Genocidio nella Striscia di Gaza, giorno 799. Bombardamenti israeliani uccidono un ragazzino. Situazione devastante: i rifugiati vivono nel fango causato dalle alluvioniGaza-InfoPal. Israele continua a violare il cessate il fuoco per il 64° giorno
consecutivo, bombardando la Striscia di Gaza, uccidendo quotidianamente e
distruggendo quel poco di edifici ancora in piedi. Il “piano di pace Trump” è
uno specchietto per le allodole per distrarre l’attenzione globale sul genocidio
israelo-statunitense a Gaza e per continuare senza troppe interferenze il
progetto di occupazione e trasformazione della regione costiera, svuotandola
quanto più possibile degli abitanti e convertendola in una impresa commerciale,
come più volte annunciato dal presidente USA e dai suoi collaboratori. Il piano
reale è portare avanti, come sta accadendo in questi due ultimi mesi, una guerra
genocida/olocaustica di bassa intensità, con uso di droni e di artiglieria, meno
impattante per i soldati di occupazione, e molto meno visibile mediaticamente.
Il resto del meccanismo genocida rimane inalterato, con la prosecuzione del
blocco su tutti i lati, dell’ingegneria della fame (creata artificialmente
attraverso ingressi minimi di aiuti alimentari), della distruzione di ciò che
resta degli edifici, degli ostacoli paralizzanti alle cure mediche e così via.
La pulizia etnica genocida, dunque, prosegue, ma l’opinione pubblica mondiale,
manipolata dai media egemonici, è anestetizzata e resa cieca dalla propaganda
israelo-occidentale che racconta la menzogna del cessate il fuoco. I lettori dei
siti di notizie sulla Palestina e sul genocidio sono diminuiti drasticamente,
nell’illusione di una “pace” che è solo una farsa.
Sabato mattina, l’esercito di occupazione israeliano ha lanciato pesanti
attacchi aerei nella Striscia di Gaza orientale e meridionale, facendo esplodere
altre abitazioni in violazione del cessate il fuoco.
Fonti locali hanno riferito che, all’alba, aerei da guerra israeliani hanno
effettuato incursioni su Khan Yunis orientale e Rafah orientale, con forti
esplosioni udite durante i bombardamenti.
Altri attacchi aerei sono stati segnalati a Rafah orientale, Khan Yunis e nella
città di Gaza, in mattinata.
L’esercito israeliano ha anche fatto esplodere case ed edifici a Khan Yunis
orientale.
Un ragazzo è rimasto gravemente ferito dal fuoco di un drone israeliano nella
zona di Al-Sudaniyah, a nord-ovest della città di Gaza.
Mohammad Sabri Al-Adham, un ragazzo palestinese, è stato ucciso a colpi d’arma
da fuoco dalle forze di occupazione israeliane, questa mattina, a Jabalia.
Dall’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco, il 10 ottobre,
l’esercito israeliano ha continuato a violarlo, uccidendo circa 390 persone e
ferendone altre 1.000.
La popolazione rifugiata vive nel fango provocato dalle alluvioni.
Forti tempeste e inondazioni hanno spazzato via interi campi di tende in tutta
la Striscia di Gaza, aggravando le sofferenze dei palestinesi già sfollati a
causa di due anni di bombardamenti israeliani.
Migliaia di famiglie sono state costrette a fuggire dai rifugi sommersi a Deir
al-Balah, al-Mawasi e sulla costa meridionale, dove un bambino di 18 mesi è
morto per assideramento e almeno 12 persone sono rimaste uccise dalla tempesta.
Le agenzie delle Nazioni Unite avvertono che la crisi sta peggiorando a causa
delle severe restrizioni imposte da Israele sui rifornimenti invernali
essenziali, tra cui tende, legname, pompe e sacchi di sabbia. Quasi 795.000
sfollati sono ora intrappolati in zone basse dove le acque alluvionali si
mescolano alle reflue, aumentando il timore di epidemie mortali.
Le famiglie si stanno rifugiando in edifici bombardati nella città di Gaza,
senza elettricità, gas o legna da ardere, mentre persino i rifugi di emergenza
sono stati allagati. Diverse strutture indebolite sono crollate durante le
tempeste, aggravando il numero delle vittime.
Le tende delle famiglie sfollate nel quartiere Sheikh Radwan, nella città di
Gaza.
(Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute
di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network,
PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).
Per i precedenti aggiornamenti:
https://www.infopal.it/category/genocidio-e-pulizia-etnica-a-gaza