momento, non risultano meglio specificate. Giorgio avrebbe dovuto terminare in autunno la pena che stava scontando ai domiciliari. Il suo percorso detentivo era cominciato nel gennaio 2025 per alcune condanne definitive relative a episodi della lunga lotta contro la Torino-Lione: lo sgombero della Maddalena del 2011, la costruzione della baita in Clarea nel 2010 e una marcia No Tav del 2019. Già lo scorso febbraio le condizioni della detenzione erano state aggravate dopo un’intervista concessa a Radio Onda d’Urto nella quale Rossetto aveva parlato dello sgombero di Askatasuna. Per avere espresso pubblicamente le proprie opinioni gli erano stati imposti il divieto di comunicazione e la riduzione a una sola ora del tempo consentito fuori dall’abitazione. Poi, a marzo, proprio quando avrebbe dovuto terminare quel periodo di detenzione, era arrivato un nuovo provvedimento. La dichiarazione di inammissibilità di un ricorso in Cassazione aveva determinato l’esecuzione di un’ulteriore pena di otto mesi. Giorgio era rimasto così ai domiciliari e avrebbe dovuto concludere la detenzione nell’autunno di quest’anno. Ora arriva invece il ritorno alle Vallette dove si trovano tuttora anche i due ventenni tedeschi arrestati in flagranza differita dopo la giornata di lotta ai cantieri, per i quali il giudice ha confermato la custodia cautelare in carcere. «Continueremo a fare sentire a Giorgio e all* compagn* tedesch* a cui è stato confermato il carcere la nostra vicinanza e solidarietà, in Valsusa come in città, nelle piazze come nei sentieri», scrive il Movimento No Tav. “Perché la storia di Giorgio Rossetto non appartiene soltanto a Giorgio. Appartiene alle migliaia di persone che in questi decenni hanno attraversato i sentieri della Clarea, costruito barricate, partecipato alle marce, difeso i presidi e continuato a contestare la Torino-Lione. Le porte delle Vallette possono rinchiudere ancora una volta un uomo. Non possono rinchiudere una lotta che da più di trent’anni continua a tornare sui sentieri della valle.Giorgio libero subito. Liber tutt.** La scarcerazione dovrebbe avvenire il 27 settembre. Ne parliamo con Roberto La Macchia Co-Presidente dell’Associazione Nazionale Giuristi Democratici, avvocato a Torino si occupa anche delle vicende giudiziarie di Giorgio Rossetto Ascolta o scarica
August 28, 2026
Radio Onda d`Urto
Rivello: fermiamo il TAV nella valle del noce
Si è svolta questa mattina una assemblea a Fiumicello nella Valle del Noce dove RFI vorrebbe distruggere un'area archeologica e di comunità per costruire un'ennesima alta velocità inutile. L’Alta Velocità ferroviaria sarà un danno irreversibile per la Valle del Noce. È un dovere informarsi, comprendere, e studiare in maniera unitaria come uscirne. Sono iniziate le trattative per gli espropri di 28 immobili pertanto non c’è più un secondo da perdere. 4 miliardi di euro costerà un’operazione che devasterà per sempre territori magnifici permettendo di recuperare a un viaggiatore che da Roma deve arrivare a Reggio Calabria, soli 30 minuti. Si, 30 minuti in meno rispetto ad oggi. Nessun beneficio per la Valle del Noce. La fermata sarà a Polla. I camion che quotidianamente attraverseranno la valle saranno 500. La bloccheranno e ne bloccheranno il turismo estivo. 5 milioni di tonnellate di terra estratta, anche amianto e tremolite, per scavare circa 62 chilometri di gallerie, che partiranno da Fiumicello di Rivello. Distrutto il Santuario della dea Mifitis che sarà area di cantiere ed è a rischio tutto il sito di Serra Città definito la Pompei degli Enotri. Il ministero dell Ambiente ha riaperto la VIA pertanto i Comuni della Valle e le associazioni possono farsi rispettare invece di accontentarsi di qualche posto di lavoro per 3/4 operai. La Valle del Noce non è solo un tracciato su una mappa. È acqua pulita, boschi antichi, ulivi secolari e comunità radicate da generazioni. Eppure, un progetto di ferrovia ad alta velocità rischia di distruggere tutto questo senza che molti ne siano consapevoli, visto che hanno fatto di tutto per mandar via la gente dalla Basilicata. Abbiamo raccolto delle voci tra cui quella di Ulderico Pesce che sull'argomento ha anche realizzato uno spettacolo teatrale. Persone che vogliono costruire un futuro diverso, più giusto e sostenibile. Perché il destino di questa valle riguarda tutte.
August 24, 2026
Radio Onda Rossa
Prima le comunità
ABBIAMO NUMEROSI CASI DI CREAZIONE IN BASSO DI FORZE SOCIALI, POLITICHE E CULTURALI A PROVA DI TENUTA, FONDATE IN VIA PRIORITARIA SU RELAZIONI DI FIDUCIA RECIPROCA. DALLE COMUNITÀ NO TAV, IN VAL SUSA, PASSANDO PER IL COLLETTIVO DI LAVORATORI DELLA EX-GKN DI FIRENZE, FINO AL CASO DI SPIN TIME, A ROMA, SOLO PER FARE ALCUNI ESEMPI. I CAMBIAMENTI PROFONDI DI CUI ABBIAMO BISOGNO – CONTRO LA GUERRA, CONTRO IL RAZZISMO ISTITUZIONALE E POPOLARE, CONTRO IL COLLASSO CLIMATICO E AMBIENTALE – POSSONO NASCERE SOLTANTO IN COMUNITÀ APERTE DI QUESTO TIPO. SCRIVE GUIDO VIALE: “UNA COMUNITÀ DI LOTTA COSTITUITA PER RISPONDERE AD ALCUNE ESIGENZE DEI SUOI MEMBRI NON VA PENSATA COME UNA CELLULA SOCIALE, CON UN TERRITORIO E UNA POPOLAZIONE CHIUSI NEI PROPRI CONFINI… CONFLITTO E PARTECIPAZIONE SONO L’ANIMA DI OGNI COMUNITÀ E CRESCONO CONTESTUALMENTE: NON SI DÀ L’UNO SENZA L’ALTRA…” Foto SPIN TIME LABS -------------------------------------------------------------------------------- Dobbiamo imparare a valorizzare le esperienze in corso. Una comunità di lotta costituita per rispondere ad alcune esigenze dei suoi membri non va pensata come una “cellula sociale”, con un territorio e una popolazione chiusi nei propri confini. Va pensata piuttosto come un addensamento dinamico di relazioni di reciprocità, di riconoscimento e di mutuo sostegno, tendenzialmente estensibili a una moltitudine di attori diversi. Una comunità orientata alla sostenibilità del proprio territorio non può evitare di includere tra gli agenti dei processi che la coinvolgono la vita che lo popola, con tutto quello che esige per essere salvaguardata e quello che può offrire in termini di sostentamento, qualità della vita, bellezza, insegnamento. Conflitto e partecipazione sono l’anima di ogni comunità e crescono contestualmente: non si dà l’uno senza l’altra; e viceversa. Ma è sempre la qualità delle relazioni di reciproca fiducia, con la loro ineludibile componente personale, emozionale e affettiva, a tenerla in vita, a costituirne la forza, l’attrattività e la capacità di durare nel tempo. Mano a mano che la crisi climatica e ambientale renderà più ostiche le condizioni della vita quotidiana, comunità con queste caratteristiche dovranno – e in parte già lo fanno – giocare un ruolo insostituibile nel conflitto sociale. Abbiamo ormai numerosi casi di creazione “dal basso” di forze sociali, politiche e culturali a prova di tenuta, fondate in via prioritaria su relazioni di fiducia reciproca. L’ultimo caso è quello di Spin Time, un’esperienza costruita su una perfetta combinazione di tre elementi: la risposta ai bisogni abitativi di un insieme altamente disomogeneo di occupanti, famiglie e single, di svariate nazionalità e culture, che hanno trovato in quell’edificio l’ambito di una forma avanzata di convivenza e di reciproca acculturazione; una serie di servizi – “ristorante”, palestra, asilo, scuola, laboratori, rivista – funzionali alla costruzione di un legame con il territorio; un centro di elaborazione politica e culturale di valenza internazionale anche grazie alla disponibilità di un ampio anfiteatro e di diversi locali per riunioni e convegni. Il primo di questi casi, per importanza e durata nel tempo, è quello delle comunità NoTav della Valle di Susa: un faro puntato sull’incapacità di comprenderne le ragioni e gli sviluppi dimostrata da tutte le forze istituzionali impegnate nel tentativo di stroncarlo e ben sintetizzata dall’esclamazione stupita e stupida di Luigi Bersani di fronte alla pervasività e alla durata di quella mobilitazione: “Ma è solo un treno!”. No, non è solo un treno: è una comunità di lotta per la difesa del proprio territorio dalla devastazione e dalla speculazione, ma soprattutto di costruzione e di autoaffermazione di una propria autonomia sociale, politica e culturale, che si è andata costituendo nella contrapposizione frontale all’insensata quanto compatta ostinazione di tutto l’establishment nazionale ed europeo. Poi c’è la vicenda della ex-Gkn, in lotta da cinque anni contro lo smantellamento della fabbrica e della sua forza operaia; un’esperienza che ha visto espandersi a livello locale, nazionale e internazionale la sua influenza e il suo impegno su un numero enorme di temi: produzioni alternative ed ecologiche, studenti, clima, altre fabbriche in crisi, guerre, armi, Palestina, fino all’invenzione geniale del festival della letteratura working class. L’asse portante di quegli sviluppi è una semplice domanda, rivolta a tutti i possibili alleati, che non chiede astratte “solidarietà”, ma offre la prospettiva concreta del mutuo sostegno nell’affrontare le difficoltà di ciascuno: “E tu, come stai?”. L’approccio che vede nella costruzione di comunità aperte, fondate su fiducia, mutuo sostegno, replicabilità e adattabilità delle pratiche a contesti differenti apre la strada a una duplice prospettiva: la pratica dell’obiettivo con la creazione di aggregati politico-sociali forti, capaci di imporsi o di non soccombere nel conflitto che li contrappone alle rispettive controparti; e lo sviluppo, combinando conflittualità e partecipazione, di una consapevolezza diffusa dell’interconnessione di tutti i problemi più importanti che la specie umana – e soprattutto la parte di essa che subisce le decisioni dei pochissimi “padroni del mondo” – si trova a dover affrontare. Con una risposta “dal basso”, adeguata sia in termini di mitigazione che di adattamento, al collasso climatico e ambientale; e con il ripudio generalizzato della guerra e del ricorso alle armi: non solo nella risoluzione delle vertenze internazionali tra Stati, ma innanzitutto nella gestione della più grande questione sociale dei decenni a venire: abbandonare la vana, dispendiosa e crudele guerra ai migranti. Con l’accoglienza, il riconoscimento e la valorizzazione delle decine di migliaia, oggi, e dei milioni, domani, delle “persone”, ciascuna con la propria storia, la propria cultura, i propri bisogni, che sono alla ricerca di contesti che solo una comunità aperta può offrire; dove potersi costruire una vita diversa, ma anche dove trovare condizioni per poter fare volontariamente ritorno – dove ancora è possibile, e in molte regioni lo è – nelle loro terre di origine per lavorare al loro risanamento materiale e sociale; con la libertà di movimento, i mezzi materiali e tecnici e, soprattutto, il “mutuo appoggio” delle comunità ospiti. Dunque, comunità, e comunità di comunità, sia come pratica dell’obiettivo che come “visione” di un orizzonte comune da perseguire insieme. -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI MASSIMO DE ANGELIS: > Quella capacità di decidere insieme sulle condizioni di vita -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI RAUL ZIBECHI: > Create due, tre, molte arche -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Prima le comunità proviene da Comune-info.
August 23, 2026
Comune-info
Il ministro delle fandonie
di Salvatore Turi Palidda Il Dossier Viminale celebra il calo dei reati e l’efficienza delle polizie, ma i numeri raccontano soprattutto milioni di controlli, stranieri colpiti in modo sproporzionato e …
Nicoletta Dosio: “Attaccare cantieri è legittima difesa, lo rivendichiamo”
Fanpage.it ha intervistato Nicoletta Dosio, storica militante e volto noto del movimento No TAV, dopo la manifestazione di sabato scorso che ha portato a scontri con le forze di polizia e a un nuovo dibattito politico. Dosio rivendica tutto ciò che è successo, anche se “nessuno di noi va in […] L'articolo Nicoletta Dosio: “Attaccare cantieri è legittima difesa, lo rivendichiamo” su Contropiano.
August 7, 2026
Contropiano
Dalla Val di Susa al “terrorismo di piazza”: la nuova frontiera della criminalizzazione
Non si è ancora conclusa l’ondata repressiva seguita alla manifestazione No Tav di sabato scorso in Val di Susa. Mentre la Procura di Torino continua a scandagliare migliaia di immagini raccolte da telecamere e droni per individuare altri manifestanti, due giovani cittadini tedeschi di vent’anni restano nel carcere Lorusso e […] L'articolo Dalla Val di Susa al “terrorismo di piazza”: la nuova frontiera della criminalizzazione su Contropiano.
August 1, 2026
Contropiano
Il prefetto di Torino blinda la Val di Susa, il campeggio itinerante della Piana rilancia
Un maxi dispiegamento di forze dell’ordine ai varchi di San Giuliano, Traduerivi e Farmacia Viva e una serie di divieti prefettizi di allestirvi le tende hanno tentato di impedire il campeggio previsto nelle giornate tra giovedì e domenica. Dopo l’iniziale sorpresa, le persone presenti si sono confrontate nella piazza del mercato di Susa e hanno deciso di spostarsi. A Venaus, le camionette della polizia sono arrivate a meno di due ore dal montaggio delle prime tende. A seguito del rifiuto di abbandonare l’area, è stata notificata la quarta ordinanza del prefetto, che vieta il campeggio anche nell’area del presidio No Tav. Intanto, il GIP di Torino ha confermato la custodia cautelare in carcere per i due giovani cittadini tedeschi arrestati in relazione alla grande giornata di lotta di sabato 25 luglio in Val di Susa. Tra le contestazioni mosse ai due giovani figura anche la nuova aggravante di lesioni aggravate nei confronti di appartenenti alle forze di polizia, introdotta con il recente Decreto Sicurezza. Un’ulteriore estensione dell’arsenale repressivo che accompagna il progressivo irrigidimento della legislazione nei confronti delle manifestazioni di protesta. Una compagna dalla Valsusa racconta le iniziative e le discussioni di oggi e delle prossime giornate di lotta:
August 1, 2026
Radio Blackout - Info
Il prefetto di Torino blinda la Val di Susa, il campeggio itinerante della Piana rilancia
Un maxi dispiegamento di forze dell’ordine ai varchi di San Giuliano, Traduerivi e Farmacia Viva e una serie di divieti prefettizi di allestirvi le tende hanno tentato di impedire il campeggio previsto nelle giornate tra giovedì e domenica. Dopo l’iniziale sorpresa, le persone presenti si sono confrontate nella piazza del mercato di Susa e hanno deciso di spostarsi. A Venaus, le camionette della polizia sono arrivate a meno di due ore dal montaggio delle prime tende. A seguito del rifiuto di abbandonare l’area, è stata notificata la quarta ordinanza del prefetto, che vieta il campeggio anche nell’area del presidio No Tav. Intanto, il GIP di Torino ha confermato la custodia cautelare in carcere per i due giovani cittadini tedeschi arrestati in relazione alla grande giornata di lotta di sabato 25 luglio in Val di Susa. Tra le contestazioni mosse ai due giovani figura anche la nuova aggravante di lesioni aggravate nei confronti di appartenenti alle forze di polizia, introdotta con il recente Decreto Sicurezza. Un’ulteriore estensione dell’arsenale repressivo che accompagna il progressivo irrigidimento della legislazione nei confronti delle manifestazioni di protesta. Una compagna dalla Valsusa racconta le iniziative e le discussioni di oggi e delle prossime giornate di lotta:
August 1, 2026
Radio Blackout
La Val di Susa sotto assedio. Ordinanza vieta il campeggio in tutti i comuni
La Val di Susa si è risvegliata sotto assedio. Ieri i blindati e le forze dell’ordine hanno invaso San Giuliano e Traduerivi in concomitanza con l’inizio del “Campeggio della Piana” che si sarebbe dovuto tenere sui terreni espropriati da Telt e in base ad una ordinanza prefettizia hanno istituito una […] L'articolo La Val di Susa sotto assedio. Ordinanza vieta il campeggio in tutti i comuni su Contropiano.
July 31, 2026
Contropiano