Tag - land convoy

Intervista a Dina, libera dalle carceri libiche
Dina e Domenico sono i due attivisti italiani che hanno preso parte al Land Convoy verso Gaza, la missione via terra nel quadro della campagna di solidarietà internazionale alla Palestina della Global Sumud Flottilla, e poi sono stati fermati e sequestrati in Libia, nella zona controllata da Haftar. La missione aveva l’obiettivo di rompere l’assedio a Gaza, portando aiuti umanitari e rimettere al centro del dibattito pubblico le responsabilità dei governi come quello italiano nella complicità al genocidio. Oggi Dina è tornata in Italia e con lei gli altri attivisti arrestati sono stati liberati ma rimane fondamentale tenere alta l’attenzione sulla situazione in Palestina, in una fase in cui la guerra di Usa e Israele ha ripreso in intensità nella regione con gli attacchi verso l’Iran. Gli occhi vanno puntati su Gaza, sui prigionieri palestinesi come il medico di Gaza Hussam Abu Safiya detenuto in maniera completamente arbitraria le cui condizioni di salute sono molto peggiorate. La flottilla intanto si sta riorganizzando, recupera le imbarcazioni alla deriva per nuove possibili missioni e iniziative. Ai nostri microfoni Dina racconta l’esperienza del Global Sumud Land Convoy
Intervista a Dina, libera dalle carceri libiche
Dina e Domenico sono i due attivisti italiani che hanno preso parte al Land Convoy verso Gaza, la missione via terra nel quadro della campagna di solidarietà internazionale alla Palestina della Global Sumud Flottilla, e poi sono stati fermati e sequestrati in Libia, nella zona controllata da Haftar. La missione aveva l’obiettivo di rompere l’assedio a Gaza, portando aiuti umanitari e rimettere al centro del dibattito pubblico le responsabilità dei governi come quello italiano nella complicità al genocidio. Oggi Dina è tornata in Italia e con lei gli altri attivisti arrestati sono stati liberati ma rimane fondamentale tenere alta l’attenzione sulla situazione in Palestina, in una fase in cui la guerra di Usa e Israele ha ripreso in intensità nella regione con gli attacchi verso l’Iran. Gli occhi vanno puntati su Gaza, sui prigionieri palestinesi come il medico di Gaza Hussam Abu Safiya detenuto in maniera completamente arbitraria le cui condizioni di salute sono molto peggiorate. La flottilla intanto si sta riorganizzando, recupera le imbarcazioni alla deriva per nuove possibili missioni e iniziative. Ai nostri microfoni Dina racconta l’esperienza del Global Sumud Land Convoy
July 15, 2026
Radio Blackout
Sono a casa le persone fermate in Libia
In una corrispondenza con Tony , diamo innanzitutto un aggiornamento sulla situazione degli attivisti e delle attiviste che sono stati liberati ieri dalle carceri libiche: tutti e tutte sono arrivati a Tunisi nella prima serata di ieri sera, mentre stamani Matias, Dina e Domenico sono atterrati a Fiumicino, esattamente un mese dopo il sequestro avvenuto al confine di Sirte. Domenico e Dina hanno raccontato quanto è accaduto durante il periodo di detenzione, vissuto senza alcun contatto con l'esterno. Grande pressione diplomatica, per la loro liberazione, è stata esercitata soprattutto da parte della Turchia, nonostante non ci fossero persone turche sotto sequestro;  nessuna forma di condanna, invece, è stata espressa da parte del governo italiano, anche a causa della forte influenza esercitata nel nostro paese dall'entità sionista. Passiamo quindi a tracciare un bilancio delle ultime due missioni della Sumud che, a causa delle politiche repressive e della violentissima propaganda, non hanno conosciuto gli stessi livelli di sostegno e di indignazione di massa dell'autunno scorso. D'altra parte, l'unica maniera di fare argine quando le istituzioni falliscono è la mobilitazione dal basso, che deve continuare con forza per contrastare tutte le violazioni del diritto internazionale e umanitario, soprattutto In Italia, dove, in generale, il livello di mobilitazione e di consapevolezza su quanto accade in Palestina è potenzialmente abbastanza elevato.
June 24, 2026
Radio Onda Rossa
I sei attivisti fermati a Sirte tornano in Italia: “La solidarietà non si arresta”
Al rientro gli attivisti impegnati nel Land Convoy verso Gaza. Restano ancora in Libia est 10 attivisti/e della Global Sumud Flotilla, tra cui due di cittadinanza italiana, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, nessuna notizia sulle loro condizioni. La portavoce: “Tutte le strade che percorriamo per raggiungere Gaza sono bloccate, in un modo o nell’altro. Non fermiamo la solidarietà con la Palestina” Non è bastata la consegna di una prima lettera per chiedere un passaggio sicuro: le trattative per procedere secondo il diritto internazionale sono ancora una volta state bloccate. Nella giornata di domenica 24 maggio, alle 15:22 circa (ora locale), dieci partecipanti civili del Global Sumud Land Convoy sono stati fermati al valico 5+5 nei pressi di Sirte, dopo aver avviato un processo negoziale volto a facilitare la missione umanitaria del convoglio di terra di GSF, partito dalla Mauritania. Il dialogo consolare avviato nei giorni precedenti è stato immediatamente intensificato. Nonostante ciò, non si hanno al momento informazioni certe sulle condizioni fisiche, sul luogo di detenzione e sui tempi di eventuale rilascio delle attiviste. La portavoce della delegazione italiana Delia: “Stiamo provando a raggiungere Gaza in diversi modi, e le modalità con cui viene impedito il passaggio sono altrettanto diverse ma presentano un filo conduttore comune: senza israele non é possibile raggiungere in nessun modo la Palestina”. C’è un movimento globale, civile, spontaneo e determinato, che guarda verso Gaza e la Palestina. Persone di ogni provenienza, cultura e condizione si sentono chiamate ad avvicinarsi, a testimoniare, ad intervenire, guidati si da una mancanza politica, ma anche da un impulso etico, quasi universale, in direzione Palestina, luogo in cui i diritti umani vengono messi continuamente alla prova. Un segnale che la società civile non è indifferente. Un segnale che, quando i governi esitano, le persone sentono comunque il dovere di agire. Non ci arrenderemo, mai. E riusciremo ad arrivare a Gaza. Chiediamo: -informazioni ai governi e alla Libia orientale -Prova di vita -Accesso consolare -Rilascio immediato dei partecipanti del convoglio Global Sumud Land attualmente detenuti La solidarietà non si arresta e non si blocca ai confini. Ogni convoglio fermato ne genera altri mille. Per la Palestina. Per la libertà di movimento. Per la liberazione dei popoli oppressi e la fine del sionismo nel mondo. Global Movement to Gaza
May 27, 2026
Pressenza