
Bosco Ospizio: Conad chiude e il Comune fa da sponda
Pressenza - Saturday, September 5, 2026*UN NO SCRITTO IN CINQUE GIORNI SU UNA PROPOSTA CHE NE MERITEREBBE MOLTI DI PIÙ: CONAD CHIUDE, IL COMUNE FA DA SPONDA
Mercoledì sera abbiamo ricevuto, per tramite dell’Amministrazione comunale, la risposta di Conad Centro Nord alla proposta che avevamo illustrato venerdì 28 agosto. La risposta è un no su tutta la linea: no alla conservazione integrale dell’area, no al progetto mantenendo la proprietà attuale, no all’ipotesi di permuta. Questa è l’apertura al dialogo millantata a mezzo stampa dal soggetto attuatore.
Ma il punto non è il no, ma che quel no fosse già stato pronunciato in quella stanza prima ancora che la nostra proposta fosse discussa. Nei cinque giorni successivi non è stata fatta alcuna valutazione: è semplicemente stata impaginata una lettera. Per la nostra proposta di permuta lo si può affermare con certezza, perché valutare uno scambio di aree significa istruttoria urbanistica, verifiche economiche, verifiche tecnico-giuridiche delle condizioni ampiamente mutate nel quartiere dal 2015 a oggi. Non è un’operazione che si esaurisce in cinque giorni.O non è mai stata avviata, o era una possibilità già archiviata prima di sedersi al tavolo. Dalla risposta di Conad è sparita anche l’unica cosa concreta uscita da quell’incontro: l’impegno, preso a voce dall’Amministratore Delegato, a non far ripartire i lavori finché fosse in corso un confronto. Ci chiediamo se quel tavolo sia servito a valutare qualcosa o a poter dire, davanti all’opinione pubblica, che un tentativo di dialogo c’era stato.
C’è un passaggio della lettera che andrebbe letto con attenzione da tutta la città. Conad si dichiara disponibile a mettere il proprio know-how e le proprie risorse per lo sviluppo o la rigenerazione non su quest’area di sua proprietà, in collaborazione con noi, ma su un’altra area verde cittadina – quindi pubblica – da cui la nostra proposta, pensata per questa area specifica, ovviamente sparisce. Su questo, nessun rilievo o puntualizzazione sui ruoli e su chi debba curare e implementare il verde pubblico da parte dell’Amministrazione.
Del resto, il vicesindaco De Franco è intervenuto all’incontro dichiarandosi parte terza e ha poi svolto per intero l’argomentazione del privato: che aree alternative non esistono, che i costi sarebbero insostenibili, che la nostra è una battaglia simbolica. Il sindaco Massari ha chiuso dicendo che l’ipotesi di non costruire su quell’area non esiste nella realtà. Al tavolo non sembravano esserci due parti e un mediatore, ma due soggetti già dalla stessa parte rispetto a una proposta da respingere. Per smentire questa impressione invitiamo – di nuovo – l’amministrazione a farsi reale mediatore: su questo progetto, mentre tiene aperta la collaborazione che ci è stata offerta su altre aree verdi del futuro.
Un’ultima considerazione per l’Amministratore Delegato di Conad Centro Nord, che durante l’incontro ha criticato le azioni di boicottaggio che a suo dire minerebbero le basi di una discussione civile, invitandoci a farle cessare. Chiariamo che almeno fino a oggi quelle azioni, e le persone che le promuovono o le agiscono, non sono state guidate o organizzate da noi. Sono individui o gruppi che hanno tratto le loro conclusioni autonomamente, dopo oltre due anni di richieste di confronto ignorate, nove cittadini querelati nel 2025 per essersi seduti davanti ai trattori, un’altra querela depositata il primo giorno del presidio, un’apertura al dialogo annunciata ai giornali e chiusa in cinque giorni. Conad si lamenta di un effetto di cui è la causa. “Persone oltre le cose” non è una frase da bilancio di sostenibilità: nella realtà sono cittadine e cittadini che davanti a tutto questo hanno deciso in autonomia di non voler più avere niente a che fare con l’azienda.
La nostra idea progettuale non è un documento chiuso: si arricchisce ogni giorno del contributo di medici, docenti, ricercatori, tecnici, e viene guardata da altri territori come un modello. Non chiediamo un sì. Chiediamo una valutazione vera, con il tempo che una valutazione vera richiede. Una valutazione reale e sull’oggi, non su un futuro ipotetico e su un altrove. E chiediamo che, finché quel tempo non sia stato dato, i lavori non ripartano, mentre temiamo invece che lo faranno a brevissimo, vista questa risposta di Conad.
Assemblea Bosco Ospizio