Bosco Ospizio resiste

Pressenza - Sunday, August 30, 2026

Venerdì 28 agosto abbiamo ottenuto quello che chiediamo da quando è nata l’Assemblea Bosco Ospizio: ci siamo seduti a un tavolo con i rappresentanti di Conad Centro Nord per parlare del PRU Ospizio e del Bosco sviluppatosi in 25 anni di assenza antropica.

L’incontro si è svolto alla fine della quarta settimana di presidio permanente per proteggere il Bosco dall’abbattimento, dopo oltre due anni di manifestazioni, petizioni, volantinaggi, iniziative culturali e formulazione di proposte alternative, sempre presentate pubblicamente alla città. Proposte che in questi mesi abbiamo raccolto, approfondito e perfezionato per sottoporle direttamente alla proprietà dell’area.

Durante quasi tre ore di confronto abbiamo presentato il nostro progetto per la conservazione integrale del Bosco Ospizio e per la sua trasformazione in un Bosco urbano di comunità: uno spazio capace di coniugare tutela rigorosa dell’ecosistema, fruizione responsabile, educazione ambientale, ricerca e gestione condivisa con la cittadinanza.

Abbiamo chiarito che la nostra posizione non consiste nel migliorare le compensazioni previste dal PRU, né nel collocare nuovi alberi dentro o fuori dal comparto. La nostra proposta mette in discussione tutto l’intero progetto: ciò che chiediamo è un cambiamento radicale della visione che guida la progettazione e la riqualificazione della città, una visione che prevede la distruzione di un ecosistema già esistente per sostituirlo con edifici, parcheggi e nuove piantumazioni.

Conad Centro Nord ha ribadito la propria intenzione di realizzare il PRU, ma si è impegnata a valutare seriamente, nei prossimi giorni, la proposta presentata dall’Assemblea. È un risultato minimo e fragile, strappato dopo due anni di mobilitazione  e quattro settimane di presidio permanente. Per la prima volta, però, abbiamo potuto parlare direttamente con la proprietà e siamo stati ascoltati come interlocutori. Abbiamo potuto spiegare perché la crisi climatica imponga di rimettere in discussione decisioni e progetti elaborati vent’anni fa; perché la tutela di un bosco urbano non possa essere ridotta a un conteggio di alberi; perché i diritti edificatori non siano l’unico diritto da considerare quando sono in gioco la salute, la vivibilità della città e il futuro di chi la abita.

Il comunicato dell’Amministrazione continua a definire l’area “privata, attualmente degradata e inaccessibile, su cui è cresciuta vegetazione spontanea”. Contestiamo profondamente questa rappresentazione. Il Bosco Ospizio non è un’area degradata in attesa di essere valorizzata: è un ecosistema vivo, risultato di un processo di rinaturalizzazione che ha restituito biodiversità, suolo permeabile, ombra e capacità di mitigazione climatica a una delle zone più trafficate e inquinate della città.

Ora Conad Centro Nord è chiamata a compiere una scelta: limitarsi a modificare marginalmente un progetto che continua a prevedere la distruzione di una parte significativa dell’ecosistema oppure assumersi la responsabilità di ripensarlo davvero, riconoscendo il valore ambientale, sociale e simbolico che Bosco Ospizio ha acquisito per l’intera città.

Fino a quando non riceveremo una risposta chiara, il presidio permanente continuerà. Il dialogo può esistere soltanto finché non vengono compiuti interventi irreversibili. Per questo chiediamo ancora una volta che nessun lavoro e nessun abbattimento inizino durante la valutazione della proposta.

Ringraziamo tutte le persone che venerdì hanno riempito piazza Prampolini e tutte quelle che, da settimane, sostengono il presidio con la propria presenza, il proprio tempo e la propria cura. Quella piazza ha dimostrato che la tutela del Bosco non è la battaglia di un piccolo gruppo, ma una questione che attraversa la città e interroga il suo futuro.

Le possibilità che la nostra proposta venga accolta possono essere minime. Ma oggi il Bosco è ancora in piedi.

E finché sarà in piedi continueremo a difenderlo.

Bosco Ospizio esiste.
Bosco Ospizio resiste.

Redazione Romagna