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SEMPRE PIU’ URGENTI GLI OSSERVATORI NEI PORTI
COMUNICATO STAMPA Negli ultimi giorni si sono registrati positivi elementi di un cambiamento di approccio delle autorità riguardo al transito di materiale d’armamento, il cui controllo è stabilito dalla Legge 185 del 1990. Il transito, in effetti, è regolato insieme all’esportazione e all’importazione di armamenti, ma dal 1990 ad oggi – come di recente ha rivelato la giornalista d’inchiesta Linda Maggiori, vedi il suo La flotta del genocidio, Altreconomia 2026 – non vi è mai stata alcuna richiesta di autorizzazione a transitare sul nostro territorio per spedizioni di armi provenienti da e dirette a paesi terzi. Questa completa disapplicazione della legge nel controllo del transito ha di conseguenza favorito il passaggio attraverso il territorio italiano di spedizioni di armi che contravvenivano ai criteri di concessione delle autorizzazioni. Sono state innumerevoli le denunce di questo mancato controllo, a partire da quelle clamorose di cui sono da anni protagonisti i portuali di Genova, il cui esempio è stato seguito poi da altri lavoratori nei porti e negli aeroporti italiani. Per anni navi stracariche di armi e munizioni pesanti hanno toccato i porti italiani per andare ad alimentare la guerra delle petro-monarchie arabe contro la popolazione civile dello Yemen. Dopo il 7 Ottobre 2023 abbiamo assistito al sempre più intenso passaggio dall’Italia di massicce catene logistiche che hanno consentito a Israele di cominciare e continuare una guerra di eliminazione fisica degli abitanti palestinesi di Gaza e poi della Cisgiordania. Dallo scorso 26 febbraio, infine, con l’attacco all’Iran in violazione di tutti i trattati e le norme di diritto internazionale, il transito per portare armi e munizioni a Israele si è intensificato ancor più. Le positive novità si devono all’azione dell’Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanza. Nel porto di Ancona il 4 marzo scorso è stato sequestrato un carico di 314.000 munizioni da caccia e milioni di detonatori, probabilmente prodotti da Banchieri & Pellagri (gruppo CSG). Erano a bordo di un tir che stava per imbarcarsi su un traghetto di linea diretto in Grecia. Destinazione finale Cipro, però il carico era stato dichiarato semplicemente packaging e il tragitto concordato con le autorità prevedeva l’uscita dal valico del Tarvisio e il percorso stradale lungo i Balcani. L’autista è stato denunciato per detenzione e trasporto abusivo di munizionamento e materiale esplodente, oltre che per uso di atto falso.  Al sequestro nel porto di Ancona Il TGR Marche ha dedicato un servizio televisivo. Nel porto di Genova l’11 marzo scorso è stato sequestrato un carico di oltre 50 tonnellate di equipaggiamento tattico e di armamento, per un valore stimato di circa 6 milioni di euro. Si tratta di un migliaio di giubbotti antiproiettile, 700 elmetti e uniformi da combattimento, fabbricati in gran parte da KMU Ltd. di Kanpur, Uttar Pradesh, India, e diretti negli Emirati Arabi Uniti. Nel porto di Gioia Tauro, il 18 marzo alcuni container in transito sono stati sottoposti a ispezione su richiesta della deputata Anna Laura Orrico (M5S) e del sindacato USB. Grazie al brillante lavoro di ricerca e analisi condotto dalla campagna internazionale ‘No Harbor for Genocide’ e da BDS italia ‘Campagna Embargo Militare’, si è potuto accertare che si trattava di una spedizione parte di una grossa commessa di componenti in acciaio balistico prodotti da R L Steels & Energy Ltd con sede ad Aurangabad, Maharashtra, India, destinati a una fabbrica israeliana di armi di IMI Systems, del gruppo Elbit Systems. Il colosso dello shipping MSC ha curato la catena logistica dal porto di Mumbai al Mediterraneo, con circumnavigazione dell’Africa. Il governo spagnolo ha negato l’attracco alle navi MSC con questi carichi, ma otto container sono arrivati a Gioia Tauro – che è essenzialmente un porto di transhipment – in attesa di essere reimbarcati su altre navi MSC dirette a Haifa/Ashdod. Interpretiamo questi per ora isolati interventi delle autorità come la presa di coscienza che il nostro paese sta per essere coinvolto in una guerra generalizzata e su più fronti, tenendo conto dell’impegno dell’Italia anche nel sostegno all’Ucraina invasa quattro anni fa. Richiamiamo l’attenzione delle autorità e del governo sulla palese e continua violazione di leggi nazionali e trattati internazionali, violazioni che comportano di fatto e per il diritto internazionale la complicità con gli abusi e le atrocità commesse con l’uso del materiale militare transitato e non fermato attraverso i porti e gli aeroporti italiani. Ripetiamo l’appello ai sindaci delle città portuali interessate dai transiti perché si facciano promotori di “osservatori civici” sulle merci che passano sulle banchine, aprendo così tavoli di confronto tra lavoratori, organizzazioni sindacali, associazioni della società civile e autorità portuali su un tema così delicato e gravido di conseguenze quale è il commercio internazionale di armi, rispondendo responsabilmente alle richieste sempre più allarmate rivolte ai rappresentanti eletti e al governo affinché il nostro paese non sia coinvolto in sanguinosi e disumani conflitti armati. Per contatti e informazioni: * Gianni Alioti, 348 9026909 * Carlo Tombola, 349 6751366
March 20, 2026
Weapon Watch
20 marzo 2026: Luoghi di confine
Venerdì 20 marzo ci vediamo allo spazietto per parlare di confini e del modo in cui vengono riprodotti lontano dalle frontiere fisiche fra gli stati, nelle città, sulle montagne, in campagna e nei nostri spazi di vita, ma anche per parlare delle lotte di chi i confini e gli apparati repressivi che li sostengono li trasgredisce e li combatte. Alle 18:30 presentazione del libro “Luoghi di Confine. Violenze e resistenze del territorio italiano”, insieme a tre dellx autorx. A seguire aperitivino con cose da bere buonissime e genuine e “forse-qualcosina-da-mangiare-ma-in-caso-niente-di-che”. !!!Viecce!!!
March 17, 2026
100celle aperte
«La nuova definizione di antisemitismo erode la qualità della nostra democrazia»
VALENTINA PINSATY, DOCENTE DI SEMIOTICA ALL’UNIVERSITÀ DI BERGAMO SPIEGA LA TORSIONE DEL CONCETTO CLASSICO DI ANTISEMITISMO PROMOSSO DALLA DESTRA ISRAELIANA Ricard González su El Salto Sulla scia delle proteste per il genocidio a Gaza, in diversi paesi occidentali sono stati vietati eventi, licenziati professori e persino deportati o arrestati attivisti filopalestinesi. Spesso tutto ciò è stato fatto con l’accusa di «antisemitismo». Valentina Pinsaty, docente di Semiotica all’Università di Bergamo, ha recentemente pubblicato un libro, intitolato Antisemita: Una Parola in Ostaggio (Bompiani 2025), in cui offre un’analisi dettagliata della trasformazione del concetto classico di antisemitismo promosso dai successivi governi di destra israeliani per utilizzarlo politicamente contro i propri critici. Come si è evoluto il significato della parola “antisemita”? Si tratta di un concetto abbastanza recente, apparso intorno al 1870, che si è stratificato con il suo uso. Inizialmente si riferiva alla Lega antisemita tedesca, un’organizzazione che si autodefiniva “antisemita” e che era contraria all’emancipazione degli ebrei. Nei decenni successivi, il termine si è esteso fino a includere altre manifestazioni di ostilità antiebraica, soprattutto in Russia con i pogrom. Alla fine, si consolida raccogliendo una serie di stereotipi che si trovano nei Protocolli dei Savi di Sion; vale a dire, l’ebreo cospiratore, falso, avido dal punto di vista economico, ecc. Dopo la seconda guerra mondiale, assume un significato così negativo che nessuno si è più definito “antisemita”. Fino a questo punto, l’evoluzione del termine è stata normale, cristallizzandosi nei dizionari in una definizione formale attraverso una convenzione sociale. Poi, le cose cambiano. Valentina Pinsaty Quando appare quella che viene chiamata la “nuova definizione di antisemitismo” e a partire da quale meccanismo? Nel primo decennio del 2000, il governo di destra israeliano del Likud, con il sostegno di varie entità, soprattutto statunitensi, impegnate nella lotta contro l’antisemitismo e allineate con la sua agenda politica, come l’Anti-defamation League, intuiscono il potenziale strategico di questa parola. Data la sua carica negativa, capiscono che chiunque venga accusato di antisemitismo viene escluso dal consenso civile, perde la capacità di essere ascoltato in una società democratica. Con gli antisemiti, come con i razzisti, non si discute. Quindi, vogliono passare a utilizzare questa parola non più per delegittimare gli antisemiti, ma tutti coloro che si oppongono in modo molto aperto e viscerale alle politiche israeliane. E quello che fanno è promuovere un cambiamento dall’alto, e non in modo spontaneo, della definizione ufficiale del concetto di antisemitismo. E qual è questa nuova definizione? Fondamentalmente, assimilano il concetto di antisemitismo a quello di antisionismo, e vincolano inoltre il sionismo all’azione del governo di Netanyahu, che già è al potere da anni. Così chiunque esprima apertamente il proprio dissenso nei confronti delle sue decisioni politiche viene accusato di antisemitismo. Questo cambiamento semantico ha attraversato diverse fasi. Cambiare il significato di un concetto non deve essere facile. Qual è stato il processo? Inizialmente, non era stato concepito come uno strumento giuridico o politico, ma scientifico, destinato alle istituzioni che dovevano monitorare e raccogliere dati sulla trasformazione della retorica antisemita nel XXI secolo. Ed era comprensibile, perché poteva succedere che qualcuno, partendo da una critica a Israele, riproponesse i vecchi stereotipi antisemiti, ricorrendo alla cospirazione ebraica, ecc. Infatti, in un primo momento, la definizione raccoglieva diversi esempi di azioni che “avrebbero potuto costituire espressioni di antisemitismo”. Tra queste, esigere da Israele uno standard diverso da quello degli altri paesi. Dopo un’intensa campagna da parte delle entità sopra menzionate, nel 2016 la nuova definizione è stata ufficialmente approvata in un congresso dell’IHRA (Alleanza Internazionale per la Memoria dell’Olocausto), eliminando la formulazione che utilizzava il condizionale per passare al modo indicativo: sono espressioni di antisemitismo. Quindi, la nuova definizione specifica comportamenti concreti? La nuova definizione contiene una definizione generale e poi un elenco di undici azioni che sono espressioni di antisemitismo. Di queste, sette si riferiscono ai discorsi sullo Stato di Israele e almeno quattro sono molto problematiche. Si tratta di quattro discorsi che sono abituali nella critica dura a Israele, ma che non hanno una matrice antisemita. E poi questa definizione assume un valore giuridico… Esatto, la maggior parte dei governi occidentali ha aderito a questa definizione, che è stata incorporata nelle leggi, nei regolamenti interni dei partiti politici, delle università, ecc. In definitiva, viene utilizzata per delegittimare e persino licenziare dal lavoro persone ingiustamente accusate di antisemitismo. Ad esempio, sulla base di questa definizione, Jeremy Corbyn è stato destituito dalla carica di leader del Partito Laburista britannico, o sono state vietate iniziative culturali in Germania. E questo non è avvenuto attraverso una sorta di cospirazione, ma è stato fatto alla luce del sole. È possibile tracciare passo dopo passo la strategia che ha portato a questa situazione. Ritiene che questa nuova definizione metta in pericolo la democrazia e le libertà fondamentali? Contribuisce a ridurre il perimetro del dibattito pubblico e quindi ostacola la libera espressione delle idee politiche su una questione controversa come le azioni di Israele a Gaza. Il dibattito è stato manipolato perché la parte filopalestinese non ha la possibilità di esprimere le proprie posizioni senza essere criminalizzata. Tra gli attori che hanno contribuito a promuovere questa nuova definizione c’è l’estrema destra occidentale. Perché agisce in questo modo? Perché c’è stato uno scambio di favori tra l’estrema destra occidentale e il governo Netanyahu. Da un lato, Israele chiede a questi partiti un sostegno incondizionato alle sue politiche in Palestina; in cambio, i partiti ultras ricevono la patente di immunità da qualunque accusa di antisemitismo o razzismo. Questo patto è solito includere una visita in Israele, in qualche luogo o museo dedicato all’Olocausto accompagnato dai leader israeliani. A parte questo, è vero che la piattaforma ideologica del governo Netanyahu coincide con quella di questi partiti di estrema destra. Israele rappresenta il sogno di questi partiti. Ciò che non si capisce è perché i partiti di altre ideologie abbiano aderito a questa nuova definizione e a tutto ciò che essa comporta, poiché erode la qualità della nostra democrazia. Alcuni amici di Israele in Occidente dicono che ora l’antisemitismo è un fenomeno soprattutto di sinistra. È vero? No, mi sembra ridicolo. Il problema è che collegando le entità citate e mescolando l’antisemitismo con l’antisionismo nei loro rapporti, ci impediscono di avere un quadro chiaro dell’antisemitismo reale. Ed è un peccato, perché credo che attualmente ci sia un aumento dell’antisemitismo. In ogni caso, tutto indica che le manifestazioni di antisemitismo classico provengono soprattutto da persone di destra. Un chiaro esempio è il “mito Soros”, ovvero le accuse di cospirazione intorno alla figura di George Soros. È possibile che, soprattutto sui social network, persone di sinistra facciano commenti critici nei confronti di Israele in cui assimilano il termine “ebreo” a quello di “israeliano”. E questo è problematico, ma è il risultato dell’assimilazione delle definizioni di antisemitismo – che è una forma di razzismo – e antisionismo – che è una posizione politica. Ritiene che la battaglia per la definizione dell’antisemitismo sia perduta? No, è una battaglia aperta. Al di là delle posizioni dei governi europei, per non parlare degli Stati Uniti, a livello di base molte persone non sono affatto d’accordo. Anche nelle stesse comunità ebraiche molte persone sono contrarie alla posizione adottata dalle istituzioni ebraiche ufficiali, che sostengono il cambiamento della definizione.   The post «La nuova definizione di antisemitismo erode la qualità della nostra democrazia» first appeared on Popoff Quotidiano. 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March 10, 2026
Popoff Quotidiano
15 marzo 2026: Mestruo Riot – 3° incontro
MESTRUO RIOT: TERZO INCONTRO Domenica 15 marzo ore 17:00 Dolori mestruali ed altri disequilibri della ciclicità sono diffusissimi, eppure non se ne parla. Il silenzio intorno a questo argomento va interrotto ora, aprendo uno spazio prima di tutto alla condivisione, comprensione e approfondimento rispetto a questi temi. Vedremo questo e molto altro domenica 15 marzo presso lo spazio sociale occupato 100celle Aperte. Lo spazio sarà separato e dedicato a donne, persone trans, non binarie e queer. Ricordiamo che l’ingresso allo spazio è come sempre libero e potrai lasciare, se vorrai, una sottoscrizione per sostenere il progetto. Puoi portare snakkini vegani da condividere.
March 9, 2026
100celle aperte
PretenDiamo legalità: concorso della Polizia di Stato per le scuole. Riflessioni su obbedienza/punizione VS educazione
Se non esistesse il nostro Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, non potrebbe fare notizia la nona edizione dell’iniziativa che, in «considerazione del positivo riscontro delle passate edizioni», il Dipartimento di Pubblica Sicurezza, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, sta avviando sull’intero territorio nazionale. Apprendiamo che  questo progetto – PretenDiamo legalità – ha  nove anni di vita, che si tratta di un ciclo di incontri per «agli alunni delle scuole primarie, secondarie di primo e di secondo grado» con in cattedra la Polizia di Stato. Così recita la nota della Questura, in questo caso di Bergamo, inviata all’Ufficio Scolastico Regionale (USR) (clicca qui per il concorso). In totale sprezzo della autonomia delle scuole, se ancora vogliamo confidare nella legge che la regola e nella funzione degli Organi Collegiali nel definire il Piano dell’Offerta Formativa (PTOF), le articolazioni del progetto sono decise dalle questure per fasce di età e ordini scolastici «di concerto con il Ministero dell’Istruzione». Le scuole saranno individuate su un elenco fornito dall’USR: di aderenti volontari? Di dirigenti già considerati fidati, confidenti nella bontà dei percorsi? Del resto, i selezionatori-questurini avranno a che fare con dei referenti della scuola indicati da non si capisce chi. La legislazione scolastica non rientra nella cultura della legalità. Partiamo dal titolo, crasi assai suggestiva di pretendere e dare. La pretesa è prepotente, è potenza in atto prima di ogni riflessione in merito; il dare è donativo, paternalistico, pastorale. I contenuti previsti nel progetto sono un misto fra addestramento a individuare le minacce che ci circondano in strada, ovunque, e buonismo parrocchiale. Nella primaria, tenendo conto della sua elementarità basica, senza pretese, figura il parlar bene, le competenze soft utili allo stare in gruppo. Ma, in questo caso, quello a cui da sempre bada una brava Maestra, nella nota si chiama “Hate Speek“. In che consista il giocare – soprattutto oggi che le creature sono affascinate dai dispositivi – lo insegnano i poliziotti. Nella secondaria, la ex media e le superiori, il gioco si fa duro: qui si tratta di contrastare il cyberbullismo, magari dopo aver fatto vedere come si traccia vita natural durante un sospettato, come si raccoglie una testimonianza di molestie presentata da una ragazza, come si procede a un interrogatorio (bullismo da questura?). Ma forse siamo troppo poco indulgenti con le buone intenzioni dei percorsi proposti, sarà perché a furia di sentire e leggere di parità, di inclusione, di accesso ai diritti per il cittadino (escluso il migrante, ovviamente, dalla categoria), avvertiamo l’abuso semantico e politico in cui sono precipitati questi concetti. Richiamare i Principi della Carta Costituzionale, da vivere ogni giorno come recita il testo, dà molto da pensare in un Paese dove vigono norme di sicurezza durissime e si ascoltano continui echi di guerra, nel drammatico disprezzo per le madri e i padri che li scrissero, dopo la devastazione sociale prodotta dal Ventennio e a ridosso di una carneficina che ha prodotto nel mondo circa 85 milioni di morti. Per ben concludere, la nota ricorda il concorsone finale, ormai il paese è tutto un festival, vinti e vincitori, qualcuno merita di più, qualcuno è in fondo lista. A ben pensarci è sempre una questione di confini, di occupazione di territori, di abilitarsi come leader. Al di là della metafora incalza la vita vera, a questi valori orientata. Spendiamo qualche riflessione veloce su un tema che meriterebbe lo studio di interi trattati. La legalità rappresenta la corrispondenza fra un comportamento di qualsiasi tipo (verbale, fisico, singolare, collettivo) e una fonte di norme, e la legge. La legge nella sua anomia, erga omnes, nell’apparente equità, nell’indifferenza per la soggettività di coloro che esibiscono un comportamento, prevede obbedienza al suo mandato e punizione per il mancato rispetto. La legge segue una complessa via gerarchica di elaborazione. Nei Paesi che si definiscono democratici si incardina in complessi ordinamenti di cui le carte costituzionali sono la fonte primaria, segue protocolli di presentazione, discussione, approvazione, piuttosto complessi. Proprio per la macchinosità della sua vigenza e per l’impatto politico che produce, la legalità non sempre si conforma alla legittimità. Legale e legittimo nel nostro ordinamento giuridico non sono sinonimi. La legittimità, potremmo dire un po’ grossolanamente, è discussa, discutibile, oggetto di diatribe che portano in giudizio anche la legge dettata. Ma, né in questo né in altri progetti analoghi, si mette in campo un discorso che evidenzi queste delicate problematiche. Il Verbo è chiaro, non ammette chiaroscuri, ombre: da un lato chi conosce e amministra le procedure legali, dall’altro chi deve conformarsi, adattarsi. Naturalizzazione del comando, potremmo dire. Oggi il nostro Osservatorio riceve decine di segnalazioni quotidiane, spesso viene citato dai media, e questo forse dimostra che si è alzata la sensibilità  della società civile, del corpo docente, degli studenti  su questa invasione di divise nelle nostre scuole. Una presenza insinuante che contagia, che vampirizza saperi e conoscenze, facendo della legalità un meta-valore morale, categorico, ineludibile per il buon cittadino di oggi e di domani. Forse, se per alcuni anni, mentre maturava il clima giusto per ben nove tornate di incontri di questo tipo, ci siamo distratti, oggi dobbiamo stare sul pezzo, allertati, soprattutto come educatori, come adulti responsabili. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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In nome della legge. Giù le armi, Leonardo
di Marco Bersani, Attac Italia e Cadtm Italia* *articolo pubblicato su il manifesto del 7.03.2026 per la Rubrica Nuova finanza pubblica Mentre la guerra, con l’unilaterale attacco all’Iran da parte di Israele e Usa in totale violazione del diritto internazionale, Continua a leggere L'articolo In nome della legge. Giù le armi, Leonardo proviene da ATTAC Italia.
March 7, 2026
ATTAC Italia
7 marzo 2026: Il cuore pulsante della rivoluzione
Il cuore pulsante della Rivoluzione!  Dall’inizio dell’anno, l’esperienza del Confederalismo Democratico della Siria del Nord est, è stata messa sotto duro attacco da parte del governo ad interim, che prima ha assediato i quartieri curdi di Aleppo per poi inviare l’esercito a occupare e conquistare i territori fino al Rojava. Il 30 gennaio è stato firmato un accordo di tregua di cui dobbiamo passo passo monitorare le evoluzioni.  Quel che è certo è che il primo obiettivo di questa operazione è stato colpire le organizzazioni impegnate nel processo di liberazione delle donne, simbolo e motore della rivoluzione.  Ne parliamo sabato 7 marzo alle 18.30 presso lo spazio sociale occupato 100celle aperte con le compagne di Jineoloji Roma, Staffetta Sanitaria per il Rojava, Rete Kurdistan e Rise up 4 Rojava, partendo dal progetto del Confederalismo democratico mondiale delle donne che a metà febbraio ha visto l’incontro in Colombia tra movimento curdo e movimenti femministi e trasfemministi dell’Abya Yala e proseguendo con un approfondimento sul sistema antiviolenza costruito in Rojava in questi 12 anni di autogoverno. A seguire  cena vegan benefit a sostegno del centro culturale Ararat  proiezione del documentario: “Legerin: in search of Alina” di M.L. Vasquez (1h22m, Argentina-Rojava 2024. sottotitoli in italiano) Un film che ripercorre la vita della dottoressa e internazionalista argentina Alina Sánchez (Lêgerîn), che viaggiò dalla Patagonia a Cuba, in Europa e infine nel Rojava, dove entrò a far parte del Movimento di liberazione delle donne curde. Verso e oltre la due giorni di lotta transfemminista dell’8 e 9 marzo di Non Una di Meno
March 5, 2026
100celle aperte
CARTELLA STAMPA 8-9 marzo 2026
LE NOSTRE VITE VALGONO. NOI SCIOPERIAMO! COMUNICATO STAMPA SCARICABILEDownload APPELLO SCARICABILE OTTO-NOVE MARZODownload BLOG OSSERVATORIO TUTTI GLI APPUNTAMENTI DELLA GIORNATA INFORMAZIONI UTILI PER SCIOPERARE CONTATTI STAMPA E-mail: stampa.nonunadimeno@gmail.com FB: https://www.facebook.com/nonunadimeno/ IG: https://www.instagram.com/nonunadimeno/ BLOG NONUNADIMENO: https://nonunadimeno.wordpress.com/
March 5, 2026
Non Una Di Meno
8M-9M 2026: TUTTI GLI APPUNTAMENTI (IN AGGIORNAMENTO)
EVENTI 8-9 MARZO 2026! (IN AGGIORNAMENTO) TROVA LA MANIFESTAZIONE PIÙ VICINA A TE PER SCIOPERARE INSIEME A TUTTꞫ NOI L’8 MARZO SIAMO MAREA ALBENGA 8 MARZO CORTEO ORE 10.30 CONCENTRAMENTO VIALE PONTELUNGO ORE 11.00 PARTENZA CORTEO ALBA 7 MARZO ORE 18:00: LABORATORIO ARTISTICO (DIALOGO E SCULTURA PER LA COSTRUZIONE DI UNA VULVA VERSO L’8 MARZO) – CIRCOLO CINEMA VEKKIO, CORNELIANO D’ALBA 8 MARZO ORE 15.00 – 18.00 PIAZZA STATUTO  [ASTI] LABORATORIE, DIBATTITI, SPAZIO CON LETTURE E LABORATORIA BIMBU  ORE 18.00 PARTENZA CORTEO DA PIAZZA STATUTO 9 MARZO ORE 18.30 PIAZZA GARIBALDI, ALBA SCIOPERO E CORTEO CITTADINO ALESSANDRIA 6 MARZO ORE 15.30 ASSEMBLEA APERTA VERSO L’8 INSIEME A COORDINAMENTO STUDENTESCO  8 MARZO ORE 16.00 PIAZZETTA DELLA LEGA CORTEO 9 MARZO ORE 7.00 PRESIDI INFORMATIVI DAVANTI ALLE SCUOLE  ANCONA 8 MARZO ORE 16.00 ZONA PASSETTO CORTEO  AREZZO 8 MARZO ORE 15.00 PIAZZA SAN JACOPO CORTEO ASTI 8 MARZO ORE 15.00 – 18.00 PIAZZA STATUTO LABORATORIE, DIBATTITE, SPAZIO CON LETTURE E LABORATORIA BIMBU  ORE 18.00 PARTENZA CORTEO DA PIAZZA STATUTO 9 MARZO ORE 18.30 PIAZZA GARIBALDI, ALBA SCIOPERO E CORTEO CITTADINO BELLUNO 8 MARZO ORE 15.00 TEATRO COMUNALE DI BELLUNO FESTA, RIVENDICAZIONI, COMUNITÀ, PARTECIPAZIONE, LOTTA BENEVENTO OFFICINA TRANSFEMMINISTA 9 MARZO ORE 9:30 TERMINAL BUS SANTA COLOMBA CORTEO BERGAMO 8 MARZO ORE 17.30 PIAZZALE MARCONI  CORTEO 9 MARZO AZIONI DIFFUSE MOMENTI A  SUPPORTO DELLO SCIOPERO BOLOGNA 7 MARZO: EVENTO DI AUTOFINANZIAMENTO VERSO LO SCIOPERO TRANSFEMMINISTA DEL 9 MARZO. DALLE ORE 21 PRESSO ATELIERSÌ, VIA SAN VITALE 69  8 MARZO ORE 12.30 UNA DOMENICA IN S/FAMIGLIA. PERFORMANCE IN PIAZZA MAGGIORE DALLE 12:30  9 MARZO ORE 9:30 SCIOPERO!  IN PIAZZA VII AGOSTO PER DELLE LABORATORIE, SPAZIO BIMBƏ, OPEN MIC ORE 16:00 CONCENTRAMENTO IN PIAZZA MAGGIORE CORTEO  BRESCIA 8 MARZO ORE 15.00 PIAZZETTA BELL’ITALIA CORTEO ORE 17.00 CAMBIAMO MUSICA CONCERTO 9 MARZO ORE 9.00 TRIBUNALE PRESIDIO CAGLIARI 8 MARZO ORE 17:00 BASTIONE SAINT REMY – PIAZZA COSTITUZIONE ORE 18:00 PIAZZA GARIBALDI 9 MARZO ORE  17.00 BASTIONE SAINT REMY IN PIAZZA COSTITUZIONE SIT IN: INTERVENTI E MICROFONO APERTO ORE 18:00 PIAZZA COSTITUZIONE  PASSEGGIATA RUMOROSA    CATANIA 8 MARZO ORE 17.30 VILLA BELLINI CORTEO  CUNEO 8 MARZO ORE 10.30 – FINO A SERA GIORNATA DI CURA CON LABORATORIE – CIRCOLO ARCIPELAGO VIA MEUCCI 32/34 9 MARZO ORE 18.00 PRESIDIO DAVANTI AL TRIBUNALE (PIAZZA GALIMBERTI, CN)  EMPOLI 8 MARZO ORE 16.00 PIAZZA DELLA VITTORIA CORTEO TRANSFEMMINISTA FINE CORTEO MICRÓFONO APERTO E DJSET CON SOUND AUTOPRODOTTO FERRARA 8 MARZO ORE 16.00 PIAZZA MUNICIPIO PRESIDIO FIRENZE 8 MARZO ORE 15.00 – 18.00 INTERVENTI, LABORATORI, PERFORMANCES E MUSICA SPAZIO BIMBU ORE 18.00 CORTEO PER LE STRADE DEL CENTRO ORE 20.00 – 22.00 PIAZZA SS ANNUNZIATA, SERATA CON MUSICA, PERFORMANCES E MINESTRA FEMMINISTA. 9 MARZO ALLA MANIFESTAZIONE CONVOCATA DALL3 STUDENT3, DALLE ORE 9.00 IN PIAZZA SS ANNUNZIATA FORMIA 8 MARZO ORE 16.30 PIAZZETTA MUNICIPIO SALA FALCONE BORSELLINO ESPOSIZIONE COLLETTIVA ORE 18:00 PRESENTAZIONE LIBRO ORE 19:30 LIVE CONCERT & DJ SET GENOVA 8 MARZO R-ESISTENZE TRANSFEMINISTE (SPIANATA DELL’ACQUASOLA, VIALE IV NOVEMBRE) ORE 11.00-12.30 8M TRANSNAZIONALE- LABORATORIO E DIBATTITO ORE 12.30-14.00 PRANZO CONDIVISO ORE 14.00-18.00 LABORATORIE ARTISTICHE DURANTE TUTTA LA GIORNATA MUSICA, MOSTRA FOTOGRAFICA, SPAZIO BIMBU E BIRRETTE 9 MARZO SCIOPERO DIFFUSO DURANTE LA GIORNATA ORE 18.00 CONCENTRAMENTO IN VIA FANTI D’ITALIA CORTEO  LA SPEZIA 7 MARZO ORE 15.00 APPUNTAMENTO DA @LABORATORIALUNATICA PER UN SABATO DI PREPARATIVI, SOCIALITÀ E CHILL CON LƏ AMƏ. ⁠PREPARIAMO STRISCIONI/CARTELLONI; ⁠BRIGATA CROCHET; ⁠CHIACCHIERE E SOCIALITÀ, ⁠PIZZATA LUNATICA; ⁠PROIEZIONE MEME: ESTETICA MILITANTE. 8 MARZO ORE 14.00 – DA LUNATICA PER ALLESTIMENTO FURGONA + TRUCCO E GLITTER ORE 16:30 IN P.ZA GARIBALDI CORTEO ORE 17:00 9 MARZO LE NOSTRE VITE VALGONO, NOI SCIOPERIAMO! AZIONI DIFFUSE IN CITTÀ! SEGUIRANNO AGGIORNAMENTI LAGO DI GARDA 8 MARZO ORE 15.00 PIAZZETTA BELL’ITALIA CORTEO ORE 17.00 CAMBIAMO MUSICA CONCERTO 9 MARZO ORE 9.00 TRIBUNALE PRESIDIO LAMEZIA TERME 8 MARZO ORE 11.30 ISOLA PEDONALE PRESIDIO ORE 17.00 CHIOSTRO SAN DOMENICO PROIEZIONE FILM LIVORNO 8 MARZO ORE 16.00  PIAZZA MAZZINI CORTEO LUNGO IL VIALE DEL MARE ASSEMBLEA POST-CORTEO AL REFUGIO, SCALI DEL REFUGIO 8   9 MARZO ORE 9:00 PIAZZA CAVOUR PRESIDIO DI ACCOGLIENZA DELLO SCIOPERO LUCCA 7 MARZO ORE 15.00 PREPARAZIONE MATERIALI, MERENDA VEGAN, LABORATORIA “CORPI E INTERSEZIONALITÀ”  8 MARZO ORE 15.00 CONCENTRAMENTO ALLA STAZIONE DI LUCCA, CORTEO 9 MARZO SCIOPERO  MASSA CARRARA 8 MARZO ORE 15.00 PIAZZA DEL TRIBUNALE DI MASSA CORTEO INTERVENTI LUNGO IL CORTEO, DJ SET E CORO MALERBE ORE 2.00 CIRCOLO ARCI I BACCANALI A CARRARA CON LE S-CONOSCIUTE 9 MARZO SCIOPERO ORE 10.00 – 13.00 IN FONDO A VIA ROMA BANCHETTA E AZIONI DIFFUSE, ACCOGLIENZA SCIOPERO MANTOVA 8 MARZO DALLE ORE 17.30 FESTIVALINA TRANSFEMMINISTA IN ARCI CASBAH (PEGOGNAGA)  9 MARZO SCIOPERO DIFFUSO IN CITTÀ ORE 9.30 PIAZZA VIRGILIANA IN BICI O A PIEDI ORE 18.30: CONCENTRAMENTO IN PIAZZA MARTIRI DI BELFIORE,CORTEO  MATERA 8 MARZO ORE 11.30 PIAZZA V. VENETO ASSEMBLEA APERTA 9 MARZO ORE 16.30 PIAZZA V. VENETO SIT IN MILANO 8 MARZO ORE 15.00 PIAZZA DUCA D’AOSTA – MANIFESTAZIONE CITTADINA 9 MARZO ORE 9.30  LARGO CAIROLI – CORTEO STUDENTESCO E PIAZZA DELLO SCIOPERO MODENA 8 MARZO ORE 10.00 CON IL COMITATO VERITÀ E GIUSTIZIA, CARCERE SANT’ANNA PRESIDIO PRANZO COI NOSTRI PANINI VEGANI AI GIARDINI PUBBLICI ORE 15.00 PIAZZA MATTEOTTI ASSEMBLEA APERTA SU CONSENSO E EDUCAZIONE SESSUOAFFETTIVA IN CASO DI PIOGGIA TUTTO AD ERETICA. 9 MARZO ORE 9.00 AD ERETICA LABORATORIA DI TEATRO DELL’OPPRESSO ORE 15.00 “LA VERGOGNA DEVE CAMBIARE LATO” DAVANTI AL GIORNALE RESTO DEL CARLINO PRESIDIO NAPOLI  5 MARZO ORE 18:30 – MENSA OCCUPATA ASSEMBLEA VERSO L’8M CON PUNTA CREATIVA 6 MARZO ORE 18:30  MENSA OCCUPATA DIBATTITO “ SENZA CONSENSO È STUPRO” +PROIEZIONE DI BORN IN FLAMES (B. LIZZIE) CONTRO IL DDL BONGIORNO AUTODIFESA TRANSFEMMINISTA! A SEGUIRE: CENA DI AUTOFINANZIAMENTO VERSO L’8 E IL 9 MARZO 8 MARZO ORE 11:00 – VIALE CAMPI FLEGREI BAGNOLI 9 MARZO ORE 15.00 PORTA CAPUANA CORTEO TRANSFEMMINISTA NOVARA 7 MARZO: CONVERGENZA AL CORTEO DI TORINO 8 MARZO ORE 16.00 MERENDA VEGAN E PROIEZIONE FILM  9 MARZO ORE 9.00 PIAZZA MATTEOTTI SCIOPERO! MOBILITAZIONE  PADOVA 8 MARZO ORE 15.00 PIAZZA DELLE ERBE  “PIAZZA DEL CONSENSO” INIZIATIVE IN CONTEMPORANEA 9 MARZO ORE 9.00 PIAZZA GARIBALDI CONCENTRAMENTO  PALERMO 9 MARZO ORE 10.00 PIAZZA VERDI SCIOPERO TRANSFEMMINISTA PRESIDIO PAVIA 8 MARZO ORE 15.00 PIAZZA DELLA VITTORIA  CORTEO   9 MARZO ORE 15.00 PIAZZA DELLA VITTORIA  PARTIAMO DA NOI- PRESENTAZIONE DE “I DIALOGHI DELLA VAGINA”   PISA 7 MARZO ORE 22.00 CONCERTO IN UNIVERSITÀ CON ELLIE COTTINO E SISTA SOFY, IN APERTURA ZOE, CLARISSA E DJ SET CON DIAHANE ANGELS 8 MARZO ORE 12.30 PIAZZA XX SETTEMBRE PRESIDIO ORE 16.00 PIAZZA GUERRAZZI CORTEO 9 MARZO ORE 10.00  PIAZZA XX SETTEMBRE PER UN’EDUCAZIONE TRANSFEMMINISTA, LABORATORI IN PIAZZA PER BIMBƏ, STUDENTƏ E ADULTI! ORE 13.00 PIAZZA DELLA STAZIONE PRANZO SOCIALE ORE 15.30 PIAZZA VITTORIO EMANUELE SALUTE PER TUTTƏ: LE NOSTRE VITE VALGONO! ATTIVITÀ E CONTRIBUTI DA CHI LAVORA NEL MONDO DELLA SALUTE, CHI NE È UTENTE, CHI SI AUTO-ORGANIZZA NEI QUARTIERI PER GARANTIRE ACCESSO ALLA SALUTE A TUTTƏ. PISTOIA 7 MARZO ORE 15.00 – 18.00  SIAMO IL GRIDO.LABORATORIA PER PORTARE LA NOSTRA VOCE IN PIAZZA – A CURA DI DAGMAR BATHMANN 8 MARZO ORE 10.00 – 12.00 LABORATORIA SUL CONSENSO – A CURA DI NUDM PT 9 MARZO ORE 10.00 STAZIONE DI PISTOIA CORTEO CITTADINO PRATO 8 MARZO ORE 16.00 PIAZZA S.FRANCESCO OPEN MIC IN ORE 18.00 PIAZZA S.FRANCESCO CONCENTRAMENTO CORTEO REGGIO EMILIA 8 MARZO ORE 10.30 – 12.30  ASSEMBLEA PUBBLICA ORE 14.00 LABORATORI IN PREPARAZIONE DEL CORTEO ORE 15.30 INTERVENTI IN PIAZZA ORE 16.30 PARTENZA CORTEO 9 MARZO ORE 11.00 VOCI E TESTIMONIANZE LAVORATOR3 E STUDENT3 ORE 12.00 EDUCAZIONE SESSUOAFFETTIVA LEZIONI IN PIAZZA TUTTI GLI EVENTI DELLE GIORNATE SI TERRANNO IN PIAZZA MARTIRI DEL 7 LUGLIO  RIMINI 8 MARZO ORE 11.00 ARCO D’AUGUSTO CONCENTRAMENTO CORTEO ORE 13.00 CASA MADIBA NETWORK PASTASCIUTTA TRANSFEMMINISTA PRANZO SOCIALE + DJ SET BY NORIBLOB  9 MARZO ORE 11.00 DAVANTI ALLA PREFETTURA (VIA IV NOVEMBRE) FLASH MOB ROMA 8 MARZO ORE 17.00 PIAZZA UGO LA MALFA CORTEO 9 MARZO 2026 ORE 9.30 PIAZZALE OSTIENSE SCIOPERO SIENA 8 MARZO  ORE 19 CENA PRESSO CIRCOLO ARCI RAVACCIANO “CONSENSO O DISSENSO:QUESTO È IL PROBLEMA!” 9 MARZO   ORE 16.30 GiARDINI DELLA LIZZA (CONCENTRAMENTO) CORTEO TRANSFEMMINISTA CON LINK CAOS CALMO –  RETE SENESE CONTRO IL RIARMO  TARANTO 9 MARZO ORE 11.30 – 15.30 PIAZZA CASTELLO PRESIDIO TIVOLI 8 MARZO ORE 12.00 PIAZZA RIVAROLA  CONCENTRAMENTO INSIEME VERSO LA STAZIONE DI TIVOLI PER RAGGIUNGERE IL CORTEO DI  ROMA TORINO 7 MARZO ORE 15.00 PIAZZA XVIII DICEMBRE CORTEO CITTADINO 8 MARZO DIFFUSO NEI QUARTIERI: APPUNTAMENTI IN VANCHIGLIA, SAN PAOLO, AURORA/BARRIERA E SAN SALVARIO 9 MARZO ORE 10.00 TRIBUNALE DI TORINO SCIOPERO TRANSFEMMINISTA GLOBALE CONTRO IL DDL BONGIORNO TRENTO 8 MARZO ORE 14:00 PIAZZA DELLA MOSTRA CONCENTRAMENTO CORTEO ORE 15:00 PARTENZA CORTEO ARRIVO IN PIAZZA DEL DUOMO: PIAZZA FINALE E MICROFONO APERTO  9 MARZO SCIOPERO TRANSFEMMINISTA GLOBALE  TREVISO 7 MARZO ORE 16.00 VIA DANIELE MONTERUMICI 11 WALK-IN DI PIERCING E BANCHETTI DI TANTX ARTISTX INDIPENDENTI ORE 19.00 TALK E DISCUSSIONE COLLETTIVA SULLA PRATICA DEL DIRITTO ALLO SCIOPERO TRANSFEMMINISTA. COME SI SCIOPERA? PERCHÉ? NE PARLIAMO CON ADL COBAS TREVISO. ORE 21.00 SPETTACOLO DI STAND-UP COMEDY DI SOFIA  GOTTARDI PER SCACCIARE GLI STEREOTIPI TRA UMORISMO E RISATE. ORE 23.00 DJ-SET IMPERTINENTE CON DJ OSWALDO 9 MARZO ORE 18.30 PALLA DI FERRO CORTEO TRIESTE 8 MARZO ORE 15.30 DA PIAZZA HORTIS CORTEO CITTADINO 9 MARZO ORE 10.30 DAVANTI AL CARCERE DEL CORONEO CONFERENZA STAMPA UDINE 8 MARZO ORE 10:00 PIAZZA XX SETTEMBRE PRESIDIO 9 MARZO SCIOPERO TRANSFEMMINISTA GLOBALE  VERBANIA 8 MARZO ORE 14.30 PIAZZA SAN VITTORE INTRA CORTEO E MANIFESTAZIONE CON CANTI E CORI, LETTURE DI INTERVENTI ORE 15.30 PARCO BESOZZI-BENIOLI ASSEMBLEA APERTA SUI TEMI DELLA VIOLENZA E DELL’INTERSEZIONALITÀ, CON ATTIVITÀ E DIBATTITI APERTI 9 MARZO SCIOPERO TRANSFEMMINISTA GLOBALE VERONA 8 MARZO ORE 10.30 PIAZZA ISOLA  (PIAZZA ISOLO) COLAZIONE TRANSFEMMINISTA ORE 10.30-CORTEO DA PIAZZA ISOLA A PIAZZA DELLE SIGNORE (PIAZZA DEI SIGNORI AKA DANTE) ORE 13.00 PIAZZA DELLE SIGNORE PIC-NIC TRANSFEMMINISTA E CURA 9 MARZO CONVERGENZA AL CORTEO DI PADOVA
March 5, 2026
Non Una Di Meno
Festival di Sanremo: il ruolo della Polizia nella Cyber Sicurezza
La sicurezza passa anche dalla rete e il Festival di Sanremo non poteva essere che l’ennesima occasione propizia per rilanciare il ruolo della divisione informatica della Polizia di Stato: clicca qui per la notizia. Del resto, le minacce cyber sono al centro delle attenzioni governative, come si evince anche da numerose uscite del Ministero e l’occasione della 76ª edizione del Festival di Sanremo era assai appetibile. Le guerre ibride sono al centro del non papello redatto dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, come si evince chiaramente da un passaggio eloquente nel testo reperibile sul sito del Ministero della difesa: Minacce cibernetiche, attività di spionaggio e campagne di disinformazione sono tra le principali modalità con cui questi attori cercano di destabilizzare il nostro Paese.  Gli strumenti utilizzati nelle campagne ibride sono in continua evoluzione e vengono adattati al contesto specifico. Tra i più comuni,  in Italia si possono individuare:  attacchi informatici diretti contro istituzioni governative, aziende private e infrastrutture critiche, che possono compromettere dati sensibili, interrompere servizi essenziali e causare danni economici;  campagne di disinformazione mediante la diffusione di notizie false e propaganda attraverso i social media o altri canali online, finalizzate a manipolare l’opinione pubblica, alimentare tensioni sociali e influenzare i processi elettorali;  utilizzo di leve economiche – come sanzioni commerciali mirate o investimenti strategici – impiegate per esercitare pressione politica e influenzare le decisioni del governo italiano;  sabotaggi contro infrastrutture critiche (reti elettriche, sistemi di comunicazione, trasporti), capaci di provocare disagi significativi e generare panico tra la popolazione. Fin qui nulla di nuovo se non fosse per la collaborazione tra specialisti della Polizia Postale e operatori Rai per altro in occasione di un Festival Musicale. Forse si pensa di far intervenire anche i servizi segreti per tutelare il voto degli spettatori onde evitare che dalla Russia o dalla Cina si decida il prossimo vincitore di Sanremo? L’ironia non è casuale, siamo davanti alla ennesima operazione di facciata che tuttavia occulta anche la sostanza del problema ossia il progetto di far apparire la presenza della Polizia Postale come atta a salvaguardare la società stessa e i cittadini. E al contempo ricordiamo la notizia, di alcuni anni or sono, dei droni di produzione israeliana che si erano levati in volo per impedire a droni pirata delle riprese non autorizzate. Il messaggio è chiaro: senza le forze dell’ordine non ci sarebbe il supporto della manifestazione e dei profili social utilizzati nel corso dell’evento. Poi si aggiunge di tutto e di più, dalle campagne contro le truffe on line in compagnia di qualche banca e dei loro contributi. Siete certi allora che si tratti solo di canzonette? Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università --------------------------------------------------------------------------------