Tag - emilia romagna

UN SCIOPERO OPERAIO HA BLOCCATO L’INTERO INTERPORTO DI BOLOGNA!
L’assassinio di Fakir Abderrahim da parte della polizia ha avuto un forte eco tra i lavoratori dei vari magazzini dell’interporto bolognese. Una massa umana si è addensata davanti all’entrata di questa area dimostrando cosi ai padroni e allo Stato che l’uccisione di un loro compagno non resterà impunità. I mandanti di quei poliziotti che hanno ucciso con una violenza repressiva disumana pagano cosi un prezzo altissimo. Migliaia di camion fermi altre miglia dirottati su Milano. Nelle due settimane precedenti 5 giornate di sciopero contro Sda, Brt e Gls avevano “dissanguato” la fonte dei profitti di quelle aziende e oggi hanno subito una batosta memorabile. Ogni uomo, proletario, ha ricordato ai padroni che la repressione non passerà senza conseguenza verso la loro sete di potere, hanno pagato( ancora poco) delle gesta degli sbirri assassini del compagno Fakir. Uno striscione con scritto ” Con te Fakir Abderrahim non hanno ucciso la nostra lotta.Tremate padroni noi continueremo a lottare” , significando cosi con 24 ore di sciopero che la memoria operaia è viva in onore di ogni sfruttato che il sistema capitalistico ogni giorno uccide per mano della polizia o nei luoghi di lavoro dove lo sfruttamento si realizza. Uno sciopero di questo genere dimostra che la classe esiste non solo per vivere del proprio salario ma che ciò non basta, aspira si ad avere il pane ma anche le rose. Una battaglia vinta in giornate di lutto per un loro compagno caduto per la repressione assassina degli uomini al servizio dello stato borghese. SI COBAS Nazionale L'articolo UN SCIOPERO OPERAIO HA BLOCCATO L’INTERO INTERPORTO DI BOLOGNA! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Giocampus: a Parma le Forze dell’ordine fanno scuola anche d’estate
Nella mattinata del 2 luglio 500 tra bambini e bambine hanno partecipato a Giocampus, un evento della città di Parma in cui l’infanzia può prendere confidenza con le Forze dell’ordine salendo su mezzi, accendendo sirene e simulando situazioni operative. Questa occasione è stata definita come un grande momento estivo per fare delle lezioni di educazione civica ai più piccoli (clicca qui), insegnando loro i valori della sicurezza e della legalità attraverso il gioco. Ci troviamo dunque di fronte, ancora una volta, ad un uso massiccio della gamification per diffondere un’idea di legalità che richiama prima di tutto la sanzione attraverso la presenza di quegli agenti che devono far rispettare le leggi per le strade. Tale approccio consente di raggiungere in maniera facile bambini e bambine ma dà un’idea parziale di ciò che vuol dire effettivamente rispettare le regole all’interno di una comunità. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università riteniamo infatti che le basi di una convivenza civile vadano trasmesse facendo giocare i più piccoli alla democrazia, un gioco che potrebbe insegnare loro come le norme in una società democratica siano più forti nel momento in cui vengono da un processo in cui la pluralità dei punti di vista sia stata presa in considerazione. Se si osserva la legalità a partire da questa prospettiva, si comprende pienamente perché il divieto e la sanzione siano solo l’ultima spiaggia per il rispetto delle leggi. Educare le giovani generazioni a partire da questi elementi significa infatti insegnare un’idea di norma intesa come qualcosa di estrinseco alla volontà e ai bisogni di ciascuno e imposta da un sistema coercitivo. Al contrario, come Osservatorio crediamo che bisognerebbe innanzitutto insegnare che solo a partire da processi decisionali ampiamente condivisi è possibile interiorizzare le regole perché solo in questo modo esse possono rispecchiare la volontà di tutti i membri della comunità. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Assassinio di Stato a Bologna
Compagni questo video, dimostra l’efferatezza della polizia italiana nei confronti di un operaio a Bologna. Come negli Stati Uniti gli sbirri, senza alcun pietà hanno ammazzato FAKIR ABDERRAHIM un nostro ex iscritto. Il SI cobas proclama subito uno stato di agitazione di 24 ore per tutta  la  Regione Emilia Romagna e  alle ore 22 bloccheremo con uno sciopero tutte le aziende dell’interporto di Bologna. Chiediamo a tutti i compagni anche degli altri luoghi di lavoro fuori di Bologna di partecipare, affinché sia piu ampia la denuncia contro l’uccisione di questo nostro compagno. IO SARÒ PRESENTE!!! Link video: https://youtu.be/DMe3VoStyN8?feature=shared Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni Palazzo Chigi Piazza Colonna, 370 – 00186 Roma    Prefettura di Bologna Ufficio Territoriale del Governo Via IV Novembre 24 Bologna Presidente della Commissione di Garanzia Legge 146/90 Paola Bellocchi Piazza del Gesù, 46 – 00186 Roma  segreteria@pec.commissionegaranziasciopero.i t Oggetto. PROCLAMAZIONE SCIOPERO REGIONALE DELL’ EMILIA ROMAGNA PER TUTTO IL SETTORE PRIVATO DI 24 ORE . IL  sindacato intercategoriale Cobas proclama per il giorno 20 Luglio 2026 uno sciopero  regionale per tutto il settore privato della regione Emilia Romagna articolato sulle 24 ore PER L’UCCISIONE DI UN LAVORATORE DA PARTE DELLA POLIZIA. Lo sciopero sarà articolato dalle ore 22 del 20 Luglio 2026 alle ore 22 del giorno 21 Luglio del 2026. Distinti saluti. Sindacato Intercategoriale Cobas IL COORDINATORE NAZIONALE ALDO MILANI S.I.COBAS NAZIONALE L'articolo Assassinio di Stato a Bologna proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Casalecchio (Bologna). Fermare il progetto ex Pedretti!
La pezza che l’Amministrazione Comunale ha provato a mettere in piedi per mitigare l’impatto dell’ecomostro di Piazza del Popolo sta producendo danni inenarrabili: • Se è vero che non saranno più 9 i piani previsti ma 7, resta il fatto che sarà comunque il palazzo più alto nella zona: 28 […] L'articolo Casalecchio (Bologna). Fermare il progetto ex Pedretti! su Contropiano.
July 17, 2026
Contropiano
FLC CGIL Emilia Romagna: Piano estate, non sulla pelle del personale ATA
Il Piano Estate viene presentato come ampliamento dell’offerta formativa, con attività didattiche, ricreative, ludiche e sportive nei periodi di sospensione delle lezioni, anche per gli anni scolastici 2025/2026 e 2026/2027. Il Ministero ha stanziato 300 milioni di euro e, per l’Emilia Romagna, le candidature ammesse arrivano a oltre 25,5 milioni di euro. La FLC CGIL non mette in discussione il valore delle attività educative, ricreative e sociali rivolte a bambine, bambini, ragazze e ragazzi. Ma una cosa deve essere chiara: la scuola non può diventare il surrogato dei centri estivi, né il personale ATA può essere considerato automaticamente disponibile. L’avviso prevede che le candidature indichino le delibere del Collegio dei docenti e del Consiglio di Istituto, o almeno l’impegno del dirigente scolastico ad acquisirle prima dell’avvio del progetto. Ma troppo spesso si chiede al Collegio di deliberare senza un reale confronto preventivo con chi poi dovrà materialmente reggere l’impatto organizzativo: segreterie, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici. Nel Piano sono previste spese di gestione che comprendono oltre i compensi per Dirigenti Scolastici e DSGA anche per il personale ATA. Il rimborso dell’attività di gestione è calcolato sulla base delle ore del modulo, del numero degli alunni e dell’importo standard di 5,10 euro. Quindi non ci sono alibi: il lavoro del personale ATA va riconosciuto, incaricato formalmente e pagato. Per la FLC CGIL valgono alcuni punti irrinunciabili: nessuna adesione obbligata del personale ATA; nessun ordine di servizio mascherato da progetto educativo; nessun lavoro aggiuntivo senza incarico e senza pagamento; confronto preventivo con RSU e personale ATA prima dell’avvio delle attività; programmazione compatibile con ferie, organici ridotti e chiusura dei contratti a tempo determinato. A fine anno scolastico le segreterie sono già sommerse da scadenze, organici, graduatorie, bilanci, contratti, rendicontazioni e adempimenti. I collaboratori scolastici lavorano spesso con personale ridotto, tra ferie, assenze e mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato. Non basta deliberare un progetto. Bisogna dire chi lo realizza, con quali carichi di lavoro, con quali risorse, con quali compensi e con il consenso del personale coinvolto. La FLC CGIL invita il personale invita a segnalare eventuali anomalie, forzature o utilizzi impropri del personale e si impegna a vigilare sul pieno rispetto delle norme, dei diritti contrattuali e del corretto pagamento di tutte le attività aggiuntive. Le scuole aperte non si fanno con il lavoro invisibile. Il personale ATA non è una risorsa da spremere: è lavoro, professionalità, diritti. Link a elenco scuole con finanziamenti ricevuti: https://drive.google.com/file/d/1BAzHRjcfzikSVVYQIj0AWBIxsKU45ctx/view?usp=sharing FLC CGIL Emilia Romagna Redazione Romagna
July 10, 2026
Pressenza
L’estate dell’ascolto: in Emilia-Romagna la musica riscopre la natura, la storia e la cura dell’umano
Da Rimini a Ravenna, fino alla pianura bolognese, una rete di rassegne culturali prestigiose propone un’alternativa etica ai mega-concerti della riviera, il cui impatto antropico mette a rischio habitat dunali e specie protette. Al centro: l’ecologia profonda, la sorellanza e la cura degli spazi comunitari. C’è un’Emilia-Romagna estiva che sfugge alle logiche del turismo di massa, del consumo rapido e dell’intrattenimento rumoroso. È un’area geografica e culturale che, nel mese di luglio, si riscopre legata da un filo invisibile: quello dell’ascolto profondo, dell’intimità e della cura reciproca tra l’essere umano e l’ambiente che lo ospita. Attraverso formati che uniscono la ricerca musicale, la cura dell’umano e dell’ambiente, diverse rassegne nelle province di Rimini, Ravenna e Bologna stanno tracciando una mappa della resistenza culturale, dimostrando come l’arte possa farsi custode del territorio e delle relazioni umane. Sintonizzarsi con la biosfera: il gemellaggio tra “In mezzo scorre il fiume” e “Altissime Voci” Il primo esempio di questa sinergia si manifesta sabato 11 luglio nell’incantevole e protetta cornice dell’Oasi del Quadrone a Medicina (BO), con l’evento Voci d’Acqua: voci d’acqua e sinfonie selvatiche. Non si tratta di un concerto tradizionale, ma di un’escursione sensoriale itinerante e completamente acustica (unplugged) che prenderà il via alle prime luci dell’alba, alle ore 07:00, da località La Vallona. L’appuntamento nasce dal gemellaggio artistico e d’intenti tra due festival regionali improntati all’ecologia profonda: In mezzo scorre il fiume, diretto dalla cantante e ricercatrice Luisa Cottifogli, e Altissime Voci – Festival Musicale tra Terra e Cielo, ideato e guidato da Arianna Lanci, mezzosoprano e responsabile LIPU di Rimini. L’evento vedrà le due artiste e direttrici fondere le proprie voci in un dialogo intimo con il paesaggio sonoro dell’oasi, muovendosi tra le tradizioni locali delle mondine, la poesia e l’improvvisazione vocale. La collaborazione con il Corpo Guardie Ambientali Metropolitane sottolinea la natura non solo artistica, ma civica dell’iniziativa. È l’espressione di una “sorellanza” che mette al centro la custodia della Terra, ricordando alla comunità l’interconnessione profonda tra uomo e biodiversità. Spazi restituiti alla comunità: la memoria sul colle di Rimini Spostandosi verso la costa, ma salendo sui colli di Covignano che dominano la riviera, la cura dell’umano e la valorizzazione del territorio trovano spazio nella seconda edizione di Serate al Colle – Tra cinema, storie e stelle. Promossa dall’Associazione Roveto Ardente APS con l’obiettivo di restituire alla cittadinanza il rinnovato giardino dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Alberto Marvelli”, la rassegna trasforma questo spazio verde in un avamposto di dialogo, silenzio e riflessione collettiva. L’iniziativa anima l’estate riminese attraverso un percorso culturale articolato in cinque giovedì a ingresso gratuito durante tutto il mese di luglio. Il calendario propone un’eterogeneità di linguaggi che spazia dal cinema d’autore all’approfondimento artistico: dopo l’apertura del 2 luglio dedicata alla proiezione di Leggere Lolita a Teheran, il programma prosegue il 9 luglio con un focus incentrato su Giotto e il fumetto. Il 16 luglio la rassegna culmina nell’intreccio narrativo-musicale dello spettacolo L’ascoltastorie, per poi riprendere con la settima arte il 23 luglio con Appuntamento a Land’s End e concludersi il 30 luglio con la pellicola L’Orchestra Stonata. Un mosaico di appuntamenti ideato per riscoprire la dimensione comunitaria e il valore civico della condivisione all’aria aperta. Archeologia della musica  Il viaggio attraverso questa estate dell’ascolto prosegue nel territorio ravennate con un pilastro della programmazione concertistica estiva: la rassegna I luoghi dello Spirito e del Tempo. Attiva da oltre trent’anni e inserita nel prestigioso network europeo REMA (Early Music in Europe), questa manifestazione si distingue per la sua capacità di fondere l’archeologia musicale con la valorizzazione del patrimonio monumentale romagnolo. Organizzato dal Collegium Musicum Classense, il festival persegue l’obiettivo etico di aprire al pubblico cortili, chiese e palazzi storici normalmente non visitabili, trasformandoli in culle di memoria e condivisione. È in questa imponente cornice che giovedì 30 luglio, alle ore 21:00, il cinquecentesco cortile di Palazzo Grossi a Castiglione di Ravenna ospiterà il Trio Lympha con il concerto Harmonia Mundi: il canto degli elementi. Attraverso l’uso di strumenti antichi e rari come il salterio e la nyckelharpa, uniti a percussioni e canti corali, la formazione proporrà un raffinato programma in cui la musica antica si fonde con le tradizioni popolari del mondo. Il filo conduttore della serata sarà il “battito degli elementi”, un concetto filosofico e sonoro capace di legare il misticismo medievale di Ildegarda di Bingen ai canti dei nativi americani. L’evento, ad ingresso a offerta libera, intende dimostrare come le radici musicali di culture, geografie e secoli apparentemente distanti rispondano allo stesso identico stimolo ancestrale: la vibrazione del cosmo e la profonda relazione spirituale tra l’essere umano e la natura. Un modello culturale per il futuro Cosa unisce, dunque, l’alba di Medicina, il giardino comunitario di Rimini e i palazzi storici del ravennate? La risposta risiede nella decostruzione del classico “grande evento” spettacolare a favore di una dimensione più intima, etica e sostenibile. Si avverte la necessità di porre un’alternativa ai mega-concerti che ogni estate si insediano sui litorali: appuntamenti di massa che rischiano di compromettere l’equilibrio delle delicate aree dunali, ecosistemi fragili dove la tutela della biodiversità — come la salvaguardia dei pulli di fratino o la protezione dei nidi di tartaruga marina — dovrebbe essere la priorità assoluta. Un precedente virtuoso in questa direzione viene tracciato ogni anno a giugno da Into the Blue – Sea Life Fest. Giunto nel 2026 alla sua sesta edizione, il festival organizzato da Fondazione Cetacea tra Rimini e Riccione è nato proprio per promuovere la coesistenza sostenibile tra le attività umane e la biologia marina. In questo panorama, tutti i festival citati non si limitano all’aspetto concertistico, ma propongono una musica concepita come strumento di connessione profonda, promuovendo cultura a 360 gradi. Le esecuzioni sonore si arricchiscono così, di volta in volta, di momenti emozionanti che uniscono ricerca (etnomusicologica o scientifica), alternandosi a seminari, conferenze di approfondimento, letture drammatizzate e poesia, offrendo al pubblico occasioni plurali di riflessione. Queste rassegne dimostrano che la musica e l’arte non devono necessariamente consumare il territorio che le ospita, ma possono valorizzarlo, proteggerlo e spiegarlo. In un momento storico segnato da forti crisi ambientali e sociali, in cui l’antropizzazione dei litorali mette a dura prova gli habitat costieri, e in cui tra cementificazione e taglio di alberi si mettono a rischio di alluvioni intere città, l’alleanza tra festival artistici regionali, il supporto reciproco tra artiste impegnate nel sociale e la scelta di dare spazio alla fragilità umana offrono un modello culturale necessario. In un paese in cui molti lavoratori dello spettacolo, per riuscire a sopravvivere, scelgono il silenzio o una “neutralità” che non li esponga pur di non scontentare i committenti per arrivare a fine mese, il successo di queste rassegne lancia un segnale potente. La loro crescente affluenza di pubblico non ha nulla a che fare con i grandi eventi commerciali di massa, rappresenta, al contrario, l’espansione di una comunità consapevole che cerca risposte e condivisione. In Emilia Romagna quest’estate la musica ci invita a fermarci e ad ascoltare, per meditare sul nostro passato… E sul futuro che vogliamo dipingere insieme. Per conoscere tutti gli appuntamenti delle Rassegne musicali citate: * In mezzo scorre il fiume: Per consultare il calendario completo della VII edizione del festival itinerante tra arte, musica e natura guidato da Luisa Cottifogli, è disponibile il portale ufficiale di In mezzo scorre il fiume. * Altissime Voci: Il programma completo del festival musicale dedicato ai rondoni e alla biodiversità urbana, ideato e diretto da Arianna Lanci, si trova sulla pagina Facebook Altissime Voci 2026 * Serate al Colle: Il cartellone completo dei cinque giovedì culturali ospitati nel giardino del Seminario vescovile sul colle di Covignano è raggiungibile sul portale dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Alberto Marvelli”, * I luoghi dello spirito e del tempo: Per esplorare i trent’anni di storia della rassegna europea di musica antica e la scheda del concerto del 30 luglio a Palazzo Grossi, è possibile visitare il sito ufficiale: Collegium Musicum Classense o la pagina Facebook de I luoghi dello spirito e del tempo. * Into the Blue – Sea Life Fest: Per documentarsi sulle attività di salvaguardia della fauna marina romagnola e sui dettagli del festival sulla coesistenza balneare svoltosi a giugno, le informazioni ufficiali e i report dei nidi protetti sono pubblicati direttamente sul sito di Fondazione Cetacea. Redazione Italia
July 10, 2026
Pressenza
Sanitari per Gaza Emilia-Romagna mappa i rapporti economici tra la Regione e il gruppo Teva
Sanitari per Gaza Bologna ci racconta di un loro progetto che, insieme a BDS, nel contesto della campagna di boicottaggio TEVA, si concentra su una mappatura degli appalti pubblici vinti dall’azienda. Teva è la più grande azienda per fatturato israeliana, complice del genocidio in corso e che beneficia direttamente dell’occupazione in Cisgiordania. È una grande azienda produttrice di farmaci generici che partecipa agli appalti pubblici anche in Italia. 80% dei farmaci che propone sono generici (ovvero che non hanno più un brevetto) e che quindi potrebbero essere tranquillamente forniti da altre aziende farmaceutiche. Nella campagna di boicottaggio si sottolinea quindi come potrebbero essere inserite clausole etiche nelle gare d’appalto, che permettano di evitare che aziende come Teva vengano finanziate con soldi pubblici. Di fronte all’immobilismo della politica istituzionale, la mappatura espone le responsabilità della Regione e quantifica queste relazioni economiche. In Emilia-Romagna dal 2015 al 225 sono stati aggiudicati 115 milioni di euro a Teva Italia. Parte di questi soldi (95 milioni di euro) erano sotto completo controllo della Regione, perché spesi da aziende direttamente dipendenti dalla sua amministrazione. In questo approfondimento, Sanitari per Gaza Bologna ci spiega anche, al livello metodologico, come sono stati reperiti questi dati (accessibili a tuttx). Questo tipo di studio può essere riprodotto anche in altre zone d’Italia, per dotarci di un numero sempre maggiore di strumenti, costruire una piattaforma rivendicativa precisa e andare ad inchiodare i decisori politici di fronte alle loro responsabilità. Qui anche il fascicolo della mappatura: https://bdsitalia.org/index.php/teva-notizie/3023-mappatura-appalti-pubblici-rer
Sanitari per Gaza Emilia-Romagna mappa i rapporti economici tra la Regione e il gruppo Teva
Sanitari per Gaza Bologna ci racconta di un loro progetto che, insieme a BDS, nel contesto della campagna di boicottaggio TEVA, si concentra su una mappatura degli appalti pubblici vinti dall’azienda. Teva è la più grande azienda per fatturato israeliana, complice del genocidio in corso e che beneficia direttamente dell’occupazione in Cisgiordania. È una grande azienda produttrice di farmaci generici che partecipa agli appalti pubblici anche in Italia. 80% dei farmaci che propone sono generici (ovvero che non hanno più un brevetto) e che quindi potrebbero essere tranquillamente forniti da altre aziende farmaceutiche. Nella campagna di boicottaggio si sottolinea quindi come potrebbero essere inserite clausole etiche nelle gare d’appalto, che permettano di evitare che aziende come Teva vengano finanziate con soldi pubblici. Di fronte all’immobilismo della politica istituzionale, la mappatura espone le responsabilità della Regione e quantifica queste relazioni economiche. In Emilia-Romagna dal 2015 al 225 sono stati aggiudicati 115 milioni di euro a Teva Italia. Parte di questi soldi (95 milioni di euro) erano sotto completo controllo della Regione, perché spesi da aziende direttamente dipendenti dalla sua amministrazione. In questo approfondimento, Sanitari per Gaza Bologna ci spiega anche, al livello metodologico, come sono stati reperiti questi dati (accessibili a tuttx). Questo tipo di studio può essere riprodotto anche in altre zone d’Italia, per dotarci di un numero sempre maggiore di strumenti, costruire una piattaforma rivendicativa precisa e andare ad inchiodare i decisori politici di fronte alle loro responsabilità. Qui anche il fascicolo della mappatura: https://bdsitalia.org/index.php/teva-notizie/3023-mappatura-appalti-pubblici-rer
July 5, 2026
Radio Blackout
Scuole a Modena: MCE promuove la pace a Gaza, Ministero dispone accertamenti ispettivi
Il 3 giugno 2026, alcune classi delle scuole primarie Pascoli, Graziosi, Sant’Agnese e Gramsci e della scuola dell’infanzia Collodi di Modena si recano al Laboratorio Aperto per incontrare il sindaco Massimo Mezzetti. Si conclude con questo incontro il progetto “La Flottilla dei bambini del mondo: lettere ai politici per la Pace”, un’iniziativa di educazione alla pace promossa dal Movimento di Cooperazione Educativa (MCE). All’incontro partecipa anche Wael Al-Dahdouh, giornalista di Al Jazeera, testimone del genocidio a Gaza e sopravvissuto alla perdita di dodici familiari, tra cui un figlio giornalista, uccisi nei bombardamenti israeliani. Con lui c’è un interprete, Sulaiman Hijazi, iscritto nel registro degli indagati della Procura di Genova per presunti finanziamenti ad Hamas. Tre giorni dopo, il 6 giugno, Il Giornale pubblica un articolo sulla vicenda che diventa da quel momento un caso politico. Lo stesso giorno l’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia-Romagna annuncia «approfondimenti per quanto di competenza» e dispone un accertamento ispettivo «al fine di comprendere l’accaduto». In serata interviene il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che afferma: «Qualora risultasse vero che a Modena bambini delle scuole primarie e dell’infanzia avrebbero partecipato a un incontro con la presenza di una persona che la stampa indica come indagato per fatti riconducibili all’articolo 270-bis del Codice penale, sarebbe un fatto grave. Se qualcuno pensa ancora di poter fare della scuola un luogo di indottrinamento e di propaganda sbaglia. Questo ministero non lo consentirà». Il giorno successivo arriva la nota dell’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, che plaude all’intervento di Valditara e descrive l’incontro come «bambini indottrinati all’odio da parte di estremisti islamici». Da notare la dinamica: un articolo di stampa produce una reazione istituzionale immediata, che, a sua volta, produce una reazione diplomatica. In nessun momento di questa catena viene verificata la ricostruzione dei fatti prima di agire. L’USR non chiede alle scuole, non sente gli insegnanti, non legge il progetto didattico. Si muove sulla base di quanto “riportano alcuni media” — formula che Valditara stesso usa nella sua dichiarazione, costruendo l’intera risposta istituzionale sul condizionale. Il Movimento di Cooperazione Educativa risponde il 7 giugno con un comunicato della Segreteria Nazionale intitolato “Dare parola all’infanzia è Costituzione”. Il documento chiarisce che l’incontro con il sindaco è stato organizzato dall’Amministrazione Comunale in risposta alle lettere scritte dai bambini, e che il progetto ha una genealogia precisa: nel 1973, la classe quinta elementare di Vho di Piadena, guidata dal maestro Mario Lodi — uno dei fondatori del MCE — scrisse lettere collettive ai potenti della terra per chiedere la fine della guerra del Vietnam. L’allora Presidente del Consiglio Giulio Andreotti non si sottrasse e rispose formalmente ai bambini. Al progetto attuale hanno aderito oltre duecento classi in tutta Italia; hanno risposto il Presidente della Camera Fontana, il segretario dell’ONU Guterres, e hanno espresso vicinanza il Presidente della Repubblica Mattarella, il presidente della CEI Zuppi e Papa Leone XIV. Questo progetto di educazione civica ha radici profonde nella tradizione pedagogica democratica italiana, è ispirato alla pedagogia Freinet e riconosciuto dal Ministero stesso, dal momento che il MCE fa parte del Forum Nazionale delle Associazioni Professionali dei Docenti (FONADDS) presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito. C’è una questione che la polemica ha sistematicamente eluso, e che riguarda i bambini prima ancora che la politica. I bambini e le bambine di quelle classi — come i bambini e le bambine di tutta Italia — vedono quotidianamente immagini di Gaza. Le vedono sui telefoni dei genitori, sui televisori accesi in cucina, sui social che permeano anche l’infanzia più sorvegliata. Quelle immagini producono paura, confusione, domande che restano sospese se nessun adulto le raccoglie. La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, ratificata dall’Italia nel 1991, è esplicita in proposito. L’articolo 12 garantisce al fanciullo il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa; l’articolo 13 sancisce il diritto alla libertà di espressione, che comprende la libertà di ricercare, ricevere e divulgare informazioni e idee di ogni specie. Non sono diritti che i bambini esercitano nonostante la scuola: la scuola è uno dei luoghi in cui quei diritti diventano praticabili. Boris Cyrulnik, psichiatra e neurologo che ha dedicato decenni allo studio dei bambini esposti alla guerra e al trauma, ha mostrato che la resilienza non nasce dalla rimozione del dolore, ma dalla possibilità di nominarlo in presenza di un adulto capace di accoglierlo. Il “tutore di resilienza” — figura centrale nel suo lavoro — è precisamente chi non distoglie lo sguardo, chi aiuta il bambino a trasformare un’esperienza angosciante in racconto, in comprensione, in azione. Rimuovere il conflitto dall’orizzonte didattico non protegge i bambini: li lascia soli con immagini che non riescono a elaborare. È esattamente quello che MCE ha fatto, con coerenza e metodo: ha dato ai bambini strumenti per agire sulla realtà invece di subirla passivamente. La scrittura collettiva di lettere ai potenti non è indottrinamento — è il contrario dell’indottrinamento. È l’insegnamento che le parole contano, che le voci dei bambini possono raggiungere chi decide, che la pace non è uno stato naturale ma un obiettivo che si costruisce. Come scrive il comunicato della Segreteria Nazionale: «Compito della scuola è ascoltare le paure di alunne e alunni, dare loro la parola, accompagnarli a riconoscere ed esprimere sentimenti e opinioni, aiutarli ad avere fiducia nel futuro». L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università documenta da anni il processo inverso: l’ingresso sistematico e non contestato delle forze armate nella scuola — attraverso i PCTO, le convenzioni, i progetti di alternanza, le cerimonie, i concorsi didattici. Quel processo non produce ispezioni, non produce dichiarazioni ministeriali, non produce note di ambasciatori. Produce, tutt’al più, qualche foto sul sito della scuola. LA MISURA DELL’ANOMALIA È TUTTA QUI: PORTARE UN TESTIMONE DI GUERRA IN CLASSE GENERA UN’ISPEZIONE; PORTARE UN UFFICIALE DELL’ESERCITO GENERA UN ATTESTATO DI MERITO. LA SCUOLA NON È NEUTRALE, E NON LO È MAI STATA. LA DOMANDA È SOLTANTO CHI DECIDE, E IN NOME DI COSA, QUALE PRESENZA È EDUCATIVA E QUALE È PROPAGANDA. Silvia Delitala, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Elogio della “cultura della difesa” all’ExpoAid 2026: il volto buono della militarizzazione!
Dal 25 al 27 giugno al Palacongressi di Rimini si è tenuto l’ExpoAid 2026, il più grande evento nazionale dedicato al Terzo settore e alle associazioni impegnate nel mondo delle disabilità. Tre giornate dedicate alla vita indipendente, alle malattie rare, al lavoro e allo sport per le persone con disabilità, con seminari che davano diritto a crediti formativi, laboratori, spettacoli cinematografici, dimostrazioni sportive con atleti paralimpici. Tra gli stand informativi erano presenti postazioni di tutte le Forze Armate. Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria, Esercito, Aeronautica Militare, Marina Militare, Capitanerie di porto, c’erano tutte, a raccontare la cultura della difesa.  La banda musicale della Marina Militare ha tenuto il concerto di inizio, poi è stato trasmesso un video dell’Amerigo Vespucci e la ministra per le disabilità Alessandra Locatelli ha ricordato l’iniziativa che nei mesi scorsi ha portato numerosi gruppi di persone con disabilità e dei loro accompagnatori, a visitare il veliero più antico della Marina Militare italiana. Nella programmazione erano previsti sei laboratori di primo soccorso e gestione delle emergenze a cura dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri, e altri interventi di personale dell’esercito e dei corpi di polizia nei seminari. Tra le autorità politiche intervenute anche la sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti che ha elencato alcune iniziative che le forze armate svolgono in sinergia con il Terzo settore “per non lasciare indietro nessuno”. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia la cooperazione del settore Difesa con il Terzo settore come preludio di una continuità ancora più stretta in futuro. È tutto studiato a tavolino, come possiamo leggere nel programma di comunicazione 2025 del ministero della Difesa. Ne ha parlato Serena Tusini al nostro convegno nazionale del 2025 (vedi qui). Visti gli immani investimenti militari degli ultimi anni, la corposa presenza delle forze armate negli spazi pubblici e ricreativi è una operazione mirata di comunicazione per raggiungere audience specifiche e coinvolgerle nel sentimento nazionalista e securitario, creare consenso e promuovere il reclutamento volontario. Come aderenti all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università da più di tre anni raccogliamo dati e documenti che avvalorino la nostra tesi di una maggiore militarizzazione della cultura e della società civile. La presenza consistente e sempre più frequente delle forze armate negli spazi della società civile, per quel pubblico che non guarda il mondo con una lente critica, potrebbe apparire una tendenza come un’altra, destinata a passare. Noi crediamo invece che la militarizzazione della società sia un fenomeno strutturale preoccupante, che porterà maggiore povertà e ricattabilità per tutta la popolazione italiana, europea e mondiale e una angosciante subordinazione della gente comune ai programmi bellici attuali e futuri. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente