Tag - assemblea bosco ospizio (re)

Bosco Ospizio: Conad chiude e il Comune fa da sponda
Riceviamo e diffondiamo “la risposta dell’Assemblea – a freddo – rispetto alla lettera ricevuta da Conad Centro Nord mercoledì scorso, a seguito dell’incontro avvenuto venerdì 28/08 presso la sede comunale. Ci teniamo a sottolineare che, nonostante i titoli sui giornali locali indicassero una apertura al dialogo, la risposta di Conad è stata un rifiuto integrale a tutte le nostre proposte. Di seguito il nostro comunicato integrale.” *UN NO SCRITTO IN CINQUE GIORNI SU UNA PROPOSTA CHE NE MERITEREBBE MOLTI DI PIÙ: CONAD CHIUDE, IL COMUNE FA DA SPONDA Mercoledì sera abbiamo ricevuto, per tramite dell’Amministrazione comunale, la risposta di Conad Centro Nord alla proposta che avevamo illustrato venerdì 28 agosto. La risposta è un no su tutta la linea: no alla conservazione integrale dell’area, no al progetto mantenendo la proprietà attuale, no all’ipotesi di permuta. Questa è l’apertura al dialogo millantata a mezzo stampa dal soggetto attuatore. Ma il punto non è il no, ma che quel no fosse già stato pronunciato in quella stanza prima ancora che la nostra proposta fosse discussa. Nei cinque giorni successivi non è stata fatta alcuna valutazione: è semplicemente stata impaginata una lettera. Per la nostra proposta di permuta lo si può affermare con certezza, perché valutare uno scambio di aree significa istruttoria urbanistica, verifiche economiche, verifiche tecnico-giuridiche delle condizioni ampiamente mutate nel quartiere dal 2015 a oggi. Non è un’operazione che si esaurisce in cinque giorni. O non è mai stata avviata, o era una possibilità già archiviata prima di sedersi al tavolo. Dalla risposta di Conad è sparita anche l’unica cosa concreta uscita da quell’incontro: l’impegno, preso a voce dall’Amministratore Delegato, a non far ripartire i lavori finché fosse in corso un confronto. Ci chiediamo se quel tavolo sia servito a valutare qualcosa o a poter dire, davanti all’opinione pubblica, che un tentativo di dialogo c’era stato. C’è un passaggio della lettera che andrebbe letto con attenzione da tutta la città. Conad si dichiara disponibile a mettere il proprio know-how e le proprie risorse per lo sviluppo o la rigenerazione non su quest’area di sua proprietà, in collaborazione con noi, ma su un’altra area verde cittadina – quindi pubblica – da cui la nostra proposta, pensata per questa area specifica, ovviamente sparisce. Su questo, nessun rilievo o puntualizzazione sui ruoli e su chi debba curare e implementare il verde pubblico da parte dell’Amministrazione. Del resto, il vicesindaco De Franco è intervenuto all’incontro dichiarandosi parte terza e ha poi svolto per intero l’argomentazione del privato: che aree alternative non esistono, che i costi sarebbero insostenibili, che la nostra è una battaglia simbolica. Il sindaco Massari ha chiuso dicendo che l’ipotesi di non costruire su quell’area non esiste nella realtà. Al tavolo non sembravano esserci due parti e un mediatore, ma due soggetti già dalla stessa parte rispetto a una proposta da respingere. Per smentire questa impressione invitiamo – di nuovo – l’amministrazione a farsi reale mediatore: su questo progetto, mentre tiene aperta la collaborazione che ci è stata offerta su altre aree verdi del futuro. Un’ultima considerazione per l’Amministratore Delegato di Conad Centro Nord, che durante l’incontro ha criticato le azioni di boicottaggio che a suo dire minerebbero le basi di una discussione civile, invitandoci a farle cessare. Chiariamo che almeno fino a oggi quelle azioni, e le persone che le promuovono o le agiscono, non sono state guidate o organizzate da noi. Sono individui o gruppi che hanno tratto le loro conclusioni autonomamente, dopo oltre due anni di richieste di confronto ignorate, nove cittadini querelati nel 2025 per essersi seduti davanti ai trattori, un’altra querela depositata il primo giorno del presidio, un’apertura al dialogo annunciata ai giornali e chiusa in cinque giorni. Conad si lamenta di un effetto di cui è la causa. “Persone oltre le cose” non è una frase da bilancio di sostenibilità: nella realtà sono cittadine e cittadini che davanti a tutto questo hanno deciso in autonomia di non voler più avere niente a che fare con l’azienda. La nostra idea progettuale non è un documento chiuso: si arricchisce ogni giorno del contributo di medici, docenti, ricercatori, tecnici, e viene guardata da altri territori come un modello. Non chiediamo un sì. Chiediamo una valutazione vera, con il tempo che una valutazione vera richiede. Una valutazione reale e sull’oggi, non su un futuro ipotetico e su un altrove. E chiediamo che, finché quel tempo non sia stato dato, i lavori non ripartano, mentre temiamo invece che lo faranno a brevissimo, vista questa risposta di Conad. Assemblea Bosco Ospizio Redazione Italia
September 5, 2026
Pressenza
Bosco Ospizio resiste
Venerdì 28 agosto abbiamo ottenuto quello che chiediamo da quando è nata l’Assemblea Bosco Ospizio: ci siamo seduti a un tavolo con i rappresentanti di Conad Centro Nord per parlare del PRU Ospizio e del Bosco sviluppatosi in 25 anni di assenza antropica. L’incontro si è svolto alla fine della quarta settimana di presidio permanente per proteggere il Bosco dall’abbattimento, dopo oltre due anni di manifestazioni, petizioni, volantinaggi, iniziative culturali e formulazione di proposte alternative, sempre presentate pubblicamente alla città. Proposte che in questi mesi abbiamo raccolto, approfondito e perfezionato per sottoporle direttamente alla proprietà dell’area. Durante quasi tre ore di confronto abbiamo presentato il nostro progetto per la conservazione integrale del Bosco Ospizio e per la sua trasformazione in un Bosco urbano di comunità: uno spazio capace di coniugare tutela rigorosa dell’ecosistema, fruizione responsabile, educazione ambientale, ricerca e gestione condivisa con la cittadinanza. Abbiamo chiarito che la nostra posizione non consiste nel migliorare le compensazioni previste dal PRU, né nel collocare nuovi alberi dentro o fuori dal comparto. La nostra proposta mette in discussione tutto l’intero progetto: ciò che chiediamo è un cambiamento radicale della visione che guida la progettazione e la riqualificazione della città, una visione che prevede la distruzione di un ecosistema già esistente per sostituirlo con edifici, parcheggi e nuove piantumazioni. Conad Centro Nord ha ribadito la propria intenzione di realizzare il PRU, ma si è impegnata a valutare seriamente, nei prossimi giorni, la proposta presentata dall’Assemblea. È un risultato minimo e fragile, strappato dopo due anni di mobilitazione  e quattro settimane di presidio permanente. Per la prima volta, però, abbiamo potuto parlare direttamente con la proprietà e siamo stati ascoltati come interlocutori. Abbiamo potuto spiegare perché la crisi climatica imponga di rimettere in discussione decisioni e progetti elaborati vent’anni fa; perché la tutela di un bosco urbano non possa essere ridotta a un conteggio di alberi; perché i diritti edificatori non siano l’unico diritto da considerare quando sono in gioco la salute, la vivibilità della città e il futuro di chi la abita. Il comunicato dell’Amministrazione continua a definire l’area “privata, attualmente degradata e inaccessibile, su cui è cresciuta vegetazione spontanea”. Contestiamo profondamente questa rappresentazione. Il Bosco Ospizio non è un’area degradata in attesa di essere valorizzata: è un ecosistema vivo, risultato di un processo di rinaturalizzazione che ha restituito biodiversità, suolo permeabile, ombra e capacità di mitigazione climatica a una delle zone più trafficate e inquinate della città. Ora Conad Centro Nord è chiamata a compiere una scelta: limitarsi a modificare marginalmente un progetto che continua a prevedere la distruzione di una parte significativa dell’ecosistema oppure assumersi la responsabilità di ripensarlo davvero, riconoscendo il valore ambientale, sociale e simbolico che Bosco Ospizio ha acquisito per l’intera città. Fino a quando non riceveremo una risposta chiara, il presidio permanente continuerà. Il dialogo può esistere soltanto finché non vengono compiuti interventi irreversibili. Per questo chiediamo ancora una volta che nessun lavoro e nessun abbattimento inizino durante la valutazione della proposta. Ringraziamo tutte le persone che venerdì hanno riempito piazza Prampolini e tutte quelle che, da settimane, sostengono il presidio con la propria presenza, il proprio tempo e la propria cura. Quella piazza ha dimostrato che la tutela del Bosco non è la battaglia di un piccolo gruppo, ma una questione che attraversa la città e interroga il suo futuro. Le possibilità che la nostra proposta venga accolta possono essere minime. Ma oggi il Bosco è ancora in piedi. E finché sarà in piedi continueremo a difenderlo. Bosco Ospizio esiste. Bosco Ospizio resiste. Redazione Romagna
August 30, 2026
Pressenza
L’Assemblea Bosco Ospizio: l’amministrazione ci ha sentiti ma non ascoltati
A seguito dell’incontro avuto ieri venerdì 21 agosto con l’Amministrazione Comunale, inviamo il comunicato con le considerazioni espresse dall’Assemblea Bosco Ospizio L’atteso incontro con l’Amministrazione Comunale, avvenuto venerdì 21 agosto, ci lascia amareggiati ma non intacca la nostra mobilitazione. Gli argomenti della controparte sono stati chiari fin dalla conta dei presenti: nessun assessore con delega al verde, nonostante nostre richieste esplicite, e presenza, oltre al Sindaco e al suo capo di gabinetto, dell’assessore all’urbanistica e del dirigente dell’area progettazione urbana strategica. Non l’ambiente, dunque, ma il cemento come oggetto di discussione principale. La nostra proposta non si può riassumere in un comunicato, ma tiene insieme tutti gli aspetti che caratterizzano questa vertenza pluriennale: l’aspetto ecologico e ambientale, i servizi al quartiere e ai suoi abitanti, la comunità di persone che fa esercizio di partecipazione democratica, nell’assemblea prima e nel presidio permanente ora. E ovviamente una progettualità concreta per la bonifica e gestione del Bosco Ospizio, da mettere in pratica in un percorso davvero aperto e partecipato. Abbiamo chiesto con decisione all’Amministrazione di essere al fianco dei propri cittadini, di uscire dalla logica del “non si può più fare niente” e di assumersi la responsabilità politica di un intervento di persuasione verso Conad Centro Nord. Abbiamo ribadito la necessità di un tavolo tecnico con tutti i soggetti coinvolti, in cui il Comune possa fare da mediatore a favore delle istanze portate dalla cittadinanza. Per questo ringraziamo molto Giovanna Allegri, che ha accettato di far parte della nostra delegazione. Figlia di Paride Allegri, partigiano ambientalista ed ecologista che ha fatto la storia della resistenza verde a Reggio Emilia, ha richiamato a un passato che non può essere solo memoria storica ma esercizio presente e continuo di democrazia e ascolto. La linea dell’Amministrazione era evidentemente già definita a valle dell’incontro che la stessa ha tenuto con il soggetto attuatore, a cui ha dato la priorità. Nessuna riduzione delle superfici cementificate; la richiesta di adattare il nostro progetto a un’altra area verde della città anziché a Ospizio; la proposta di future collaborazioni per le progettazioni del verde a venire. Un’Amministrazione, quindi, che continua a non cogliere l’urgenza della riprogettazione cittadina davanti alla crisi climatica, e che ha come unico obiettivo quello di placare una mobilitazione popolare estremamente consapevole, risoluta e in espansione. Questo atteggiamento ci lascia l’amaro in bocca, ancora più davanti a uno sbilanciamento di potere in cui le istituzioni si posizionano dalla parte del soggetto privato, a cui delegano convintamente la fornitura di servizi di cura e cultura. Non traspare nessuna volontà concreta di intercedere verso Conad, ma anzi fastidio per le nostre richieste. Né risulta chiaro se l’Amministrazione, contraddittoria durante l’incontro, vorrà impegnarsi a protezione delle decine di persone minacciate da denunce preventive per una protesta non-violenta a protezione del bene comune – o comune bene, come ci ricorda Vinicio Capossela nel suo intervento a nostro sostegno. L’Assessore velatamente scarica sul presidio le responsabilità dei rischi aumentati per la scuola dell’infanzia a causa del ritardo dell’inizio dei lavori: come se la previsione di oltre due anni di cantiere si concentrasse semplicemente nella prima decina di giorni, e come se questa fosse indolore dal punto di vista della salute, dell’inquinamento, del rumore, del traffico per chi il cantiere sarà costretto ad averlo come nuovo vicino di casa per anni, nel cuore di un quartiere densamente popolato. In questo clima l’Amministrazione continua a derubricare la nostra vertenza a semplice protesta ambientale, mentre è evidente a tutta l’opinione pubblica che l’assemblea e il presidio permanente portano con sé istanze sociali e partecipative: centinaia di cittadine e cittadini che vogliono essere parte attiva e responsabile delle scelte che determinano la vivibilità delle nostre città. Sentiamo quindi il dovere di continuare a insistere affinché l’Amministrazione faccia il proprio lavoro, cioè essere la rappresentanza dei propri cittadini. Non abbiamo intenzione di abbandonare una vertenza sostenuta da scienziati, professori universitari, realtà ambientaliste e comitati cittadini di tutta Italia. Ribadiamo anche che a quell’incontro, per noi, era idealmente presente l’Amministrazione tutta. Agli assenti, che negli ultimi giorni hanno rilasciato dichiarazioni più o meno in supporto del Bosco Ospizio, chiediamo la responsabilità del dissenso, non solo a parole. Oggi siamo delusi, sì, ma consapevoli una volta di più che il futuro è qui, oggi e nelle nostre mani – e nelle mani ancora piccole delle future generazioni, che già ieri in assemblea tenevano alti come vessilli i propri disegni per il Bosco. Assemblea Bosco Ospizio LINK: https://linktr.ee/bosco.ospizio.re IG: instagram.com/bosco.ospizio.re FB: facebook.com/bosco.ospizio.re MAIL: bosco.ospizio.re@gmail.com Redazione Italia
August 22, 2026
Pressenza