REGGIO EMILIA: SGOMBERO DEL BOSCO OSPIZIO. POLIZIA E ABBATTIMENTO DEGLI ALBERI PER COSTRUIRE UN…SUPERMERCATO CONADCamionette, celere in antisommossa, ruspe e abbattimento degli alberi al Bosco
Ospizio di Reggio Emilia, polmone verde della città dove è prevista la
costruzione dell’ennesimo supermercato.
Sono infatti iniziati a sorpresa, nella prima mattinata di oggi, mercoledì 30
settembre, i lavori nel cantiere Conad di Ospizio, con l’ingresso di mezzi ed
operatori protetti dalla polizia, venuta in forze per sgomberare il presidio
permanente, iniziato il 3 agosto e che aveva raccolto il supporto sempre più
ampio di cittadine e cittadine della città emiliana.
All’arrivo di polizia e ruspa la decina di attiviste-i presenti all’alba hanno
fatto resistenza passiva, restando dentro il Bosco; fuori, un folto presidio
solidale si è costituito davanti ai cantieri, intenzionati a cementificare
l’ennesima area verde per fare spazio a un…Superstore.
Digos e celere bloccano gli ingressi dell’area di circa 45.000 metri tra alberi,
arbusti, animali – un polmone verde spontaneo – dove è previsto il supermercato,
proteggendo così l’abbattimento degli alberi.
Ore 11.00 – gli aggiornamenti con Alice, dell’assemblea del Bosco Ospizio di
Reggio Emilia. Ascolta o scarica.
Aggiornamento delle 17: si è spostata sotto al comune di Reggio Emilia e in
parte anche in questura la mobilitazione contro l’ennesima colata di cemento
nell’area verde di Bosco Ospizio che da tre mesi si ritrova quotidianamente per
impedire lo scempio dell’area verde di Bosco Ospizio. La celere in massa questa
mattina ha scortato mezzi e operatori per abbattere gli alberi, mentre una
decina di attiviste-i dell’assemblea hanno provato ad opporsi. Sette persone
sono state fermate, mentre gli alberi sono stati abbattuti in modo improprio,
con le ruspe, su indicazione della questura che vuole chiudere gli abbattimenti
entro sera, nel pomeriggio sono attesi i giardinieri. Aggiornamento con Stefano
Assemblea Bosco Ospizio Ascolta o scarica
COMUNICATO Assemblea Bosco Ospizio
Questa mattina all’alba ci siamo svegliati con la via Emilia militarizzata.
Almeno tre camionette con forze dell’ordine in assetto anti-sommossa a bloccare
l’accesso su via Primo Maggio e sul vialetto pedonale sul lato del Centro
Busetti; dispiegamento di polizia di stato, digos, carabinieri e polizia
municipale a difesa di un soggetto privato e della distruzione di un bosco.
Nonostante alcuni di noi siano entrati fin da subito nell’area, in maniera
pacifica e con il solo scopo di ottenere la sospensione dei lavori per la
salvaguardia di verde e animali, quello che abbiamo visto è stato: lavori di
abbattimento alberi che vanno avanti contro ogni attenzione alle persone
presenti nell’area; lavoratori senza dispositivi di sicurezza di base, né
elmetti né occhiali protettivi.
Nel pomeriggio siamo andati a sollecitare l’amministrazione comunale alle porte
dei loro uffici: solo il capo di gabinetto ci ha ricevuti, dopo un tempo di
attesa come se non esistesse un’urgenza. Ci viene detto che la responsabilità di
quello che sarebbe potuto succedere è delle singole persone, rei di mettere in
atto azioni non pacifiche. Al tempo stesso, veniamo a sapere che la stessa
amministrazione si barrica dietro voci di persone facinorose da fuori città
venute apposta per causare degli scontri.
Respingiamo con forza questa narrazione. Le azioni non pacifiche sono quelle di
chi continua a lavorare con mezzi pesanti in presenza di persone, e di chi non
fa nulla per impedire queste attività pericolose. Questa narrazione è frutto di
una escalation voluta solo ed esclusivamente dalla controparte (la proprietà
dell’area) e necessaria a giustificare un dispiegamento di forze e soldi
pubblici senza precedenti per Reggio Emilia.
La nostra mobilitazione è e resta nonviolenta. L’azione di Conad si posiziona
invece all’estremo opposto: una prova di forza, protetta da amministrazione e
forze dell’ordine, in nome della speculazione e del profitto.
Ma le persone oltre le cose restano in presidio: rilanciamo con una
mobilitazione che metta al centro il benessere, la cura, l’ambiente, il
quartiere, un modo nuovo di vivere e costruire la città che viviamo.
Bosco Ospizio continua a esistere, al di là degli alberi abbattuti, del
sottobosco sfalciato, degli animali non portati in salvo.
Bosco Ospizio resiste a oltranza.
Assemblea Bosco Ospizio