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GENOVA: EX-VERTICI DI AUTOSTRADE CONDANNATI PER IL CROLLO DEL PONTE MORANDI. PENE DA 12 A 5 ANNI
L’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, è stato condannato in primo grado a 12 anni nel processo per il crollo del Ponte Morandi di Genova del 14 agosto 2018, nel quale persero la vita 43 persone. Per Castellucci, già detenuto per il crollo del viadotto Acqualonga, l’accusa aveva chiesto 18 anni e 6 mesi. Condannati anche gli altri ex vertici di Autostrade e Spea. Undici anni per Michele Donferri Mitelli; 5 anni e 6 mesi per Paolo Berti; 5 anni e 6 mesi anche per Antonino Galatà. Condannato, a 5 anni, anche l’ex direttore generale della vigilanza sulle concessioni autostradali del ministero dei Trasporti, Mauro Coletta. “Speriamo che in questo modo si chiuda una vicenda drammatica e dolorosa per i familiari delle vittime, in primis, ma per la città di Genova e per tutto il Paese”, commenta Franco Ravera, presidente dell’Associazione “Quelli del Ponte Morandi” di Genova ai microfoni di Radio Onda d’Urto. L’intervento su Radio Onda d’Urto di Franco Ravera, presidente dell’Associazione “Quelli del Ponte Morandi” di Genova ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica. Su Radio Onda d’Urto è intervenuto, per un commento, anche Domenico “Megu” Chionetti, ex portavoce della Comunità di San Benedetto al Porto. Ascolta o scarica.  
July 16, 2026
Radio Onda d`Urto
Archeologia repressiva – di Gianni Giovannelli
Breve premessa per i più giovani. Il 4 giugno 1975 fu sequestrato dalle Brigate Rosse l’industriale Vittorio Vallarino Gancia, morto poi nel 2022. Era rinchiuso in una cascina nei pressi di Aqui Terme, chiamata Spiotta, oggi ristrutturata dai nuovi proprietari, con un bel cancello all’ingresso. Il Gancia fu liberato da quattro carabinieri; uno (D’Alfonso) morì [...]
July 9, 2026
Effimera
FRANCIA: CONDANNA DEFINITIVA PER MARINE LE PEN, USÒ I FONDI DEL PARLAMENTO UE PER PAGARE I SUOI DIPENDENTI
La Corte d’Appello di Parigi ha giudicato colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici Marine Le Pen, estremista della destra francese e leader del Rassemblement National, nel caso dei falsi impieghi all’Europarlamento. Confermata la condanna di prima istanza a quattro anni di carcere, due con la condizionale. Per quanto riguarda la sua ineleggibilità – in primo grado era stata condannata a cinque anni – secondo i giudici è “già stata scontata”: la leader del Rassemblement National potrebbe infatti candidarsi alle Presidenziali del 2027, che nei sondaggi la vedono favorita. Ma dovrà portare per un anno il braccialetto elettronico e lei stessa ha dichiarato più volte di non voler fare campagna elettorale con questo obbligo. Intanto scalda i motori il delfino Bardella nella corsa all’Eliseo, che dal 2021 ha preso il suo posto al vertice del partito. La sentenza “permette di mantenere al centro del dibattito il partito fascista come se fosse la principale minaccia o la principale salvezza” del paese. Alle concrete possibilità che il Rassemblement National possa prendere possesso della Presidenza il prossimo anno, si aggiunge “il sostegno massiccio dell’oligarchia francese e dei media tutti”. Così il giornalista e nostro collaboratore dalla Francia Cesare Piccolo che interpellato ai nostri microfoni, ricorda anche l’enorme potere che si concentra nelle mani del Presidente della Repubblica Francese. Che dal prossimo anno potrebbe essere un fascista! L’intervista a Cesare Piccolo, giornalista italiano che vive da anni in Francia e nostro collaboratore. Ascolta o scarica
July 7, 2026
Radio Onda d`Urto
Porto crocieristico di Isola Sacra: il TAR annulla la VIA
Da anni Carteinregola segue l’iter del progetto della realizzazione di un porto turistico crocieristico per grandi navi a Fiumicino, lanciando allarmi per gli insostenibili impatti che la mega struttura avrebbe sull’ambiente, sul Paesaggio, sui beni culturali, sulla mobilità, sulla qualità della vita degli abitanti dell”Isola Sacra e su quella dei cittadini romani, per la moltiplicazione degli afflussi turistici nella Capitale(si parla di un “potenziale passaggio nell’area portuale di circa 1,3 milioni turisti”. E soprattutto per il pericoloso precedente di un porto per grandi navi privato, oltretutto in concorrenza con il porto crocieristico pubblico di Civitavecchia. Per questo Cartenregola, insieme ad altre associazioni aveva inviato ripetute osservazioni nell’ambito del procedimento VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) (1) La richiesta di integrazioni da parte della Soprintendenza Speciale per il PNRR nell’ambito della VIA (2) avevano tracciato un quadro della normativa vincolistica che insiste sull’area, in particolare del PTPR, volta alla tutela del paesaggio,  che ci era apparso difficilmente superabile. Invece, a sorpresa, nel parere del 3 ottobre 2025 la Soprintendenza Speciale aveva dichiarato che tutte le criticità denunciate  nel primo parere erano superate dalle integrazioni inserite nel progetto dal proponente, e aveva rilasciato un parere favorevole (3) precisando tuttavia che in quella sede non poteva essere rilasciato anche il parere ai fini dell’autorizzazione paesaggistica di cui all’art.146 del D.lgs. n. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del paesaggio). L’Associazione Comitato Tavoli del Porto, della Rete di Carteinregola, con Unione Inquilini Fiumicino, Associazione SAIFO e Lipu-BirdLife Italia aveva quindi presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, a cui si erano aggiunti ad adiuvandum Italia Nostra, FILT CGIL e ANCIP. Ora abbiamo appreso che il TAR ha accolto il ricorso presentato dai comitati cittadini e dalle associazioni annullando il decreto di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Così il comunicato dei ricorrenti: “L’esito del giudizio rappresenta una conferma fondamentale delle ragioni tecniche, ambientali e legali sostenute in questi anni dalle associazioni e comitati.La decisione del tribunale blocca un’opera dall’impatto critico per l’ecosistema della foce del Tevere e per la salute dei cittadini del litorale. La sentenza restituisce centralità alla partecipazione dei cittadini e alla salvaguardia del territorio“. I comitati esprimono anche un “sincero ringraziamento ai legali che hanno curato e difeso le ragioni delle associazioni con professionalità e rigore: gli avvocati Di Matteo, Teofilatto, Terracciano e Pierantozzi“, che hanno svolto un “lavoro che è stato determinante per l’ottenimento di questo risultato” così come “Fondamentale è stato il contributo delle associazioni del mondo del lavoro portuale che intervenendo a tutela della L. 84/94 hanno vista accolta dal tribunale l’incompatibilità della vocazione turistica della concessione come rifugio per accessori crocieristici“. “Un pronunciamento che segna un punto fermo nella tutela della salute pubblica e dell’ambiente di Isola Sacra in un contesto territoriale completamente inadatto a questo tipo di progettualità“. Concludono i comitati ricordando che si tratta “anche una vittoria di portata nazionale, con ripercussioni importanti sulla portualità e sulla gestione del territorio del nostro paese” e che “Il Comitato, le associazioni e i cittadini continueranno a vigilare sui successivi sviluppi della pianificazione costiera. Oggi Isola Sacra respira. Oggi Fiumicino festeggia la democrazia, la partecipazione e la salvaguardia del proprio patrimonio ambientale. La lotta per un futuro sostenibile non si ferma qui, ma da oggi siamo più forti“. Carteinregola si unisce alla soddisfazione di Associazione Comitato Tavoli del Porto, Unione Inquilini Fiumicino, Associazione SAIFO, Italia Nostra Litorale Romano, Lipu-BirdLife Italia, augurandosi che questa sentenza, che a breve pubblicheremo e commenteremo, sia confermata anche nell’eventuale grado successivo. Non ci stancheremo di ribadire la pericolosità di un precedente istituzionale che potrebbe determinare un danno grave nell’assetto della portualità nazionale. La realizzazione di porti privati fuori dal sistema di pianificazione nazionale può determinare un danno di competitività anche nella concorrenza internazionale. Oggi Civitavecchia è il secondo porto europeo per le crociere. Una competizione distruttiva su poche decine di chilometri di distanza può provocare danni irreversibili. Una prima vittoria di una battaglia fondamentale, per Fiumicino, per Roma, per tutta l’Italia. Per la difesa delle ragioni pubbliche e collettive, per la tutela di un patrimonio paesaggistico e naturalistico, per la tutela della qualità della vita delle persone, che non hanno prezzo. vedi Progetto Porto turistico – crocieristico di Fiumicino – cronologia e materiali (AMBM) Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@admin-25 luglio 2026 vedi anche Porto crocieristico di Isola Sacra: il TAR annulla la VIA La soddisfazione di Italia Nostra (1) Vedi: 17 dicembre 2023 Carteinregola invia le sue osservazioni al MITE nell’ambito della procedura VIA (> Vai alle osservazioni) 26 giugno 2024 Porto Fiumicino: le nuove osservazioni inviate da Carteinegola alla VIA 1- 3 luglio 2024 Sul sito della procedura VIA sono pubblicate le osservazioni del pubblico e le osservazioni del pubblico inviate oltre ai termini 31 maggio 2025 Carteinregola invia le osservazioni sulle integrazioni (> vai a Porto Fiumicino, le ultime osservazioni di Carteinregola) (2) 8- 9 febbraio 2024 sul sito del Ministero dell’Ambiente, sezione della Valutazione di Impatto Ambientale sono pubblicate le Richieste di integrazioni della Commissione Tecnica PNRR-PNIEC e del MIC scarica Richiesta di integrazioni della Commissione Tecnica PNRR-PNIEC, scarica Richiesta di integrazioni del MIC > Vai alle pagina con la pubblicazione delle osservazioni pervenute nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale (pag.1 – pag. 2) (vedi anche Shippingitaly 14 2 24 Mase e Mic fanno le pulci al nuovo terminal di Royal Caribbean a Fiumicino (3) 12 novembre 2025 Il 12 novembre 2025 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato il decreto VIA che autorizza il progetto del porto turistico–crocieristico privato di Fiumicino. Il MASE ha pubblicato il decreto VIA che autorizza il porto privato a Fiumicino. Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concerto con il Ministero della Cultura Decreto del Ministero dell’Ambiente – Progetto per la realizzazione del Porto turistico-crocieristico di Fiumicino – Isola Sacra Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concerto con il Ministero della Cultura 12/11/2025 Scarica il documento Allegato al Decreto del Ministero dell’Ambiente – Parere della Commissione Tecnica PNRR-PNIEC del 10/10/2024Parere_n_431_Plenaria_del_10_10_24-ID_VIP_10397.pdfDecreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concerto con il Ministero della Cultura         PRR 43112/11/2025 Scarica il documento Allegato al Decreto del Ministero dell’Ambiente – Parere MIC del 03/10/2025MASE_2025-0182344.pdf Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concerto con il Ministero della Cultura    PRR 26972 12/11/2025Scarica il documento
July 6, 2026
carteinregola
STRAGE FERROVIARIA DI VIAREGGIO. SENTENZA STORICA IN CASSAZIONE, È LA PRIMA VOLTA CHE UN VERTICE DI FS VA IN CARCERE
Definitive le condanne per la strage alla stazione di Viareggio del giugno 2009, con un convoglio di Gpl deragliato nel centro della Versilia e un bilancio catastrofico: 32 morti e 25 feriti. La Cassazione ha rigettato i ricorsi confermando i 5 anni per Mauro Moretti, ex vertice delle Ferrovie dello Stato, e per gli altri dieci imputati, tra dirigenti e alti funzionari. Lo stesso Moretti, ex ad di Fs e Rfi, si è costituito. Tra pochi giorni saranno 17 anni dalla strage ferroviaria in provincia di Lucca, avvenuta il 29 giugno 2009, quando un treno carico di Gpl andò a fuoco entrando nella stazione toscana. Il convoglio, con 14 vagoni carichi di cisterne di gasl liquefatto deragliò nei pressi della stazione ferroviaria toscana, sbattendo a forte velocità contro un ostacolo e causando il rovesciamento su un fianco di una delle cisterne, con un conseguente e devastante incendio che avvolse i binari e le abitazioni affacciate sulla linea ferroviaria. Dopo quasi 17 anni di iter giudiziario, nella serata di giovedì 25 giugno la notizia delle condanne definitive per la strage. Rigettando i ricorsi, l’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti va ora in carcere. “è una sentenza storica nonostante le condanne minime, perchè per la prima volta sono stati condannati i vertici di Ferrovie dello Stato e non le ultime ruote del carro”, sottolinea Daniela Rombi, presidente dell’Associazione il Mondo che vorrei e madre di Emanuela una delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio. Qui l’intervista completa. Ascolta o scarica.
June 26, 2026
Radio Onda d`Urto
Milano. La speculazione immobiliare non è in “buona fede”
La sentenza di primo grado per il processo “Torre Milano” di Via Stresa – ventiquattro piani di palazzo eretto con una semplice Scia dove prima c’era un edificio di soli due piani – ha assolto gli imputati riconoscendo l’abuso edilizio ma ritenendo gli accusati in “buona fede” nel forzare le […] L'articolo Milano. La speculazione immobiliare non è in “buona fede” su Contropiano.
June 22, 2026
Contropiano
Tribunale federale respinge le accuse contro attivisti filopalestinesi: l’antisionismo non è antisemitismo
In un’importante vittoria per la libertà di espressione, un tribunale federale ha respinto definitivamente tutte le accuse di cospirazione contro i diritti civili mosse contro The People’s Forum e altri imputati a seguito dell’occupazione, nell’aprile 2024, della Hamilton Hall — Hind’s Hall — alla Columbia University. La sentenza è una rivendicazione del diritto del People’s Forum (TPF) e di altri di condannare i crimini di guerra e il genocidio compiuti da Israele e sostenuti dagli Stati Uniti e di appoggiare gli studenti che chiedono il disinvestimento. Il Partnership for Civil Justice Fund (PCJF) ha rappresentato il People’s Forum nel contenzioso. In una sentenza emessa il 1° giugno 2026, la giudice Colleen McMahon della Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York ha respinto tutte le richieste federali ai sensi degli articoli 42 U.S.C. §1985(3) e §1986. La causa, ora respinta, era stata intentata dal Louis D. Brandeis Center for Human Rights Under Law e dallo studio legale Torridon per conto di due dipendenti della Columbia University. Il Brandeis Center ha sostenuto che il fatto che il TPF esercitasse la libertà di parola per sostenere gli studenti accampati, invocare il disinvestimento da Israele e condannare la violenza israeliana costituisse un atto di odio antisemita. Il PCJF ha sostenuto che il Brandeis Center stava confondendo l’antisionismo, un punto di vista politico protetto, con l’antisemitismo nel tentativo di reprimere e sopprimere coloro che si oppongono al sionismo o che condannano i crimini e il genocidio israeliani. La Corte ha respinto categoricamente le argomentazioni dei ricorrenti, stabilendo che non erano riusciti a dimostrare la fondatezza di nessuna delle accuse mosse contro il TPF. La Corte ha respinto la tesi centrale dei ricorrenti secondo, cui l’opposizione al sionismo o alla politica del governo israeliano costituisce prova di un sentimento antisemita. Adottando un precedente della Corte d’Appello del Primo Circuito, il giudice McMahon ha affermato che «la scelta di criticare le azioni di Israele a Gaza non manifesta necessariamente antisemitismo», e ha osservato che le opinioni sulle politiche di Israele differiscono «anche tra ebrei e israeliani». La Corte ha giustamente osservato che persino «la stessa comunità ebraica è divisa sul fatto che l’antisionismo sia intrinsecamente antisemita». «L’equiparazione dell’antisionismo all’antisemitismo è una tattica politica volta a mettere a tacere e penalizzare coloro che, come The People’s Forum, sono solidali con la popolazione di Gaza e della Palestina. Questa sentenza chiarisce che il TPF è pienamente nel suo diritto di difendere i diritti umani e civili e di opporsi al genocidio. Si tratta di una schiacciante vittoria per la libertà di parola», ha affermato Carl Messineo, direttore legale del PCJF e consulente legale del TPF. «Il rigetto da parte della Corte di questo atto di guerra ideologica inteso a mettere a tacere i punti di vista filopalestinesi è una vittoria decisiva per la libertà di parola. Come ha riconosciuto la Corte, la critica a Israele e alla sua guerra contro Gaza è un discorso politico che ha diritto alla protezione del Primo Emendamento. Non esiste un’eccezione palestinese al Primo Emendamento», ha affermato Sarah Taitz, avvocato dello staff del PCJF e consulente legale nel contenzioso. «Questa causa fa parte di un attacco ideologico organizzato contro il movimento per la giustizia per il popolo palestinese, compresa l’opposizione al genocidio sostenuto dagli Stati Uniti. Abbiamo assistito a un flusso costante di questo tipo di cause legali motivate politicamente e prive di fondamento in tutto il Paese», ha dichiarato Mara Verheyden-Hilliard, direttrice esecutiva del PCJF e consulente legale nel contenzioso. “Siamo molto lieti di vedere che questo attacco alla libertà di parola attraverso l’abuso del sistema giudiziario sia stato alla fine respinto. Continueremo a lottare in difesa del Primo Emendamento e contro questo assalto motivato politicamente”. The People’s Forum ha dichiarato: “Accogliamo con favore la decisione del tribunale, che afferma un principio fondamentale del Primo Emendamento: le organizzazioni non possono essere penalizzate per aver intrapreso attività protette di libertà di espressione. Cause legali come questa hanno lo scopo di mettere a tacere organizzazioni come la nostra prosciugando le risorse di chi alza la voce. Speriamo che questa sentenza scoraggi altri dall’utilizzare il sistema legale per sopprimere il movimento in solidarietà con la Palestina. L’antisionismo non è antisemitismo, e nessuna causa legale può cambiare questo fatto. The People’s Forum è grato al nostro team legale e a tutti coloro che si schierano dalla parte giusta della storia.” Tutte le accuse contro The People’s Forum sono state respinte con pregiudizio, con la Corte che ha negato l’autorizzazione a modificare la denuncia definendola “inutile”. Il Partnership for Civil Justice Fund (PCJF) è un’organizzazione per la libertà di parola, i diritti costituzionali e i diritti civili che da oltre 30 anni rappresenta migliaia di individui e organizzazioni in difesa dei diritti costituzionali in tutti gli Stati Uniti. Il PCJF ha sede a Washington, D.C., con un ufficio sulla costa occidentale a Oakland, in California. Per ulteriori informazioni, visitate www.justiceonline.org o seguiteci su Bluesky, X e Instagram: @thePCJF.   Redazione Italia
June 10, 2026
Pressenza
Un giudice Usa sospende le sanzioni contro Francesca Albanese
Un giudice federale di Washington ha sospeso temporaneamente le sanzioni imposte dall’amministrazione Trump contro Francesca Albanese, la giurista italiana, una delle voci più dure contro la distruttiva offensiva di Israele che ha fatto decine di migliaia di morti a Gaza tra il 2023 e il 2025 e contro l’impunità garantita […] L'articolo Un giudice Usa sospende le sanzioni contro Francesca Albanese su Contropiano.
May 15, 2026
Contropiano