Tag - Operazione Spade di ferro

L’analisi satellitare rivela la distruzione di 2.500 edifici a Gaza dopo il cessate il fuoco
Gaza – MEMO. Un’analisi di immagini satellitari pubblicata dal quotidiano statunitense The New York Times ha rivelato una distruzione diffusa nella Striscia di Gaza dall’entrata in vigore del cessate il fuoco. Le immagini mostrano che oltre 2.500 edifici sono stati distrutti nell’ambito di operazioni di demolizione su larga scala condotte dall’esercito di occupazione israeliano. Le […]
127.000 tende inadatte a fornire riparo mentre una nuova tempesta polare colpisce Gaza
Gaza. Circa 127.000 tende nei campi per sfollati di Gaza, ritenute inadatte all’abitazione, stanno ora affrontando il sistema di bassa pressione polare più rigido dell’inverno e le temperature più fredde, in un contesto di carenze critiche che superano il 70 per cento nei mezzi di riscaldamento e nelle coperte. L’Ufficio Governativo per i Media di […]
Genocidio nella Striscia di Gaza, giorno 807. Tre civili uccisi negli attacchi israeliani e altri 4 nel crollo di case pericolanti
Gaza-InfoPal. Israele continua a violare il cessate il fuoco per il 72° giorno consecutivo, bombardando la Striscia di Gaza, uccidendo quotidianamente e distruggendo quel poco di edifici ancora in piedi. Il “piano di pace Trump” è uno specchietto per le allodole per distrarre l’attenzione globale sul genocidio israelo-statunitense a Gaza e per continuare senza troppe interferenze il progetto di occupazione e trasformazione della regione costiera, svuotandola quanto più possibile degli abitanti e convertendola in una impresa commerciale, come più volte annunciato dal presidente USA e dai suoi collaboratori. Il piano reale è portare avanti, come sta accadendo in questi due ultimi mesi, una guerra genocida/olocaustica di bassa intensità, con uso di droni e di artiglieria, meno impattante per i soldati di occupazione, e molto meno visibile mediaticamente. Il resto del meccanismo genocida rimane inalterato, con la prosecuzione del blocco su tutti i lati, dell’ingegneria della fame (creata artificialmente attraverso ingressi minimi di aiuti alimentari), della distruzione di ciò che resta degli edifici, degli ostacoli paralizzanti alle cure mediche e così via. La pulizia etnica genocida, dunque, prosegue, ma l’opinione pubblica mondiale, manipolata dai media egemonici, è anestetizzata e resa cieca dalla propaganda israelo-occidentale che racconta la menzogna del cessate il fuoco. I lettori dei siti di notizie sulla Palestina e sul genocidio sono diminuiti drasticamente, nell’illusione di una “pace” che è solo una farsa. Tre palestinesi sono stati martirizzati domenica a seguito di attacchi israeliani a est della città di Gaza. Secondo fonti mediatiche, un palestinese è stato ucciso quando un drone israeliano ha sganciato una bomba su un gruppo di civili nel quartiere di Shuja’iya, a est della città. Testimoni oculari hanno riferito che l’attacco del drone è avvenuto in un’area dalla quale l’esercito israeliano si era ritirato e nella quale ai palestinesi è consentito muoversi in base all’accordo di cessate il fuoco. Altri due giovani sono stati uccisi in un attacco aereo israeliano nello stesso quartiere di Gaza. All’alba, l’esercito di occupazione israeliano ha aperto un intenso fuoco in varie aree della parte orientale nella città di i Gaza, all’interno di zone che rimangono sotto il suo controllo. Da quando l’accordo di cessate il fuoco è entrato in vigore, l’esercito israeliano ha commesso centinaia di violazioni, inclusi attacchi che hanno ucciso 400 civili e ferito 1.108 altre persone, secondo il ministero della Salute di Gaza. Crolli di abitazioni uccidono diverse persone. Nel frattempo, il servizio di difesa civile di Gaza ha dichiarato che quattro palestinesi sono stati uccisi e altri due sono dispersi, questa mattina, dopo il crollo della loro casa nel quartiere Sheikh Radwan, nella città di Gaza. Tre delle vittime sono donne della stessa famiglia: si tratta di Iman, Jana e Sundus Labad, mentre Mohamed e Rania Labad risultano dispersi. I continui attacchi aerei israeliani hanno provocato crepe strutturali che hanno causato il crollo della casa sui suoi residenti. (Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori). Per i precedenti aggiornamenti: https://www.infopal.it/category/genocidio-e-pulizia-etnica-a-gaza
ONU: 55.000 famiglie colpite dalle recenti piogge a Gaza
Gaza. Le Nazioni Unite hanno dichiarato che circa 55.000 famiglie palestinesi sono state colpite dalle recenti piogge e tempeste nella Striscia di Gaza, con danni alle loro proprietà, ai beni personali e ai rifugi. La dichiarazione è stata rilasciata da Farhan Haq, vice portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite, durante una conferenza stampa presso la sede dell’ONU a New York, mercoledì. Haq ha affermato che l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) stima che “quasi 55.000 famiglie siano state colpite finora dalle più recenti piogge in tutta Gaza, con i loro beni e rifugi danneggiati o distrutti dalla tempesta”. Ha inoltre osservato che le tempeste e le forti piogge hanno danneggiato decine di spazi a misura di bambino a Gaza, portando alla sospensione delle attività di protezione dell’infanzia. Questa interruzione ha colpito circa 30.000 bambini in tutto il territorio. Haq ha avvertito che le continue restrizioni israeliane continuano a ostacolare le organizzazioni umanitarie nell’ampliare più rapidamente la loro risposta a Gaza. (Fonti: MEMO, PIC e Quds News).
Oltre 100 edifici parzialmente o completamente crollati, il 90% delle tende allagate a Gaza durante la recente tempesta
Gaza – QudsNews. La Protezione Civile palestinese a Gaza ha avvertito che almeno 17 edifici residenziali sono crollati completamente e altri 90 parzialmente, mentre il 90% delle tende è stato allagato da forti piogge e venti intensi che hanno colpito l’enclave devastata dalla guerra, lasciando famiglie senza riparo nonostante il cessate il fuoco. Il portavoce Mahmoud Basal ha dichiarato martedì che le piogge invernali hanno allagato il 90% delle tende nell’enclave martoriata dalla guerra, lasciando migliaia di famiglie senza alcun rifugio. Le squadre della Protezione Civile hanno riferito di aver ricevuto oltre 5.000 richieste di aiuto dai residenti da quando le tempeste hanno iniziato a colpire la Striscia di Gaza, la scorsa settimana. Secondo Basal, almeno 17 persone sono morte per il freddo, tra cui quattro bambini, mentre decine di altre sono decedute a causa del crollo degli edifici. Lunedì, Mohammed Khalil Abu al-Khair, un neonato di due settimane, è morto a causa di un grave abbassamento della temperatura corporea provocato dal freddo. La guerra israeliana che dura da due anni ha distrutto oltre l’80% delle strutture in tutta Gaza, costringendo centinaia di migliaia di famiglie a rifugiarsi in tende precarie o in rifugi improvvisati sovraffollati. Ora le condizioni umanitarie continuano a peggiorare con l’avanzare dell’inverno, nel contesto del blocco israeliano, nonostante il cessate il fuoco. Con un accesso limitato a materiali per i rifugi, carburante e assistenza medica, i palestinesi sfollati temono che le prossime settimane porteranno sofferenze ancora maggiori. Le organizzazioni umanitarie hanno chiesto immediatamente a Israele di consentire la consegna senza ostacoli degli aiuti a Gaza. L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, UNRWA, ha affermato che il governo di occupazione israeliano le ha impedito di portare direttamente gli aiuti a Gaza. “Secondo quanto riferito, alcune persone sono morte a causa del crollo di edifici danneggiati dove le famiglie si erano rifugiate. Anche i bambini sono morti per l’esposizione al freddo”, ha dichiarato l’UNRWA in un post sui social media martedì. “Questo deve finire. Gli aiuti devono essere autorizzati a entrare su larga scala, ora. I palestinesi in tutto il territorio stanno morendo di freddo”.
OMS: oltre 1.000 palestinesi sono morti a Gaza in attesa di evacuazione medica
Gaza – PressTv. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che più di mille palestinesi sono morti nella Striscia di Gaza mentre attendevano i permessi di evacuazione medica da parte delle autorità israeliane, tra luglio 2024 e la fine di novembre di quest’anno. Rik Peeperkorn, rappresentante dell’OMS nei Territori Palestinesi Occupati, ha riferito ai giornalisti presso la sede delle Nazioni Unite a New York che 1.092 pazienti hanno perso la vita nel periodo indicato, citando i dati delle autorità sanitarie di Gaza. Ha sottolineato che il numero è probabilmente sottostimato e non pienamente rappresentativo, poiché si basa esclusivamente sui decessi segnalati. Peeperkorn ha aggiunto che l’OMS “ha invitato più Paesi ad accogliere pazienti provenienti da Gaza e a riprendere le operazioni di evacuazione medica verso la Cisgiordania”, inclusa Gerusalemme Est. > Gaza child Wissam Badran was rescued from the rubble after his family’s > shell-damaged home collapsed under heavy rainfall, leaving him the sole > survivor as search efforts continue for his siblings. > > Follow: https://t.co/fvRn3Kv8f4 pic.twitter.com/SL2296mpOX > > — Palestine Highlights (@PalHighlight) December 13, 2025 Secondo Peeperkorn, 18 ospedali su 36 e il 43% dei centri di assistenza sanitaria primaria a Gaza sono solo parzialmente funzionanti. Ha inoltre evidenziato una grave carenza di medicinali essenziali e forniture mediche, comprese quelle necessarie per il trattamento delle malattie cardiache. Nonostante un miglioramento nei tassi di approvazione delle forniture destinate a Gaza, ha affermato che il processo di ingresso di medicinali e attrezzature mediche resta “lento e inutilmente complicato”. Peeperkorn ha osservato che l’OMS continua a incontrare difficoltà nell’introdurre a Gaza reagenti di laboratorio e componenti critici per le apparecchiature, poiché molti articoli vengono respinti in quanto classificati come a duplice uso. Ha quindi esortato le autorità israeliane a concedere “un’approvazione generale” per l’ingresso delle forniture mediche, al fine di rispondere alle esigenze urgenti. Peeperkorn ha inoltre riferito che la tempesta Byron ha colpito duramente Gaza, aggravando le sofferenze delle famiglie già sfollate. Ha avvertito che le condizioni invernali, unite alle gravi carenze nei sistemi idrici e igienico-sanitari, rischiano di provocare un aumento delle infezioni respiratorie acute, dell’epatite e delle malattie diarroiche. Ha infine sottolineato che bambini, anziani e persone affette da patologie croniche restano le categorie più a rischio. Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco a Gaza, il 10 ottobre, l’esercito israeliano ha ripetutamente violato l’accordo, causando la morte di almeno 386 palestinesi e il ferimento di 1.018 altri. Dall’ottobre 2023, gli attacchi israeliani su Gaza hanno ucciso oltre 70.300 persone, in maggioranza donne e bambini, e hanno provocato più di 171.000 feriti, nonostante l’annuncio della tregua. Traduzione per InfoPal di F.L.
La tempesta peggiora le condizioni umanitarie a Gaza
Gaza – PIC. La Palestinian Medical Relief Society (PMRS) a Gaza ha avvertito di un rapido peggioramento delle condizioni umanitarie a causa di una persistente tempesta che da giorni si abbatte sulla Striscia, sottolineando che anziani e bambini sono i più vulnerabili in queste condizioni estreme. In una dichiarazione diffusa venerdì, la PMRS ha spiegato che migliaia di cittadini restano intrappolati in tende fatiscenti allagate da torrenti e forti piogge, nonostante i ripetuti appelli lanciati a causa dell’assenza di rifugi alternativi in grado di offrire anche una minima protezione. La PMRS ha riferito che quattro dei suoi punti medici sono andati completamente fuori servizio dopo essere stati sommersi dalle inondazioni, causando il danneggiamento di dispositivi e attrezzature mediche utilizzate per assistere le persone sfollate. L’organizzazione ha inoltre espresso profonda preoccupazione per il possibile collasso del sistema alimentare nei prossimi giorni, a causa della grave carenza di beni di prima necessità e delle difficoltà nel far arrivare gli aiuti ai rifugi durante la tempesta in corso.
UNRWA: Flusso di aiuti senza ostacoli vitale affinché Gaza affronti il rigido inverno
Gaza – PIC. Mentre le forti piogge aggravano le condizioni di vita già disperate causate da due anni di genocidio israeliano, l’UNRWA ha affermato che un flusso umanitario senza restrizioni, compresa l’assistenza medica e un riparo adeguato, è vitale affinché le famiglie di Gaza possano sopravvivere all’inverno. “A Gaza stanno cadendo piogge invernali, ancora una volta portando nuove difficoltà. Le strade allagate e le tende inzuppate rendono condizioni di vita già drammatiche ancora più pericolose”, ha dichiarato l’UNRWA in un messaggio diffuso sui social media giovedì. “Ambienti freddi, sovraffollati e insalubri aumentano il rischio di malattie e infezioni”, ha aggiunto l’agenzia. “Questa sofferenza potrebbe essere evitata grazie ad aiuti umanitari senza ostacoli, compresi il supporto medico e un riparo adeguato. Ciò aiuterebbe le famiglie ad affrontare l’inverno in sicurezza e dignità”, ha affermato l’UNRWA.
Genocidio nella Striscia di Gaza, giorno 799. Bombardamenti israeliani uccidono un ragazzino. Situazione devastante: i rifugiati vivono nel fango causato dalle alluvioni
Gaza-InfoPal. Israele continua a violare il cessate il fuoco per il 64° giorno consecutivo, bombardando la Striscia di Gaza, uccidendo quotidianamente e distruggendo quel poco di edifici ancora in piedi. Il “piano di pace Trump” è uno specchietto per le allodole per distrarre l’attenzione globale sul genocidio israelo-statunitense a Gaza e per continuare senza troppe interferenze il progetto di occupazione e trasformazione della regione costiera, svuotandola quanto più possibile degli abitanti e convertendola in una impresa commerciale, come più volte annunciato dal presidente USA e dai suoi collaboratori. Il piano reale è portare avanti, come sta accadendo in questi due ultimi mesi, una guerra genocida/olocaustica di bassa intensità, con uso di droni e di artiglieria, meno impattante per i soldati di occupazione, e molto meno visibile mediaticamente. Il resto del meccanismo genocida rimane inalterato, con la prosecuzione del blocco su tutti i lati, dell’ingegneria della fame (creata artificialmente attraverso ingressi minimi di aiuti alimentari), della distruzione di ciò che resta degli edifici, degli ostacoli paralizzanti alle cure mediche e così via. La pulizia etnica genocida, dunque, prosegue, ma l’opinione pubblica mondiale, manipolata dai media egemonici, è anestetizzata e resa cieca dalla propaganda israelo-occidentale che racconta la menzogna del cessate il fuoco. I lettori dei siti di notizie sulla Palestina e sul genocidio sono diminuiti drasticamente, nell’illusione di una “pace” che è solo una farsa. Sabato mattina, l’esercito di occupazione israeliano ha lanciato pesanti attacchi aerei nella Striscia di Gaza orientale e meridionale, facendo esplodere altre abitazioni in violazione del cessate il fuoco. Fonti locali hanno riferito che, all’alba, aerei da guerra israeliani hanno effettuato incursioni su Khan Yunis orientale e Rafah orientale, con forti esplosioni udite durante i bombardamenti. Altri attacchi aerei sono stati segnalati a Rafah orientale, Khan Yunis e nella città di Gaza, in mattinata. L’esercito israeliano ha anche fatto esplodere case ed edifici a Khan Yunis orientale. Un ragazzo è rimasto gravemente ferito dal fuoco di un drone israeliano nella zona di Al-Sudaniyah, a nord-ovest della città di Gaza. Mohammad Sabri Al-Adham, un ragazzo palestinese, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco dalle forze di occupazione israeliane, questa mattina, a Jabalia. Dall’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco, il 10 ottobre, l’esercito israeliano ha continuato a violarlo, uccidendo circa 390 persone e ferendone altre 1.000. La popolazione rifugiata vive nel fango provocato dalle alluvioni. Forti tempeste e inondazioni hanno spazzato via interi campi di tende in tutta la Striscia di Gaza, aggravando le sofferenze dei palestinesi già sfollati a causa di due anni di bombardamenti israeliani. Migliaia di famiglie sono state costrette a fuggire dai rifugi sommersi a Deir al-Balah, al-Mawasi e sulla costa meridionale, dove un bambino di 18 mesi è morto per assideramento e almeno 12 persone sono rimaste uccise dalla tempesta. Le agenzie delle Nazioni Unite avvertono che la crisi sta peggiorando a causa delle severe restrizioni imposte da Israele sui rifornimenti invernali essenziali, tra cui tende, legname, pompe e sacchi di sabbia. Quasi 795.000 sfollati sono ora intrappolati in zone basse dove le acque alluvionali si mescolano alle reflue, aumentando il timore di epidemie mortali. Le famiglie si stanno rifugiando in edifici bombardati nella città di Gaza, senza elettricità, gas o legna da ardere, mentre persino i rifugi di emergenza sono stati allagati. Diverse strutture indebolite sono crollate durante le tempeste, aggravando il numero delle vittime. Le tende delle famiglie sfollate nel quartiere Sheikh Radwan, nella città di Gaza. (Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori). Per i precedenti aggiornamenti: https://www.infopal.it/category/genocidio-e-pulizia-etnica-a-gaza
Il settore sanitario di Gaza soffre di un grave deficit di forniture mediche
 Gaza – PIC. Il ministero della Sanità di Gaza ha denunciato una carenza catastrofica di forniture mediche, indicando che il 52% dei medicinali essenziali è esaurito. In una dichiarazione diffusa domenica, il ministero ha aggiunto che, nella Striscia di Gaza, anche il 71% dei materiali medici di consumo e il 70% degli articoli di laboratorio sono completamente esauriti. “Poiché la necessità di interventi medici per feriti e malati continua ad aumentare, la crisi sta peggiorando. L’assistenza primaria, gli interventi chirurgici, le cure intensive, l’oncologia e l’ematologia sono tra i servizi che affrontano gravi carenze di medicinali vitali”, ha affermato il ministero. “I reparti di ortopedia, nefrologia, dialisi, oftalmologia, chirurgia generale e terapia intensiva affrontano anch’essi difficoltà estreme a causa della grave carenza di forniture mediche”, ha aggiunto il ministero. Il ministero ha lanciato un appello affinché alla Striscia di Gaza vengano fornite le forniture mediche necessarie, per garantire che i reparti specializzati possano continuare a operare efficacemente.