Tag - emilia romagna

Stop polizia! Assemblea al Parco della Zucca
Mercoledì sera al Parco della Zucca, durante il festival indipendente Isola Verde, due camionette e diverse auto della polizia hanno bloccato le uscite e proceduto a un controllo a tappeto del parco, chiedendo i documenti a tutte e tutti. Un intervento che ha spaventato famiglie, bambine e bambini e una […] L'articolo Stop polizia! Assemblea al Parco della Zucca su Contropiano.
September 6, 2026
Contropiano
Bologna. Scuole roventi e… 14 anni di ritardi: il nuovo PPP del Comune è una cambiale in bianco sulla pelle dei bambini
Il Comune di Bologna ha recentemente annunciato l’avvio di un progetto di fattibilità per un partenariato pubblico-privato (PPP) destinato alla gestione e manutenzione di oltre 350 edifici comunali, inclusi gli interventi di climatizzazione presso nidi e scuole dell’infanzia. Tuttavia, ad oggi non sono stati resi noti né il soggetto industriale […] L'articolo Bologna. Scuole roventi e… 14 anni di ritardi: il nuovo PPP del Comune è una cambiale in bianco sulla pelle dei bambini su Contropiano.
September 3, 2026
Contropiano
Le forze dell’ordine “invadono” l’isola verde in Bolognina
Ieri sera per quasi due ore si è svolto un controllo di polizia al Parco della Zucca con decine di agenti, camionette e cani antidroga, che ha interrotto le attività del festival Isola Verde e i giochi dei bambini, identificando molti dei presenti. Questa è un’ennesima dimostrazione della logica di […] L'articolo Le forze dell’ordine “invadono” l’isola verde in Bolognina su Contropiano.
September 3, 2026
Contropiano
EMILIA-ROMAGNA: UNO SGUARDO SU LOTTE AMBIENTALI E TERRITORIALI- TERZA PUNTATA
Bentrovate e bentrovati alla trasmissione di una componente-parte della redazione locale Emilia-Romagna. In questa puntata si fa il punto sulle dinamiche generali della evoluzione atmosferica nel mondo ed un focus di approfondimento sulla già citata devastazione territoriale progettata nel territorio di Montecchio Emilia. Ascolta o scarica  In questa puntata: In apertura parliamo con Aldo Meschiari, un professore che si occupa di divulgazione scientifica sulle questioni metereologiche facendo il punto sulla importanza delle lotte dal basso, della diffusione di consapevolezza e anche dell’importanza di conoscere il regolamento europeo per il ripristino della natura, (Nrr, 2024/1991). Si tratta di un buon regolamento, al punto che la Associazione dei Comuni Italiani (Anci) e la Associazione dei Costruttori edili italiani (Ance) stanno lavorando per boicottarne il recepimento nel nostro paese, come ben analizzato da Paolo Pileri sul sito di Altreconomia. Seguiranno tre interventi sulla questione di Montecchio Emilia perchè il progetto che sta portando avanti l’amministrazione di quel comune, è talmente impattante sul territorio da risultare emblematico. I punti di vista proposti sono tre: Athos Cilli ci parla della gestione delle acque, Sabrina Spaggiari delle problematiche per coltivare prodotti di qualità in territori devastati, mentre Giuseppe Bronzoni mette a disposizione le sue competenze di dottore in scienze agrarie, maturate professionalmente in ambito internazionale proprio su lavori di ripristino ambientale, per discutere della incultura delle nostre amministrazioni. In contemporanea alla trasmissione si terrà il consiglio comunale proprio a Montecchio Emilia (RE) Buon ascolto.
September 2, 2026
Radio Onda d`Urto
Bologna. Chiusi gli ambulatori di via Beroaldo
“La notizia della chiusura degli ambulatori di via Beroaldo, prevista per il prossimo 8 settembre, con lo spostamento dei servizi alla ‘casa di comunità’ di Via Faenza in quartiere Savena rappresenta l’ennesimo e gravissimo colpo inferto alla sanità pubblica e di prossimità nel nostro territorio.” Ad affermarlo in una nota […] L'articolo Bologna. Chiusi gli ambulatori di via Beroaldo su Contropiano.
August 28, 2026
Contropiano
Nidi a Bologna, la diffida dei genitori si allarga
La diffida inviata al Comune dai genitori del nido Vestri il 18 luglio si allarga: in questi giorni la stessa iniziativa è stata formalizzata anche dai genitori di altri nidi comunali (Bigari, Mazzoni e altri) e da un gruppo di genitori della scuola dell’infanzia Testi Rasponi. Alla mobilitazione si sono […] L'articolo Nidi a Bologna, la diffida dei genitori si allarga su Contropiano.
August 27, 2026
Contropiano
Amianto e mesotelioma: al 30 giugno 2026 sono 3.860 i casi in Emilia-Romagna
Amianto e mesotelioma: al 30 giugno 2026 sono 3.860 i casi in Emilia-Romagna, 173 a Rimini, ma la mappatura amianto del territorio resta incompleta. Pubblicati dal COR-RENAM Emilia-Romagna i dati del Registro Mesoteliomi aggiornati al 30 giugno 2026, a cura di R. Perduri, C. Storchi, L. Mangone, P. Giorgi Rossi Mesotelioma: di cosa si tratta | Il mesotelioma maligno (MM) è un tumore raro ma strettamente correlato all’esposizione, anche modesta, alle fibre di amianto. Nonostante il bando dell’amianto in Italia (legge 257/1992), il lungo tempo di latenza – oltre 40 anni – continua a determinare nuove diagnosi. In Emilia-Romagna la sorveglianza è garantita dal Registro Mesoteliomi (ReM), istituito nel 1995 e operativo dal 1996 presso l’Ausl-IRCCS di Reggio Emilia, che funge anche da Centro Operativo Regionale (COR) della rete nazionale ReNaM. Amianto e mesotelioma in Emilia-Romagna e a Rimini | Al 30 giugno 2026 il Registro ha archiviato complessivamente 4.657 casi, di cui 4.448 confermati come mesoteliomi maligni; al netto dei casi antecedenti al 1996 e dei non residenti, l’analisi riguarda 3.860 casi diagnosticati in cittadini dell’Emilia-Romagna. L’andamento recente conferma il trend: 156 casi nel 2023 (dato stabilizzato), 143 nel 2024 (ultimo anno consolidato), 114 nel 2025 (dato provvisorio) e già 53 nuovi casi nel solo primo semestre 2026. La media annua è passata dai 77,25 casi del 1996-1999 ai 153,6 del 2020-2024, con un picco negli ultimi dieci anni. Nella provincia di Rimini, che registra il tasso più basso in regione per gli uomini (2,2 casi ogni 100.000 abitanti, contro una media regionale di 4,4), dal 1996 sono stati diagnosticati 173 casi, 103 dei quali di origine professionale; 17 legati a esposizioni non professionali (11 familiari, 2 ambientali, 4 extra-lavorative), mentre i restanti 53 risultano di esposizione improbabile, ignota, da definire o non classificabile. A livello regionale, i settori produttivi più coinvolti restano l’edilizia (13,9% dei casi ad esposizione professionale), la costruzione e riparazione di rotabili ferroviari (9,7%), l’industria metalmeccanica (8,8%) e l’industria alimentare/zuccherifici (8,1%), a conferma di come l’amianto abbia riguardato lavorazioni molto diverse tra loro. Lavoro, amianto, mesotelioma: che fare All’interno della Camera del Lavoro CGIL è possibile avere informazioni e fare segnalazioni in relazione all’esposizione o alla presenza di amianto sul territorio: basta contattare lo Sportello AFeVA (associazione familiari e vittime amianto), al 0541779912 oppure scrivere a rimini.afeva@er.cgil.it. Per gli ex esposti all’amianto è inoltre attivo gratuitamente l’Ambulatorio Amianto di Rimini dell’Azienda AUSL Romagna, dove è possibile attivare uno specifico protocollo di sorveglianza sanitaria. Per accedere al servizio, senza prescrizione medica, è necessario l’invio di un modulo scaricabile dal sito dell’Ausl Romagna o disponibile allo Sportello AFeVA di Rimini. Il ruolo delle amministrazioni locali Restano dunque centrali, come previsto dalle linee guida del “Piano regionale amianto”, la mappatura completa dell’amianto ancora presente in provincia di Rimini e la piena attuazione del Piano stesso, a oggi non ancora completata sul territorio. Cgil Rimini e AFeVA Rimini Redazione Romagna
August 20, 2026
Pressenza
EMILIA-ROMAGNA: UNO SGUARDO SU LOTTE AMBIENTALI E TERRITORIALI DA BOLOGNA, MONTECCHIO E CASTELNUOVO SOTTO
Bentrovate e bentrovati alla trasmissione di una componente-parte della redazione locale Emilia-Romagna. In questa puntata, dedicata alle tematiche ambientali ed ai comitati che si occupano del tema in regione, troverete contributi sulle lotte, sulle iniziative e sulle esperienze in Emilia-Romagna con voci da Bologna, Montecchio e Castelnuovo Sotto. Ascolta o scarica In questa puntata: Ciò che si vuole “svelare” con questo sguardo di insieme sui comitati di lotta, per quanto parziale, è il paradosso dell’effetto di una legge che dichiara di perseguire il consumo di suolo 0 nel 2050 e che si è tradotta in una pratica moltiplicativa del consumo di suolo “prima che sia troppo tardi”, attraverso lo sfruttamento delle mille ambiguità della legge 24 del 2017. Lo sguardo si amplia sul mondo, con una descrizione della esperienza di ripiantumazione a Madrid e con una nota dedicata alla lotta in Patagonia (Argentina) che si terrà domani, 6 luglio, contro la legge che, se sarà approvata, permetterà la vendita delle terre senza alcuna limitazione per lo sfruttamento indiscriminato delle acque e dei minerali del sottosuolo. Infine è stato raccolto un contributo sul rapporto tra piante e colonialismo, con una sguardo originale sulla valorizzazione anche economica delle piante esotiche a partire dall’ottocento. Nella seconda parte di questa trasmissione dedicata alle tematiche ambientali ed ai comitati che si occupano del tema in regione, troverete contributi sulle lotte, sulle iniziative e sulle esperienze in Emilia-Romagna con voci da Rubiera (R.E. – Modena), Imola e Reggio Emilia. Ascolta o scarica In questa puntata: Ciò che si vuole “svelare” con questo sguardo di insieme sui comitati di lotta, per quanto parziale, è la straordinaria continuità di argomentazioni con cui in Emilia Romagna si “governa” il territorio con scelte dall’alto dalle quali i cittadini sono costretti a difendersi attraverso la costruzione di comitati territoriali. Lo sguardo dal basso permette di dare una risposta non ideologica alla crisi di un sistema di potere organizzato per evitare ogni di compartecipazione alle decisioni che riguardano la gestione del territorio, pereguendo interessi di parte che vedono nel cosiddetto “sviluppo” una specie di dottrina a cui tutto subordinare. Per questo si conclude la riflessione focalizzando il tema di cosa si intenda per benessere personale e sociale.
August 5, 2026
Radio Onda d`Urto
Informareunh.it: A ExpoAID 2026 anche “il volto buono della militarizzazione!”
DI SIMONA SU INFORMAREUNH.IT DEL 13 LUGLIO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto dalla redattrice Simona, pubblicato su Informareunh.it il 13 luglio 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. «Una nota dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha fatto emergere come tra gli stand informativi di ExpoAID 2026, il più grande evento nazionale dedicato al Terzo settore e alle associazioni impegnate nel mondo delle disabilità, svoltosi a Rimini dal 25 al 27 giugno scorsi, fossero presenti postazioni di tutte le Forze Armate. Per l’Osservatorio si tratta di un’operazione di comunicazione mirata connessa al costante incremento delle spese militari, e finalizzata ad accrescere il sentimento nazionalista e securitario, creare consenso e promuovere il reclutamento volontario...continua a leggere su www.informareunh.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Il marchio Reggio Emilia e la ricostruzione educativa israeliana
Secondo uno schema che avevamo già denunciato precedentemente con un articolo, il 27 luglio scorso Cosimo Pederzoli riporta alla ribalta, tramite un post su Facebook, l’utilizzo del Reggio Emilia Approach negli asili israeliani della Fondazione Sasa Setton, realizzati in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione israeliano. Reggionline riprende la notizia il giorno successivo, sottolineando la posizione di Reggio Children, secondo cui non esiste alcun accordo commerciale o istituzionale diretto con la fondazione. «Israele vuole il Reggio Children Approach nelle colonie illegali», sostiene Pederzoli. Su questo punto non abbiamo conferme. Il programma “Embrace” (poi “Embrace 2.0”), guidato da Sasa Setton, Alumot Or e Center for Jewish Impact in coordinamento con il Ministero dell’Istruzione, riguarda un numero crescente di centri per la prima infanzia (3-6 anni): da 32 (Times of Israel, settembre 2025) a 52 (Center for Jewish Impact, novembre 2025), nella Gaza Envelope, nel Western Negev, a Bat Yam e in cinque località del nord — probabilmente Kiryat Shmona, Metula, Shlomi, o i villaggi del Mateh Asher Regional Council (Ayalon, Aramsha, Hanita, Matzuba, Betzet, Liman, Adamit, Rosh Hanikra) — tutte città e villaggi entro i confini internazionalmente riconosciuti di Israele. I finanziatori sono Bank Hapoalim, Rothman Family Foundation, Segal Family Foundation, Combat Antisemitism Movement, Russian Jewish Congress, San Francisco Federation. Nessuno dei sei enti citati come sostenitori del progetto ha una missione pedagogica. Bank Hapoalim è la principale banca commerciale israeliana. Combat Antisemitism Movement e Russian Jewish Congress sono organizzazioni di advocacy e rappresentanza comunitaria, attive rispettivamente nel lobbying politico internazionale e nel sostegno alle comunità ebraiche di lingua russa. La San Francisco Federation è un ente ombrello di raccolta fondi per cause comunitarie ebraiche nordamericane. Di Rothman Family Foundation e Segal Family Foundation, entrambe fondazioni filantropiche familiari statunitensi, non risultano profili pubblici dettagliati. In nessun caso si tratta di enti con competenza o missione dichiarata in pedagogia dell’infanzia — un dato che solleva la domanda su quale funzione svolga, in questo assetto, un riferimento a un metodo educativo come quello reggiano. Il Reggio Emilia Approach nasce nel secondo dopoguerra nelle campagne intorno a Reggio Emilia, per iniziativa di gruppi di genitori che, usciti dalla Resistenza e dalla distruzione della guerra, costruirono le prime scuole dell’infanzia anche con i materiali recuperati dai residuati bellici. Fu poi sistematizzato dal pedagogista Loris Malaguzzi, che ne fece un progetto pubblico e comunitario: la scuola dell’infanzia come diritto, costruita dal basso, in un territorio che usciva dall’antifascismo e dalla guerra. È su questo schema retorico — “Reggio che si ricostruì dopo la guerra” — che i promotori presentano il programma “Embrace”, nato, a loro dire, per supportare i bambini israeliani del Gaza Envelope nell’elaborazione del trauma del 7 ottobre 2023. Il Reggio Emilia Approach era però già arrivato in Israele dal 1998, quando Naama Zoran — che sarebbe poi stata tra i fondatori del dipartimento 0-3 del Ministero dell’Istruzione israeliano — lo introdusse nel paese. Da almeno il 2018, Zoran organizza inoltre seminari specifici come “Exploring Reggio Through a Jewish Perspective”. Sappiamo che nel sistema educativo israeliano il servizio militare è presentato come nucleo dell’identità nazionale, e l’esercito entra regolarmente nelle scuole di ogni livello. Già negli asili e nelle elementari, i bambini ascoltano racconti sull’eroismo dei caduti, partecipano a visite ai memoriali e vengono coinvolti nella spedizione di pacchi e lettere di sostegno ai soldati al fronte. È possibile che questo approccio propagandistico sia affiancato dal Reggio Emilia Approach, e quanto l’istituzione reggiana è a conoscenza di un eventuale uso distorto del suo progetto educativo? A fronte di queste domande, una prima risposta istituzionale era già arrivata nel settembre 2025. Il 22 settembre Reggio Children e il Comune di Reggio Emilia avevano annunciato l’avvio di una verifica sui rapporti con istituti israeliani o ebraici del network internazionale. Il giorno successivo, una nota di chiarimento precisava che l’organizzazione non ha mai concesso marchi o certificazioni a scuole in nessun paese, Israele incluso, ma confermava che la verifica caso per caso era in corso, insieme al richiamo alla continuità dei progetti sostenuti nel tempo con realtà educative palestinesi. Il Resto del Carlino individuò allora il primo banco di prova concreto di questa policy: lo Study Group “from Jewish Schools”, già in programma per il 12-16 gennaio 2026, co-promosso con Mirrors Way – Israel-Reggio Journey, il referente israeliano ufficiale della rete dal 1998. Lo Study Group si è tenuto regolarmente. E oggi, quasi un anno dopo l’annuncio, Israele risulta ancora presente nel Network Internazionale pubblicato sulla pagina ufficiale di Reggio Children, alla voce “Asia e Oceania” — pagina consultata e archiviata il 29 luglio 2026 (ore 21:04 UTC). Il 28 luglio Reggionline ha riportato, sempre a partire da una denuncia di Pederzoli, la sospensione della collaborazione con una scuola ebraica di Miami Beach. Della notizia non vi è però riscontro sul sito della scuola coinvolta, la Innovative School of Temple Beth Sholom: al 27 gennaio 2026 — mesi dopo l’annuncio — il suo sito e i suoi profili social continuano a definirla “Reggio inspired”, senza alcuna rimozione del riferimento. Non è chiaro, del resto, se un’eventuale sospensione riguardi un rapporto istituzionale diretto o la sola partecipazione a percorsi formativi — distinzione che, secondo quanto dichiarato da Reggio Children, resta comunque permessa a livello individuale, non essendoci un marchio commerciale da revocare. Le decisioni su ulteriori eventuali azioni, ha precisato l’organizzazione, saranno valutate insieme all’Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia del Comune, titolare del marchio. Sul piano politico locale, la vicenda non ha finora prodotto interrogazioni parlamentari né a Camera né a Senato. Il 12 gennaio 2026 il Consiglio comunale di Reggio Emilia ha invece respinto, a larghissima maggioranza, una mozione di Coalizione Civica che chiedeva a Farmacie Comunali Riunite di sospendere i rapporti con la multinazionale israeliana Teva — un dato che aiuta a misurare la distanza tra la dichiarazione di settembre e la prassi politica della città. Per l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università resta dunque aperta la domanda con cui si chiude questa ricostruzione: se un approccio propagandistico attraversa effettivamente il sistema educativo israeliano fin dalla prima infanzia, cosa garantisce che i centri sostenuti da Sasa Setton — costruiti proprio nel linguaggio della pedagogia reggiana — ne restino immuni? E quanto, un anno dopo il primo allarme, l’istituzione reggiana ha davvero verificato l’uso che viene fatto, altrove nel mondo, del proprio nome? Silvia Delitala, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente