Quella linea d’ombra che molti nascondono
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Ci sono diversi modi di negare la valenza politica e sociale dell’impegno che
creano alcune realtà sociali attente ai temi delle migrazioni, come l’esperienza
nata intorno a “Piazza del Mondo”, a Trieste.
C’è l’approccio di tipo fascista, con cui ad esempio quella piazza fu destinata
ad accogliere un comizio della destra nell’ottobre del 2020, producendo uno
scontro con la polizia. Quell’approccio è stato rinnovato di recente con la
richiesta di un altro comizio per il 20 marzo, questa volta, dopo alcune
proteste, negato dalla questura.
C’è poi l’approccio messo in atto da Le Jene-Mediaset il 15 marzo, con
un’intervista truccata con Lorena Fornasir di Linea d’Ombra, punto di
riferimento dell’esperienza che nasce ogni pomeriggio nell’incontro con i
migranti della Rotta Balcanica: quell’intervista insinua la collaborazione di
Linea d’Ombra con lo sfruttamento del movimento migratorio.
E infine c’è approccio più sottile che si è espresso ad esempio con il
documentario “Trieste è bella di notte” del 2023, nel quale Linea d’Ombra non
esiste, e di recente con un capitoletto nel volume Luoghi di confine. Violenze e
resistenze del territorio italiano, pubblicato da un autorevole editore come
DeriveApprodi, intitolato “Confini oltre il confine: il silos di Trieste e
l’abbandono istituzionale dei richiedenti asilo”. Il secondo si basa
sull’omissione del fatto che l’impegno quotidiano nella piazza davanti alla
stazione di Trieste, che dura dall’ottobre del 2019 e che ha prodotto
un’attivissima rete che coinivolge migliaia di persone in tutta Italia, è nato
con Linea d’Ombra. È molto triste che persone che vengono quotidianamente in
piazza per conto di associazioni del cosiddetto terzo settore fingano di
ignorare questo fatto. È triste ma ha un significato: Linea d’Ombra si è
presentata sin dal suo lontano inizio come attore di un impegno politico con i
migranti in transito fuori d’Italia in nome del loro diritto alla libertà di
movimento, e questo urta gli equilibri di molte associazioni del terzo settore
che, ovviamente, devono preservare il loro rapporto con le istituzioni… Da
questo però non dovrebbe discendere che fingano che la piazza in cui vengono
tutti i giorni a raccogliere dati sul passaggio dei profughi della Rotta
Balcanica, interferendo con Linea d’Ombra molte volte, soprattutto nel caso di
situazioni difficili, esiste soprattutto grazie al costante quotidiano impegno
di tutto ciò che si raccoglie intorno a Linea d’Ombra.
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