Tag - armi nucleari

Proud Prophet, giochi di guerra, nucleare
articoli di Davide Malacaria e Massimo Mazzucco Proud Prophet: non esistono armi nucleari “tattiche” – Massimo Mazzucco In questi giorni si sente spesso parlare della possibilità dell’uso di armi nucleari “tattiche”, nello scenario di guerra dell’Ucraina. Secondo la definizione corrente, queste sarebbero “piccole” armi nucleari, con un potenziale distruttivo ridotto. Il loro uso provocherebbe quindi un danno relativo, che sarebbe
“Abolire il nucleare, educare alla pace”, corso di formazione online per docenti
Come possiamo educare le nuove generazioni alla pace in un mondo ancora segnato dalla minaccia nucleare? Da questa domanda nasce il nuovo corso di formazione online per docenti promosso da WILPF Italia, con il sostegno dell’UCEBI – Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia, in collaborazione con l’Osservatorio Contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università e l’Associazione Nazionale Per la Scuola della Repubblica ODV. Siamo lieti di invitarvi a partecipare al percorso “Abolire il nucleare, educare alla pace”, un ciclo di 5 incontri online che si terrà da gennaio a maggio 2026. Il corso è pensato per chi crede che la scuola possa essere un luogo di trasformazione, in cui affrontare insieme temi cruciali come: * Armi nucleari e quadro internazionale; * Disarmo umanitario; * Implicazioni etiche, sociali e ambientali; * Strumenti e risorse per portare questi temi in classe in modo coinvolgente e consapevole. Il percorso offrirà contributi di esperte ed esperti, testimonianze, materiali didattici e momenti di confronto. Il corso rientra nell’ambito della Formazione docente; tutto il personale scolastico è esonerato dal servizio, ai sensi del CCNL vigente e potrà iscriversi sulla Piattaforma SOFIA (Codice 102179) oppure inviando un messaggio al n.3479421408. Per maggiori informazioni consultare il sito con il programma completo e tutte le informazioni aggiornate Per domande contattare wilpf.italia@outlook.it   WILPF (Women's International League for Peace and Freedom)
Meno restrizioni su armamenti criminali, la UE ha votato
La storiella raccontata dalle classi dirigenti europee – un'”Europa” paladina dei diritti e una UE garante della pace – è ormai insostenibile da tempo. A dare l’ennesima picconata a questa propaganda spicciola è arrivato il voto che si è svolto il 26 novembre tra gli scranni del Parlamento Europeo: le […] L'articolo Meno restrizioni su armamenti criminali, la UE ha votato su Contropiano.
I ‘tre corpi’ del New START, il trattato sulle armi nucleari strategiche
Da un po’ di giorni, nel dibattito pubblico il tema delle armi nucleari è tornato alla ribalta. Certo per le affermazioni del presidente USA Donald Trump, che ha detto di voler far ripartire i test come, a suo dire, fanno Russia e Cina. Ma anche a causa dell’avvicinarsi della scadenza […] L'articolo I ‘tre corpi’ del New START, il trattato sulle armi nucleari strategiche su Contropiano.
Trump minaccia ripresa di test nucleari, un passo indietro pericoloso e inaccettabile. L’Italia lo condanni
La Rete Italiana Pace e Disarmo, partner della Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari (ICAN, Premio Nobel per la Pace 2017), condanna con forza le recenti dichiarazioni del Presidente statunitense Donald Trump, che sui social media ha annunciato di aver “dato istruzioni al Dipartimento della Guerra di iniziare a testare le armi nucleari alla pari di Russia e Cina”. Si tratta di un’affermazione gravissima, oltre che ambigua: né la Russia né la Cina – così come tutte le potenze nucleari, USA compresi – stanno oggi effettuando test nucleari, ma soltanto prove sui sistemi di consegna e lancio di tali ordigni. Non è dunque chiaro cosa intenda realmente il Presidente Trump, ma è chiaro invece come ogni eventuale ritorno ai test concretizzerebbe un passo indietro pericoloso, irresponsabile e inaccettabile. Testare un’arma nucleare significa in definitiva usarla: le esplosioni “sperimentali” non sono banali e innocue prove scientifiche, ma veri e propri atti di violenza contro persone e ambiente con conseguenze devastanti e durature. Tra di esse: contaminazione radioattiva, malattie, malformazioni, traumi collettivi, distruzione di ecosistemi. Le comunità che in passato hanno subito gli effetti dei test nucleari continuano ancora oggi a pagarne il prezzo. Ripetere quei crimini sarebbe moralmente e politicamente indifendibile. Storicamente i test sono serviti non solo a perfezionare la capacità distruttiva delle testate, ma anche a inviare segnali di forza e “postura minacciosa” a potenziali avversari: un linguaggio di intimidazione e paura che potrebbe riporta l’intera umanità sull’orlo dell’abisso di una mutua distruzione completa. L’annuncio di Trump dimostra quanto sia fragile la sicurezza globale e quanto si confermi al contrario urgente l’eliminazione definitiva delle armi nucleari. Finché esisteranno, la minaccia del loro uso — anche in ambito di prova — resterà reale. La loro abolizione resta l’unica vera garanzia contro una catastrofe futura. Questa dichiarazione infiammatoria giunge in un contesto di crescente escalation nucleare: la Corea del Nord ha annunciato nuovi test missilistici in concomitanza con la visita di Trump nella regione; la NATO ha recentemente condotto le proprie esercitazioni annuali che simulano l’impiego di armi nucleari (operazione Steadfast Noon); la Russia ha effettuato manovre e dimostrazioni delle proprie capacità missilistiche strategiche. E gli stessi Stati Uniti stanno già testando i sistemi di consegna nucleare, inclusi i meccanismi di comando e controllo e tutti i componenti della cosiddetta “triade nucleare” (aerea, terrestre e marina). In tale scenario, l’annuncio di Trump rischia di innescare una nuova corsa agli armamenti e di vanificare decenni di sforzi diplomatici per il disarmo. È importante ricordare che il Presidente USA ha parlato di “Dipartimento della Guerra”, ma la responsabilità dei test nucleari statunitensi non appartiene a quel dicastero bensì al Dipartimento dell’Energia: un’ulteriore prova della confusione e della pericolosità del messaggio lanciato. Non va poi dimenticato come lo stesso Trump, sin dal suo secondo insediamento, aveva riconosciuto la pericolosità delle armi nucleari e la necessità di ridurle. Le sue parole attuali smentiscono quelle promesse e si aggiungono alla modernizzazione e all’espansione in corso dell’arsenale nucleare USA, un progetto miliardario che allontana il mondo da ogni prospettiva di pace e sicurezza sostenibile. A fronte di tutto questo, l’Italia non può rimanere in silenzio. Nel corso della recente Audizione parlamentare della campagna Italia Ripensaci, la Rete Italiana Pace e Disarmo ha ribadito la necessità di una scelta chiara, quella del disarmo nucleare globale, in coerenza con i principi della nostra Costituzione e con la tradizione diplomatica del Paese: “Non possiamo arrenderci al rischio esistenziale di una guerra nucleare. L’Italia deve scegliere da che parte stare: dalla parte della vita, del diritto internazionale e della Pace”. Il nostro Paese sostiene da sempre il Trattato sulla messa al bando totale dei test nucleari (CTBT), considerandolo uno strumento cruciale per la sicurezza internazionale e proprio per tale motivo dovrebbe oggi esprimere con forza, insieme ai partner europei, ferma condanna e chiara contrarietà all’ipotesi di ripresa dei test da parte degli Stati Uniti, anche in virtù del fatto che armi nucleari statunitensi sono ancora dislocate sul nostro territorio. Se davvero vogliamo costruire sicurezza e stabilità, dobbiamo imboccare la strada del disarmo, del dialogo e della cooperazione multilaterale. Rete Italiana Pace e Disarmo rinnova il suo appello al governo e al Parlamento italiani: è tempo di aderire al Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari (TPAN) come già fatto dalla maggioranza degli Stati del mondo, sostenendo con decisione ogni percorso verso un mondo libero da armi nucleari.     Rete Italiana Pace e Disarmo
Brescia e Pordenone. Via le armi nucleari dalle basi di Ghedi e Aviano
Venerdi mattina, attivisti contro la presenza di armi nucleari sul territorio italiano, terranno alle ore 11 presidi informativi, davanti alla base militare di Ghedi (o in caso di mal tempo a Piazza della Loggia a Brescia) e davanti alla Loggia del Municipio di Pordenone, in occasione del deposito delle denunce alle Procure di Brescia e Pordenone. Le denunce […] L'articolo Brescia e Pordenone. Via le armi nucleari dalle basi di Ghedi e Aviano su Contropiano.
Quanti affari con Israele: dalle azioni Hera ai vagoni del tram
Nel rapporto sulla "economia del genocidio" curato da Francesca Albanese, che sarà premiata dal Comune, alcune realtà collegate al territorio bolognese ed emiliano-romagnolo: Vanguard e BlackRock nella pancia della multiutility, insieme a State Street; mentre CAF fornirà i mezzi della tranvia, nei cui lavori era già coinvolta Alstom.
L’Arabia Saudita si mette al riparo dell’ombrello atomico del Pakistan
La notizia è passata quasi inosservata, ma ha una enorme rilevanza per sia il futuro dei rapporti di forza in Medio Oriente, sia nelle relazioni all’interno del mondo arabo-islamico. Il 17 settembre il principe saudita Mohammad bin Salman e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif hanno firmato a Riad un […] L'articolo L’Arabia Saudita si mette al riparo dell’ombrello atomico del Pakistan su Contropiano.
Israele come Sparta? La delirante visione di Netanyahu
L’ammissione di Netanyahu, secondo cui Israele sta affrontando un crescente isolamento sulla scena mondiale e dovrà diventare una “super-Sparta”, si presta a molte considerazioni. “Israele è in una sorta di isolamento” – ha riconosciuto Netanyahu – “Avremo sempre più bisogno di adattarci a un’economia con caratteristiche autarchiche“, ha continuato, definendo […] L'articolo Israele come Sparta? La delirante visione di Netanyahu su Contropiano.
Cosa sta costruendo Israele nel sito nucleare di Dimona? È ora di un’indagine internazionale
L’Associated Press (AP), agenzia di stampa con sede a New York, ha diffuso nuove immagini satellitari del sito nucleare israeliano di Dimona, nel deserto del Negev. Attraverso di esse è facile vedere la costruzione di nuove strutture che portano con sé nuovi interrogativi intorno a quello che dovrebbe essere il […] L'articolo Cosa sta costruendo Israele nel sito nucleare di Dimona? È ora di un’indagine internazionale su Contropiano.